mercoledì 9 novembre 2011

il cerino acceso....

...ieri con la non sfiducia lo spettacolo della politica ha fatto un salto di qualità. Perché? Semplice, si fa per dire, perché da bravi giocatori d'azzardo quali siamo diventati tutti noi (in quella grande bisca a cielo aperto che é diventata l'Italia) sul tavolo non state calate le carte per vedere ma c'è stato un rilancio al buio e ora sono tutti a studiare e carcare di capire chi sarà l'agnello sacrificale che vedrà se c'è un bluff o meno.... perché il "buio", si sa, crea molti problemi agli umani: risveglia ataviche paure, impedisce di capire i contorni del luogo dove ci si trova ma, soprattutto in tema di carte, non lascia che due scelte, o vedi o passi.... e in termini politici entrambi avranno conseguenze gravi e dolorose..... in più sul tavolo c'è stato un notevole rialzo perché uno dei giocatori (ossia la troika comunitaria) ha continuato ad alzare la posta incalzando gli altri: sia chiaro che non l'ha fatto di sua sponte, come in Grecia, ma istigata da chi in questo momento si trova con le carte peggiori in mano e rilancia al rialzo a sua volta la posta per costringere gli altri o a lasciare o a vedere e in entrambi i casi sono gli altri a rischiare, non lui dato che "fra qualche mese se ne sarà andato chissà dove (dopo aver naturalmente blindato profitti e processi pro domo propria) .... per capire ricapitoliamo la situazione:
la BCE, in nome e per conto della troika comunitaria, manda una lettera al governo (che ho pubblicato dopo averla richiesta all'ente) nel quale enumera le "cose" da fare, in pratica detta la linea o la road map;
il governo attua, nominalmente, le misure che ritiene meno dannose;
i mercati non apprezzano il giro di valzer e picchiano perché non ci stanno a dare fiducia a chi promette mari e monti ma poi scappa e/o fa il furbo e non bastano nemmeno le dimissioni annunciate;
al G20 all'amato capo glielo dicono a muso duro nonostante presenti una ulteriore "lettera d'intenti" cha alza ulteriormente la posta ....... il nostro in realtà sa benissimo di non avere né la voglia né la forza per mettere in pratica quanto richiesto perché gli costerebbe troppo sia in termini di voti che in termini di consenso perché stavolta, oltre ai soliti noti, a mettere le mani nelle tasche sarebbe anche il proprio elettorato notoriamente allergico a imposte, tasse e contributi che se può evade allegramente (per non parlare degli alleati leghisti)...... il nostro non è nato ieri e sa che deve passare in mani altrui il cerino acceso, il problema é come...
le opposizioni sanno che rischiano di essere l'agnello sacrificale e sono combattute fra la voglia di assumere le redini del potere e l'essere consci di dover fare il lavoro sporco per servire su un piatto d'argento il paese alle, successive e inevitabili (come in queste settimane in Grecia), elezioni dove chi ci ha portato allo sfacelo si potrebbe presentare come il salvatore della patria... e chi cerca di far qualcosa (non molto sia chiaro) diventa l'affamatore del popolo.
Ecco quindi la soluzione, attuata in Grecia, di governicchi di salvezza infarciti di tecnici pronti alla bisogna che s'accollerebbero il lavoro sporco, c'è un problema però: l'amato capo ha troppo da perdere in termini di utili economici e finanziari delle sue aziende, per tacere del resto dei "problemi", che ha sul groppone in quanto sa benissimo che una volta che ha mollato é difficilissimo poi rientrare.... non sempre il "soccorso rosso" funziona; per due volte é stato giubilato ora, visti i tempi, potrebbe non essere così, quindi mette in pratica il "resistere, resistere, resistere".....
.... e arriviamo all'ieri: qualcuno del partito dell'amore sente puzza di bruciato e comincia a preoccuparsi: c'é chi scappa; chi si rifugia in blindati delle forze dell'ordine; chi, prima pasionaria, si riscopre moderata e va altrove; c'é chi ha un gran mal di pancia da paura e corre in ..... bagno e chi infine preferisce la bella morte in nome del muoia Sansone con tutti i filistei: scelta fatta già una volta nel nostro paese, dopo il voltafaccia con l'alleato nazista, che portò a una guerra, vera non simulata, civile che sfociò nella resistenza ecc. ecc. e tutto sotto gli occhi dell'amato capo, che ha già fatto il conto sui traditori della, sua, causa e che stavolta rischia di trovarsi con il cerino acceso in mano stretto fra necessità di governo e recessione da un lato e cambiali da pagare dall'altro ai suoi ma sempre con l'idea fissa che deve restare nella stanza dei bottoni il più a lungo possibile per preaprare sia la revanche sia per, in caso di disfatta, preparare il terreno per chi verrà dopo di lui accertandosi che continui nell'opera di difesa degli interessi (soprattutto propri) e delle necessità (di chi lo vota e lo sostiene in parlamento) cui far fronte....
Ecco quindi il colpo di scena (o il colpo di genio fate voi): mi dimetto ...... ma dopo. Dopo cosa? Ma dopo la legge di stabilità EMENDATA, ossia dopo aver approvato le misure imposte, e non fatte, della UE... insomma fra rinvii e problemi, si sperava creati dall'opposizione (il soccorso rosso-bianco in questo caso) e non dai propri, conta di arrivare almeno a gennaio (meglio febbraio) per andare al voto fra marzo e maggio quando la memoria comincia a difettare ai cittadini e i soliti noti, i lavoratori e pensionati per fare alcuni nomi, hanno abbondamente pagato lo scotto di far parte della categoria dei fessi.... tutto ma non certo le dimissioni immediate: state pur certi che o lo si costringe o rimarrà lì abbarbicato come l'edera, non può e non gli conviene.... poi con il Capo dello Stato e i leader della cosiddetta opposizione a fargli da notai si trova nella situazione che meglio gli aggrada: quella della volpe nel pollaio...... se va male ora può dire che non l'hanno fatto lavorare; se gli va bene può sempre dire che non c'è motivo di dimissioni perché la maggioranza si é ricompattata, con altri acquisiti da partiti (se ne trovano a iosa pur di maturare pensione e prebende), e il governo può arrivare alla scadenza naturale della legislatura.... o almeno al primo momento utile.
C'é un ma: la UE, l'altro giocatore al tavolo, non gli crede (mica sono come noi che ci beviamo tutto) e gli riscrive, per interposta persona ossia al Dear Tremonti, sottoponendogli un questionario (fatto bene non come quelli dell'Invalsi errati e mal posti) puntuale e preciso come solo i nordici sanno essere forti anche del fatto che hanno il coltello dalla parte del manico, ossia i soldi da dare o per acquistare i nostri btp per salvare capra (le banche franco-tedesche) e cavoli (salvare UE, Euro, dominio della troika, mercato liberista, ecc. ecc.) il cui salatissimo conto a pagarlo devono essere greci e italiani (quelli onesti, che le tasse pagano tutte o meglio che sono costretti a pagarle): un umiliante questionario che contiene ben 39 domande, cui rispondere entro l'11/11/2011, che sono come la lama di un coltello che affonda senza sforzo nel burro... gli euroliberisti "vedono" il buio (per continuare la metafora della partita di poker di cui sopra): e aspettano la mossa del "nostro"; gli rimandano nelel mani il cerino e aspettano: é da questa parte che ora il gioco si svolge e quel cerino qualcuno lo deve ricevere e bruciarsi le dita, o rilanciano ma pochissimi possono permettersi di farlo. Le domande sono in inglese scolastico: anche un bambino é in grado di capirlo e sono un preciso richiamo al "fare" tanto strombazzato da tre anni a questa parte..... che farà l'amato capo? Che faranno le opposizioni? E il Capo dello Stato? E noi comuni mortali che cosa ne sarà di noi? Dovremo fidarci delle belle parole di persone intrecciate strettamente al sistema euroliberista da avere il terrore che qualcuno possa emergere e scalzarli mandandoli a casa mentre dice sul muso agli euroliberisti di andare a mettersele dove sanno sia le domande che le manovre e non ha alcuna intenzione di affamare il paese e ridurlo a macerie peggio della Grecia? Ecco perché, personalmente, non credo alle dimissioni; ecco perché credo che per un pò si sollazzeranno con misure che non vogliono prendere e se proprio costretti attueranno solo quelle che non riguarda né loro né il loro elettorato (in questo accomuno sia la maggioranza che la sinistra berlusconiana e berlusconizzata); ecco perché non credo che si saranno a breve elezioni (né tantomeno riforme elettorali); ecco perché non credo che il cerino acceso rimarrà in mano a uno solo ma girerà, girerà, girerà, girerà........fino alla consuzione e ben gli sta a chi si trova con esso in mano in quel momento. E se ciò non bastasse, oltre al ricorrersi delle voci di modifiche all'art.18 (e 8), l'altro attore del gioco, il Capo dello Stato ci mette del suo: la proposta di nominare Monti senatore a vita.... come a dire: fa il lavoro che ti si chiede, per poi lasciare alla politica il passo, e noi ti diamo il contentino a vitam, come si a rifiutare? Intanto le voci e le scommesse si rincorrono: le posizioni son due ossia c'è chi ha furia per licenziare al più presto una legge draconiana che colpisce sempre gli stessi (da notare che il pdmenoelle ha ritirato al Senato tutti emendamenti, tutti!) e poi mandare a casa l'amato capo e c'è chi, proprio per il motivo opposto, ha furia a licenziare la legge di cui sopra per favorire si le dimissioni dell'amato capo ma per .... consentirgli di poter sparare a palle incatenate contro il governo tecnico aizzando l'ansia di chi ne viene colpito; e i sindacati? Dove mai saranno: sia i gialli sia quello che ora si era connotato come l'unica opposizione reale al sistema. In una situazione del genere non sarebbe meglio andare a votare alla prima data possibile?
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