mercoledì 23 gennaio 2008

radicalizzare lo scontro tra laici cattolici? Qui prodest

Sono in molti a sostenere che oggi dopo la caduta delle ideologie ottocentesche e novecentesche (liberalismo, comunismo ecc.)e la conseguente caduta dello steccato fra destra e sinistra storica, preconizzata lucidamente da Bobbio, che i partiti hanno assunto un fisionomia uguale mirando soprattutto al cosiddetto centro. Negli ultimi tempi però sta emergendo una nuova radicalizzazione fra laici e cattolici che fa dire a qualche esponente che oggi la divisione non è politica ma di fede: lo scontro in poche parole si avrebbe fra Ratzinger e i laici per il controllo delal politica e della società e che quindi si deve scegliere da che parte stare. Ammettendo che la diffrenza fra destra e sinistra è finita e quindi l'elettore deve scegliere non in base all'idea di società che viene avanzata ma in base ai programmi politico/economici che vengono proposti (peraltro assolutamente simili) dagli schieramenti e alle sue convenienze; oera invece si cerca di introdurre una variabile pericolosa: lareligione. Dare l'idea che è in atto uno scontro fra laicità e fideismo è illogico oltre che distruttivo perchè presupporrebbe che a seconda che vinca l'uno o l'altro lo Stato assume un'aspetto confessionale o meno: ed ho dei dubbi che l'Italia sarebbe uno Stato democratico se a vincere fosse l'integralismo fideista. E' pericoloso per molti motivi ma soperattutto è stupido perchè se è vero che la Chiesa cerca di condizionare sempre di più la vita politica italiana compensando con ciò la caduta di presa sociale è anche vero che istituzioanlizzare una cosa del genere significherebbe mettere la società non di fronte ad una scelta ma di fronte alla'lternativa fra un potere dispostico basato sul fideismo dal un lato e i sostenitori di un potere "liberale" ma laico dall'altro con la conseguenza prima che lo scontro si baserebbe su idelogie che non mirano a migliorare l'assetto sociale ma solo da un lato a restaurare il secolarismo da un lato e dall'altro, in teoria, a ristabilire lo statu quo: entrambe scelte inaccettabili. In realtà la radicalizzazione dello scontro è voluta da chi vede che oltre a colpi di mano più in là di tanto non si riesce ad andare e non fa presa sulla società che è laica abbastanza da nonfaresi abbindolare con la prosopopea sull'aborto ed il divorzio che ormai sono entrati nel suo DNA; soprattuto costringere molti cattolici, tipiedi verso la linea oscurantista della CHiesa del XXI secolo, a scegliere fra la fede e la laicità sarebbe rinunciare a un valido baluardo contro l'intgegralismo che cerca di imporre la propria visione delle cose. Non cadiamo nella trappola che ci stanno preparando e facciamo tesoro della lezione di laicità di De Gasperi e Moro che si erano profondamente credenti ma anche sapevano discernere fra il bene pubblico e i desiderata di chi crede ancora che la breccia di Porta Pia non sia mai avvneuta.
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