mercoledì 7 ottobre 2015

ma tu guarda che riforma..

Azzerare, azzerare sembra questa la parola d'ordine del governo: dopo che le trattative dirette fra confindustria e sindacati sono "fallite".... e su questo non c'erano dubbi; confindustriali, scavalcati a destra da marchionne, e governo non potevano permettersi un esito negoziale ma dovevano provocare l'intervento proprio del governo che, a quanto pare, le idee in materia sembra avercele e anche chiare; ma andiamo per ordine.
Quali siano i punti qualificanti è noto:
  1. stretta sugli scioperi nei servizi pubblici;
  2. stretta sulla rappresentanza sindacale;
  3. salario minimo.
.. il tutto alla faccia della "libera" contrattazione fra le parti come avviene in una vera società liberale dove al governo tocca solo favorire l'accordo fra le parti e basta... e invece improvvisamente i politici scoprono il dirigismo; anzi (ri)scoprono l'intervento a piedi uniti sul mercato del lavoro.
Non bastava tutto il processo avviato dalla riforma Treu del lavoro in poi ha progressivamente, e senza alcun contrasto, precarizzato il lavoro dei nuovi soggetti che si affacciavano nel mercato e cancellato progressivamente tutte le conquiste che nei decenni precedenti erano state strappate dalle lotte dei lavoratori, sia pubblici che privati, e che, in alcuni casi, erano all'avanguardia nel mondo. Ma l'Italia aveva firmato i patti del WTO e questi patti prevedevano la cancellazione della lavagna finora scritta, più o meno il modello latino-americano delle dittature fomentate dagli americani, e la ripartenza da zero ponendo sullo stesso piano datori e prestatori d'opera ossia una cosa contro cui giuristi, economisti (anche liberali), una parte della politica si erano scagliati ben comprendendo quanto fosse impossibile mettere il potere del ricatto della domanda di lavoro dell'imprenditore che pone le condizioni e il singolo prestatore che ha solo la propria professionalità da offrire... e se ciò non bastasse c'era anche la condizione tutta italiana dell'eccessivo collateralismo (in alcuni casi di commistione se non connivenza) del sindacalismo confederale e della politica (pensate che un terzo del personale politico proviene proprio dal mondo sindacale): una miscela pericolosa perchè quando devi chiedere devi anche dare qualcosa in cambio, è una legge di base nel collateralismo che qui hanno chiamato "concertazione": un cambio di termine ma il significato è lo stesso.
E la storia potrebbe proseguire ma presuppongo che la conosciamo tutti e giungo al punto..... gli obiettivi sopra indicati a cosa devono rispondere e se sono la cigliegina cosa rappresenta la torta?
Mettiamo insieme i componenti; oltre i tre punti succitati c'è sempre il faro del diktat del CEO della Goldman Sachs che affermò, anzi, ordinò l'adeguamento delle Costituzioni antifasciste al mercato e alle sue esigenze. Come fare? Facile:
  1. cambiare la Costituzione: work in progress;
  2. job act: fatto!
  3. spostamento sul lavoro del peso fiscale del lavoro: fatto!
  4. pensioni come bancomat: fatto!
ecc. cosa manca?
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