domenica 22 aprile 2012

in Francia? vince, solo, la paura

Pur se i sondaggi danno in vantaggio Hollande non sembra ci sia un grande distacco fra i due principali contendenti: 1-2 punti di distacco in percentuale ... nessuno dei due sembra superare (non tanto al primo turno, cosa quasi impossibile) quota 30 quindi a vincere é la ..... paura. A mio parere i francesi hanno pensato, riflettuto e hanno avuto paura: paura di cambiar strada completamente; paura di mandare subito a casa Sarkò; paura di svoltare verso la sinistra in maniera decisa .. particolarmente la nuova sinistra, non tanto Hollande il cui passaggio al ballottaggio, a meno di stravolgimenti, è praticamente sicuro ma é sempre un personaggio che rimane nel sistema, anzi ne é figlio: tecnocrate come Delors di certo non s'incamminerà sulla strada di un non riconoscimento della supremazia della finanza sulla politica, non sarà appiattito sulla Germania ma nemmeno se ne discosterà troppo: e, anzi, guardando i sondaggi nessuno dei due candidati principali al secondo turno riuscirà a vincere pur alleandosi con i perdenti e dovrà spostarsi al centro: quel centro numericamente minoritario ma sempre importante e che non vede di buon occhio qualunque cambiamento, pur non traumatico e ciò per i socialisti mentre per Sarkò importanti non solo saranno i voti centristi ma anche quelli dei razzisti della Le Pen e voglio proprio vedere come Sarkò riuscirà a conciliarli fra loro, la vedo dura. Come sempre, se mai ce n'era bisogno di dirlo negli ultimi 15 anni, la "paura" paga: in Francia .... come qui. Vedrete che, mentre alle amministrative ci potranno essere sorprese, alle prossime politiche a marzo 2013 (semperché non riusciranno a spostare la data in nome di qualche emergenza .. foss'anche il non essersi messi d'accordo sul sistema elettorale, quasi quasi ci sarebbe da augurarsi che quest'accordo non lo trovino se vogliamo esprimerci) anche da noi sarà questa la leva usata per spaventare quei 2,5 mln di nostri concittadini che, di solito, determinano la vittoria di uno o di un altro: il fattore, come altre volte, sarà possibilmente determinabile con la lettera "P" come paura; della crisi, del domani, dell'incertezza, e quant'altro. Non siamo diversi dai francesi e credo che, a meno di non augurarsi che il partito del non-voto raggiunga il 51%, le elezioni che ci attendono saranno, in termini "politichesi", interlocutorie ossia fra pd-l e pdl il primo supererà il secondo ma non avrà una maggioranza propria e dovrà allearsi e ciò non tanto perché aumenterà i propri voti quanto perché il suo clone populista ne perderà a iosa ma non tanti da determinarne la sparizione. Centro e Lega più o meno avranno un bilancio pari; chi rimane? Cosiddetta sinistra, IdV e Grillo: le due incognite vere. Ad oggi la prima sembra stabile, senz'infamia e senza lode; l'IdV sta scommettendo moltissimo sui movimenti e fagociterà molti voti del pd-l avendo una qualche progressione ma senza sorprese.... rimane Beppe Grillo, lui si che sarà la sopresa ma non quella sorpresa che oggi profetizzano i sondaggi: la gente, all'ultimo minuto, ci penserà su e cambierà; personalmente lo darei al 5%, non certo al 7%; tutto perché da ora ad allora il fattore "P" lavorerà sottotraccia come un tarlo e danneggerà M5S; e non poco per giunta.... se si voleva una dimostrazione di quanto il multitasking politico-mediatico pesi sulle decisioni degli elettori lo abbiamo ora sotto gli occhi in Francia e domani, fatte le dovute proporzioni, in Italia: siamo condizionabili facilmente, ed é meglio che ci facciamo la bocca; non ci saranno sorprese!!!!! Non si vedranno "cosacchi" a Roma ma nemmeno ci sarà il necessario ricambio del ceto dirigente che io e altri si auspica....




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