lunedì 12 maggio 2008

Riparte la guerra alla 194

E' ripartita puntuale come un'orologio la guerra, una delle tante, alla 194; nemmeno il tempo di riprendersi dallo choc elettorale e allora pronti via! Mai come ora la gerarchia ecclesiale sa che non c'è nessuno che la possa in Parlamento e nella società contrastare efficacemente: un'occasione d'oro per far ingoiare a tutti il rospo della "riforma" della 194. Attacco frontale senza mezzi termini e senza esitazioni: dritto alla metà. E' chiaro che la 194 non poteva risolvere i problemi legati alla famiglia, che toccano alle istituzioni (ma nell'ignoranza e menefreghismo generale chi se ne accorge della sottile liason), nè quelli legati al sociale (anch'essi compito delle istituzioni), e credo che i legislatori non credessero nemmeno che li potesse risolvere: l'unico intento loro era quello di far emergere dalla clandestinità e dal "mercato" illegale quella che per le donne, e non solo, era una vera umiliazione e una vilazione della loro dignità:era forse chiedere troppo? Capisco "l'Alto Magistero morale" meno capisco l'intrusione negli affari interni ma nella attuale condizione della politica andrà di lusso se cambieranno solo qualcosa della legge e lasceranno intatto l'impianto originale: noi italiani ci distinguiamo sempre per fare cose buone che poi puntualmente buttiamo nella spazzatura, la 194 sarà solo, purtroppo, l'ultima tappa.
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