Visualizzazione post con etichetta green economy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta green economy. Mostra tutti i post

mercoledì 26 febbraio 2020

Il falso mito della transizione ecologica: niente è gratuito a questo mondo per noi umani

Fonte: Il Fatto Quotidiano Fabio Balocco  Ambiente & Veleni - 24 Febbraio 2020

L’affermazione che occorre transitare quanto prima all’energia verde per fermare il cambiamento climatico è un mantra che oramai accomuna tutti i governi (meno forse quello americano e vedremo il possibile perché) nonché i seguaci di Greta e i verdi in generale. I primi se la prendono con calma, i seguaci di Greta & C. vorrebbero tutto e subito. Perché l’energia verde è un bene assoluto. Così come la mobilità elettrica. Così come la smaterializzazione della nostra società, a cui sicuramente non riusciremmo più a rinunciare.
Ma c’è un “però”, c’è una congiunzione avversativa che si oppone in qualche modo alle energie verdi e alla smaterializzazione completa della nostra società. Il “però” è relativo al fatto che noi siamo, molto banalmente, legati a delle cose: per captare l’energia solare dobbiamo costruire dei pannelli; per l’energia eolica delle pale; per connetterci abbiamo bisogno dei pc o degli smartphone; per le auto elettriche di batterie ad hoc, e le cose sono fatte, noi le facciamo, con delle materie prime che estraiamo dalla Terra. E queste, come tutto in questo mondo, sono risorse finite. E soprattutto non sono neutre.
È su questo che vuole farci ragionare La guerra dei metalli rari, in cui Guillaume Pitron, giornalista francese che al libro ha dedicato anni di indagine, ci prende per mano e ci accompagna nel mondo dei metalli che caratterizzano la nuova era della transizione ecologica e digitale.
Il risultato è ben diverso da quel mondo fantastico (anche nel senso che esiste solo nella fantasia) di Greta & C. Non è un sogno, anzi, diciamolo, assomiglia molto di più ad un incubo.
Iniziamo col dire che per la transizione sono necessari anche metalli rari, che infatti sono anche denominati oggi metalli tecnologici o metalli strategici, una famiglia all’interno della quale ci sono altresì le cosiddette “terre rare”. I metalli rari non sono poi così rari, perché sono presenti più o meno dappertutto nel mondo. Il fatto è che essi non si trovano in alte concentrazioni nelle rocce, e sono difficili da separare.
Questo comporta che per l’estrazione si devono gettare letteralmente via immense quantità di roccia (ne servono 200 tonnellate per ricavare un chilo di lutezio; 50 tonnellate per un chilogrammo di gallio; 16 tonnellate per un chilogrammo di cerio; 8 tonnellate per un chilo di vanadio), e per purificarli si crea una grande massa di ulteriori rifiuti e di inquinamento: secondo l’Associazione cinese delle Terre Rare, per ogni tonnellata di metalli rari estratti, vengono scartati tra i 9.600 e i 12.000 metri cubi di rifiuti sotto forma di gas, a loro volta contenenti polveri concentrate, acido fluoridrico, anidride solforosa e acido solforico. Inoltre si producono circa 75 metri cubi di acque reflue acide e una tonnellata di rifiuti radioattivi.
Un procedimento lungo, costoso, e produttore appunto di rifiuti e di inquinamento. Certo, quando guardiamo il nostro cellulare o vediamo un pannello solare o una silenziosa auto elettrica riesce difficile immaginarlo, non è vero?
Ma se per estrarre metalli rari il processo è complessivamente molto costoso, come mai i prodotti finali costano relativamente poco? La risposta è semplice: Cina. In Cina ci sono le maggiori concentrazioni di metalli rari e i costi di estrazione sono relativamente bassi, mentre alti sono i costi sull’ambiente e la salute dei cittadini. Il risultato è che “grazie” all’estrazione dei metalli rari la Cina si ritrova in questi decenni molto più inquinata di prima. Sarà per questo che a Baoutou, nella Mongolia cinese, la più importante zona di produzione del pianeta di terre rare, non ti puoi avvicinare perché il sito è presidiato da vigilantes? Sarà per questo che nella popolazione che vive nelle vicinanze della miniera le persone muoiono più facilmente di cancro e la popolazione è invitata dal governo a “delocalizzarsi”?
Non è invece un caso che sia in Francia sia negli Stati Uniti si sia abbandonata l’industria legata alla loro lavorazione. E non è forse un caso, aggiungo, che negli Usa Trump persegua la politica del petrolio e del carbone, posto che la transizione lo obbligherebbe a legarsi mani e predi al gigante asiatico.
La soluzione potrebbe essere il riciclo dei metalli rari? In Giappone ci stanno pensando, ma per il momento non se ne fa quasi nulla, perché l’operazione è improba (spesso i metalli rari entrano a far parte di leghe) e molto costosa.
Quale la soluzione, allora, se si vuole davvero proseguire (come appare inevitabile) nell’abbandono dei fossili e nella transizione digitale? Certo, le ricerche nei mari o addirittura nello spazio. L’autore del libro, molto saggiamente e più banalmente suggerisce: dato che i metalli rari sono ubicati un po’ dappertutto, ogni nazione si prenda la responsabilità di estrarli e lavorarli in proprio, e in particolare egli pensa proprio alla Francia, dove la lavorazione già c’era. Così si smetterà di delegare a paesi terzi costi e rischi. Si abbia il coraggio di aprire miniere sul proprio suolo. Vogliamo un futuro green? Assumiamoci la responsabilità del bello e del brutto che il green comporta.
Della serie: niente è gratuito a questo mondo per noi umani.

domenica 22 aprile 2018

Giornata Mondiale della Terra


fonte: earthday.org


L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo.
Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l'equinozio di primavera, il 22 aprile.
Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell'uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.
L'idea della creazione di una “Giornata per la Terra” fu discussa per la prima volta nel 1962. In quegli anni le proteste contro la guerra del Vietnam erano in aumento, ed al senatore Nelson venne l'idea di organizzare un “teach-in” sulle questioni ambientali. Nelson riuscì a coinvolgere anche noti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che nel 1963 attraversò ben 11 Stati del Paese tenendo una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali.
L'Earth Day prese definitivamente forma nel 1969 a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California, a seguito del quale il senatore Nelson decise fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all'attenzione dell'opinione pubblica e del mondo politico. “Tutte le persone, a prescindere dall'etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.
Il 22 aprile 1970, ispirandosi a questo principio, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra. I gruppi che singolarmente avevano combattuto contro l'inquinamento da combustibili fossili, contro l'inquinamento delle fabbriche e delle centrali elettriche, i rifiuti tossici, i pesticidi, la progressiva desertificazione e l'estinzione della fauna selvatica, improvvisamente compresero di condividere valori comuni. Migliaia di college e università organizzarono proteste contro il degrado ambientale: da allora il 22 aprile prese il nome di Earth Day, la Giornata della Terra.
La copertura mediatica della prima Giornata Mondiale della Terra venne realizzata da Walter Cronkite della CBS News con un servizio intitolato "Giornata della Terra: una questione di sopravvivenza”. Fra i protagonisti della manifestazione anche alcuni grandi nomi dello spettacolo statunitense tra cui Pete Seeger, Paul Newman e Ali McGraw.
La Giornata della Terra diede una spinta determinante alle iniziative ambientali in tutto il mondo e contribuì a spianare la strada al Vertice delle Nazioni Unite del 1992 a Rio de Janeiro.
Nel corso degli anni l'organizzazione dell'Earth Day si dota di strumenti di comunicazione più potenti arrivando a celebrare il proprio ventesimo anno di fondazione con una storica scalata sul monte Everest in cui un team formato da alpinisti statunitensi, sovietici e cinesi, realizzò un collegamento mondiale via satellite. Al termine della spedizione tutta la squadra trasportò a valle oltre 2 tonnellate di rifiuti lasciati sul monte Everest da precedenti missioni.
Nel 2000, grazie alla diffusione di internet, lo spirito fondante dell'Earth Day ed in generale la celebrazione dell'evento vennero promosse a livello globale. L'evento che ne conseguì riuscì a coinvolgere oltre 5.000 gruppi ambientalisti al di fuori degli Stati Uniti, raggiungendo centinaia di milioni di persone, e molti noti personaggi dello spettacolo come l'attore Leonardo di Caprio.
Nel corso degli anni la partecipazione internazionale all'Earth Day è cresciuta superando oltre il miliardo di persone in tutto il mondo: è l'affermazione della “Green Generation”, che guarda ad un futuro libero dall'energia da combustibili fossili, in favore di fonti rinnovabili, alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali.

test velocità

Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL

Il Bloggatore