mercoledì 17 febbraio 2010

Il migliore dei mondi possibile......

E' vero che la società democratica si fonda, dal punto di vista socio-politico, sul ceto medio; è anche vero che eliminando il ceto medio la società si avvia verso un'assolutismo, liberale o meno non importa, polarizzato fra ricchi e poveri che uccide il sistema democratico e favorisce l'affermarsi di élite in lotta fra loro: da questo punto di vista Weber ha ragione. Però il vero punto è un'altro: Burke (cito lui anzichè altri perchè ritengo che meglio esprime lo zeitgeist del liberalismo senza molte ipocrisie) l'aveva individuato benissimo quando affermava che "il governo non può nulla contro la miseria, non è di competenza del governo in quanto governo, o dei ricchi in quanto ricchi, dare ai poveri il necessario che la Divina Provvidenza ha deciso di rifiutare loro ....... (e aggiunge) Dobbiamo renderci conto che non è contravvenendo alle leggi del commercio, che sono leggi di natura e dunque leggi di Dio, che possiamo sperare di addolcire lo sdegno divino". Nemmeno Marx, che pur criticava questa modo d'intendere la società, uscì però dal solco liberal-naturalista quando auspicava una società che poneva una collettività come centro dell'agire politico sostituendolo all'individuo, e ai suoi presunti diritti "naturali" (proprietà, libertà, concorrenza, ecc.), perchè comprendeva che l'individuo, per quanto potesse "socialistizzarsi", non poteva spogliarsi dell'industrialismo che è la base del capitalismo. Come allora si pensa che si possa uscire da un tal sistema? Quali potrebbero essere le basi di una società alternativa? Il cooperativismo? La socializzazione? No non credo. E' nella natura umana, almeno a questo passo della cosiddetta evoluzione, concorrere e competere con altri simili per la propria supremazia; però non è nella natura umana, e gli studi antropologici lo dimostrano ampiamente, sopraffare l'altro da sè: eppure accade tutti i giorni; ci sono partiti che fanno della supremazia della razza, anche in Italia, un punto della propria linea politica. Come mai? E' davvero questo il migliore dei mondi possibile? Oppure ne esiste un'altro a portata di mano ma non siamo capaci di raggiungerlo perchè sono in troppi coloro che, così come siamo ora, ci stanno bene? E' realmente questa l'evoluzione massima del pensiero che ha portato l'Occidente a questo punto oppure siamo su un binario morto del percorso che autori, come Toynbee, credono di aver individuato nella deviazione imposta dall'affermazione dell'individualismo e della sua degenerazione ossia l'atomismo? Personalmente credo che si siamo su un binario morto e che questo non è il migliore dei mondi: ma credo anche che al momento all'orizzonte non si vedono alternative valide: un pò perchè nessuno realmente le cerca; un pò perchè in fondo tutti in un modo o nell'altro ci stiamo comodi (perchè finchè un problema non ci cade esattamente addosso ce ne freghiamo) anche quando siamo poveri.. anzi proprio perchè lo siamo (e il sistema ha tutto l'interesse a tenerci, in Occidente, pochissimo sopra il livello della fame più nera per evitare che ci possano essere rivolte e simili) siamo il primo baluardo contro tutte le possibili, e anche utopiche, alternative che possono apparire all'orizzonte; nel timore di perdere anche la miseria che riceviamo siamo i primi a combattere contro chiunque e qualunque cosa ci si pari davanti che possa suonare come mutamento potenzialmente radicale rispetto al presente. Sarò pessimista ma temo che finchè non emergono, magari in altre parti del pianeta, sistemi alternativi, non dico migliori ma almeno diversi, la possibilità di un cambiamento sia pari al credere che gli asini possano volare!
... E' CON QUESTA TIRATA IL BLOG CHIUDERA' .......
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