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giovedì 3 dicembre 2015

Bolletta elettrica: dal taglio del 10 per cento promesso da Renzi al rischio di nuovi rincari (Antonio Pitoni)

01/12/2015 di triskel182
L’allarme arriva dal M5S. Che ricorda l’impegno preso più di un anno fa dal premier. Per il senatore Girotto si è risolto tutto in “propaganda mediatica”. Creando le premesse per altri rialzi. Polemica anche con il presidente della commissione Industria di Palazzo Madama Mucchetti. Per la proroga degli incentivi agli Interconnectors, grandi linee di importazione dall’estero. Il parlamentare Pd: “Daranno un beneficio reale al sistema”.Che ne è stato della promessa di Matteo Renzi di sforbiciare labolletta elettrica delle piccole e medie imprese del 10 per cento? Dopo più di un anno e mezzo la risposta del senatoreGianni Girotto del Movimento 5 Stelle non piacerà affatto alpresidente del Consiglio: “A discapito della fortissimapropaganda mediatica che accompagnò il suo annuncio, se ne sono perse le tracce”. E adesso, al netto dei tagli effettuati in particolar modo sul meccanismo di incentivazione del fotovoltaico, avverte l’esponente del M5S, i costi rischiano addirittura di aumentare. “I motivi sono molti – spiega il componente dellacommissione Industria di Palazzo Madama –. La bolletta elettrica è diventata ormai un bancomat: a pesare non è solo ilcanone Rai che si pagherà proprio con la bolletta, ma tante altre voci che, in un modo o nell’altro, finiscono sempre per avvantaggiare i grandi produttori e i grandi consumatori di energia”.
COMANDA IL MERCATO – Sotto accusa, da parte dei grillini, finisce innanzitutto il ddl concorrenza del governo licenziato lo scorso ottobre dalla Camera. Per effetto del quale, a partire dal 2018, scatterà l’abolizione del “mercato tutelato” per famiglie e piccole imprese. Un traguardo che le prime bozze del provvedimento anticipavano addirittura al 2015 per il gas e al 2016 per l’elettricità. Ma le proteste delle associazioni dei consumatorie le perplessità manifestate dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi) hanno spinto il governo a posticiparne gli effetti. Nel prossimo futuro, quindi, niente più tariffe di riferimento fissate ogni tre mesi dall’Aeegsi per salvaguardare gli utenti da possibili impennate dei prezzi ed eventuali comportamenti collusivi tra gli operatori. Stop, inoltre, all’azione calmierante dell’Acquirente unico che consente ai clienti tutelati la partecipazione al mercato all’ingrosso a prezzi concorrenziali. Ciononostante, secondo il governo il prezzo dell’energia sul libero mercato sarà comunque più vantaggiosoper il consumatore finale. Opinione non condivisa da diverseassociazioni dei consumatori, tra le quali Adusbef eFederconsumatori: “Il principale effetto di questa misura – accusarono già a febbraio commentando le nuove misure del governo – sarà quello di aggiustare i conti delle aziende energetiche a spese dei consumatori domestici e dellepiccolissime imprese”.
FUORI TARIFFA – Aumenti che, temono anche altre associazioni come Greenpeace, Legambiente e Wwf, per effetto della riforma delle tariffe proposta dall’Aeegsi, potrebbero finire per gonfiare la bolletta elettrica soprattutto per le famiglie più povere. In che modo? “Se si guarda con attenzione nel provvedimento che ridisegna la tassazione sui consumi elettrici, cancellando la progressività che oggi premia chi consuma di meno, si scoprono diverse conseguenze preoccupanti per i consumatori e per l’ambiente”, spiega in un editoriale pubblicato sul giornale online Qualenergia.it, Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente. “A leggere i testi della stessa Autorità si scopre che per una famiglia media gli aumenti varierebbero tra il 5 e il 30% a seguito dell’entrata in vigore della riforma – scriveva lo scorso 16 novembre –. È vero, qualche grande consumatore avrebbe dei vantaggi, ma la stragrande maggioranza dellefamiglie sarebbe penalizzata da costi più alti”. Insomma, un paradosso: più consumi meno paghi. Per far comprendere i numeri, Zanchini aggiunge che “solo il 6% di coloro che hanno consumisopra i 3 kilowatt di potenza impegnata sono famiglie numerose”. Risultato: “E’ una bugia che questa riforma sia fatta per loro”. Posizioni condivise e rilanciate anche dal Movimento 5 Stelle.
CERTIFICATI AL VERDE – Ma non è tutto. “Solo pochi mesi fa l’Aeegsi aveva annunciato un aumento degli oneri in bollettadovuto al termine del meccanismo dei certificati verdistimabile in circa tre miliardi di euro”, ricorda Girotto. Cosa sono i certificati verdi? Si tratta di titoli negoziabili, rilasciati dalGestore servizi energetici (Gse) in misura proporzionaleall’energia prodotta da un impianto alimentato da fonti rinnovabili e in numero variabile a seconda del tipo di fonte rinnovabile e di intervento impiantistico realizzato (nuova costruzione, riattivazione, potenziamento e rifacimento). Ilmeccanismo di incentivazione con i certificati verdi si basa sull’obbligo, a carico dei produttori e degli importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili, di immettere annualmente nel sistema elettrico nazionale una quota minima di elettricità prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. Con una delibera del 28 settembre, però, l’Aeegsi ha confermato “la previsione di un consistente aumento nel medesimo anno degli oneri ‘per effetto del termine del meccanismo dei certificati verdi’, in quanto ‘oltre ai costi derivanti dalle tariffe incentivanti che ne prenderanno il posto (stimabili in circa 3 miliardi di euro), si sosterranno i costi associati al ritiro, da parte del Gse, degli ultimi certificati invenduti’, per un totale stimato dalla suddetta relazione in circa 2 miliardi di euro”. Di fatto, accusa Girotto, “il costo del meccanismo dei certificati verdi è stato spostato dai produttori di energia alla bolletta elettrica dei consumatori”.
CARI INTERCONNECTORS – L’ultimo nodo riguarda, invece, la Legge di Stabilità. Dove, avverte l’esponente del M5S insieme al collega Gianluca Castaldi, “il diavolo si nasconde negli emendamenti”. In particolare quello sugli Interconnector (linee di importazione e trasporto di elettricità tra i diversi paesi dell’Unione) a firma del presidente della commissione Industria di Palazzo Madama,Massimo Mucchetti, del Partito democratico. “Noi chiediamo diridurre la quantità di energia consumata e migliorare leprestazioni energetiche degli edifici pubblici – attaccano i grillini – mentre il Pd vuole continuare a riconoscere incentiviai cosiddetti ‘energivori’ e produttori di energia da fossile”. Come starebbe facendo con gli interconnector, un provvedimentorecepito in Italia da una legge del 1999 che prevede, al fine di realizzare il “mercato unico dell’energia elettrica”, un potenziamento delle linee di interconnessione con l’esterointroducendo, a favore dei grandi consumatori energivori, unosgravio sui costi di approvvigionamento. La legge in questione, denunciano Girotto e Castaldi, “promuove gli interconnector alcosto di 500 milioni di euro l’anno prelevati dalle bollette elettriche dei cittadini”. L’emendamento Mucchetti, proseguono i parlamentari del M5S, “proroga (per sei anni) il sostegno agli interconnector fino al 2021”. Risultato: “Altri 2 miliardi di euro verranno sottratti dalle utenze elettriche degli italianicome maggiori oneri”. E l’unico effetto, affermano, sarà quello di “favorire interessi consolidati come quelli di A2A”, la più grande multiutility italiana da 12 mila dipendenti, operante nei settori energia, ambiente, calore e reti. Con l’interconnessione adriatica per il Montenegro, spiegano i parlamentari del M5S, “potrà essere importata energia da una centrale a lignite, il combustibile più inquinante in assoluto, e da alcuni impianti idroelettrici che non hanno i rientri sperati”. E quel che è peggio è che “il cavidotto servirà ad importare energia prodotta da impianti idroelettrici dalla Serbia che pagheremo a peso d’oro”.
MUCCHETTI RISPONDE – Di fronte alle critiche di Girotto e Castaldi decisa è la replica di Mucchetti. “Caricare sconti sugliacquisti di elettricità o premi sulle vendite della medesima a vantaggio di alcune categorie e a carico della bolletta fa parte dellemisure di politica industriale che un governo può adottare – osserva il presidente della commissione Industria –. Le imprese industriali energivore, spesso impegnate in settori esposti alla concorrenza internazionale, costano circa un miliardo l’anno, interconnector inclusi. La produzione di elettricità da fonti rinnovabili, in priorità di dispacciamento, ossia in regime di protezione dalla concorrenza, assorbe 13 miliardi l’anno”. E se gli interconnector riceveranno aiuti per 12 anni (sei più sei), le Fer (Fonti energetiche rinnovabili) ne beneficeranno per 20. “Lascio a voi – spiega Mucchetti a ilfattoquotidiano.it – il calcolo di quanto pesino i sussidi per posto di lavoro nei due comparti produttivi, quello degli energivori e quello delle Fer”. Ancora, il senatore del Pd, ricorda che la legge del 2009 anticipa ai produttori che si impegnano a finanziare Terna (l’operatore di reti per la trasmissione dell’energia elettrica il cui azionista di maggioranza relativa è Casa depositi e prestiti) il vantaggio che avrebbero avuto una volta messa in campo l’infrastruttura di collegamento con i paesi esteri. Ma ora, fa notare il presidente della commissione Industria del Senato, “la norma prescrive che, ove non mettano in campo le risorse necessarie entro 90 giorni dall’esenzione, le imprese energivore debbano restituire gli anticipi fino ad allora ricevuti. E questo è un passaggio che dovrebbe garantire”. Infine, di fronte al rilievo dei grillini che importare energia non serva visto l’eccesso di capacità produttiva dell’Italia, Mucchetti risponde: “L’eccesso c’è. Nessuno lo nega. Ma questo eccesso non impedisce che il prezzo dell’elettricità per la clientela resti assai elevato a causa della crescente pressione della componente A3, che contiene i contributi alle Fer e ad altro e sfiora ormai i 15 miliardi”. E dal momento che l’importazione “funziona da calmiere”, conclude l’esponente del Pd, a regime “queste linee transfrontaliere daranno un beneficio reale al sistema”.
Da ilfattoquotidiano.it
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insomma: addio alle tariffe sociali per aprire al mercato o .. all'ulteriore spennata del consumatore? La stanno vendendo come "paghi quanto consumi" ma osservando il meccanismo messo su per pagare la fornitura dell'acqua non si può non pensare che alla fine:
  1. le bollette aumenteranno;
  2. la quota fissa (tasse, imposte, canone RAiI ecc.) rimarrà e anzi subirà qualche ritocco;
  3. il mercato, questo feticcio, sarà come ora con l'unica conseguenza che i meno abbienti, i disoccupati, i pensionati a basso reddito ecc. rischieranno più degli altri di restare al buio.

martedì 13 dicembre 2011

il perché di un idea...

nel post precedente avevo, nella sottotraccia, posto una domanda: siete disposti a rimettervi in gioco per creare un movimento, dei movimenti, federativo che fosse espressione del mondo reale contro questo regime dei governatori che trasmettono gli ordini dall'alto? Siete a favore della costruzione di un diverso percorso sociale che porti tutti verso una società, futura e futuribile, diversa e maggiormente attenta ai bisogni dei suoi componenti più che alle tasche dei potenti e dei loro sudditi? Dalle risposte non posso che sconfortarmi... devo dire però che in parte me le aspettavo e in parte no, mi spiego. ma prima
Gaber diceva: un idea, un concetto, un idea.... ricordate?
Avrete visto che nel box "sto leggendo" c'é il saggio ultimo di Rifkin "la terza rivoluzione industriale", no? Questo, come tutti i libri di questo autore, quando lo finisci ti lascia più domande non dette e inespresse che cose che sostiene e certezze e, pur proponendo tesi interessanti e orizzonti che vanno molto oltre il singolo paese e tema, a chi ha sensibilità e voglia di "fare" trova nel saggio il disegno di un punto di passaggio quando dice: attenzione senza che ce ne accorgiamo siamo arrivati a un bivio dove da un lato c'è la distruzione del mondo come lo conosciamo e dall'altro c'è una nuova possibilità di crescere in maniera "laterale, quindi collaborativa, e orizzontale poggiando su una rivoluzione economica basata su 5 pilastri ossia: 1. passaggio, massiccio se non totale, alle fonti di energia rinnovabile; 2. la trasformazione del patrimonio immobiliare esistente in tutti i continenti in impianti di microgenerazione per raccogliere in loco, senza società gerenti centralizzate, le energie rinnovabili (ci sono solo in europa 190 mln di edifici che possono generare abbastanza elettricità da alimentare l'intero continente senza passare per un regolatore, o ente o società);3. l'applicazione dell'idrogeno e di altre tecnologie di immagazzinamento dell'energia in ogni edificio e in tutta l'infrastruttura per conservare l'energia intermittente (evitando di dover avere black out di sera e quando c'è pessimo tempo, accumulatori che già esistono anche in Italia dato che Enel green power li sta cominciando a produrre... pensate sono già in produzione);4. l'utilizzo delle tecnologie internet per trasformare la rete elettrica di ogni continente in una inter-rete per la condivisione dell'energia che funzioni proprio come internet (il rpincipio della condivisione diventerebbe la base);5. trasporti plug-in." una sfida enorme non per il singolo paese ma per l'intero genere umano, il tutto senza cadere nel millenarismo o nel sol dell'avvenire; impresa non facile ma l'autorevolezza del saggista non pone di questi problemi ... del resto se volete ne parleremo in seguito; su un punto stasera voglio, però, evidenziare e lo pongo come domanda: il come? Perché dalle sue testimonianze e dati si evince che ORA in varie parti del pianeta, peraltro non marginali, si stanno costruendo le premesse per abbattere sia quel che rimane della seconda rivoluzione industriale, ivi compresa la sua evoluzione finanziaria, sia il sistema liberista che basa il proprio mito proprio sul "meno stato = più mercato, libertà, democrazia" perché dati alla mano viene dimostrato come proprio lo Stato sia stato il vero motore del mercato buttandoci dentro migliaia di miliardi... in pratica lo Stato ha creato il mercato, lo protegge, ci investe: e i privati? Battono cassa, fanno lobby, si lamentano quando le proprie speculazioni vanno male: parassiti, insomma. D'altronde questo socialismo dei pochi, peraltro anche ricchi e potenti, a fronte del liberismo per i tanti che si devono scannare per qualche $ in più altro non é che privilegio: la sua tesi é semplice "il sistema liberista é alla fine ma dopo non c'è il disastro annunciato" ma aziende che già ora fanno lobby per aprire il mercato basato sui 5 pilastri precedentemente esposti... e non è poco vi pare? Naturalmente ciò presuppone che anche i popoli si sveglino e diano la loro spinta: esattamente come in Islanda... ciò però comporta anche un superamento della dicotomia, che tanto a noi italiani piace, destra/sinistra e annesse ideologie: perché la cosa sorprendente é che in Gran Bretagna, ad esempio, mentre il sinistroide Miliband (il cui padre è uno dei fari del socialismo inglese) é "assolutamente" contrario alle energie rinnovabili e favorevole al nucleare ... Cameron é favorevole al green: e non solo perché una volta vinto stanzia somme ingenti per crearne le condizioni; il mondo sottosopra? No, é la capacità di andare oltre il naso delle ideologie, tutto qua. Stessa cosa per i giovani che ora hanno meno di 30 anni: quanti realmente "fanno" politica? Meno del 6% e un altro 3% segue.... infimo e irrilevante, vero? Però se provate a capire le loro idee vedete che sono sì a-ideologizzati dalle teorie del '900 ma contemporaneamente tutti aspirano a una società dove il singolo talento sia riconosciuto (ma non a detrimento dell'altro) e abbia la possibilità di costruirsi un progetto di vita, non necessariamente un posto fisso ma una sicurezza, quella si, come? Attraverso, certo, l'esplicazione della propria personalità e del proprio talento ma soprattutto attraverso l'esplorazione, laddove possibile, degli orizzonti sociali e politici, come la rete, e Rifkin proprio su loro ripone le proprie speranze, e sinceramente anch'io: ecco perché dobbiamo (noi che siamo responsabili di questo mondo in rovina cui abbiamo, volontariamente o meno ora non conta, contribuito anche con il "non" fare) rimetterci in discussione e creare le premesse per uno diverso; con noi ce la possono fare, senza sono persi e preda di un potere morente e distruttivo. L'idea che enunciavo ieri era semplice e terribile nello stesso momento: le energie per cambiare ci sono; i tanti movimenti sociali che qui (nella provincia estrema dell'impero euro-americano) nascono, crescono e s'inabissano nella corrente carsica della protesta sociale fine a se stessa (come uno specchio fedele di quel liberismo che combattono e a cui sono necessari per autoalimentarsi) pure.. queste energie messe in circolo per fini "altri" potrebbero creare le condizioni per un cambiamento radicale (si swala radicale e proprio di stampo islandese che tanto a te e a me sta a cuore) che solo nelle prossime generazioni potrà vedersi...... e solo grazie a noi che potranno vederlo....
se vogliamo avere una speranza di non trasformare questo pianeta in un far west ed evitare che accadono cose come quelle di ieri al palatrieste... o le rivolte dei detenuti o cose come quella accaduta oggi a Firenze dove uno per un banale litigio fa una strage (e lasciamo stare che fosse, si dice, di destra e che tanti esaltati hanno espresso la solidarietà) dobbiamo riprenderci quello che abbiamo delegato: in Islanda l'hanno fatto quando avevano il cappio al collo del default (prima non ci pensavano nemmeno), e qui?

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