venerdì 28 ottobre 2011

Italia comics? O meglio il tem?

M'ero preso una pausa: tanta era l'inkazzatura presa in questi giorni; é brutto vedere che in pochi hanno il coraggio di esternare sensazioni, associare corsi e ricorsi di accadimenti che hai visto scorrere sotto gli occhi (in qualche caso ti fai avanti, come nel processo di privatizzazione e liberalizzazione degli anni '90, dici la tua e provi a far aprire gli occhi agli altri dicendo quali potevano essere le conseguenze ... ma senza che nessuno o meglio senza che gli altri - chi ti guarda con commiserazione pensando che sei "antico" altri pensando che fesso ... pensa ai caxxi tuoi e alla carriera sindacale - diano segno d'intesa) processi distruttivi dovuti alla speculazione e alla rapina compiuta da interessi rapaci di chi ha da guadagnare dalla povertà altrui... eppure ogni volta la gente é lì, aspetta, tituba, aspetta un "qualcosa" o un "qualcuno" che li tiri fuori dai guai o che li rassicuri nello stesso momento in cui gli leva da sotto anche il terreno su cui cammina . Rispondevo ad un commento di Toffee, mi pare, sul come non s'impara dal passato e nello stesso momento mi é venuto, come ho poi scritto, un flash: l'ordine esatto degli avvenimenti, nei paesi distrutti dalla speculazione, e dalle "ricette" delle istituzioni finanziarie accorse ad aiutare ..... a distruggere, é uguale: prima l'attacco finanziario; poi il ricatto; l'arrivo delle istituzioni ad "aiutare".. infine il default non prima di avergli tolto tutto ivi compreso che so il partenone, nel caso dei Greci, e a noi che so il colosseo? Ecco la sequenza del disastro: uno schema perfetto. E non mancano nemmeno gli apostoli di essa: i liberisti. Strano tipo "l'homo liberisticus": quando si accorge che ha fatto danni corre da mamma Stato e gli chiede soldi... poi appena la "mamma" fa il suo dovere riprende immediatamente a dire che si deva far da parte e, prima di farlo, vendersi i gioielli di famiglia perché solo dimagrendo all'osso può sperare di continuare a vivere: forse perché in questo modo nessuno la nota più...... E' possibile vivere in un sistema così? ça risposta é ovvia, no; nessuno, però, prova minimamente a fare qualcosa: anche quando gli levano l'ossigeno ti rispondono sempre la stessa cosa: che posso fare? Si vedrà, qualcosa accadrà ecc. ecc. le risposte classiche delle pecore che hanno paura anche a stare nel recinto, immaginarsi uscirne. Il sistema messo su dalle élite ha funzionato: Lippman ci vide giusto ossia assicurarsi prima la passività delle gente, anche quella che passiva non é, e poi fargli ingoiare l'amaro calice. Dobbiamo anche noi, come i Greci, inventarci il "tem (una moneta inventata dai nostri vicini di casa che sta in quel paese soppiantando l'euro.... insieme, come in Argentina, al classico baratto, ripetizioni di greco contro tre uova ecc. ecc.)" o ci piace tantissimo, davvero, quella comics chiamata "ITALIA"?
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