Ebbene sì: i "democrats" (si fa per dire naturalmente) hanno toppato a Taranto: niente donne in giunta? Dopo il ricorso di Taranto futura il TAR interviene e ingiunge di adeguarsi o sarà sciolto d'imperio perchè l'art. 48 dello Statuto della Provincia lo dice chiaramente che devono essere rispettate le pari opportunità, quindi hanno toppato. Al di là della notizia, che rimane significativa del momento "alto" che vivono le donne nella società contemporanea italiana (veline? OK! Il resto è secondario...) il problema è il riconoscimento della nostra arretratezza! Personalmente, e mi spiace che sicuramente qualche collega blogger s'inalbererà, cerdo che le "riserve indiane (leggasi quote rosa)" non sono utili ne servono perchè non rispondono al criterio base di una società democratica e liberale: il merito. Se questo è il faro può anche essere, è molto poco probabile ma può accadere, che ci siano solo uomini in una giunta o in un governo regionale; contemporaneamente è possibile, anzi molto probabile viste la bravura che hanno dimostrato quando hanno governato direttamente (e non faccio esempi perchè fuori dal nostro arretrato paese ce ne sono eccome persone capaci, sia uomini che donne), che ci debbano essere organi di sole donne! Stabilire per legge una cosa non significa che dalla sera alla mattina si diventa civili ed equi: anzi proprio in questi anni si sta dimostando un teorema opposto quando, per la controffensiva reazionaria degli integralisti, e per ill revanscismo maschilista, le conquiste del movimento delle donne sono un pezzo alla volta smantellate e le stesse donne ricacciate in un'angolo buio dove se vabene sono "interessanti" se si "sdraiano" o se "sfornano figli" e stanno a casa a fare figli e calze. Il punto non è il sesso (...) ma la capacità personale e la preparazione; e da noi qui casca l'asino..........
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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venerdì 25 settembre 2009
Il TAR scioglie la giunta senza donne..
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mercoledì 26 agosto 2009
Aborto: un'ipotesi del possibile futuro....
Un'immagine che può diventare un'incubo: la 194 abrogata, depotenziata, svuotata. Un ritorno al passato? E'accaduto a Monopoli: una donna che si presenta in ospedale dopo un'aborto illegale, in condizioni gravi. Ora provate ad immaginare, e chi c'è passato sa di cosa parlo, com'era prima dell'aborto e com'è già ora con l'obiezione (spesso se vuoi fare carriera o viver tranquillo........) e ora pensate alla 194 ripensata oggi, cosa accade? Proprio questo, come già accade in Irlanda: chi può va in Inghilterra ad abortire; come accade con il turismo neonatale che spinge coppie vogliose di figli che vanno all'estero a pagamento mentre prima l'avevano gratis nel nostro paese e con tutte le cautele. Un'incubo dietro il quale ritornerebbe a prosperare l'economia illegale (e forse le mammane) e chi può va all'estero. Un'esagerazione? Non lo so ma di questo passo temo che davvero il rischio di dover ricostruire è sempre possibile......
giovedì 20 novembre 2008
E' questa cosa è? Le donne hanno diritti o no?
E' successo nella "rossa " Toscana; in una delle sanità ritenute modello, accoglienti, efficienti. Una donna, non conta la nazionalità, scopre di essere incinta ma da un'esame scopre che che il feto è affetto da "megavescica" (la sua vescica non espelle urina e impedisce al liquido amniotico di irrorare la parte superiore del corpo dello stesso feto: significa che cuore, polmoni e reni rimangono bloccati, NON SI SVILUPPANO! Va ad un'ospedale pubblico locale specializzato e qui comincia l'odissea dato che, secondo quanto affermato dalla stessa, quando decide di interrompere la gravidanza le viene detto di fare e aspettare esami più approfonditi; va al Meyer e ottiene la certificazione di "condizione non compatibile con la sopravvivenza post-natale"; si rivolge al servizio pschiatrico dell'ASL e ottiene un'altra attestazione di "grave nocumento per le condizioni psichiche della stessa nel proseguire la gravidanza"; ritorna per l'ennesima volta alla struttura pubblica che la reindirizza a Milano che attesta che la vescica del feto non è più reattiva. Quando torna alla struttura pubblica, sempre decisa a interrompere la gravidanza (nessuno dei medici si era dichiarato nel frattempo obiettore di coscienza), si sente dire che ormai è passata la 21° settimana e se vuole proprio abortire dev'andare a, sentite sentite, Barcellona pagando 5000 euro di tasca sua perchè lì si può superare il limite: soldi che non ha. Riesce alla fine ad abortire ma a Pontedera. Come la classifichiamo questa storia? Malasanità? Prudente attendismo dei medici? Velata obiezione di coscienza della struttura? Diluire, sperare che altri facciano l'aborto? La Signora ha fatto causa per danni e deciderà il giudice ma il fatto rimane: è sempre più difficile abortire, anche in stato di necessità accertata come pare in questo caso, nel nostro paese; sanno che se provassero a modificare la legge 194 la gente non comprenderebbe dato che questa è una delle poche leggi che è entrata nella cultura e del sentimento popolare e allora prendono altre strade molto più tangenziali che alla fine creano grossi problemi a chi vive direttamente la cosa.
lunedì 12 maggio 2008
Riparte la guerra alla 194
E' ripartita puntuale come un'orologio la guerra, una delle tante, alla 194; nemmeno il tempo di riprendersi dallo choc elettorale e allora pronti via! Mai come ora la gerarchia ecclesiale sa che non c'è nessuno che la possa in Parlamento e nella società contrastare efficacemente: un'occasione d'oro per far ingoiare a tutti il rospo della "riforma" della 194. Attacco frontale senza mezzi termini e senza esitazioni: dritto alla metà. E' chiaro che la 194 non poteva risolvere i problemi legati alla famiglia, che toccano alle istituzioni (ma nell'ignoranza e menefreghismo generale chi se ne accorge della sottile liason), nè quelli legati al sociale (anch'essi compito delle istituzioni), e credo che i legislatori non credessero nemmeno che li potesse risolvere: l'unico intento loro era quello di far emergere dalla clandestinità e dal "mercato" illegale quella che per le donne, e non solo, era una vera umiliazione e una vilazione della loro dignità:era forse chiedere troppo? Capisco "l'Alto Magistero morale" meno capisco l'intrusione negli affari interni ma nella attuale condizione della politica andrà di lusso se cambieranno solo qualcosa della legge e lasceranno intatto l'impianto originale: noi italiani ci distinguiamo sempre per fare cose buone che poi puntualmente buttiamo nella spazzatura, la 194 sarà solo, purtroppo, l'ultima tappa.
martedì 8 aprile 2008
Ferrara, aborto ecc.
Una sola domanda: ma quando Ferrara fa il profeta integralista pro domo sua sa che precarietà uccide la fertilità?
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