giovedì 8 luglio 2010

game over?

L'obbedienza, le regole, i tabù sono quegli aspetti che ci spingono a seguire quello che proviene da un autorità che è in alto: in tv è così ma nella vita reale? E' differente. Facciamo un esempio: perchè i milioni di lavoratori dipendenti da decenni accettano, nonostante tutto, le regole imposte dal cosiddetto mercato ben rappresentato a livello politico dalla casta propensa ad autosalvarsi e a tutelare chi là ce l'ha portato (inconsapevolmente i più poveri e gli straricchi si trovano aleati in una situazione come questa)? Lo vediamo in questi mesi: in occidente da 20 anni ormai applichiamo una unica ricetta: il liberismo (in Italia ne abbiamo mutato qualche parte ma fondamentalmente siamo proprio nel mezzo). Il livello di spudoratezza della casta è pari alla docilità di chi subisce: una equazione micidiale per chi si trova ad essere oggetto delle "attenzioni" dei politici. Le reazioni sono varie però, compresa la Grecia, alla fine ci si adegua con la scusante morale del "che posso farci"? In realtà chi paga ha un enorme potere: il voto e la protesta. Il voto, finché ce l'ha, è l'arma principale ed è temuto (ecco perchè da noi il potere ha sempre cercato di controllare quelle leve che gli consentono di intercettare il consenso e di controllarlo, in primis la tv cercando contemporaneamente di eitare che i cittadini si esprimano autonomamente come nel caso dei blog o dei giornali e delle tv non allineate che o vengono marginalizzate o sono inserite in uno schema azione/reazione per il quale se lo dicono "loro" lo fanno perchè c'é l'altra parte al governo) per le sue implicazioni; la protesta è un altra arma e di solito, anche nelle post democrazie come la nostra, viene tollerato perché é "utile, integrante e giustificante" per lo stesso potere; poi ci sono i punti di rottura (anche se miseramente fallito uno di essi fu il 68) e oggi lo stamo vivendo: il potere cerca di rompere i tabù che finora l'hanno ingabbiato e rendersi autonomo dai vincoli. Cosa fare? Riformare, naturalmente. A partire dalla Costituzione e poi a scendere innescando una valanga che va a finire a valle fermandosi nel punto(e il problema è proprio quello di sapere dove si ferma dato che spesso nel corso della storia ad essere travolto è stato lo stesso potere che l'ha creata) più profondo. E' quello che accade da 20 anni a questa parte in Italia: la sinistra ha innescato il processo e la destra demagogica lo sta compiendo, facile come bere un bicchier d'acqua. E la protesta, di solito, è la valvola, utilissima per il potere, di sfogo per chi si trova ad essere "oggetto" delle attenzioni del potere; anche questo accade solo che ..... solo che quando la valanga s'innesca allora in alto ci si preoccupa e scatta la repressione: è quello che abbiamo sotto gli occhi in questi ultimi anni dato che prima ci si autoassolve dandosi l'impunità (premessa necessaria per mettersi al riparo ma anche grande segno di debolezza) poi si passa all'annullamento progressivo di chi si potrebbe opporre mettendolo in un angolo per renderlo impotente (accade con il contgrollo dei media e i vincoli a chi non si allinea). Più preoccupante è al terza fase: che da noi (in Grecia l'abbiamo visto) è visibilissima e si concreta con la repressione fisica (ulteriore segno di debolezza, quella estrema) che porta a bastonare ieri i terremotati abruzzesi e oggi gli operai di una fabbrica in crisi. In teoria, e in presenza di ideologie forti ed alternative fra loro, ci sono momenti del genere ma sono collaterali, marginali; invece oggi, in mancanza di ideologie forti ed alternative, è pura violenza che porta a zittire chi esprime opinioni diverse o esprime disagio o apertamente protesta per le false promesse: soprattutto in una società mediatica come questa non è ammissibile che qualcuno abbia da ridire o non accetti quanto "donatogli" graziosamente...... ora il punto é: chi mantiene il peso di una intera società, pagandone uno scotto altissimo in termini di minori servizi, minori pensioni, bassi salari, disoccupazione, ecc., ha poche scelte oggi (anzi nessuna se non alza la testa o almeno trova il coraggio di farlo) se non quella di votare altro (ciò spiega il successo di partiti come lega e idv) o di accodarsi al potere nell'attesa che "l'ascensore sociale" gli faccia arrivare qualche briciola della tavola imbadita nell'alto della società: quell'alto che non solo si autoassolve ma crea quel blocco sociale che, per imitazione ed emulazione, ne copia i comportamenti e i modelli e scarica verso il basso il costo delle proprie azioni con la convinzione che "è giusto" perchè se lo "fanno loro perchè non farlo anch'io"? Se queste, credo noiose, idee che ho maturato fossero giuste le implicazioni sarebbero realmente enormi e dovremmo realmente riflettere e invitare a riflettere quanto realmente ci sia in ballo oggi.... se riescono a toglierci il "game over" realmente dovremmo essere così maturi da capire che è come ci avessero tolto l'aria e nulla avremmo di diverso da paesi come cina, russia, cuba, iran e compagni di merende ......
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