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martedì 12 maggio 2009

Mai stato hitleriano.



Da quando è diventato Pontefice l'attuale Papa è sempre stato sfiorato da sospetti, non chiariti completamente, di adesione in gioventù al nazionalsocialismo; nel libro "Il Sale della Terra", una raccolta di riflessioni religiose e autobiografiche del 1996, basato su interviste con il giornalista tedesco Peter Seewald, l'allora cardinale Joseph Ratzinger ha detto però di essere stato automaticamente arruolato nella gioventù di Hitler, ora invece viene nettamente smentito: qualcosa non torna. La cosa è rispuntata, ancora una volta, nel corso del viaggio in Israele dov'era attesa una sua presa di posizione netta e chiara rispetto all'Olocausto e alla Shoah: c'è stata o non c'è stata? A mio parere non è stato netto ma ha detto quello che ci si aspettava dicesse. E allora perchè ritirar fuori la storia del nazionalsocialismo? E proprio nella terra che ha visto i suoi figli, allora nella diaspora, "gasati" e fatti diventare "fumo" nella indifferenza generale del popolo tedesco che o non sapeva o faceva finta di non sapere? Oggi il Portavoce ha smentito nettamente la cosa: ma dubbi rimangono se in rete continuano a girare imamgini inequivocabili a meno che non siano fotomontaggi naturalmente. Io non sto a giudicare: non compete a me ma a coloro che credono trarre le conclusioni. Dico solo che da laico mi sento meno rassicurato dalle smentite nette che dalle ammissioni di "errori" di gioventù, soprattutto quando altri preti, in ogni paese sottoposto a dittatura, hanno pagato con la vita il loro credo perchè hanno aiutato gli ebrei a fuggire dall'orrore.



è lui o non è lui?

mercoledì 18 marzo 2009

Per il PAPA l'AIDS si combatte .... senza preservativi

Il PAPA in Africa ha ribadito il NO della Chiesa all'uso dei preservativi dichiarandosi in favore dell'uso, e dell'educazione, responsabile alla sessualità che dev'essere inquadrata all'interno dell'ottica matrimoniale e familiare. Mi chiedo ma sa di cosa parla? E si rende conto che non è in Italia (ormai terra conquistata alla "causa" grazie ad una casta politica interessata all'asso pigliatutto e all'auto affermazione più che a tenere conto sia delle esigenze di cura delle malattie veneree - HIV in testa - che dell'etica degli italiani che non è tutta allineata ad essa) che fa queste affermazioni ma in un continente flagellato dall'HIV e che ha una cultura che non ha i tabù che abbiamo noi occidentali? E sa che così crea confusione? Ora, e forse erano messe nel conto, le reazioni non sono mancate da parte un pò di tutti: la Commissione UE in primis che criticato duramente le parole come anche i singoli paesi e le ONG hanno stigmatizzato le espressioni perchè realmente rischiano di portare confusione laddove invece servirebbe chiarezza ed un'attività capillare di informazione e di prevenzione che potrebbero dare un'enorme contributo alla lotta contro la malattia. Quello che serve ad oggi non è spargere paura e timore religioso, e superstizione, ma attuare politiche e iniziative che favoriscono il diffondersi della cultura della prevenzione, che unita ai finanziamenti per i farmaci, sola può essere una valida arma contro la malattia. Comprendo la necessità di farsi portatore dei valori della cristianità ecc. però di fronte alla vita di miliardi di persone ci si dovrebbe chiedere se è opportuno diffondere un messaggio fideistico e chiuso a quella che è la realtà da essi vissuta?

mercoledì 3 dicembre 2008

Mea culpa di Bush sugli anno della guerra. E il Papato? chiede di non depenalizzare il "reato" di omosessualità

E' un triste tramonto quello di Bush, anzi è un grigio tramonto quello di quest'uomo che in pochi anni ha non solo cambiato, in peggio, il pianeta ma ha distrutto quel poco di credibilità degli USA non, sia chiaro, fra le classi agiate che vivono del riflesso (arricchendosi) del modello americano ma fra le masse: quelle masse che si sono ribellate, inascoltate completamente, ai loro Governi quando fu deciso di invadere, e distruggere, l'Iraq (dell'amico Saddam da essi messo al potere con un colpo di stato) e rovesciare (per non aver obbedito) gli "altri" amici talebani (ex combattenti per la libertà contro i russi) rei di ospitare Osama (mai trovato) il nemico pubblico n°1. Quest'uomo dovrebbe fare un profondo esame di coscienza, se avesse una coscienza, e ammettere che è stato mosso non dalla sete di vendetta per l'attentato alle Torri gemelle di New York ma di aver sfruttato, pro domo sua e dei suoi amici petrolieri e appaltatori, quell'attentato per creare (forse un'estremo tentativo di salvare un sistema che ormai marcio stava letteralmente crollando a pezzi con gli effetti che oggi abbiamo sotto gli occhi quando non ci droghiamo di tv) un'ambiente favorevole al liberismo e all'imposizione del modello americano non solo a coloro che già, passivamente o meno, lo accettano ma anche a coloro che nulla ne sanno e, forse, non ne vogliono nemmeno sapere. E se aggiungiamo a ciò il "piccolo" particolare della questione "controllo delle risorse" e delle pipeline si chiarisce quali erano realmente gli intenti, molto poco cordiali, che gli oligarchi americani avevano di mettere in opera, coadiuvati in ciò dalle corrispondenti oligarchie europee trascinate anch'esse a fare passi lunghi per evitare che il "cordone ombelicale" con "l'amico" americano si rompesse. Un'altro personaggio che ha caratterizzato, a mio parere, negativamente questi otto anni è Ratzinger: vero alfiere della restaurazione nel nostro paese in senso oscurantista, ha potuto contare in questi otto anni anch'egli sull'amico americano e del suo appoggio alla controffensiva "cristiana" e occidentale : vari sono i richiami ad essa e addirittura molti, cosiddetti, intellettuali si prestano a trovare giustificazioni e motivazioni politiche e filosofiche, riscoprendo autori e scrittori che nememno in vita erano ascoltati dai propri contemporanei. In ogni caso dalla ridotta italiana le mosse sono state fatte con accuratezza e sapienza tipica di chi ha oltre 2000 anni di storia ..... e si vede. I temi della controffensiva sono i soliti di qualunque autorità che mischia religione e politica. L'ultima della serie di questo Papato è la richiesta alla UE di non depenalizzare il reato di omosessualità giustificando il tutto con "si chiede di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, che, se adottate, creeranno nuove e implacabili discriminazioni" pur riconoscendo rispetto e tutela della persona. Un modo carino per dire: non accettiamo che un genere, "quello gay ecc.", assuma l'onore di ceto riconosciuto socialmente e giuridicamente: c'è riuscito nel nostro paese ci sta provando in Europa. Ci riuscirà anche lì? La Città del Vaticano ha una lunga esperienza e sa, proprio grazie alla millenaria pratica, che la storia prima o poi, magari in modi e tempi diversi, si ripete e quello che fino a ieri la "gente" dava per scontato e strappato al potere, la stessa "gente" rinnega (salvo eccezioni come l'aborto ma ci stanno lavorando) e da per scontato quasi l'esatto opposto con la stessa leggerezza, senza pensare minimamente all'oscillazione del pendolo e ai danni che vengono fatti a chi non la pensa allo stesso modo (che sono non pochi). Due personaggi che "hanno fatto" la storia modellandola sulle proprie convinzioni nello strenuo tentativo, per ora riuscito, di fermare una crescita culturale e sociale che è nelle cose a fronte della profonda crisi occidentale e dell'assalto di paesi "altri" meno facilmente assimilabili ad esso. Al confronto con il corso storico precedente (crisi dell'impero romano e interregno ecclesiale in preparazione dell'umanesimo e del rinascimento) la situazione attuale presenta molte analogie ma anche diversificazioni di cui non si può non tenere conto nell'osservare questo periodo. Ma la vera domanda è: quanto tempo dovrà passare perchè l'umanità, come categoria generale unica, capirà che al di là del colore, razza, religione ecc. appartiene tutta ad una genìa di scimmie antropomorfe che, rispetto all'eone dell 'universo, è appena scesa dagli alberi?

venerdì 30 maggio 2008

Il Papa: almeno lui è felice

Che oggi la Chiesa nel nostro paese conti più di molti altri è assodato e che detti l'agenda politica nessuno lo mette in discussione anzi non se ne fa nemmeno più mistero; dopo il "programma" politico della CEI ieri anche il Capo di Stato Vaticano ha emesso i suoi desiderata: soldi alle scuole private cattoliche (e con la Costituzione che dice il contrario ossia quel "senza oneri per lo Stato", come la mettiamo?); famiglia: non è il solo a dire che si deve intervenire però è colui che ha qualche speranza di veder esauditi i suoi desideri anche se voglio proprio vedere come si farà. Non c'è solo la questione monetaria (dicono che ci sono pochi soldi ed in parte è anche vero soprattutto con i livelli di evasione che ha il nostro paese) c'è anche il problemuccio di quale intervento si deve fare: i figli oggi costano, e tanto, e, quindi, giustamente i giovani ci pensano due volte prima di farne visto gli stipendi e i costi per i neonati che sono fra i più alti, naturalmente, d'Europa (l'Italia è un bengodi per le imprese perchè fanno quello che vogliono con i prezzi senza che nessuno, governi compresi, le contrasti) così come costano i matrimoni, le case, gli asili nido (che già ora costano un bel pò e con i tagli draconiani non credo che aumenteranno di numero e in qualità) e così via. Non so con quale faccia tosta si esorti di fare figli:è irresponsabile una cosa del genere così come è irresponsabile non fare una politica di educazione alla vita, e al sesso, a partire dalle scuole perchè è vero che l'ignoranza è più facile da controllare e gestire ma poi se aumentano le malattie veneree allora i costi aumentano e il cane a quel punto si morde la coda. E per non parlare dei migranti: è vero che la Chiesa dice accoglienza perchè si aiuta chi viene a bussare alla porta ma, oltre al fatto che questo governo non brilla per sensibilità su quest'argomento, è anche vero che lo Stato paga un tot a migrante quando questi vanno a mangiare (chi ricorda la minaccia, qualche tempo fa di chiudere le mense?) ecc. e quindi che ci sia anche un'interesse economico non guasta tanto siamo nel paese liberista per eccellenza e quindi se oltre alla solidarietà c'è anche un guadagno che male c'è. Per non parlare dei soldi che la Chiesa riceve sotto varie forme dallo Stato: un salasso non comrepnsibile in una società dove ci dovrebbe essere libera Chiesa in libero Stato, perchè si deve dare dei soldi? Ci credo che è felice, non c'è mai stata una situazione così favorevole alla Chiesa come ora: il PdL che è allineato e coperto e i suoi cloni del PD che lo rincorrono sullo stesso terreno; c'è da rimpiangere quando c'era la DC che sapeva anche dire di no a Oltretevere.

lunedì 12 maggio 2008

Riparte la guerra alla 194

E' ripartita puntuale come un'orologio la guerra, una delle tante, alla 194; nemmeno il tempo di riprendersi dallo choc elettorale e allora pronti via! Mai come ora la gerarchia ecclesiale sa che non c'è nessuno che la possa in Parlamento e nella società contrastare efficacemente: un'occasione d'oro per far ingoiare a tutti il rospo della "riforma" della 194. Attacco frontale senza mezzi termini e senza esitazioni: dritto alla metà. E' chiaro che la 194 non poteva risolvere i problemi legati alla famiglia, che toccano alle istituzioni (ma nell'ignoranza e menefreghismo generale chi se ne accorge della sottile liason), nè quelli legati al sociale (anch'essi compito delle istituzioni), e credo che i legislatori non credessero nemmeno che li potesse risolvere: l'unico intento loro era quello di far emergere dalla clandestinità e dal "mercato" illegale quella che per le donne, e non solo, era una vera umiliazione e una vilazione della loro dignità:era forse chiedere troppo? Capisco "l'Alto Magistero morale" meno capisco l'intrusione negli affari interni ma nella attuale condizione della politica andrà di lusso se cambieranno solo qualcosa della legge e lasceranno intatto l'impianto originale: noi italiani ci distinguiamo sempre per fare cose buone che poi puntualmente buttiamo nella spazzatura, la 194 sarà solo, purtroppo, l'ultima tappa.

giovedì 17 aprile 2008

God bless America

Il viaggio del Papa negli USA presenta alcune incongruenze rispetto a quello che ci si aspetterebbe da un'autorità morale. Come da copione viene ribadito il NO all’aborto e alle varie pillole così come alla ricerca sulle staminali (cosa quest'ultima di cui non si preoccupano dato che la ricerca lì è tutta finanziata da privati e quindi se ci guadagnano Papa o non Papa si continua sulla via tracciata) trovando orecchie attente nell’attuale amministrazione americana che dal punto di vista in questione è sensibilissima; pur denunciando con forza la "eccessiva secolarizzazione" della chiesa americana, coinvolta in diversi scandali anche pedofili, però il Papa non ne incontra le vittime; poco o nulla si dice sulla situazione sociale di quel paese che è gravissima e chesta rovinando interi ceti sociali. Ma un punto inquieta:la deriva autoritaria che sta prendendo l'America sui diritti umani (la tortura sui prigionieri ammessa esplicitamente dall’Amministrazione) e la ripresa degli "Omicidi di Stato", nonostante la moratoria ONU (gli USA in questo, come in altri campi, sono in buona compagnia con Stati come la Cina ecc.) per i quali non si è sentito spendere nemmeno una parola da parte del Papa: in base alla sentenza della Corte Suprema (composta anche da giudici cattolici che hanno votato a favore con una maggioranza di 7 a 2), che fa ricominciare il conto alla rovescia per i detenuti condannati: in particolare quelli che saranno sottoposti all’iniezione letale, che a detta della stessa Corte, non è dimostrato sufficientemente che non sedino il condannato prima che arrivi la morte e quindi si configura un vero e proprio omicidio. Sarà che nei piani di Ratzinger gli USA occupano un posto particolare perchè sono la I° potenza economica e politica del pianeta? Sarà che si cerca di mettervi radici creando collegamenti "politici" con i locali integralisti usando il nuovo mondo e l'Italia per ricominciare l'evangelizzazione del pianeta? Suonano stonate le parole non dette se poi in altre situazioni se ne fa scudo e arma contro altrui paesi che crisitiani non sono.

venerdì 8 febbraio 2008

Prima i laici ora gli ebrei, i prossimi?

Come se non bastassero i fronti aperti (aborto, fecondazione, coppie di fatto, diritti dei gay, eutanasia, testamento biologico, ecc.) nel tentativo, riuscito, di controllare la società italiana considerata l'ultima ridotta della cattolicità: la linea del Piave, ora se ne apre anche uno con gli ebrei. Nel cambiare la preghiera per gli ebrei la Chiesa ha suscitato un putiferio anche maggiore della crociata per l'eliminazione delle conquiste dei diritti sociali e l'aborto; infatti la nuova formulazione anche se apparentemente equivalente alla precedente in realtà trova il modo di dare un duro colpo al dialogo interreligioso sviluppatosi nel corso degli anni riaffermando le differenze piuttosto che i punti in comune. Il vero problema è l'ideologismo che c'è dietro queste prese di posizione che è pericoloso perchè riafferma la visione dell'ebraismo come una sorta di gregge che ha preso un percorso diverso e che è da riportare all'ovile cristiano sorvolando sul fatto che l'ebraismo è non solo precedente al cattolicesimo ma ne è stato la culla. Ci sarebbe da chiedersi il perchè di questa presa di posizione: riaffermare la diversità? Rivendicare una sorta di supremazia e/o di superiorità della Chiesa Cattolica rispetto agli altri? O, forse, non è il fatto che la rinascita della corrente conservatrice della Chiesa ha riportato alla luce quella parte, mai sopita, di visione millenarista che vede negli ebrei coloro che devono essere "convertiti" perchè ritenuti "cristiani che sbagliano" o che non sanno di esserlo? Una cosa sembra netta: l'attuale linea ecclesiale sta avendo effetti dirompenti nei confronti di molte questioni, anche delicate, quasi a voler riaffermare il proprio potere e far sentire il proprio peso su cose che qualcuno riteneva superate e che in realtà non lo erano e che sta riportando l'orologio della storia indietro non di anni ma di secoli davvero ai tempi bui del medio evo.

martedì 22 gennaio 2008

L'Italia affonda nel marasma della politica

Nemo profeta in patria: potrebbero dire così i ricercatori dell'Eurispes che hanno fotografato, nel rapporto annuale, la mancanza di fiducia dei cittadini nelle Isituzioni. Si salvano Presidenza della Repubblica (approdo finale delle ansie degli italiani con il 60% dei consensi) e la Magistratura (con il 47% dei consensi, in ribassi ma sempre alto rispetto al resto). Il resto, in particolare le Istituzioni democratiche e la politica crollano ai minimi storici senza, a quanto è dato sapere, eccezione alcuna. L'intepretazione non lascia adito a dubbi: i cittadini non si fidano e non riconoscono più "questa politica" come propria e di conseguenza se ne allontanano completamente (pur continuando ad andare a votare ma ciò è da considerarsi poco più che un rito della liturgia democratica in quanto ha perso molta della valenza iniziale non essendoci nè uomini nè partiti nè soprattutto ideologie che possano scaldare gli animi e riempire le tasche vuote). Discorso a parte vale per la Chiesa, anch'essa in crollo di consensi, che con la sua linea politica aggressiva non sembra incontrare il favore della maggioranza degli italiani. Il precedente Papato ne aveva acquisiti di consensi molti di più proprio per la capèacità di ascoltare e incanalare le ansie degli italiani, mentre questo va in controtendenza, tende a chiudere il recinto a arroccarsi sulle proprie posizioni: le gerarchie vaticane questo non lo possono ignorare; dovranno valutare se continuare a considerare il nostro paese come il "giardino di casa" nel quale liberamente scorrazzare senza contrasto alcuno da parte laica, oppure accreditare un radicale cambiamento di rotta che riporti la Chiesa a quello che era lo spirito "sociale" del Concilio Vaticano II°. La attuale linea non paga, anzi crea anticorpi nella società, e, se pur ci si deve fare la tara ai sondaggi ecc., una cosa la si evince chiaramente: senza un cambio di linea la Chiesa è vista come un'entita parte del gioco politico italiano e i cittadini questo non lo apprezzano e vedono il Papa "politico" come parte, se non partito, in causa e dottrinariamente schierato schierato dalla parte della conservazione dello status quo e di conseguenza non come punto di riferimento ideale perchè "altro" rispetto al desolante panorama italiano. E nel realtà ciò è visibilissimo: è vero che la chiamata in armi delle schiere da un segnale di solidità di fronte alla società sfilacciata ma è anche vero che se perde la sua terzietà e si schiera politicamente è vista come parte e quindi oltre che essere sottoposta a critiche perde l'autorevolezza che prima aveva conquistato.

mercoledì 16 gennaio 2008

"Il Papa non è più libero....": in realtà lo è più di prima

Come volevasi dimostrare!! Dopo "riflessioni" il Papa ha deciso di non andare alla Sapienza conseguendo, involontariamente, due scopi: il primo ha dimostrato l'illiberalità del Tempio laico per eccellenza che non gli consente di tenere una prolusione; il secondo, l'appello e le varie contestazioni hanno dato la stura alla controffensiva integralista, e ora sì che ci saranno contestazioni e polemiche a non finire che si fermeranno solo quando tutti si saranno genuflessi e azzittiti e anche hanno aperto una bella autostrada per altre conquiste nei confronti dei cosiddetti laici che hanno dato una prova della loro debolezza rifuggendo dal confronto aperto e limitandosi alla contestazione; perchè questo sarebbe dovuto essere: un confronto anche a costo di rompere il rigido protocollo di queste occasioni perchè il diritto di parola (nella storia dell'occidente la Chiesa ha quasi sempre negato il diritto di critica e di parola sia chiaro nel senso che quando era anche un potere temporale applicava sistemi che non erano propriamente liberali). Invece l'occasione è stata sprecata in malo modo e si anche dato la possibilità di far dire ad altri che s'impedisce la libera circolazione delle idee e delle persone nonchè la libera espressione del proprio pensiero, proprio a chi nel corso dei secoli ha, appunto, messo in atto la più continua sequenza di persecuzioni, torture che si ricordi: si parla di genocidi ma in passato ne è stato perpetrato più d'uno in nome delal religione. Mi chiedo: ma cosa si temeva? Capisco i cuori di chi (e sono molti) si sente messo nell'angolo dalla pavida politica tesa a non "urtare" le suscettibilità di Oltretevere e per questo motivo "ragiona" su aborto, legge 40 e così via (ma in realtà cede all'offensiva); capisco anche che, in mancanza di idee forti che scaldino i cuori, tutto quello che rimane è difendere le proprie ragioni ma stavolta a parlare avrebbe dovuto essere la testa ad agire: se si fosse ragionato con essa nessuno avrebbe potuto dire nulla ma con la replica successiva si sarebbe mandato un segnale forte che nella società non si è disposti, a differenza della politica, a ingoiare l'altrui proposizione senza far sentire la propria voce chiara e forte e sarebbe stato un bel segnale al resto della società. Non è stato così e il nostro paese si è avvicinato un passo di più verso l'intolleranza e verso l'esatto opposto obiettivo di quel che si voleva raggiungere: l'avanzata del clericalismo...................

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