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lunedì 10 marzo 2014

Quote rosa, addio....

Allora, sono un: sessista, maschilista, merdionale, troglodita, terrorista e comunista mangiabambini, e tutto quello che può venire in mente...... ma proprio non mi andava giù sta cosa delle quota rosa; a partire da Luce D'eramo all'oggi tutto un fione di pensiero prima prevedeva il cosiddetto separatismo poi la... creazione di una sorta di riserva indiana.
Insomma cosa sarebbe cambiato per la comune mortale? Avere una parlamentare anzinchè un parlamentare? Avrebbe:
  1. avuto maggiori servizi alla persona?
  2. asili nido per i bambini?
  3. evitare le dimissioni in bianco in caso di maternità?
  4. aspettativa di tipo "norvegese" per i figli?
  5. meritocrazia?
  6. parità effettiva?
  7. pari opportunità non per legge?
.. e si potrebbe continuare ma so già che l'unica vera cosa era la riserva indiana (con tutto il rispetto, sia chiaro per i nativi americani LORO SI' VITTIME DELLO STRAPOTERE BIANCO DA CUI SONO STATI QUASI DISTRUTTI O ASSIMILATI): quella cosa che si sono ritagliate le parlamentari per evitare di doversi sudare l'elezione come gli altri e darsi una possibilità di restare dove sono. Sentite non mi va proprio giù la solfa messa su, anche da molti cosiddetti appartenenti alla pubblica opinione.. viviamo o no in una società di mercato dove vengono valorizzate, se le hai, qualità e opportunità? Bene al di là del sesso fa vedere quanto vali e se le hai le qualità, e i soldi degli sponsor, verrai eletta, sennò c'è sempre l'agricoltura, il lavoro n un supermarket part-time, o altro ancora.... eppoi ci sono sempre le liste bloccate dell'italicum, no?

venerdì 28 settembre 2012

liberez le femminisme ......

Morgane Merteuil ha 25 anni e fa la prostituta; è anche segretario del STRASS, in pratica il sindacato del lavoro sessuale. Ha scritto un pamphlet dove, fra le altre cose, attacca le femministe o almeno quelle che "combattono per l'accesso a privilegi di classe senza mettere in discussione l’esistenza stessa di questi privilegi", più chiaro di così....... sulla modernità del movimento delle donne c'ho fatto ultimamente due post, naturalmente dal mio punto di vista criticabilissimo e assolutamente opinabile, cercando di mettere in risalto non tanto la necessità di un maturo movimento femminista quanto il suo esaltare, almeno in alcune sue componenti, un separatismo che suona primitivo oltre che fuori luogo perché in realtà in una società liquida come quella in cui viviamo antistorico: ci si dovrebbe concentrare non sulla difesa quanto sulla loro espansione.... ma questo credo di averlo già detto. In realtà in un altra parte dello stesso giornale, Il Fatto Quotidiano, Giovanna Gabrielli ne parla, é una donna, non proprio bene soprattutto perché, a fronte di un vivace dibattito, il risultato di cotanta discussione é ...... che il fenomeno della prostituzione volontaria e professionale é non c'era nulla di nuovo, proprio nulla: cosa invece sulla quale non sono d'accordo per il semplice motivo che con la realtà della prostituzione volontaria ci si deve fare i conti e non la si può né ingorare né condannare perché qui non parliamo di donne "deviate" o "oppresse", ma di persone che hanno volontariamente scelto questa professione, ce ne sono anche in italia, e quindi sanno cosa fanno e a cosa possono andare incontro...... sarei curioso di sapere cosa ne pensano le femministe nostrane in particolare e le donne in generale..

lunedì 17 settembre 2012

ma di quale genere parliamo?

So di attirarmi l'ira funesta ...... ma, e lo domando alle donne (o, come dicono le femministe quando parlano degli uomini.. i maschi, le femmine), davvero siete così convinti/e che facendo un discorso di genere la condizione femminile nel nostro paese, e in occidente in generale, sarà migliore? Davvero, a livello politico, con le quote rosa si sia messo un punto fermo nell'avanzamento della condizione femminile di parità con l'altro sesso?




La nostra Costituzione, e io la penso così, parla chiaro: nessuna discriminazione; so già che qualche sorriso a questo punto parte e.... me la son voluta, perché a prima vista é un discorso ingenuo: da bravi italiani non abbiamo mai creduto né in essa né nelle istituzioni socio-politiche intermedie e non e ... visto come stiamo oggi si vede..... Ma ora guardiamo un altro aspetto del problema: spesso genere significa, anche, "separatismo" che non é lì in prima fila, sia chiaro, ma rimane sullo sfondo e si affaccia quando se ne verificano le condizioni: mancanza di solidarietà sociale; frustrazione di tante battaglie vinte ma poi perse (per gli stessi motivi le donne dopo aver conquistato e fatto enormi passi in avanti si sono convinte che erano scontate e non hanno badato alla terra scavata sotto i loro piedi dagli oscurantisti, i quali spesso hanno usato come "clava" altre donne che spesso erano parte dei movimenti femministi stessi o, come ama dire la mia compagna di vita, s'erano scordate di aver lasciato la parta aperta sul lato del deserto dei tartari e non si sono accorte che stavolta non solo erano arrivati ma erano anche entrati...) perché non basta una legge.. poi si deve applicarla ed evitare che di essa si diano interpretazioni di comodo; non basta un amato capo che smuove milioni di donne in un network come il se non ora quando ...... mentre altre donne fanno a gara per averne l'attenzione (milioni di nipotine .....) e sedersi a tavola saltando tutta la trafila (c'é sempre un lettone) senza né arte né parte. E proprio lo snoq si é, una volta che l'amato capo si é dileguato, dimostrato per quel che era: un "one shot movement"che perso l'obiettivo si é perso in rivoli sempre più piccoli, anche se combattivi in certi casi, persi sulle tematiche di genere e su progetti sociali, sempre di genere, ma che avevano perso la spinta iniziale e vivono di medaglie: più simili a un club di jane austen che a quello che erano (o volevano essere) da cui son emersi alla fine tendenze che l'hanno riportato, alla fine, nell'aveo molto tradizionale del "maschio" PD(menoelle); parlo dello snoq come puro titolo di esempio perché a qualunque livello ci sono altri one shot movement che hanno pecorso la stessa strada e tutti si stanno mettendo al riparo dell'ombrello politico del partito di turno... forse si avvicinano le elezioni e i voti pesano e contano? Vedremo....



Come se tutto ciò non bastasse poi ci si mettono anche le tendenze estreme, ossia i separatismi, di genere e non, che sono il vero cancro sociale: mi chiedo se mai sia possibile tutto ciò? Semplice: in una società liquida dove gli individui hanno meno vincoli e tabù sociali e il dio mercato impera le persone si rifugiano nel ... locale, nell'etnicismo, e nel .... genere. Di solito la configurazione é semplice: crescono personalità "alfa (dominanti)" che dominano e gli altri vi aderiscono o ne sono fuori. Nel caso di genere spesso abbiamo situazione dove in pochi gestiscono e gli altri fanno da corollario, che so un pò come chioccia e pulcini. E' risaputo che laddove il genere é unico spesso si creano gerarchie e, nel caso dei ragazzi, anche la violenza serve a guidare un gruppo (non é raro il caso che bande giovanili abbiano meccanismi di genere che si basano sia sulla forza che sulla violenza) quasi mai fisica a dimostrazione che il separatismo, di genere e non, non é per nulla utile anzi spesso provoca intolleranza e chiusura verso gli input esterni e crea muri spesso incolmabili.



Prevengo subito la prima obiezione: te sei un maschio, per giunta meridionale (anche se "civilizzato" perché da oltre 24 anni vive nella "civilissima" toscana), vedi le cose dal tuo punto di vista e quindi non capisci ..... vieni da noi. Ecco, appunto, ci sono stato da voi...... e non mi é piaciuto: né il simil club di jane austen né il separatismo di fondo dove, a fronte di uno che il cervello lo usa, si sente dire alla propria compagna "dagliela fino al punto che é così stanco che non rompe i cog***** e te puoi stare fra donne, pensa tutte donne e tutte che la pensano in un modo... (a parte il fatto che al sottoscritto più la riceve e meglio sta, e casomai il contrario lo deprime)" così come "non puoi parlare come lui perché ti svilisci e dai a capire che sei al suo seguito ... ora pensate un pò: la mia compagna se c'è una cosa nella quale non è mai caduta é il plagio e, di conseguenza, é refrattaria al farsi condizionare..... e poi non può essere d'accordo con un maschio in quanto tale?" E' "proprio quel pensiero unico" che mi preoccupa perché il pensiero unico non ammette contraddizioni e domande ma fornisce assolutismi e assoluti che sono peggiori delle religioni e dei conseguenti fanatismi, no grazie io sono per lo scambio di idee e di separatismi ne ho visti abbastanza in 52 anni di vita per non capire che sono deleteri e controproducenti, soprattutto per chi se ne sente parte; no grazie in questi casi non vale l'idea del "pensavo fosse amore e invece era un calesse" ..... perché non era amore e nemmeno un calesse ma ..... come la pensate? Mi rivolgo a tutti, ma amerei che le signore in particolare dicessero la propria...

domenica 2 settembre 2012

l'ultima evoluzione: l'homo eroticus, da non crederci....

C'eravamo appena abituati alla a-crazia liberista degli ultimi 20 anni che hanno visto affermarsi l'homo economicus che arriva .... l'homo eroticus, l'ultima frontiera dell'evoluzione. Tutto nasce da un saggio di M. Maffesoli che sta per pubblicare in italia in settembre che ne delinea i contorni e gli ambiti proponendo una sua lettura della tendenza. In realtà quello che accade, a mio parere, é una riscoperta del porno soft: si sa che la mancanza di idee é propria degli opinion maker e dei cool hunter e quindi, dovendosi guadagnare la pagnotta, vanno per disco ecc per trovare qualche idea che puntualmente hanno trovato e ricicciato per i consumatori. Il nostro autore ne ha delineato i contorni dandogli la dignità dell'ufficialità con una serie di argomenti del tutto seriosi e importanti (che vanno dalla religione alla globalizzazione) ma alla base c'è sempre la ricerca di un profitto in settori ancora non sfruttati appieno non foss'altro perché erano appannaggio di pochi; ma nella società liquida tutto fa brodo, si sa, e tutto fa trend purché aggreghi individui nei non luoghi soliti: ecco pronto un settore da scoprire per tutti, il porno soft, ed ecco che vi si catapultano tutti, tanto un sagista si trova sempre.. non é una posizione moralista la mia ma, dopo aver letto Barber e il suo saggio "consumati", non posso non vedere con occhi disincantati questi trend senza, quindi, il velo di ufficialità che gli si vorrebbe dare sulla valutazione che il voyeurismo e la morbosità sono tipici degli esseri umani e quindi, con la dovuta spintarella tutto diventa commerciabile e parte dell'orizzonte che abbiamo di fronte, un altra moda insomma ... tanto:




in media le coppie durano 2 anni;

il separatismo fa generi e ceti é ormai un dato di fatto;

la violenza, anche figlia del separatismo e delle frustraizone del non riconoscere l'altro da se, é in aumento e nulla e nessuno sembra abbia la minima volontà di combattere questi epifenomeni;

il mondo del porno é sempre stato nell'ombra nascondendo al propri fenomeno poco edificanti ... a dir poco e non mi sembra utile spingere, in mancanza di validi supporti, su questo ambito per fare profitti a scapito della società.



al di là di tutto, insomma, la cosa più intelligente da fare sarebbe fornire informazioni corrette prima di lanciare mode e trend che indeboliscono i legami sociali e rendono oggetto quel che invece dovrebbe soggetto di interazioni...... paritarie

lunedì 4 luglio 2011

Arrivano le quote rosa, rallegratevi........

Finalmente nel nostro paese la questione femminile è risolta. Non c'è riuscito nessuno finora ma questo governo si. Già altri paesi, la norvegia ad esempio, l'hanno introdotta per legge ma avevano un retroterra non solo di lotte ma anche culturale che in decenni è venuto a costruirsi pian piano: noi no. In una società machista e di pancia abbiamo fatto una legge che prevede, a priori, che ci sia una certa percentuale di donne nei cda ecc.e la meritocrazia, dov'é? Il guadagnarsi il posto perchè in gamba e preparata anziché per contrattazione politica o "commerciale" dov'é? Già abbiamo rappresentanti del'altra metà del cielo che sono arrivate dove sono arrivate mica per meirto ma perché "nominate" o altro: è giusto o serve proprio a queste qua, oltre che per mettersi al riparo per il prossimo futuro in caso di perdita dello scranno parlamentare, per giustificare la loro "entrance" in chissà quale società amica, naturalmente in nome della legge! E' guadagnarselo così? Ditemelo voi... io non credo.

lunedì 7 marzo 2011

8 marzo, se non ora quando? ma non adesso, forse?

8 marzo: festa delle donne. Ogni anno la ricorrenza, oltre all'aspetto consumistico naturalmente, viene festeggiata, si fa per dire, attraverso iniziative, feste, cene, ecc. conditi dai soliti convegni nei quali ognuno si cosparge il capo di cenere, politici in testa (donne o uomini non cambia), affermando che il problema della condizone della donna nel nostro paese può mutare anzi deve farlo perché il contributo delle donne é enorme e non completamente riconosciuto e bla bla bla, insomma le stesse sempiterne parole che da anni sentiamo insomma un rumore di fondo cui ci si abitua. Nel frattempo le "conquiste (divorzio, aborto, ecc.)" sono rimesse in discussione e svuotate di significato, se non cancellate in nome di precetti religiosi, benpensantistici e quant'altro: molte di quelle donne che hanno lottato per raggiungere i traguardi oggi contribuiscono fattivamente all'opera di demolizione (tralasciamo per quale motivo). So già che molti, e lo dicono, diranno che la società é cambiata, é libera da ideologie, é diversa: verissimo, ma dietro questo nuovismo c'é anche altro, molto altro; in primis c'é la volontà di cancellare il ventennio che ha visto il movimento delle donne battersi per i propri diritti; c'é anche il riflusso verso un modello maschile cui le donne, particolarmente le generazioni post quel ventennio, guardano come modello principale: questo modello oggi é degenerato nel bunga bunga e ha prodotto la corsa all'accaparramento del posto al sole, o meglio ai festini prima e in tv o in qualche consgilio regionale oppure ancora in parlamento poi; é degenerato in una condizione femminile sottoposta a mille vincoli e lacci che ci pone, non solo dal punto di vista lavorativo, giù nelle classifiche europee davanti solo a Malta (un altro dei record di cui andare orgogliosi); é degenerato in una nuova e più violenta oppressione delle donne; é degenerato nella cancellazioni dei diritti al lavoro e nel lavoro (un esempio le dimissioni in bianco che scattano se restano incinte); é degenerato nella protesizzazione femminile chirurgicamente perseguita; é degenerato nella diffusione di un modello ormai decotto che vede le donne come semplici ausili del maschio, fattrici di marmocchi e basta, frutto della crescente ignoranza di ritorno dovuta alla distruzione della scuola pubblica. Ci hanno ubriacato con il liberismo individualista che ha, forse, aspetti importanti ma ha il brutto vizio di isolare i singoli individui che diventano "isole" nella comunità, senza vincoli comunitari. Ed é proprio quest'aspetto che l'universo femminile, con le sue caratteristiche di fantasia e creatività, può ribaltare: un esempio? il "se non ora quando" di qualche settimana fa, nato sull'onda d'indignazione dei festini bungheschi (e non solo), che ha visto donne organizzarsi, senz'alcuna struttura precostituita, e manifestare il proprio dissenso verso il modello sociale emerso nel ventennio populista senza ideologismi ma con tanta rabbia e volontà di cambiare da esprimere. Domani potrebbe essere un altra di queste occasioni: domani potrebbe essere un altro e alternativo, finalmente, 8 marzo dove le donne, e solo loro, possono dare un altra spallata a questo regime liberista e populista che abbiamo di fronte e la cui massima espressione nel proclamare "apprezzamento" per le donne le umilia in ruoli "tradizionali" e "televisivi" preconfezionati per la gioia del maschio e non certo per esaltare le tantissime potenzialità che le donne hanno in sé: e forse é proprio questo il problema; se le donne, che nel nostro paese sono maggioranza, dovessero realmente svegliarsi per "questo" potere non ci sarebbe scampo alcuno......ecco perché domani agli appuntamenti dovranno essere in tante e decise!!!! In caso contrario quel "non adesso, forse" che ho messo nel titolo del post sarebbe la vera, forse definitiva, sconfitta proprio della parte migliore della società.

lunedì 12 luglio 2010

uomini che uccidono le donne...

Potrei dire: la società è in crisi; i valori morali sono andati a farsi benedire; i più deboli soffrono e quindi le donne sono vittime ecc. ecc. ma in realtà suonerei scontato come una campana rotta e annegherei nel mare delle ovvietà ipocrite che vengono dette in queste occasioni (ma negli ultimi tempi ci stiamo abituando e quindi non se ne parla più così spesso) da dotti medici e sapienti sempre pronti ad apparire in tv e alla radio per le comparsate di genere e far vedere ce un problema c'é, e andrebbe, dico andrebbe, risolto. Io non sono, o meglio non mi ritengo, un ipocrita né aspiro ad apparire in tv e alla radio perchè non ho "verità(nascoste o meno)" da rivelare; non appartengo a questa schiera. Sono un blogger da due soldi che dice la sua (finché gli sarà permesso) sulle cose che gli accadono intorno meravigliandosi ogni volta di come i suoi concittadini, che si considerano membri di una società evoluta occidentale (almeno i dotti, medici e sapienti di cui sopra ci dicono che è così), possano compiere atti così odiosi e vili quale, fra gli altri, uccidere un altro essere umano senza una ragione apparente se non quella di veder andar via la "proprietà" di genere femminile. E' vero ci può anche essere la colpa da dare al modello di donna che negli ultimi anni 30 anni la tv commerciale (.. e non solo mamma rai ....) ha dato di esse ossia tette culi gossip e tant'altro di carne eliminando la sostanza con trasmissioni che vanno dal reality a quella di intrattenimento; è vero che la società ufficiale non ha favorito la crescita di un accettazione della donna come un genere pari, anche se diverso per orizzonti e sensibilità, ai maschi (personalmente ritengo che le donne lo siano migliori in moltissimi campi ma è un'opinione puramente personale non corroborata da nessun studio scientifico né, tantomeno, dalle stesse donne delle quali molte fanno a cazzotti per fare le parlamentari, veline, mantenute dal vecchio satrapo di turno, ecc.) che hanno diritti, doveri e facoltà uguali soprattutto quello di scegliersi il destino che vogliono senza rotture di ...... da parte del compagno o marito o moglie, amante o compagna che dir si voglia. Perché accade? Semplice: in una società come quella italiana dove sono stati solleticati i peggiori istinti, quelli della pancia, dei cittadini ivi comprso qello di considerare il/la partner come "proprietà" marcando il territorio attorno a lei/lui e non accettando il semplice ed evidente fatto che due esseri senzienti possono, ad un certo punto della loro vita, dividere le proprie strade per una qualunque ragione. Si può anche capire che può accadere uno "spicinio" nell'arretrato SUD (sia del mondo che italiano) ma nel civilizzato, e occidentalizzato, Nord dove fanno lezioni di morale e di civiltà a tutti senza nememno riuscire a lavare i panni sporchi, di sangue, in proprio ma arrivano ad altezze impensabili di espressione del machismo di bassa .... lega.

venerdì 25 settembre 2009

Il TAR scioglie la giunta senza donne..

Ebbene sì: i "democrats" (si fa per dire naturalmente) hanno toppato a Taranto: niente donne in giunta? Dopo il ricorso di Taranto futura il TAR interviene e ingiunge di adeguarsi o sarà sciolto d'imperio perchè l'art. 48 dello Statuto della Provincia lo dice chiaramente che devono essere rispettate le pari opportunità, quindi hanno toppato. Al di là della notizia, che rimane significativa del momento "alto" che vivono le donne nella società contemporanea italiana (veline? OK! Il resto è secondario...) il problema è il riconoscimento della nostra arretratezza! Personalmente, e mi spiace che sicuramente qualche collega blogger s'inalbererà, cerdo che le "riserve indiane (leggasi quote rosa)" non sono utili ne servono perchè non rispondono al criterio base di una società democratica e liberale: il merito. Se questo è il faro può anche essere, è molto poco probabile ma può accadere, che ci siano solo uomini in una giunta o in un governo regionale; contemporaneamente è possibile, anzi molto probabile viste la bravura che hanno dimostrato quando hanno governato direttamente (e non faccio esempi perchè fuori dal nostro arretrato paese ce ne sono eccome persone capaci, sia uomini che donne), che ci debbano essere organi di sole donne! Stabilire per legge una cosa non significa che dalla sera alla mattina si diventa civili ed equi: anzi proprio in questi anni si sta dimostando un teorema opposto quando, per la controffensiva reazionaria degli integralisti, e per ill revanscismo maschilista, le conquiste del movimento delle donne sono un pezzo alla volta smantellate e le stesse donne ricacciate in un'angolo buio dove se vabene sono "interessanti" se si "sdraiano" o se "sfornano figli" e stanno a casa a fare figli e calze. Il punto non è il sesso (...) ma la capacità personale e la preparazione; e da noi qui casca l'asino..........

venerdì 3 aprile 2009

Dopo i fannulloni, ora tocca alle fannullone..........

E' relamente vulcanico il Ministro On. Brunetta. Ad un convegno sulle Pari Opprtunità ha dato vita ad un'intervento che non solo ha provocato forti proteste, di cui non ha tenuto conto, ma anche la risentita risposta della Sua Collega On. Carfagna che ha invitato a non cadere nelle facili provocazioni (e a non dare l'impressione alla gente comune e alle donne di divisioni all'interno della maggioranza, cosa che il Capo del governo vede come il fumo negli occhi). Ma cos'ha detto il Nostro? «non voglio più che le donne scappino dall'ufficio per fare la spesa, per poi tornare a casa all'una e mezza e avere difficoltà a gestire la famiglia e tutto il restoIl lavoro pubblico deve essere al servizio dei cittadini e non può essere un ammortizzatore sociale di genere. Vi siete chiesti il perché della femminilizzazione della scuola e del lavoro ministeriale? E come mai ci siano poche donne ai vertici? I controlli sull'assenteismo per malattia è una lotta di liberazione per le donne. Far finta di essere malate per accudire i figli o i mariti vuol dire buttare via la propria professionalità (ed ha dopo accennato anche all'allungamento dell'età pensionabile per le donne "pubbliche, per ora, e private fra un pò; strano che la stessa celerità non sia dimostrata per l'altra sentenza che riconosceva ad un'altra emittente la possibilità di trasmettere sulle frequenze ira usate da rete4, strano davvero)». Insomma le donne? Scappano a fare la spesa e alle 13.30 corrono..... E cosa fanno quando "corrono"? shopping (forse le dirigenti perchè le altre visti gli stipendi ho qualche dubbio lo facciano), e/o vanno a casa ad accudire mariti e figli "malati" svilendo la loro professionalità (come se nel nostro paese questa parola, "professionalità", avesse un qualche significato particolare); E quando fossero a casa? Si ammalano per finta (mah). Fossimo in uno Stato stile Norvegia, dove il welfare funziona e ti prende nella culla e ti porta alla tomba, allora queste parole potrebbero sembrare enormi e avere un qualche senso recondito e trasversale di larvata condanna all'approfitto e all'assenteismo delle (e dei) fannulloni; ma siamo in Italia dove tutto, o quasi, è lasciato all'impronta e alla "libera" iniziativa individuale visto che lo Stato latita e quando c'è taglia draconianamente (perchè anzichè perseguire chi evade/elude il fisco, lo invita a continuare perchè non è in grado - o forse non vuole? - di farli pagare e più spesso ancora si accontenta di miserie, leggi condoni tombali, per fare cassa e rinuncia a riequilibrare la situazione in favore di chi non può farlo, anzi con questa inazione spinge a continuare a farlo) le spese sia al livello centrale, che, soprattutto, a livello periferico: stando attenti a dire però, esattamente il contrario sennò la massa "stordita" (termine che risale al seicento inglese, nulla è cambiato da allora c'è da pensare) prende il vizio di voersi interessare di cose che non la riguardano e questo, per i migliori e i loro sodali (lobby, corporazioni, ecc.) non va bene. Quindi, care impiegate pubbliche, non vi dovete affannare a correre a casa perchè avete mariti e figli ammalati; o non vi dovete ammalare per aiutarli perchè così vi svilite: più cuore duro per tutte; andate a lavorare!! Oppure, visto che il Pubblico impiego è servizio e non ammortizzatore sociale di genere, vi mettete part.time o, meglio ancora, vi licenziate così si risparmiano soldi e pensioni che potranno essere dirottati sui servizi cui avete (o avreste) diritto .... come lavoratrici!

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