giovedì 24 maggio 2012

.. come in Grecia

.. e mentre in Grecia si riflette se conviene o meno lasciare l'euro (facendo due conti direi proprio di si che gli conviene perché dalla sera alla mattina prezzi, servizi, tariffe, merci, ecc. si svalutano e diventano competitive così come denunciando il debito estero non solo mette nei guai le banche europee ma, non pagandolo, si ritrova moneta sonante in cassa che si può reinvestire... certo anche salari e pensioni ne risentono ma arrivati a questo punto vale il tanto peggio e tanto meglio e poi possono sempre chiedere ad argentini, islandesi ecc. come si fa.. e COMINCIAMO ANCHE NOI A RAGIONARCI PERCHE' FRA UN PO' CI ARRIVAMO ANCHE NOI....) da noi il Governo, oltre al non secondario aspetto di perdere giorno per giorno popolarità, anche sul lavoro pubblico getta la maschera: la Ministra Fornero, a dispetto della piemontesità sobria, ne spara a raffica: «Mi auguro che qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto per i dipendenti privati sulla possibilità di licenziare sia inserito nella delega per i dipendenti pubblici» e ancora, «Patroni Griffi - ha spiegato - ha questa delega, siamo in contatto, stiamo lavorando insieme. Non vogliamo ci siano difformità di trattamento con il privato, non è possibile che diciamo certe cose sul settore privato e poi non le applichiamo al pubblico». Parole confermate da Patroni Griffi che però sottolinea: «Ritengo sia opportuno approfondire alcuni aspetti tecnici in Consiglio dei ministri»; e ancora Articolo 18. Rimanendo sul tema dei licenziamenti, Fornero ha spiegato che «con la modifica dell'articolo 18 abbiamo tolto qualche protezione, reso un po' più facili certi tipi di licenziamenti perché pensiamo che il mercato del lavoro debba restituire alle imprese la possibilità di un aggiustamento della manodopera al margine. Questo - ha sottolineato - non vuol dire libertà di licenziamento per le imprese»; e infine: «Basta pregiudizi». «Non c'erano ragioni ideologiche per modificare l'articolo 18, ma un'esigenza di ammodernamento nella regolazione dei conflitti tra datore di lavoro e lavoratore», ha aggiunto Fornero. E a proposito delle nuove norme: «Se fossi un giudice sarei offeso. C'è una sostanziale sfiducia da parte di tutti nel fatto che i giudici siano capaci di fare il proprio lavoro, che vadano avanti per partito preso. Se vogliamo crescere come Paese dobbiamo smetterla con i pregiudizi. Ci sono giudici che sanno fare molto bene il loro lavoro». L'ho messo per intero per capirsi bene sui termini: il governo, come anticipato dall'usb e da Karamazov blog, sta seriamente pensando di usare il pubblico impiego come trincea finale prima del disastro "greco" cui ci sta portando in silenzio e pervicacemente da quando é stato "nominato". C'é poco da fare, hanno deciso e aspettano solo il "casus belli": probabilmente l'uscita della Grecia dall'euro e i contraccolpi sugli altri paesi "mediterranei (Italia e Spagna in primis)": il protocollo con la triplice (che ora strepita e minaccia inutili scioperi) e i sindacati GIALLI é firmato e quindi s'aspetta solo quando e come farlo: credo che avverrà quando ci sarà la crisi finale dell'euro con lo spread che vola alle stelle e la gente terrorizzata dal perdere i soldi in banca (BALLA COLOSSALE PERCHE' PER NOSTRA LEGISLAZIONE TUTTE LE BANCHE DEVONO MANTENERE E ACCANTONARE RISERVE DI SOLDI DI OGNI SINGOLO C/C DI OGNUNO DI NOI...). Non sarà un processo uniforme, ad esempio: nei trasporti (ferrovie, autotrasporti ecc.) sarà lanciato un appalto nazionale dove il privato si obbliga per 4 anni a mantenere i livelli attuali occupazionali, poi......; nella sanità, nonostante le prove evidenti contrarie, si seguirà il sistema inglese con la vendita a pacchetto delle eccellenze sanitarie, personale compreso, mentre per gli altri ci sarano tagli e riduzioni (indotte o meno dai tagli); negli enti locali avverrà come conseguenza dei tagli, qui é facile.....; nei ministeri con appalti ed esternalizzazioni forzate, via fondazioni probabilmente, a partire dai beni culturali per finire .... alla sicurezza. Le cifre le conosciamo, le ho citate, e i risparmi attesi ... puramente presunti. Qui prodest? A nessuno: né al privato né allo Stato che immagina risparmi che non ci saranno, per tacere dei costi sociali e politici che pur ci saranno (meno tasse pagate e minor potere d'acquisto delle famiglie). Cosa e chi glielo consente di fare tutto ciò? La partitocrazia morente nel suo immobolismo in primis; il debito verso il mercato da pagare; la copertura a oltranza dagli alti colli e, per ultimo ma non ultimo, oltretevere che vi si sta aggrappando con i denti ben sapendo che in prossime elezioni ci sono buone possibilità che tutto ciò finisca o inizi a finire...... glielo lasciamo fare?
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