mercoledì 13 giugno 2012

Un diario della crisi..

E' come scrivere un diario, quando si parla di questa crisi. Facciamo un veloce ricapitolo delle puntate precedenti.




nel 2007 negli USA scoppia la bolla dei mutui subprime (una perversa forma di finanziamento composta da complicatissimi strumenti evoluti della finanza creati a Londra che sono una scommessa contro chi l'ha sottoscritta..);

l'anno successivo la bolla finanziaria si riversa, come una valanga, nel mondo reale travolgendo tutto: stati, industrie, banche... milioni di posti di lavoro vanno in fumo ma gli stati, la cosa non mi meraviglia, anziché sostenere la produzione e al domanda.... sostengono l'offerta e le banche svenandosi;

si sa che l'appetito vien mangiando e gli speculatori, visto che non hanno trovato resistenze, possono correre per la praterie dove fiumi di denaro scorrono e sono lì solo per essere raccolti;

scattano i trattati precedentemente sottoscritti dai politici che prevedono la salvaguardia dei mercati e delle (non) regole che li governano e che impongono agli stessi due cose: contare solo sulle proprie forze (tasse, imposte, contributi, ecc.) agendo, come privati, sugli stessi mercati e sostenere con tutto quello che hanno il mercato;

gli unici che ci guadagnano da tutto ciò sono: i grossi manager delle stesse banche che si staccano assegni miliardari; gli arbitri del mercato, le agenzie di rating (che però si sono anche ritagliati, oltre quello di arbitri, anche il ruolo molto remunerativo di "consigliori" sia degli stati che dei mercati trovandosi nella condizione di spere tutto sia dell'uno che degli altri ... determinandone le scelte di entrambi con i loro outlook), operando attraverso i CDS (credit default swap) influenzano tutto e creano aspettative positive e negative influenza i tasi di scambio dei titoli pubblici e privati determinandone il rialzo dopato che fa fallire stati e aziende.

Dopo un breve periodo di relativa calma che fa pensare che la crisi sia finita si comprende invece che essa si é solo .... spostata nel vecchio mondo dove i mentori del mercantilismo trovano la ghiotta occasione di fare ulteriori profitti a spese della maggioranza degli europei sia attraverso il succhiare soldi pubblici (con politici incompetenti e corrotti quali abbiamo o semplicemente collusi e/o convinti della bontà del liberismo) sia attraverso la spinta sugli interessi dei titoli ma hanno anche l'ocasione più unica che rara, vista anche la passività della gente, di regolare i conti con il XX secolo e le sue ideologie, il suo welfare e tutto il resto....

ed eccoci all'oggi. La situazione ce l'abbiamo sotto gli occhi: si l'Islanda si è ribellata; la Grecia pure ma non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo ma restando queste peculiarità sul fondo cosa acade negli altri? Quello che accade di solito nella competizione mercantilista: gli Stati concorrono fra loro per accaparrarsi i finanziamenti presenti proprio sul mercato, e come sempre accade in questi casi il più forte fa il pieno e gli altri arrancano, o falliscono ed é quello che ora sta accadendo...



siete d'accordo con questa ricostruzione? Avete da aggiungere qualcosa? Al punto in cui siamo ricordare é più utile di parlarne....
Posta un commento

test velocità

Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL

Il Bloggatore