martedì 20 maggio 2008

Il paese e le emergenze: ossia trattato su come gestire e dirigere le pecore/2

Polizze RCA; prezzo dei medicinali; benzina e gasolio; affitti e compravendite; alimentari; ricambi; tasse e tributi; bollette gonfiate (anche da IVA sull'IVA); alimenti per neonati; e molto altro ancora. E' tutta una emergenza? Si se si continua a gestire il paese come la V° potenza mondiale e non, come in realtà è, il primo dei paesi sottosviluppati. Mercato e ancora mercato: laddove servirebbe interventi a sostegno dei redditi s'insiste in maniera suicida sul mercato come panacea: gli esempi storici dell'America latina, e non solo, non sono serviti. Ci si ferma al quotidiano delal politica e non al medio termine delle famiglie che in numero sempre maggiore si rivolgono alla Charitas per poter mangiare a dispetto dela Costituzione che impone il creare le condizioni affinchè le stesse famiglie possano vivere in condizione di libertà e dignità; in barba ai richiami anche della Chiesa che quando si tratta di "difendere" la sacralità bombarda il Parlamento ma quando si scende nel dettaglio oltre ad auspici non va. Dobbiamo ammetterlo: si è fallito. E' fallito il disegno dei padri costituenti che volevano un paese democratico e avanzato; è fallita la mission dei politici che hanno nel tempo badato al loro particulare e non all'interesse generale; hanno fallito i cittadini quando andando a votare nel corso deid ecenni hanno delegato a incapaci il loro futuro; hanno fallito le organizzazione sindacali dato che anzichè badare agli interessi che rappresentavano si sono messi a sostituire i legislatori e a badare ai propri interessi di bottega (finanziari e non). Il paese non cresce? Qui non siamo al punto di chiederci questo; siamo al punto di un paese in un dopoguera virtuale che va ricostruito da capo: dalle più piccole cose. E' tale il bisogno di evasione che anche in rete le disillusioni sono vissute pigramente e ci si rifugge nell'evasione di tette e sederi. Evasione che è invogliata dal sistema: meno gente pensa meglio è ed è più facile gestirla con paura create ad arte mentre dalla tasca gli sfilano gli ultimi spiccioli slavo poi abbandonarli a se stessi quando falliscono e si ritrovano sul lastrico con debiti, senza casa e nessuno che le aiuta.Non si può governare sulla base della percezione del momento delle persone (spesso indotte dal connubio politica/media) ma sui dati e i dati dicono che in italia il corporativismo è imperante: qui non governa il progetto ma le lobby che giustificano qualunque provvedimento a loro difesa con il mercato mentre in realtà il mercato non esiste è una entità virtuale, o meglio esiste per il consumatore e non per il cittadino; esiste per l'utente finale ma non per il titolare dei diritti. Un'esempio: si è parlato con favore delle fusioni dei grandi gruppi assicurativo/bancari ma si è omesso di dire che gli stessi agglomerati impediscono un'offerta "di mercato" dato che lo stesso mercato lo fanno loro in barba a leggi, provvedimenti e regolamenti. Che futuro può avere un paese del genere?
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