giovedì 2 dicembre 2010

Pensare ad alta voce........

Son lontani i tempi durante i quali parole come cambiamento, libertà, riforme, democrazia, elezioni erano termini che assumevano il significato preso quasi letteralmente dal vocabolario politico... si son lontani quei tempi; dal 1992 in poi fra "discese in campo" e "gioiose macchine da guerra" e altre amenità del genere questi termini hanno perso il loro signficato originario assumendone diversi a seconda di chi le pronunciava e, soprattutto, dove... fino a snaturarsi diventando parte del fiume di parole che ogni giorno da 18 anni ci vengono riversate addosso: tutto viene piegato all'esigenze del momento e quindi non può non esserci la conseguenza che chi é parte della casta, maggioranza e opposizione, crede davvero che tutto debba essere piegato alle proprie necessità dimenticando che é vero esattamente il contrario ossia che chi é nelle Istituzioni non vi é per fare i propri (....) comodi (o quelli di chi ce l'ha nominati) ma é al servizio di chi là ce l'ha mandato eleggendolo. Tutti abbiamo notato quanta paura avevamo i nominati durante i cortei degli studenti: al punto che tutto il centro "Istituzionale" della Capitale fosse sigillato dalle forze dell'ordine e la mia impressione é quella di una foto dell'attuale situazione del paese ossia da un lato la società e dall'altra il potere rinchiuso nei palazzi .... realmente si crede che, con tutte queste "riforme" elitarie, non ci sarebbe stata una reazione da parte della stessa società? Da quando siamo entrati nella Seconda Repubblica, a mio parere siamo oggi alla fine della Prima, il distacco fra paese reale e paese ufficiale é il solo dato di discontinuità che si caratterizza come principale ed é l'unica cosa che la distingue dalla precedente: basta questa singola caratteristica per sostenere che questo é il migliore dei mondi possibili? Una politica che é autoreferenziale e non si confronta con i cittadini non può non diventare ostaggio delle lobby e delle varie cricche e corporazioni che sono fiorite in questi anni e agiscono ormai alla luce del sole e questa politica non può non corrompersi e avere un orizzonte limitato: senza i reali depositari del contratto sociale, noi, la politica perde di vista la propria mission e si connota come una ristrutturazione sociale dove chi é fuori lotta, spesso vanamente, per entrare nel recinto che conta e chi é dentro fa di tutto per perdere il proprio "ombrellone": così una società non va da nessuna parte e dove il processo é avanzato, gli USA, la vite verso il basso che schiaccia i ceti emergenti gira e stringe ogni volta che si genra una spinta, infatti i casi di alienazione sociale sono a dir poco decuplicati e la società non procede verso un suo miglioramento generale ma si dividono in segmenti l'un contro l'altro armati........ per tacere dei paesi dittatoriali dove manca anche il più elementare diritto elementare e quindi il distacco non solo é presente ma é addirittura ricercato anche se casi di protesta, come i suicidi in Cina nelle fabbriche che lavorano a ritmi folli per le industrie occidentali (italiane comprese) hanno dimostrato, son anche lì presentidi cui qui arrivano notizie. Nutro qualche speranza di cambiamento con questi ragazzi, per la maggior parte deideologizzati, che si sono svegliati grazie al Governo e alle sue riforme; una cosa noto però: il loro isolamento sociale, tante parole solidali ma poche persone fuori da questa generazione che scende con loro a far sentire la propria voce...... cercare di transennarli li chiuderebbe e li metterebbe nelle mani dei cattivi maestri, perché invece non ascoltarli e confrontarsi con loro? Non parlo dei politici ma della gente comune perché questi sono e saranno i futuri cittadini e isolarli non gli fa un favore a loro ma soprattutto a noi!!
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