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sabato 16 aprile 2011

Stiano zitti!!!!!

Arrigoni é appena morto e già qualcuno comincia a fare i distinguo. Lottava per la guerra sbagliata: ci sono guerre giuste e guerre sbagliate? Che significa? A giudizio di qualcuno in Palestina c'é una guerra sbagliata da parte dei palestinesi che hanno si diritto a rivendicare il proprio Stato così come previsto da una risoluzione dell'ONU e non ribellarsi alla creazione dei campi concentramento ai confini dello Stato israeliano quali sono diventati Gaza e la Cisgiordania? Se fossimo noi al loro posto che faermmo? Chiederemmo se per favore ci danno uno straccio di Stato? Hamas, per quanto non mi appassioni per nulla questa organizzazione, ha vinto elezioni chieste da noi occidentali e le ha vinte regolarmente eppoi, wikileaks docet, l'olp ha calato le braghe proprio per seguire chi fa il moderato qui in occidente badando più a fare il gendarme dello Stato israeliano che a fare il proprio dovere, lottare pacificamente contro l'emarginazione di milioni di palestinesi e anzi hanno accettato road map e tutto il resto mentre gli insediamenti oltre confine non si sono fermati e Gerusalemme é sempre più una città aliena per i palestinesi tale é la colonizzazione sottotraccia di qeusta città che era un corcevia di religioni, culture, popoli. Eppure qui da noi c'é sempre qualcuno che, anche in questi tragici momenti, non rinuncia a lanciare lo schizzo di fango sul morto per accentuare un aspetto terziario giudicando l'intera opera di questo UOMO coraggioso, davanti al quale io mi inchino in segno di rispetto e di stima, solo per il fatto di trovarsi nella zona ritenuta sbagliata da chi si erge a giudice seduto sulla sedia al caldo della propria redazione. Non conta se fosse lì come pacifista; non conta nemmeno che non ha mai alzato il dito per impugnare un arma ma usava i mezzi che tanto piacciono ai nostri garantisti: era dalla parte sbagliata, Gaza la vergogna dell'occidente ripiegato a protezione di Israele a priori in nome di una difesa, spesso solo un paravento per altro, di valori che non esistono e che sono invenzione pura per auto legittimarsi. Stiano zitti, tacciano e riflettano sul Carta dei diritti fondamentali dell'individuo piuttosto con la quale spessissimo le stesse persone si sono sciacquati la bocca ipocritamente per poi subito dopo metterla sotto i peidi una volta raggiunto l'obiettivo di giustificare qualche guerra portatrice di democrazia cui non eravamo stati richiesti.

giovedì 9 aprile 2009

lo sciacallaggio

Ce ne sono molti tipi di sciacalli e rientrano in varie categorie. Quelli che con un microfono in mano ti chiedono: cosa prova in questo momento? Quelli che mentre stai dormendo in macchina perchè la tua casa è distrutta dal sisma ti aprono la portiera e ti rompono i co... per riprenderti e fare vedere "il caso"; quelli che in prima serata si beano annunciando ascolti record perchè le loro trasmissioni sul sisma hanno avuti picchi di ascolto (e probabilmente molti introiti pubblicitari); quelli che distolgono il soccorritore per farsi raccontare come ha salvato e chi ha salvato e in che stato era ecc.; oppure quelli che con una telacamera riprendono le lacrime, le miserie, il sangue ecc.; oppure ancora quelli che vanno a cercare aspetti morbosi di una storia; ci sono quelli che approfittano per rubare una identità (di rete o meno non conta) e, infine, quelli (i peggiori) che, dopo un terremoto, si aggirano fra le macerie per rubare il rubabile: ce ne sono sempre stati e ce ne saranno sempre perchè, come i topi, escono quando gli altri non ci sono o escono di notte e si muovono nell'ombra. Perchè ci sono questi comportamenti? Cosa spinge a riprendere, a chiedere, a a rubare le altrui vite e alle altrui vite le poche cose rimaste? Cosa spinge un'essere umano, per quanto degradato sia, ad appropriarsi di cose altrui, in particolare di cose di persone che sono già in stato di necessità perchè colpite da un sisma e magari hanno perso loro cari e sono anche derubati delle poche cose che sono ancora recuperabili da un palazzo crollato? Possibile che non abbiano il minimo senso morale o che non riflettano che un giorno potrebbe esserne loro stessi l'oggetto di sciacallaggio altrui, o se ne ritengono immuni? Le spiegazioni possono essere tante e spaziano dalla sociologia alla psicologia alla criminologia (garantista o meno a seconda della moda del momento o dell'esigenza di chi sente il problema): in realtà, al di là di tutto, il problema è: costoro cosa meritano? Qual'è la pena peggiore cui possano essere condannati? La galera? La gogna? L'essere linciati? Oppure l'essere condannati a servire per un certo periodo di tempo i danneggiati dal loro comportamento sia direttamente, sia partecipando ai lavori di scavo, sia (infine) ai lavori di ricostruzione del dopo sisma, in questo caso, a titolo gratuito e senza garanzia alcuna se non quella che dovranno in questo modo spezzarsi la schiena per riparare il danno causato non solo alla comunità ma all'intera società nel suo complesso; è vero che nel nostro paese la pena, per Costituzione, dev'essere "rieducativa" e io non so nemmeno pensare ad una diversa rieducazione che quella di riparare il danno causato a coloro che l'hanno subito!!

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