mercoledì 3 dicembre 2008

Mea culpa di Bush sugli anno della guerra. E il Papato? chiede di non depenalizzare il "reato" di omosessualità

E' un triste tramonto quello di Bush, anzi è un grigio tramonto quello di quest'uomo che in pochi anni ha non solo cambiato, in peggio, il pianeta ma ha distrutto quel poco di credibilità degli USA non, sia chiaro, fra le classi agiate che vivono del riflesso (arricchendosi) del modello americano ma fra le masse: quelle masse che si sono ribellate, inascoltate completamente, ai loro Governi quando fu deciso di invadere, e distruggere, l'Iraq (dell'amico Saddam da essi messo al potere con un colpo di stato) e rovesciare (per non aver obbedito) gli "altri" amici talebani (ex combattenti per la libertà contro i russi) rei di ospitare Osama (mai trovato) il nemico pubblico n°1. Quest'uomo dovrebbe fare un profondo esame di coscienza, se avesse una coscienza, e ammettere che è stato mosso non dalla sete di vendetta per l'attentato alle Torri gemelle di New York ma di aver sfruttato, pro domo sua e dei suoi amici petrolieri e appaltatori, quell'attentato per creare (forse un'estremo tentativo di salvare un sistema che ormai marcio stava letteralmente crollando a pezzi con gli effetti che oggi abbiamo sotto gli occhi quando non ci droghiamo di tv) un'ambiente favorevole al liberismo e all'imposizione del modello americano non solo a coloro che già, passivamente o meno, lo accettano ma anche a coloro che nulla ne sanno e, forse, non ne vogliono nemmeno sapere. E se aggiungiamo a ciò il "piccolo" particolare della questione "controllo delle risorse" e delle pipeline si chiarisce quali erano realmente gli intenti, molto poco cordiali, che gli oligarchi americani avevano di mettere in opera, coadiuvati in ciò dalle corrispondenti oligarchie europee trascinate anch'esse a fare passi lunghi per evitare che il "cordone ombelicale" con "l'amico" americano si rompesse. Un'altro personaggio che ha caratterizzato, a mio parere, negativamente questi otto anni è Ratzinger: vero alfiere della restaurazione nel nostro paese in senso oscurantista, ha potuto contare in questi otto anni anch'egli sull'amico americano e del suo appoggio alla controffensiva "cristiana" e occidentale : vari sono i richiami ad essa e addirittura molti, cosiddetti, intellettuali si prestano a trovare giustificazioni e motivazioni politiche e filosofiche, riscoprendo autori e scrittori che nememno in vita erano ascoltati dai propri contemporanei. In ogni caso dalla ridotta italiana le mosse sono state fatte con accuratezza e sapienza tipica di chi ha oltre 2000 anni di storia ..... e si vede. I temi della controffensiva sono i soliti di qualunque autorità che mischia religione e politica. L'ultima della serie di questo Papato è la richiesta alla UE di non depenalizzare il reato di omosessualità giustificando il tutto con "si chiede di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, che, se adottate, creeranno nuove e implacabili discriminazioni" pur riconoscendo rispetto e tutela della persona. Un modo carino per dire: non accettiamo che un genere, "quello gay ecc.", assuma l'onore di ceto riconosciuto socialmente e giuridicamente: c'è riuscito nel nostro paese ci sta provando in Europa. Ci riuscirà anche lì? La Città del Vaticano ha una lunga esperienza e sa, proprio grazie alla millenaria pratica, che la storia prima o poi, magari in modi e tempi diversi, si ripete e quello che fino a ieri la "gente" dava per scontato e strappato al potere, la stessa "gente" rinnega (salvo eccezioni come l'aborto ma ci stanno lavorando) e da per scontato quasi l'esatto opposto con la stessa leggerezza, senza pensare minimamente all'oscillazione del pendolo e ai danni che vengono fatti a chi non la pensa allo stesso modo (che sono non pochi). Due personaggi che "hanno fatto" la storia modellandola sulle proprie convinzioni nello strenuo tentativo, per ora riuscito, di fermare una crescita culturale e sociale che è nelle cose a fronte della profonda crisi occidentale e dell'assalto di paesi "altri" meno facilmente assimilabili ad esso. Al confronto con il corso storico precedente (crisi dell'impero romano e interregno ecclesiale in preparazione dell'umanesimo e del rinascimento) la situazione attuale presenta molte analogie ma anche diversificazioni di cui non si può non tenere conto nell'osservare questo periodo. Ma la vera domanda è: quanto tempo dovrà passare perchè l'umanità, come categoria generale unica, capirà che al di là del colore, razza, religione ecc. appartiene tutta ad una genìa di scimmie antropomorfe che, rispetto all'eone dell 'universo, è appena scesa dagli alberi?
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