martedì 22 gennaio 2008

L'Italia affonda nel marasma della politica

Nemo profeta in patria: potrebbero dire così i ricercatori dell'Eurispes che hanno fotografato, nel rapporto annuale, la mancanza di fiducia dei cittadini nelle Isituzioni. Si salvano Presidenza della Repubblica (approdo finale delle ansie degli italiani con il 60% dei consensi) e la Magistratura (con il 47% dei consensi, in ribassi ma sempre alto rispetto al resto). Il resto, in particolare le Istituzioni democratiche e la politica crollano ai minimi storici senza, a quanto è dato sapere, eccezione alcuna. L'intepretazione non lascia adito a dubbi: i cittadini non si fidano e non riconoscono più "questa politica" come propria e di conseguenza se ne allontanano completamente (pur continuando ad andare a votare ma ciò è da considerarsi poco più che un rito della liturgia democratica in quanto ha perso molta della valenza iniziale non essendoci nè uomini nè partiti nè soprattutto ideologie che possano scaldare gli animi e riempire le tasche vuote). Discorso a parte vale per la Chiesa, anch'essa in crollo di consensi, che con la sua linea politica aggressiva non sembra incontrare il favore della maggioranza degli italiani. Il precedente Papato ne aveva acquisiti di consensi molti di più proprio per la capèacità di ascoltare e incanalare le ansie degli italiani, mentre questo va in controtendenza, tende a chiudere il recinto a arroccarsi sulle proprie posizioni: le gerarchie vaticane questo non lo possono ignorare; dovranno valutare se continuare a considerare il nostro paese come il "giardino di casa" nel quale liberamente scorrazzare senza contrasto alcuno da parte laica, oppure accreditare un radicale cambiamento di rotta che riporti la Chiesa a quello che era lo spirito "sociale" del Concilio Vaticano II°. La attuale linea non paga, anzi crea anticorpi nella società, e, se pur ci si deve fare la tara ai sondaggi ecc., una cosa la si evince chiaramente: senza un cambio di linea la Chiesa è vista come un'entita parte del gioco politico italiano e i cittadini questo non lo apprezzano e vedono il Papa "politico" come parte, se non partito, in causa e dottrinariamente schierato schierato dalla parte della conservazione dello status quo e di conseguenza non come punto di riferimento ideale perchè "altro" rispetto al desolante panorama italiano. E nel realtà ciò è visibilissimo: è vero che la chiamata in armi delle schiere da un segnale di solidità di fronte alla società sfilacciata ma è anche vero che se perde la sua terzietà e si schiera politicamente è vista come parte e quindi oltre che essere sottoposta a critiche perde l'autorevolezza che prima aveva conquistato.
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