lunedì 17 settembre 2012

ma di quale genere parliamo?

So di attirarmi l'ira funesta ...... ma, e lo domando alle donne (o, come dicono le femministe quando parlano degli uomini.. i maschi, le femmine), davvero siete così convinti/e che facendo un discorso di genere la condizione femminile nel nostro paese, e in occidente in generale, sarà migliore? Davvero, a livello politico, con le quote rosa si sia messo un punto fermo nell'avanzamento della condizione femminile di parità con l'altro sesso?




La nostra Costituzione, e io la penso così, parla chiaro: nessuna discriminazione; so già che qualche sorriso a questo punto parte e.... me la son voluta, perché a prima vista é un discorso ingenuo: da bravi italiani non abbiamo mai creduto né in essa né nelle istituzioni socio-politiche intermedie e non e ... visto come stiamo oggi si vede..... Ma ora guardiamo un altro aspetto del problema: spesso genere significa, anche, "separatismo" che non é lì in prima fila, sia chiaro, ma rimane sullo sfondo e si affaccia quando se ne verificano le condizioni: mancanza di solidarietà sociale; frustrazione di tante battaglie vinte ma poi perse (per gli stessi motivi le donne dopo aver conquistato e fatto enormi passi in avanti si sono convinte che erano scontate e non hanno badato alla terra scavata sotto i loro piedi dagli oscurantisti, i quali spesso hanno usato come "clava" altre donne che spesso erano parte dei movimenti femministi stessi o, come ama dire la mia compagna di vita, s'erano scordate di aver lasciato la parta aperta sul lato del deserto dei tartari e non si sono accorte che stavolta non solo erano arrivati ma erano anche entrati...) perché non basta una legge.. poi si deve applicarla ed evitare che di essa si diano interpretazioni di comodo; non basta un amato capo che smuove milioni di donne in un network come il se non ora quando ...... mentre altre donne fanno a gara per averne l'attenzione (milioni di nipotine .....) e sedersi a tavola saltando tutta la trafila (c'é sempre un lettone) senza né arte né parte. E proprio lo snoq si é, una volta che l'amato capo si é dileguato, dimostrato per quel che era: un "one shot movement"che perso l'obiettivo si é perso in rivoli sempre più piccoli, anche se combattivi in certi casi, persi sulle tematiche di genere e su progetti sociali, sempre di genere, ma che avevano perso la spinta iniziale e vivono di medaglie: più simili a un club di jane austen che a quello che erano (o volevano essere) da cui son emersi alla fine tendenze che l'hanno riportato, alla fine, nell'aveo molto tradizionale del "maschio" PD(menoelle); parlo dello snoq come puro titolo di esempio perché a qualunque livello ci sono altri one shot movement che hanno pecorso la stessa strada e tutti si stanno mettendo al riparo dell'ombrello politico del partito di turno... forse si avvicinano le elezioni e i voti pesano e contano? Vedremo....



Come se tutto ciò non bastasse poi ci si mettono anche le tendenze estreme, ossia i separatismi, di genere e non, che sono il vero cancro sociale: mi chiedo se mai sia possibile tutto ciò? Semplice: in una società liquida dove gli individui hanno meno vincoli e tabù sociali e il dio mercato impera le persone si rifugiano nel ... locale, nell'etnicismo, e nel .... genere. Di solito la configurazione é semplice: crescono personalità "alfa (dominanti)" che dominano e gli altri vi aderiscono o ne sono fuori. Nel caso di genere spesso abbiamo situazione dove in pochi gestiscono e gli altri fanno da corollario, che so un pò come chioccia e pulcini. E' risaputo che laddove il genere é unico spesso si creano gerarchie e, nel caso dei ragazzi, anche la violenza serve a guidare un gruppo (non é raro il caso che bande giovanili abbiano meccanismi di genere che si basano sia sulla forza che sulla violenza) quasi mai fisica a dimostrazione che il separatismo, di genere e non, non é per nulla utile anzi spesso provoca intolleranza e chiusura verso gli input esterni e crea muri spesso incolmabili.



Prevengo subito la prima obiezione: te sei un maschio, per giunta meridionale (anche se "civilizzato" perché da oltre 24 anni vive nella "civilissima" toscana), vedi le cose dal tuo punto di vista e quindi non capisci ..... vieni da noi. Ecco, appunto, ci sono stato da voi...... e non mi é piaciuto: né il simil club di jane austen né il separatismo di fondo dove, a fronte di uno che il cervello lo usa, si sente dire alla propria compagna "dagliela fino al punto che é così stanco che non rompe i cog***** e te puoi stare fra donne, pensa tutte donne e tutte che la pensano in un modo... (a parte il fatto che al sottoscritto più la riceve e meglio sta, e casomai il contrario lo deprime)" così come "non puoi parlare come lui perché ti svilisci e dai a capire che sei al suo seguito ... ora pensate un pò: la mia compagna se c'è una cosa nella quale non è mai caduta é il plagio e, di conseguenza, é refrattaria al farsi condizionare..... e poi non può essere d'accordo con un maschio in quanto tale?" E' "proprio quel pensiero unico" che mi preoccupa perché il pensiero unico non ammette contraddizioni e domande ma fornisce assolutismi e assoluti che sono peggiori delle religioni e dei conseguenti fanatismi, no grazie io sono per lo scambio di idee e di separatismi ne ho visti abbastanza in 52 anni di vita per non capire che sono deleteri e controproducenti, soprattutto per chi se ne sente parte; no grazie in questi casi non vale l'idea del "pensavo fosse amore e invece era un calesse" ..... perché non era amore e nemmeno un calesse ma ..... come la pensate? Mi rivolgo a tutti, ma amerei che le signore in particolare dicessero la propria...
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