domenica 15 febbraio 2009

Ammazzablog: alla fine ci stanno riuscendo a mettere il bavaglio

Nel decreto sicurezza ci sono due emendamenti all'articolo 50 sono al veleno. Quattro piccoli capoversi che prevedono che se in un sito compaiono contenuti non condivisi da qualunque cittadino che fa una denuncia (e il magistrato apre un fascicolo) il Ministero dell'interno ne impone la chiusura in 24 h. La prima conseguenza dell'emendamento "facebook" potrebbe essere (se venisse approvato così anche alla Camera) che siti come youtube, facebook, grandi portali, migliaia di blog, chat, ecc. aperti ai commenti rischiano di sparire solo perchè a qualcuno non piace il contenuto: perchè la cosa funziona proprio così, ossia non viene censurata la singola frase o il post o la discussione di chat ma tutto ed in un colpo solo; naturalmente nessuno, in nome di una libertà malintesa, vuole l'anarchia internettiana coprendo così chi commette crimini, ma le leggi ad oggi ci sono già: perchè farne altre? Ci vogliamo accodaer a: Cina, Birmania, Iran, Cuba......... e dove sono i proclami di libertà? O valgono "solo" per chi se li può "permettere"? Croce, uno che liberalismo se ne intendeva davvero, affermava che la religione della libertà così com'era stata pensata era una cosa di pochi individui e se non si faceva comprendere alla grande moltitudine i suoi pregi era facile che costoro fossero preda di ideologie "pericolose" o eversive. A tutt'oggi si nota il discostarsi da questa "religione"; nel film matrix un personaggio diceva che "il problema era il controllo": ed oggi è proprio questo il problema visto che proprio il controllo è il punto di chi non riesce ad ammettere che qualcuno possa sfuggire alle regole imposte dall'alto. L'art. 21 della Costituzione ha ancora un senso?
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