martedì 4 agosto 2009

Poveri in Italia, ma negli USA?

Abbiamo appena parlato della povertà italiana ma c'è chi sta peggio. Negli USA la bolla speculativa ha fatto danni maggiori grazie alla finanza drogata dell'era Bush e agli spiriti selvaggi del liberismo: spiriti selvaggi che hanno fatto arricchire i soliti ricchi e fatto ulteriormente impoverire i soliti noti. Sentite questa: 30 milioni di americani sono pronti a ricorrere alla tessera del pane. Lì non ci sono ammrtizzatori nè altro: quando sei fuori lo sei davvero e ne paghi le conseguenze non solo se è colpa tua ma anche se non lo è ma qualche manager per fare contenti gli azionisti e staccarsi i bonus miliardari si mette a tagliare i costi (leggi posti di lavoro) o si danno a speculazioni finanziarie creando bolle che poi scoppiano e senza, o quasi, pagare dazio (visto che è ormai appurato che i soldi dati alle aziende come aiuto dallo Stato le stesse le hanno girate ai loro manager come bonus, chiamasi faccia tosta questa). E' vero che da noi siamo quasi al punto di non ritorno sui conti pubblici, lo spiega benissimo Grillo nel suo post in merito ma è anche vero che, grazie alle leggi del welfare degli scorsi decenni, la nostra rete di protezione, per quanto malmessa e piena di buchi, finora ha permesso di sopravvivere a molte famiglie (peccato che la cassa integrazione scadrà in autunno e li voglio i nostri cari politici vedere come fanno) anche se è chiaro che non si può vivacchiare così perchè i cittadini non sono numeri di un conto economico ma persone in carne ed ossa che hanno diritto ad un futuro certo e sereno e non una sofferenza per consentire a pochi di vivere bene e perpetuare il proprio potere e controllo sulla società. Siamo messi meglio degli americani ma questo non significa che dobbiamo compiacercene e incensare chi non ha fatto nulla nè per farci stare meglio e fatto molto per ridurci così.
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