lunedì 3 maggio 2010

Fascisti su marte? No in Italia .....

“Gli italiani sono dei fascisti inconsapevoli o fascisticamente tracotanti. Altro che popolo sovrano”. Uno degli ultimi grandi vecchi del giornalismo italiano, Giorgio Bocca, è così che ci cataloga: naturalmente si parla per linee generali. Da cosa proviene tanta sicurezza in un giudizio così tranchant? Dall'osservazione pluridecennale del nostro essere cittadini di un paese chiamato Italia e non solo perché non c'é solo il denunciare i "vizietti" italici ma anche un male oscuro che ci pervade: male oscuro che ha radici antiche, anzi antichissime, e si fonda sulla nostra convinzione di essere "unici" nel fregare e nel trovare le scorciatoie di fronte a problemi che altrimenti richiederebbero un raziocinante ragionamento, cosa questa che evidentemente ci fa fatica fare. Nulla di nuovo? No a mio parere perché noi, d'altronde come gli americani cui copiamo molte cose ma non tutte positive, non abbiamo mai maturato una coscienza unica e unificante: anzi al contrario abbiamo sempre dato la prevalenza a chi pensava e decideva per noi fino al punto da essere dagli stessi disprezzati (mussolini, per fare un esempio, diceva che governarci non era difficile ma inutile....) proprio per le stesse caratteristiche che ne avevano determinato le fortune: basti pensare che il 7/9/1943 ad essere fascisti lo eravamo tutti mentre il 9/9/1943 a cercarne uno, di fascisti, ci voleva un annuncio sui giornali di annunci personali!! Naturalmente nel proprio intimo non era così tant'é che di fascisti "veri" a giro ce n'erano e ce ne sono tanti ma il male oscuro di cui sopra permane e basta farsi un giretto per uffici e strade per rendersene conto di quanto, oggi soprattutto che sono caduti tanti veli e ipocrisie anche ideologici, Bocca abbia ragione e centrato l'obiettivo. Magari c'é anche un certo gusto provocatorio e magari c'é anche la disillusione di chi ha combattuto per creare un futuro migliore per poi vederselo scippare e trasmutare in "altro (altro che oggi abbiamo sotto gli occhi e che disperatamente cerchiamo di non vedere .... basti pensare a come ci siamo abbarbicati oggi al regime della cosiddetta Seconda Repubblica e alla sua classe dirigente)" che è, ed era, esattamente l'opposto di quanto forse propugnava; ci sta tutto e il suo contrario però se ci facciamo un piccolo (non richiede un grande sforzo di attenzione e di concentrazione) esame di coscienza non possiamo concordare con lui........

domenica 2 maggio 2010

Grecia: pagano i soliti noti....

Arrivano arrivano cantava E. Bennato qualche anno fa; infatti arrivano i soldi degli "aiuti" dal mondo alla Grecia: sono soldi avvelenati però perchè dovranno essere restituiti con interesse salatissimi (come avviene già da anni nel terzo mondo dove "aiutano" da decenni ma in realtà mirano a tenerli appena sopra a livello della fame e corrompono le locali classi dirigenti chiedendo in cambio privatizzioni di tutto e su tutto) e da soli dureranno generazioni e generazioni; e prima che si possa ripagare il capitale ne passeranno di secoli e quindi si taglia e ritaglia tutto: tutto tranne che ai privati che rimarranno intonsi secondo quanto ha dichiarato il Governo "di sinistra". Che significa?E' semplice: lo Stato, attraverso riduzioni di pensioni, sanità, scuola, stipendi, ecc. rinuncia a tutto e lascia tutto in mano ai privati, interni ed esterni, autoescludendosi dai servizi (essenziali o meno non conta) forniti prima; una ricetta classica per un fenomeno, la specualzione, che richiederebbe innanzitutto una indagine penale per capire chi ha fatto l'attacco. Cosa provocherà?E' altrettanto semplice: la stagnazione. Non ci saranno soldi e la gente non comprerà e di conseguenza non crescerà il PIL né gli introiti e di conseguenza il debito pubblico aumenterà in proporzione; meno tasse riscosse e meno soldi per ripagare il debito contratto: una vita infinita che s'innesca e non si ferma. C'é una alternativa?Certo che c'é. Si perseguono i responsabili; si fa una bella caccia all'evasore e alla corruzione; si mantiene il livello attuale di tassazione, redditi, pensioni facendo pesare sui privati, e sui ceti più ricchi, il carico fiscale; si investe nell'economia scommettendo sul futuro favorendo l'iniziativa individuale e il turismo. una ricetta alternativa? No, un altra ricetta classica che va sotto il nome di "new deal" e che ha funzionato perché prevedeva che lo Stato, che dopo la crisi del 29 era praticamente fallito, investisse creando direttamente lavoro: se funzionò per gli USA mi chiedo perchè non debba funzionare per la Grecia? Diceva un "presunto" economista in una trasmissione televisiva che i diritti costano e se i mercati si inkazzano anche il nostro paese rischia di fare la stessa fine.... io mi chiedo invece ma costui cosa insegna ai suoi allievi? Di costruire il futuro con le proprie mani o di aspettare che i mercati (legasi speculatori, avventurieri, e quant'altro il liberismo ha creato) diano il permesso anche di respirare (perchè rimane questo dato che tutto il resto è già nelle loro mani)?

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