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mercoledì 10 giugno 2015

Gruppo Bilderberg 2015, 5 italiani invitati. Torna Monti, Gruber confermata

Fonte: Il Fatto Quotidiano del 8/6/2015
Cinque italiani. Tre conferme e due ritorni. Alla conferenza 2015 del gruppo Bilderberg, che si terrà a Telfs-Buchen, in Austria dall’11 al 14 giugno prossimi, ci saranno il presidente di Fiat Chrysler Automobiles John Elkann (che era stata la new entry del 2014), la giornalista Lilli Gruber (che era già stata invitata nel 2013) e il re dell’acciaio italo-argentino Gianfelice Rocca, già incluso nel gruppo due anni fa. Oltre alle conferme, ci saranno anche due ritorni: Mario Monti e l’ex presidente di Telecom, Franco Bernabé, che siedono nel comitato direttivo dell’associazione considerata fra la più influenti ma anche segrete del mondo.
Per il resto, la lista dei partecipanti alle discussioni – su cui vige il più assoluto riserbo – vede il tradizionale elenco di potenti in carica (il primo ministro olandese Mark Rutte e il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, il presidente austriaco Heinz Fischer o il premier finlandese Alexander Stubb) o ex (da José Manuel Barroso a Henry Kissinger), i proprietari o i manager di grandi aziende o banche multinazionali – da Michael O’Leary (Ryanair) ad Ana Botin (Santander) – e per finire anche una testa coronata, come l’ex regina Beatrice d’Olanda. Ma lei ‘gioca in casa’ visto che fra i promotori del Bilderberg Group c’era suo padre, il principe Bernhard van Lippe-Biesterfeld. Quest’anno sarà assente il fondatore David Rockfeller, banchiere statunitense, che durante la conferenza del 2015 compirà 100 anni.
Cos’è il Gruppo Bilderberg
La conferenza del gruppo Bilderberg è un incontro annuale al quale partecipano circa 130 persone, tramite invito, la maggior parte delle quali sono personalità influenti nel campo economico, politico e bancario. Il gruppo si riunisce annualmente in hotel o resort di lusso in varie parti del mondo, solitamente in Europa, ma una volta ogni quattro anni organizza l’incontro negli Stati Uniti o in Canada. L’Italia ha ospitato tre vertici (Cernobbio nel 1965 e nel 1987 e Stresa nel 2004) mentre tra gli invitati ci sono stati Mario Draghi, Ignazio Visco, Romano Prodi, Enrico Letta, Carlo De Benedetti e Gianni Agnelli.
I nomi dei partecipanti sono resi pubblici attraverso la stampa, ma la conferenza è chiusa al pubblico e ai media. Proprio perché le discussioni non sono mai registrate o riportate all’esterno, questi incontri sono stati oggetto di critiche e di varie teorie del complotto, come ad esempio quella sostenuta da Daniel Estulin, scrittore russo, nel libro Il Club Bilderberg. Gli organizzatori della conferenza, tuttavia, spiegano questa loro scelta con l’esigenza di garantire ai partecipanti maggior libertà di esprimere la propria opinione senza la preoccupazione che le loro parole possano essere travisate dai media.
La prima conferenza è nata per iniziativa di David Rockefeller. Si tenne il 29 maggio 1954 nell’hotel de Bilderberg a Oosterbeek, vicino Arnhem, nei Paesi Bassi. Tra gli organizzatori c’era anche il politico polacco Józef Retinger. Il suo obiettivo era favorire la cooperazione tra Europa e Stati Uniti in campo politico ed economico.
Per la prima conferenza furono contattati il principe olandese Bernhard van Lippe-Biesterfeld, il primo ministro belga Paul Van Zeeland e l’allora capo della multinazionale Unilever, l’olandese Paul Rijkens. Il principe Bernhard van Lippe-Biesterfeld a sua volta coinvolse Walter Bedell Smith, capo della Cia. La lista degli ospiti fu redatta invitando due partecipanti per ogni nazione, uno per la parte liberale e l’altro per l’opposta parte conservatrice. In tutto furono 61 le persone invitate: cinquanta da undici paesi europei e undici dagli Stati Uniti.
Il successo di questo primo incontro spinse gli organizzatori a pianificare delle conferenze annuali e fu istituita una commissione permanente. I presidenti sono stati Bernhard van Lippe-Biesterfeld (1954–1975), Walter Scheel (1975–1977), Alec Douglas-Home (1977–1980), Eric Roll (1986–1989), Peter Carington (1990–1998) ed Étienne Davignon (1998-2001). Il gruppo è guidato dal 2001 da Henri de Castries, imprenditore francese, ex amministratore delegato di Axa.
p.s.
un immagine grafica del potere di questa superlobby è la seguente:

tutto chiaro? Questi sono quelli che decretano nascita crescita e morte di paesi, economie ecc.

mercoledì 12 febbraio 2014

Renzi, Letta o le elezioni?

Allora.. vediamo un pò: dalla caduta di Berlusconi abbiamo avuto unasola tornata elettorale ma tre governi e nessuno di essi espressi direttamente dagli elettori. Ora anche il terzo non eletto è in crisi ma la ragion di stato e una, malcelata, sfiducia nell'espressione popolare impediscono di trarre le conseguenze da questi fallimenti e rimandare tutti noi a votare, con qualunque sistema elettorale sia "vivo" perchè un sistema elettorale lo abbiamo: l'ha definito la Corte Costituzionale bocciando il porcellum ripristinando in pratica quanto uscito dal referendum del 1992, con una marcata caratteristica proporzionale. Una cosa che, collegata alle preferenze e alla possibile presenza di M5S rafforzato (nonostante i guru del M5S), risulterebbe esplosiva per i custodi della stabilità, leggi stagnazione, nella quale ci hanno costretto dal 2008 in poi. Insomma anzichè avviare riparazioni urgenti dell'edificio si sta scientemente puntellandolo finchè .. o crolla o miracolosamente rimane in piedi rimandando la sua riedificazione a tempi migliori.. per loro naturalmente.
Ora chi sono i nuovi eroi?
Eroe n°1: Renzi, il rottamatore. Partito come "rivoluzionario" sulla carta un outsider del sistema, lui un ex-dc ed ex popolare, per poi, sceso nell'agone con alle spalle fior di signori delle tessere, fa i conti con gli apparaticiki di partito che gli remano contro cona prospettiva di bruciarsi le dita, e non solo, come i suoi predecessori; altro che rottamatore, è il simbolo della continuità da un lato e la punta di diamante di interessi emergenti che premono per entrare nelle stanze dei bottoni forti dell'idea che o si riesce a rendere il paese secondo la loro vulgata, ricordate i desiderata della Goldman Sachs, o è meglio prendere scorciatoie anche poco piacevoli pur di gettare il cuore oltre l'ostacolo.. aspirava a entrarvi dalla porta principale con tappeti ed onori sull'onda del voto popolare ma molto probabilmente vi entrerà dalla porta di servizio e senza imprimatur popolare... gli hanno detto o fatto capire che sarebbe una pessima idea al momento votare, anche perchè ha sdoganato mr. B. quindi per ora sarebbe esposto agli attacchi delle altre forze politiche concorrenti e non...
Eroe n°2: Letta, la continuità nella stabilità; continuatore del lavoro montiano (il che significa per i pochi che ancora non lo sapessero FMI, BCE, Bilderberg, ecc.) è l'alfiere dell'europeismo a trazione tedesca con substrato di liberismo merkeliano dove noi siamo il mercato di sbocco e i paesi del nord europa, Germania in testa, quelli che producono e fanno da modello....
Il secondo resiste, resiste, resiste... e rilancia: infatti ha appena rilanciato un progetto nel quale si parla di miliardi da destinare agli italioti, contemporaneamente rivendicando quanto di "buono" fatto per il paese (anche qui da prendere con le molle.. di quale paese parla, non si sa); il primo, probabilmente spronato dai propri consiglieri, preme per un cambio di timoniere (......) per poter prendere surrettiziamente il governo e da lì trattare con l'Alto Colle per programma, iniziative, cose da fare.
Chi pagherà lo scotto? Ma che domanda, noi..... A corollario del post vi faccio leggere quanto scrive il Direttore del Fatto Quotidiano
il 12 febbraio 2014
Dunque, abbiamo un nuovo premier che sta per arrivare (Renzi) mentre il premier attuale (Letta) non ha nessuna intenzione di andarsene. Abbiamo un capo dello Stato che lunedì, a sorpresa, invita a cena Renzi, il quale entra al Quirinale segretario pd e ne esce con l’incarico in tasca. Cosa che desta una qualche sorpresa, visto che fino all’ora di pranzo Renzi aveva dichiarato al mondo intero che Palazzo Chigi non gli interessava affatto, mentre i suoi ribadivano il concetto con l’indice alla tempia come a dire: non è mica matto a farsi incastrare in un casino di problemi e per giunta senza alcuna legittimazione popolare. Appunto.
Quanto a Napolitano, neppure lui deve avere le idee chiarissime, se appena qualche giorno fa aveva fatto scrivere ai cronisti di Palazzo di aver “blindato” Letta, mentre ieri lo ha ricevuto per un “breve” colloquio che sa di congedo, tanto che il poverino in mancanza d’altro si è affidato alla “Provvidenza”. Lo stesso Napolitano, in seguito alla ricostruzione di Alan Friedman sul presunto complotto del 2011 che fece fuori Berlusconi per fare largo a Monti, è stato di fatto sfiduciato da Forza Italia. La stessa che meno di un anno fa lo aveva voluto per la seconda volta sul Colle (“meno male che Giorgio c’è” cantava il futuro pregiudicato sperando nella grazia).
Poiché il M5S lo ha sempre osteggiato, ci sarebbe da interrogarsi sul futuro di un presidente così indebolito, tenuto conto del fatto che il sostegno ricevuto dal Pd deriva in gran parte da quel premio di maggioranza dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Evitiamo ai lettori qualsiasi altro resoconto sulla confusione che regna tra i partiti e ci limitiamo a porre una piccola, semplice domanda. Ammesso che Letta si tolga di mezzo senza ulteriori spargimenti (politici) di sangue, con quale maggioranza Renzi farà un governo? Con il Pd lacerato, con la destra di Alfano, con la sinistra di Vendola più qualche grillino disperso? Bè, tanti auguri. Quando si tratterà di decidere, per esempio, sui tagli alla spesa pubblica o sugli aiuti alle imprese ci sarà da ridere. O da piangere.
Chiaro?

venerdì 7 febbraio 2014

“Grecia, il più grande successo dell’euro”, il documentario sul flop della moneta Ue

di Francesco De Palo | 5 febbraio 2014
Un documentario, a metà strada tra l’euroscetticismo e il crowdfounding, nato da un gruppo che si è formato sul blog dell’economista Alberto Bagnai. Il prossimo 7 febbraio partirà il viaggio di cinque persone dall’Italia in Grecia per auto-raccontare la crisi sulla scorta del Titolo “la Grecia, il più grande successo dell’euro”. Sostenendo la tesi che l’esperimento ellenico, che impone misure di sola austerità non risolutive e antidemocratiche, è in qualche misura riuscito. Ma al contrario.
Il progetto, completamente autofinanziato attraverso il servizio offerto da Kapipal (piattaforma di crowdfounding per finanziare progetti tramite la raccolta di denaro online), intende mostrare quello che il senatore Mario Monti ha definito come “Il grande successo dell’euro”. Immagini, testimonianze, racconti e percezioni sul campo per dare fiato al Paese che per primo ha subito la dittatura della Troika, che si è visto imporre tagli lacrime e sangue con l’annuncio di un obiettivo che in molti sostengono non sarà mai raggiunto. Il gruppo di promotori si è “conosciuto” in rete grazie a un post sul blog di Bagnai (professore di politica economica presso l’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara e autore del pamphlet “Il tramonto dell’euro”), che a sua volta li ha messi in contatto con l’antropologo greco Panaghiotis Grigoriou, che dalla Francia cura il blog Greek Crisis e che il prossimo 16 aprile sarà a Roma proprio per incontrare pubblicamente il gruppo e per partecipare ad un simposio sull’eurocrisi.
Da quel momento coloro che si limitavano a commentare fatti e notizie, sulla scorta dell’eurocrisi e dei rimedi individuati dalla Troika, hanno immaginato di fare un passo avanti trasformandosi in cronisti. Non solo blogger o studenti, ma pian piano il gruppo si è andando espandendo coinvolgendo cittadini di svariate fasce sociali, da docenti universitari a pensionati e casalinghe, c’è anche un commerciante di San Gimignano e un operatore televisivo di un’emittente genovese, con il comun denominatore di una forte preoccupazione per la crisi che li ha condotti a riconoscersi nella spiegazione adottata proprio da Bagnai: questo euro non funziona. E dopo le prime iniziative sul territorio, come l’evento dello scorso anno a Pescara nato in rete per presentare il blog di Bagnai, ecco l’idea del documentario in Grecia, al fin di realizzare un video che liberi le coscienze degli italiani ingabbiati “in 30 anni di disinformazione”, con Simone Curini a fare da capogruppo.
Tre i momenti del documentario, incentrato sul racconto del “Sogno europeo”, in seguito l’evoluzione della crisi con la svalutazione interna e infine la realtà greca con i tagli alla spesa pubblica e con l’effettivo smantellamento dello stato sociale. Senza dimenticare i tratti comuni tra Grecia e Italia che, seppur con le dovute proporzioni, esistono, come più volte sottolineato in riferimento al carrello della spesa, al movimento dei Forconi o al taglio di spese mediche e acquisti di auto e generi non di prima necessità.
“Nella mia produzione scientifica – riflette il prof. Bagnai raggiunto al telefono in Francia – ho scritto due anni fa un articolo per una rivista inglese per chiarire come ci fossero molti tratti comuni nelle traiettorie che i Paesi europei stanno seguendo, in particolare quello che era sfuggito a molti: ovvero che anche la Francia si trova sulla medesima traiettoria. Infatti la grande sorpresa di Hollande che diventa liberista o che cade nel gradimento dei propri elettori, era stata ampiamente prevista sul mio blog”. E mette l’accento sul fatto che “l’euro va bene solo per chi se lo può permettere, come per altri versi il cosmopolitismo o le barche a vela”, in Europa “solo la Germania, tutti gli altri vanno in deficit e prima o poi salteranno per aria”.
twitter@FDepalo

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