giovedì 26 aprile 2012

demagoghi o veri politici?

.... come se nulla fosse, la gramigna liberista é dura a morire, come pure i suoi sostenitori. L'attacco all'antipolitica fatto dal Presidente della Repubblica ha una qualche ragione o no? E' davvero antipolitica quello che Grillo, ma pure Krugman premio nobel per l'economia, sostiene oppure hanno ragione e chi li attacca o é in malafede o ha bistecche sugli occhi? Io non sto a dire che sia tutto oro quel che luccica sotto il sole dei grillini, anzi; ma non accetto che se ne dia una descrizione del tutto derisoria perché oltre che a non essere vero é anche irriverente perché dietro quanto sostenuto da loro é quello che tutti i cittadini ogni singolo giorno hanno sotto i propri occhi. Io trovo irrispettosa questa derisione perché non colpisce, solo, un comico e un premio nobel ma milioni di italiani colpiti dalla crisi duramente. Oggi l'ultimo trend é dare la colpa all'euro: ma é l'ennesima balla perché l'euro é una moneta, un simulacro, null'altro; é quello che c'é dietro il vero problema: salari bassi; pensioni basse; disoccupazione che cresce e che viene mascherata da cassa integrazione almeno in parte; giovani senza uno straccio di futuro; nessuna politica industriale; nessun piano economico che ci porti sulla via virtuosa.. con una situazione del genere c'é da meravigliarsi che il tasso di suicidi non sia quadruplo rispetto a quello attuale. Eppure: la risposta qual'é? No ai demagoghi; la politica si riformi; il finanziamento ai partiti rimane così com'é; tatticismi sul riposizionamento della varie forze politiche che già ragionano per le prossime elezioni costruendosi nuovi contenitori politici "liquidi" che ci possano fregare ulteriormente per una volta ancora. In una situazione del genere la classe politica dovrebbe registrare la situazione e prendere le adeguate misure e invece: abbiamo messo in Costituzione l'obbligo del pareggio di bilancio (unici in europa); stiamo firmando a spron battuto il fiscal compact, siamo a trastullarci con le riforme che la gramigna continua a predicare e pretendiamo che la crescita del paese venga quando il mercato riparta, ma quando riparterà il mercato se é attualmente occupato a fare profitti a spese degli stati, quindi dei cittadini ... opera molto poca onerosa dal punto di vista del rischio d'impresa e molto profittevole quando si parla di introitare soldi a gò gò. Eppure tutto quello che la politica, e questo governo, sa dire é bisogna riformare: a me viene l'orticaria ormai al solo sentire parlare di riforme ormai...... e come se non bastasse per giunta hanno l'improntitudine di venirci a dire che dobbiamo farli questi sacrifici per salvare il futuro come se fossimo stati noi a spingere il carro politico; ci vengono a dire che dobbiamo convincere i mercati della bontà delal nostra linea economica spogliandoci di tutto quel poco, molto poco, rimane della presenza dello stato nell'economia mentre in realtà era già tutto scritto negli accordi presi, e mai sottoposti a referendum popolare, pre la creazione del WTO e dei successivi doha round che ai primi punti prevedevano, guarda caso, il passaggio in toto al privato di servizi essenziali quali acqua, energia, welfare, cultura, finanza ecc. insomma dello stato "europeo", tanto ammirato da "americani" come Rifkin che vi ha scritto sopra un saggio, non rimane più nulla.. tutto mercato e nulla di socialmente rilevante nelle mani dei cittadini sia per difendersi dalla rapacità dei privati che dai costi che costoro fanno sostenere alla parte pubblica: per fare un esempio, l'acqua; per "invogliare" i privati si é messo su un sistema basato sugli isoquanti che da agli stessi privati la garanzia del ritorno economico "dell'investimento" nella misura del 7% all'anno per tutta la durata della, cosiddetta, convenzione di affidamento pluriennale ... ebbene nonostante il referendum in materia, nulla è cambiato... a confronto il gatto aprdo é una storia di dilettanti allo sbaraglio; come si fa a difendere un siffatto ceto politico? come si fa a definire antipolitica quello che un premio nobel, Krugman, sostiene con così tanta forza partendo dall'etica del capitalismo nella sua versione turbo? Siamo proprio sicuri che la vera antipolitica non sia fuori ma dentro le istituzioni repubblicane? Qui, nel mondo reale, la misura comincia a essere colma e, se é vero che la eccezionale passività degli italiani è dovuta soprattutto alla mancanza di punti di riferimento, voglio sperare che qualcuno nella stanze sorde e grige non stia facendo qualche calcolo politico augurandosi proprio l'esplosione sociale per fare il salto della quaglia e chiudere con la democrazia, quel fastidioso metodo che prevede che i cittadini partecipino alle decisioni per dare a uno solo "messia" l'onere di decidere...... questo é un copione già visto e non funziona perché se é vero che siamo, come cittadini, immaturi e ci innamoriamo del primo venditore di fumo che ci promette improbabili società libere e felici é anche vero che, come accadde durante e alla fine del fascismo, non tutti si fanno rimbambire e usano il dito finché potranno votare: il problema non nasce finché usano quel dito per votare, ma per fare altro......




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