lunedì 3 febbraio 2014

Inconsapevoli; stupratori; tutto a nostra insaputa, ma ...... e loro?

Ci pensate? "fascisti inconsapevoli"; "stupratori"; gli epiteti volano qui... e anche gli stracci... il problema è che M5S ha alzato la testa, le elezioni europee si avvicinano e si rischia un secondo boom .. boom che stavolta potrebbe avere effetti davvero deflagranti dato che farebbe il paio con l'avanzata della sinistra, quella vera, in america latina (a meno che non facciano brogli) e con i movimenti anti euro in tutta la UE....hanno paura. Però non basta: sanno che sono sull'orlo dell'abisso ma non possono fare a meno di mettere le mani nella marmellata a spese nostre: è un processo irreversibile il loro, come una crisi di astinenza, non possono stare senza e non hanno grande memoria perchè fino a pochi mesi fa molte cariche istituzionali sono state relamente insultate e l'hanno fatta franca, perché? Perchè erano parte di un sistema, M5S no.....  E allora se alzno la testa la fanno fuori dal vaso partono subito i catoni a farli rientrare nel recinto nel quale si son autorinchiusi.. è questo il loro errore, rimanere nel recinto quando c'è una prateria da conquistare. Andiamo con ordine, volete? Iniziamo facendo parlare il Magistrato Dr. Ferdinando Imposimato: "la reazione del M5S è stata provocata dalla continua violazione delle regole della Costituzione da parte del Governo, della maggioranza e del Presidente Boldrini. Le regole sono stabilite dagli artt 77 , 71 e 72. La democrazia è governo della maggioranza nel rispetto dei diritti della opposizione, mentre la maggioranza vuole governare nel disprezzo delle regole . anzichè governare osservando la Costituzione con disciplina e onore , secondo l’art 54, vincolante soprattutto per i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche, tra cui il Presidente della Repubblica, il Governo e il Presidente della Camera"; più chiaro di così....
  1. stanno varando una legge non solo che viola un referendum ma anche l'ultima sentenza della corte costituzionale, una bella faccia tosta ci vuole perchè sanno che la legge dovrà passare comunque il vaglio della corte costituzionale... e potrebbe essere cancellata;
  2. mr.B è un condannato definitivo eppure grazie al berluschino di sinistra ora è tornato al centro della vita politica non solo perchè ha stretto un accordo con il PD ma sopratuttto perchè si sta cucendo addosso un sistema elettorale che gtli permette di.. vincere si vincere perchè la "riforma" prevede che i partiti piccoli o si alleano o spariscono e i voti si concentreranno su quelli maggiori..... infatti Casini lo ha capito e subito è corso sotto l'ala protettrice di mr B (un sondaggio dice che così FI arriverà al 37%.. vince), da bravo ex-dc opportunista. Magia del riformismo, vero?
  3. LA UE, una volta tanto, ha chiesto al nostro paese chiarimenti sulla questione MPS... eppure tutto rimane segreto (si perchè il governo ha segretato tutto, chissà perchè) nonostante la minaccia della stessa UE di attuare una procedura d'infrazione che potrebbe significare multe salate che noi, non loro, dovremmo pagare......
  4. sapete qual'è il settore che prospera in questo momento? La difesa: non conosce crisi; ci stiamo riarmando e spendendo a mani basse, perché? Qualcuno sa darmi una risposta? Siamo in guerra? E contro chi? O ci stiamo difendendo? Da chi?
  5. E' stata aperta una procedura d'infrazione ("Nodi irrisolti. Stop a norme ad personam e conflitti d'interessi". La nuova legge italiana contro la corruzione "lascia irrisolti" vari problemi perché "non modifica la disciplina della prescrizione, la legge sul falso in bilancio e l’autoriciclaggio e non introduce reati per il voto di scambio") da parte della UE..... eppure ne sapete qualcosa? No, naturalmente, anzi ci riempiono la testa di chiacchiere con riforme, crescite e riprese che sono prossime da venire, balle: l'unica cosa vera è che la corruzione vale 60 mld di euro, una bella somma.
  6. Andiamo a Dubai ad allearci con gli arabi per una compagnia decotta a causa del malaffare clientelare e politico e nessuno paga se non i lavoratori che dovranno subire tagli e ritagli....... e dobbiamo anche sentircelo dire senza contraddittorio!
  7. L'on. Meloni, magari strumentalmente, propone un talgio alle pensioni d'oro e SEL e PD che fanno? Un bel no.... perchè? Forse chiedendo ai ai savi di sion sapremo qualcosa?
  8. un onorevole del M5S si becca un colpo eppure non vedo donne e cittadini protestare...... anzi in un video pirata che gira su facebook a colui che glielo ha dato danno anche la solidarietà, tutto chiaro.....
... eppure cosa vien fuori? La reazione, errata nei termini  e nei modi, del M5S. Ecco perchè sottoscrivo in pieno lappello/consiglio di che Andrea Scanzi sul Fatto Quotidiano del 2/2/2014 fa ai guru e ai parlamentari di questo movimento e che vi riporto pari pari qui.
Nella sua intervista a Daria Bignardi, a un certo punto il deputato Alessandro Di Battista ha detto: “Camminiamo su un cornicione, non possiamo sbagliare e quando lo facciamo dobbiamo chiedere scusa”. E’ un punto centrale: il M5S non può fare errori, perché gli altri (i “nemici”, cioè quasi tutti) non aspettano altro e perché ogni errore mina la fiducia di quei milioni di italiani che continuano a ripetere che quel movimento è l’unico anticorpo contro il potere. Una fiducia di cui dovete avere un rispetto sacrale.
Per questo:
1) Cari M5S, non potete dire “boia” o “boia chi molla“. Mai, mai e poi mai. Capisco la rabbia che porta il sangue agli occhi e induce a straparlare, ma queste frasi sono tremende ed evocano ricordi oltremodo foschi. Sono frasi imperdonabili, ancor più se dette da deputati solitamente bravi come Angelo Tofalo. E non venite a dirmi che in origine “Boia chi molla” non era uno slogan fascista: adesso è a quello, al fascismo, che fa pensare. Ed è un assist gigantesco per chi vuole – ora comicamente e ora in malafede – tratteggiarvi come nuovi Farinacci. Come no: Crimi camicia nera, Fucksia (un’altra che non ne indovina mezza neanche per disgrazia) balilla e tutti insieme eia eia elalà. Bugie totali. Ma c’è chi ci crede. Perché ci vuole credere.
2) Cari M5S, non potete regalare l’alibi multiuso e multitasking del “sessismo” quando combattete una battaglia nobilissima come quella su Imu-Bankitalia (vi hanno dato ragione perfino Dragoni e Barisoni, certo competenti e certo non “grillini”). Le allusioni grevi ai “pompini” sono schifose, costituiscono un harakiri imbarazzante e regalano agli eterni soloni la giustificazione per scrivere lenzuolate di quasi-femminismo in cui “loro” sono democratici e gli altri poco meno che stupratori. Ovviamente quella stessa gente, di fronte allo schiaffone di Dambruoso alla 5 Stelle Lupo, minimizza o magari solidarizza (con Dambruoso). Due pesi e due  misure, ma in Italia funziona così. E le parole di De Rosa sono indifendibili e irricevibili.
3) Cari M5S, non potete mandare in tivù uno come Becchi per difendervi. E’ come chiedere a Mike Tyson di andare in tivù per difendere la salute dei lobi. Di fronte a Becchi, parrebbe credibile persino Boccia. Di fronte a Becchi, ha ragione perfino la Moretti. Becchi è espressione sin troppo nitida del “grillino” caricaturale e sopra le righe, che ha torto anche quando ha ragione e che serve alla tivù per screditare il M5S. Nessuno al mondo, ascoltando Becchi, avverte poi la voglia di votare M5S (ed è per quello che va in tivù). Avete ragazze e ragazzi che sanno usare il piccolo schermo (ci siete arrivati anche voi, alla fine, dopo mesi di autismo mediatico e “noi nei talkshow non andiamo“). Errore dozzinale. Voi in tivù dovete andare: lo dovete a chi vi ha votato e vi vuole conoscere. E vuole che qualcuno difenda le loro idee. Mandateci le Sarti e i Morra, i Di Maio e le Lezzi, i Di Battista e le Taverna. Becchi, al massimo, speditelo nel remake del Drive In al posto di Beruschi. Checché ne dicano Beppe Grillo e Yoko Casaleggio, la tivù è ancora (sin troppo) decisiva nel veicolare notizie e consensi. O la si sa usare, o si sta a casa a coltivare i nidi di rondine tra le pieghe della barba da quasi-filosofo.
4) Caro Grillo, post come quello su “cosa faresti se la Boldrini fosse con te in auto”, sono autogol che neanche Niccolai. Servono esattamente per poi poter sostenere castronerie vili tipo che i grillini sono tutti stupratori e insultatori (come se in rete i renziani o i berlusconiani fossero tutti dispensatori di versi petrarcheschi). Quegli autogol servono a dire che, chi critica la Boldrini, lo fa perché è sessista (yeowwwn). Non ci vuole uno scienziato per arrivarci. Grillo ha fatto e farà molto per il Movimento. Il giorno in cui capirà che è molto più convincente quando argomenta che non quando scherza senza avere ispirazione, sarà sempre troppo tardi.
5) Cari M5S, Daria Bignardi ha tutto il diritto di fare domande critiche a un deputato che non condivide e mai voterebbe. E’ una giornalista, sa fare il suo lavoro, ha simpatie renziane dichiarate e a casa sua può chiedere tanto del padre di Di Battista quanto del suo passato da chierichetto. Non vi piace? Non la guardate. La Bignardi ha dato trenta minuti a Di Battista, che peraltro sa cavarsela benissimo senza che un attimo dopo mezzo web gridi alla lesa maestà. Non tutti la pensano come voi e, anzi, in tivù il 95% è sfacciatamente renziano. Funziona così.
6) Cari M5S, Corrado Augias ha tutto il diritto di critcare duramente i 5 Stelle. E’ un intellettuale, ha le sue idee e le argomenta. La Bignardi ha fatto bene a chiedergli cosa ne pensasse (ben sapendo cosa ne pensava) e Augias ha detto la sua tanto a Le invasioni barbariche quanto su Repubblica. Fate bene a criticarlo, non a insultarlo o minacciarlo (glisso su chi ne ha bruciato i libri: non so se è realmente grillino o magari infiltrato, ma di sicuro è assai prossimo all’idiozia più vomitevole). Io non condivido nulla di quello che ha detto e scritto Augias sui 5 Stelle, e credo anche che Augias – come molti intellettuali engagé vecchia scuola vicini al Pd – parli di cose che conosce pochissimo e per sentito dire. Ma io, di uno come Augias, avrò sempre rispetto profondo. E’ uno di quelli con cui è bello confrontarsi e scontrarsi, proprio come l’amico Vauro (che avete insultato in maniera troppo spesso belluina). Non confondete gli Augias con i pigibattista: sarebbe come confondere un Barolo con una gazzosa scipita.
Gli ultimi giorni, per la politica italiana, sono stati tremendi. E’ avvilente l’arroganza del potere. E’ deprimente la pochezza degli Speranza. E’ esilarante la labilità di Matteo Peppo Pig: in quell’incontro che vi siete ottusamente rifiutati di fare al Nazareno, un Nicola Morra se lo sarebbe messo in tasca con facilità siderale. Lo avrebbe demolito, ridicolizzandolo con agio. Renzi è solo chiacchiere e distintivo, vende fumo e neanche del migliore. Basta crivellarlo con due frasi di senso compiuto e già non sa più come controbattere. Avete buttato via un match point a campo aperto: errore infinito. A volte, strategicamente, siete di un bischero che ne basterebbe la metà.
E’ sconfortante vedere come quasi tutti i media usino il napalm coi 5 Stelle e le carezze con chi usa le “tagliole” e ammazza la democrazia parlamentare (non lo dico io: lo diceva il Pd cinque anni fa, per bocca di Alessandro Soro, quando il Parlamento discuteva quello scudo fiscale che poi passò grazie – ooops – alle assenze decisive dei piddini). 
I 5 Stelle stanno combattendo, pressoché isolati, battaglie preziose (quella sull’articolo 138 della Costituzione non se la ricorda già più nessuno?). Costituiscono l’unica opposizione reale e per questo verranno osteggiati in ogni modo. Ribadisco: in ogni modo. E’ proprio per questo che non devono sbagliare nulla, ma proprio nulla. Che senso ha vanificare mesi e mesi di (spesso) ottimo lavoro con frasi sbagliate e belinate da asilo?
Avete la fiducia di milioni di italiani, a cui ormai non siete rimasti che voi. Fate tesoro di questa fiducia, continuate la vostra crescita e non disinnescatevi da soli, regalando assist d’oro a chi – pur di mantenere lo status quo – non aspetta altro che farvi passare per fascisti, violenti, dementi, sovversivi e magari prima o poi pure stragisti.
p.s.
ha ragione da vendere e prima lo capiscano prima potremo liberarci da qesto viluppo nel quale ci siamo infognati da soli.... perchè, è bene che si sappia, noi ci siamo ficcati in questo casino! Ora: chi sono gli "stupratori (della democrazia" e i "fascisti (veri)"?

domenica 2 febbraio 2014

Banche, con le nuove regole Ue i prestiti caleranno sempre di più

di Mauro Del Corno | 1 febbraio 2014
“E’ come lasciare libera la bestia e dire ai cittadini chiudetevi in casa e rafforzate porte e finestre”. Giuseppe Bortolussi, della Cgia di Mestre, usa una metafora forte per descrivere le scelte in tema di regolamentazione bancaria approvate dal comitato di Basilea due settimane fa, che rendono ancora più invitante per gli istituti investire in derivati, piuttosto che prestare a famiglie e imprese. Dal suo osservatorio assiste giorno dopo giorno al prosciugarsi dei finanziamenti a piccole imprese, artigiani e cittadini. Non ci sono inversioni di tendenza o segnali di speranza: i dati continuano a peggiorare. Secondo la Banca centrale europea in novembre i crediti alle aziende sono scesi del 3,9% a livello europeo e addirittura del 5,9% in Italia.
Sullo stesso mese Bankitalia rileva una flessione del 6 per cento. Secondo il centro studi della Confindustria negli ultimi due anni sono “spariti” 96 miliardi di finanziamenti e per il 2014 è attesa un’ulteriore contrazione di 8 miliardi. Il problema coinvolge gran parte dell’Europa ma in Italia è una vera e propria emergenza. Mario Draghi, presidente della Bce, ha speso molte parole sul tema, annunciato misure allo studio (come quella di far pagare alle banche il “parcheggio” di fondi presso la Bce) ma per ora di atti concreti non se ne sono visti.
Anzi. Un’ulteriore stretta del rubinetto del credito potrebbe infatti arrivare proprio per effetto delle nuove regole. Sono regole blande, che accrescono in maniera irrisoria il livello di sicurezza del sistema bancario ma che potrebbero comunque ripercuotersi negativamente sui finanziamenti all’economia. “Anche se hanno mille modi per aggirarle a loro piacimento – commenta amaro Bortolussi – le banche continuano a farsi scudo dei regolamenti di Basilea per giustificare la continua riduzione dei crediti a famiglie e soprattutto imprese e la loro preferenza ad investire in titoli di Stato o altri prodotti finanziari”.
I nuovi accordi si prestano bene a fare da alibi. Tecnicamente le regole prevedono che le banche raggiungano un “leverage ratio” almeno del 3 per cento. Significa che una banca deve disporre di un capitale proprio (fondamentalmente quanto versato da soci e azionisti) che sia pari o superiore al 3% dei suoi attivi. In pratica se una banca ha in essere prestiti e investimenti per 100 euro deve disporre di almeno 3 euro suoi. I rimanenti 97 euro possono essere presi a prestito (depositi dei clienti, finanziamenti da altre banche, obbligazioni ecc). La nuova disciplina ha come unici meriti la nascita di una disciplina condivisa a livello internazionale e l’utilizzo di un parametro relativamente facile da calcolare e confrontare.
Il 3% è però un valore basso, non dissimile da quelli esistenti prima dello scoppio della crisi del 2007, risolta solo grazie ai salvataggi a spese dei contribuenti e che sembra non avere insegnato nulla. Secondo molti osservatori un livello prudenziale, che consenta di traghettare i colossi bancari in una zona di sicurezza, sarebbe di almeno il 10 per cento. Più il rapporto è alto maggiore è l’entità delle perdite che può sopportare. Eppure, nonostante parametri all’acqua di rose, ben una banca europea su quattro al momento non raggiunge neppure questo livello minimo. Il problema è stato però “brillantemente” risolto. Come? Permettendo alle banche di escludere dal conteggio degli attivi parte degli investimenti in titoli derivati e prodotti finanziari (tecnicamente il meccanismo è un po’ più complesso ma la sostanza è questa) rendendo così ancora più invitante questo tipo di investimento.
Mefistofelica la difesa dei banchieri che più o meno affermano: se compriamo più derivati possiamo assicurarci meglio dal rischio insolvenza e dunque concedere più crediti. Di fatto è un regalo alle banche e in particolare alle banche d’investimento del nord Europa, molto esposte sui mercati finanziari e che si affidano molto all’indebitamento. Per ogni euro di capitale Credit Suisse ha ad esempio 51 euro di attivi, Deutsche Bank 49, Credit Agricole quasi 62.
Unicredit o Intesa SanPaolo non vanno invece oltre i 18. Per salvare almeno le apparenze le banche non in regola si trovano ora davanti due ozione per migliorare il loro “leverage ratio”. O aumentano il loro capitale (magari rinunciando a distribuire dividendi oppure reperendo fondi freschi) oppure riducono gli attivi, cioè tagliano i prestiti che hanno in essere e smettono di erogarne di nuovi. Le prime stime parlano di un possibile impatto sul sistema bancario di 200 miliardi di euro. Una cifra che almeno in parte potrebbe essere sottratta dai crediti all’economia.
p.s.
abiamo parlato nel post precedenti di dei alieni... ora parliamo di vampiri: meglio noti come succhiasangue alias le banche.

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