martedì 10 dicembre 2013

Renzi(...)eide: si annuncia l'ennesima delusione per gli illusi

Partiamo dalle cose serie: l'istituto Cattaneo ha fatto una seria analisi sul voto analisi sul voto che ha portato il Blair (non avrei mai creduto che per fare un esempio avrebbero scelto proprio il peggio del peggio... il cagnolino di Bush e non si chiama Dudù) in versione ridotta italiota a vincere le primarie del suo partito: un partito che vorrebbe essere "socialdemocratico" e che invece è... poco più che un fantasma del suo ideale riferimento, i democrats americani, per assomigliare, invece, sempre più al pdl poco prima che si scindesse (è vero non dovrebbe meravigliare tutto ciò perchè in fondo siamo sempre italiani e capaci di tutto: dal creare l'impero romano per arrivare a berlusconi e a renzi passando per leonardo, giotto e tanti altri... ). Ma riesco sempre a sorprendermi, veniamo al sodo (si fa per dire):
"Il successo di Matteo Renzi nelle elezioni “primarie” di domenica 8 dicembre è stato da tutti riconosciuto come indiscusso. In questa analisi metteremo a confronto il voto per il segretario come è uscito dalle primarie e quello che era uscito circa tre settimane prima dai circoli, nei quali avevano votato solo gli iscritti al partito. La differenza fra i due voti è un indicatore della rappresentatività degli iscritti rispetto alla cerchia più larga degli elettori-simpatizzanti e ne analizzeremo le differenze territoriali.
Nel grafico che segue abbiamo riportato, regione per regione, la differenza fra la percentuale di voti presa da Renzi nella prima (iscritti) e nella seconda (elettori-simpatizzanti) elezione. Sappiamo che a livello nazionale Renzi ha preso fra gli iscritti il 45,3% dei voti, mentre fra gli elettori ha preso il 67,8%. Si tratta di una differenza di 22,5 punti percentuali. Ma questa media nazionale nasconde profonde differenze territoriali.
Grafico Primarie Pd
Il grafico ci mostra che – se accantoniamo il caso della Basilicata (dove Pittella nei circoli aveva preso il 40%, da cui un balzo in avanti sia di Renzi sia di Civati nelle primarie) e della Valle d’Aosta – fra le quattro regioni nelle quali lo scarto fra voto nei circoli e voto nelle primarie è stato maggiore troviamo le regioni “rosse” dell’Umbria, Emilia-Romagna e Toscana. In queste regioni Renzi ha guadagnato quasi 30 punti percentuali. Nelle regioni del Sud la differenza tra le percentuali ottenute da Renzi fra gli iscritti e fra gli elettori-simpatizzanti sono molto più contenute.
Il risultato è significativo. Le regioni “rosse” sono quelle in cui il partito è sempre stato particolarmente forte, ha goduto di un radicamento storico di tipo sociale e organizzativo unico nel paese. Pensiamo alla funzione svolta in queste regioni dal partito comunista negli anni ‘60 e ‘70 nei confronti dei ceti popolari, nei quartieri urbani di edilizia popolare, nelle città industriali; pensiamo agli immigrati che venivano dal sud e che trovavano nel partito – dalle tombole per i bambini al liscio domenicale – un potente fattore di integrazione sociale. A questo radicamento sociale si è unito il radicamento organizzativo, che ha portato ai successi elettorali degli anni 70.
Nel tempo tuttavia questo modello di apertura-integrazione si è trasformato in chiusura: le persone sono invecchiate, il partito non è stato capace di mostrare la stessa accoglienza e la stessa sintonia verso i nuovi ceti sociali. La struttura organizzativa si è come isolata dalla società e dai suoi mutamenti, diventando in qualche modo vittima del suo stesso successo (potremmo parlare di “paradosso del successo”),
Oggi lo scollamento fra iscritti ed elettori-simpatizzanti è massimo proprio in queste regioni, ed è significativamente espresso dallo scarto fra il voto nelle due arene elettorali, quella degli iscritti e quella degli elettori-simpatizzanti";

......quindi mentre la base degli iscritti, in un certo, diffida; i "simpatizzanti", no; anzi pare proprio che questa seconda cerchia di votanti, e soprattutto nelle regioni "rosse", lo volesse proprio e sia stata determinante per la sua elezione.
Detto ciò, anche grazie all'istituto, andiamo a vedere le prime mosse in quella che sarà una brevissima luna di miele con gli italiani; la prima, lo staff, si è rivelata azzeccata (molte donne e tutti giovani); la seconda ha rassicurato il Colle e la sua creatura ossia è passato dal "mai più inciuci (alias mai più larghe intese)" al più terra terra "la sfiducia al governo non è all'ordine del giorno".. tanto per gradire. Basterà? Non credo visto che l'Alto Colle ha già fatto sapere che il "mood" non corrisponde con quello cui vorrebbe avere a che fare... altro che monito. Altri moniti sono arrivati, questi molto più concreti: la gente, anche la sua, chiede "credibilità, fatti, ecc." cose concrete, molto concrete.... ad esempio che non accada come segnalato dai soliti noti "comunisti" in parlamento e non che oggi alle porte di una certa commissione c'erano emissari di un azienda che fa capo al proprietario, anche di giornali e radio, con tessera del partito del nostro ottenendo uno sconticino di 30 mln sulle opere di urbanizzazione: sconticino già previsto e ora dato.. così non va proprio perchè non è un bel modo di cominciare, vero? Fra un pò ci saranno le elezioni europee... vedremo; per ora non possiamo che aspettare che cadano i veli dell'innamoramento, essendo italiani, momentaneo di cui sono pervasi e goderci le renzate che vengono dette dal nostro che già a Ballarò ne ha dette di tutti i colori senz'alcun contraddittorio vero ma con domande sdraiate e risposte chiamate anni prima....
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