mercoledì 22 marzo 2017

Che coraggio..a chiamarla Europa

60 anni. Si sono passati 60 anni dalla firma dei Trattati istitutivi europei. Si mettevano le basi per la definitva, allora si sperava, sparizione di conflitti e nazionalismi che per secoli nel vecchio mondo avevano seminato odio e nazionalismi. E a leggere 'quei' Trattati' ci si poteva anche credere perchè l'europa che disegnavano era un sogno, un luogo di pace e democrazia dove convivevano, più o meno felicemente, la 'libera' circolazione di merci e persone (attenzione nei Trattati istitutivi in nessuna parte c'era scritto, nè era stottinteso, il mercato libero.... ma la libera circolazione che è ben altra cosa) e il sociale misto pubblico/privato. Un sogno appunto che svanì nemmeno un decennio dopo quando le esigenze nazionali, e le diffidenze reciproche anglo-franco-tedesca, diventarono preminenti e subito venivano sopiti solo perchè c'era la guerra fredda e quindi si dovevano impedire che il sistema sovietico fosse maggiormente attrattivo di quello capitalistico occidentale: c'era, poi, il problema 'comunista' in paesi importanti (Francia, Italia per fare due esempi) era una parte importante dell'elettorato e non si poteva far finta di niente. Quindi tutto 'tramava' a evitare asperità ed estremismi liberisti e illudeva i cittadini che quell'europa sarebbe stata quella vera.
Non è, come ben sappiamo oggi, andata così. Grazie a Duverger, e da i vari tecnocrati a lui succeduti, non si è proceduto sull'integrazione effettuale ma per assonanze: significa che si partiva da un certo argomento e per assonanza di materia si procedeva con quelle simili; una furbata per evitare gli egoismi degli Stati e introdurre quelle pillole di liberismo necessarie alla bisogna. Ma non bastava. Non poteva bastare perchè, con la Gran Bretagna in procinto di entrare in Europa (lo farà solo a metà) Francia (Mitterand) e UK  (Thatcher) temevano la crescita d'importanza della Germania e decisero di accelerare il processo senz'aspettare il graduale, molto graduale, allineamento delle economie fra loro (come previsto dai Trattati istitutivi). Non volevano aspettare: sapevano che l'aria stava cambiando e una Germania forte avrebbe governato l'intero vecchio mondo (nemo profeta in patria).. cosa difatti avvenuta grazie alla sua riunificazione, dopo l'89 (il vero punto di svolta), e all'arrivo dei paesi dell'ex blocco comunista: un uno due all'integrzione come doveva essere in origine micidiale.... infatti non è andata in quel modo, anzi!!!
Il mondo, con l'89, è completamente cambviato; addirittura sono cambiati i termini stessi di paragone fra gli Stati: i paesi  dell'ex blocco sovietico hanno repentinamente abbandonato il sistema statalistico per abbracciare, almeno all'inizio della loro avventura europea, il liberismo più spinto.. con il risultato che oggi molti di questi paesi stanno lentamente facendo marcia indietro: alcuni addirittura o non sono mai entrati nell'euro o ne stanno, difatto, uscendo (penso all'Ungheria). Un fallimento. Ma nell'area storica non è andata meglio, anzi: fra alti e bassi la manovra a tenaglia messa su da Mitterand e la Thatcher ha sortito un solo reale effetto: ha rafforzato la Germania e gettato le permesse per il fallimento dell'unica cosa che, finora, sono stati capaci creare.. l'euro.
... siamo all'oggi. Com'è andata a finire 60 anni dopo?
  1. Il vero successo dell'unificazione europea è la  rapidissima ascesa dei no euro e degli scettici; mai così in alto (magari non vincono le elezioni ma sono la vera forza emergente..)
  2. La Gran Bretagna se n'è andata... mai stata dentro davvero ora se ne va (anche se dovrà afrontare il nazionalismo scozzese filo-europeista.. più per soldi che per convinzione). Strano: Londra è la piazza finanziaria europea per eccellenza - la Borsa londinese è comproprietaria di quella tedesca e proprietaria di quella italiana - eppure è fuori dalla UE.
  3. i paesi dell'ex blocco sovietico son sempre più lontani... alcune sono in prcinto di andarsene per conto proprio (anche sulla spinta del voto nazionale che sempre di più si mostra 'nostalgico'..) o sono in netta antitesi con i principi approvat dai successivi trattati: un fallimento. Nota a margine Quelli di questi paesi che NON hanno aderito all'euro oggi stanno bene; signficherà qualcosa?
  4. il nucleo storico dell'unione? Ha grossi problemi: Francia, Spagna, Italia, Grecia, Cipro sono in crisi grave e alcuni sono letteralmente falliti e/o sul punto di farlo... e alla faccia della solidarietà cosa fa la UE? Li affama: Grecia docet.... Gli altri vanno meglio soprattutto perchè orbitano nell'area del vero dominus dell'unione: la Germania ma anche lì problemi ci sono, eccome se ci sono se, per esempio la Finlandia, nonostante gli sforzi hanno un debito pubblico in crescita non compensato sufficientemente dalla crescita: ricetta sbagliata che si ritorce contr chi la somministra? Potete scommetterci!!!
  5. Veniamo al vero dominus, la Germania. Detta legge e ha tratto i maggiori benefici dall'Unione, sia dal punto di vista della produzione che da quello del surplus di prodotto che dello sbocco dei suoi prodotti.... assicurandosi che i suoi più vicini concorrenti non potessero darle noia e farle concorrenza: nessuno riesce a competere e, come fecero i piemontesi dopo la cosiddetta unità d'italia, si son creati anche un mercato coloniale di sbocco proprio nel sud dell'europa da un lato e dall'altro un rifornimento di cervelli e braccia a basso prezzo.
E' un Europa diversa questa, rispetto a quella disegnata 60 anni fa: liberista (quella era liberale e sociale); finanziaria (quella era basata sull'economia reale); senza welfare pubblico (quella era esattamente il contrario... anzi se fosse passata l'idea di Altiero Spinelli avvrebbero dovuto essere i popli a suggellarne la nascita attraverso referendum... ma oggi ovunque si tenga un referendum l'europa perde); con un sistema bancario guidato della BCE che non è un entità pubblica ma privata che però sugge soldi agli Stati per risollevare le sorti magnifiche .. non delle società in crisi ma delle banche (nei trattati istitutivi la cosa era un tantino diversa).
Una crisi profonda la pervade: eppure che fa? I cerchi concentrici pur di salvarsi.. e indovinate dove finiamo noi (soprattutto grazie all'incapacità dei nostri politici tesi a partecipare al banchetto più che a gestire): cerchi meglio noti come 'Europa a due velocità' dove chi va più piano non solo arrancherà ma dovrà pure sobbarcarsi il costo del proprio ritardo: alla faccia della solidarietà..
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A me no....
Auguri e good luck a tutti.. ne abbiamo bisogno
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