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lunedì 22 agosto 2016

Acqua, bus e rifiuti aumenti alle stelle e servizi scadenti “Ultimi in Europa” (ROSARIA AMATO)

22/08/2016 di triskel182

Lo studio.La Confartigianato ha calcolato le tariffe nei 32 paesi europei dal 2011 al 2016. L’Italia è quello dove ci sono stati i maggiori rincari e il livello di soddisfazione dei cittadini è il più basso. Roma peggiore capitale del continente.
ROMA – I prezzi salgono ma la qualità scende. In altre situazioni si cambierebbe fornitore, ma in questo caso non si può: si tratta dei servizi pubblici. Tra l’aprile 2011 e l’aprile 2016, calcola un’indagine di Confartigianato, le tariffe dei servizi pubblici locali (fornitura acqua, raccolta rifiuti, trasporti pubblici) sono aumentate del 22%, contro un’inflazione ridotta al minimo, salita in cinque anni solo del 4,9%. E contro soprattutto un potere d’acquisto falcidiato del 5,5% nello stesso periodo, calato ancor più del Pil pro capite (meno 5%). Colpa della crisi? No perché la crisi c’è stata anche nel resto dell’Eurozona, dove al contrario le tariffe sono salite della metà nel periodo considerato, in media dell’11,4%.

All’aumento inoltre non corrisponde un miglioramento, piuttosto il contrario: solo il 39% degli italiani si dichiara soddisfatto della qualità dei servizi pubblici, contro una media europea del 61%. Si tratta di una media che non considera solo i 28 Paesi Ue ma anche Turchia, Islanda, Norvegia e Svizzera, e l’Italia riesce ad essere ultima comunque, preceduta da Slovacchia e Grecia dove comunque la quota di cittadini soddisfatti arriva al 45%.
Gli aumenti dipendono soprattutto dalle tariffe per la fornitura di acqua, che crescono in cinque anni del 34,8%, contro il 13,5% dell’area euro, e da quelle per la raccolta dei rifiuti, in aumento del 19,2%, 11,3 punti in più rispetto alla media dell’Eurozona, mentre i trasporti stradali di passeggeri hanno un andamento più moderato e crescono del 10,9%, meno che nell’area euro (più 12,3%). Si tratta in ogni caso di dinamiche ben lontane dai meccanismi di mercato, dal momento che, ricorda Confartigianato, «le partecipate pubbliche operano frequentemente al riparo dai meccanismi concorrenziali: il 95% delle amministrazioni locali affida i servizi pubblici con modalità diretta, ovvero senza procedure ad evidenza pubblica ». Risultato, come emerge da uno studio della Banca d’Italia, una produttività inferiore dell’8% delle partecipate pubbliche rispetto alle imprese private, e il gap sale al 15% per le imprese controllate al 100% dalle amministrazioni locali. Alla scarsa produttività si affianca l’altissimo tasso di insoddisfazione da parte dei cittadini: nella classifica sulla qualità della vita connessa ai servizi pubblici locali sono tre città italiane ad aggiudicarsi gli ultimi tre posti, e cioè Palermo, Roma e Napoli (a Palermo dunque il “primato” negativo generale, a Roma quello tra le capitali europee). Tra le città italiane fanno abbastanza bene Verona (che comunque arriva al 53esimo posto), Bologna (sessantunesima) e Torino (sessantasettesima). E dall’Eurobarometro sulla pulizia della città risulta che a Roma la soddisfazione si ferma al 9%, contro il 45% di Berlino e il 67% di Londra, ma anche il 30% di Atene. Al primo posto ex aequo Oviedo e Lussemburgo con il 95%. Eppure Roma registra un costo medio pro capite per il servizio di igiene urbana superiore del 50,9% alla media nazionale. Gli italiani sono estremamente insoddisfatti anche dello stato di strade e palazzi: con un tasso del 35% la soddisfazione è praticamente equivalente al 34% per pulizia delle città, contro una media europea del 64%.
Articolo intero su La Repubblica del 22/08/2016.

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e se a dirlo è la Confartigianato.... ma ci svegliamo a no?
E che dire del mercato elettrico e del gas dove le inchieste, mai ficcanti sul serio, fioccano a go go?

sabato 14 aprile 2012

... il vero vincitore? il non voto.....

Tutti, credo, abbiamo letto il sondaggio della SWG che da conto delle intenzioni di voto raffrontandole con quelle del 5/4 di quest'anno, vero? E tutti abbiamo letto, con piacere spero, che il M5S di Beppe Grillo é il terzo partito: rispetto agli attuali sepolcri imbiancati, chiamati comunemente "partiti", é un ottima notizia; forze fresche e nuove, soprattutto che vengono dal basso e che ci piaccia o meno Grillo io non posso che applaudire a una cosa del genere ... ne dovessero arrivare altre di notizie del genere non dovremmo fare gli schizzinosi perché queste son forze nuove, cresciute nella società (A PROPOSITO RICORDATE IL SITO, CUI HO ADERITO, COME ALTRI SPERO, DENOMINATO SOGGETTO POLITICO NUOVO DI CUI PARLAVO IN UN PRECEDENTE POST? BENE IL 28 DI QUESTO MESE CI SARA' L'INCONTRO NAZIONALE A FIRENZE ..... e molto probabilmente nascerà un altra nuova organizzazione; qualcosa si muove come ben vedete) e si stanno radicando anche nelle convinzioni eletorali dei nostri concittadini: visti i tempi mi pare che il panorama politico attuale abbia di che preoccuparsi, no? Ora il punto é: siamo davvero pronti a cambiare o ci vogliamo rintanare ancora nel dubbio e nell'incertezza, se non nell'invidia di non essere noi a farlo?




Pensateci.......



Intanto...



...... c'é un altro aspetto del quale nessuno parla: il partito del non voto che é al 49,9%, ossia a 1.5-2% dalla metà d invalidare qualunque elezione venga fatta a qualunque livello: potrebbe essere una valida alternativa per tutti coloro, ma io piuttosto la vedrei come "arma fine di mondo" se le nuove forze emergenti dovessero fallire i loro obiettivi o non ragiungere il quorum. Quindi, e mi rivolgo a tutti quelli che fanno parte dei delusi o degli schizzinosi, alternative ce ne sono ..... e questo potere impersonale e che sembra così lontano e irragiungibile in realtà dimostra tutte le sue debolezze: state pur certi che, in qualche luogo buio, qualcuno starà già cercando di prendere le contromisure dato che non si può consentire che noi, i cittadini, prendessimo il potere e decidessimo di testa nostra, perché potremmo scoprire che siamo anche in grado di farlo .......



detto quanto sopra domani é domenica e come sempre questo blog dedica questo giorno alla musica di qualità.............. niente saremo ma ........



PINK FLOYD



NEL LORO PEZZO "POLITICO" PIU' FAMOSO



ANOTHER BRICK IN THE WALL







qui c'è il testo



We don’t need no education.

We don’t need no thought control.

No dark sarcasm in the classroom.

Teacher, leave those kids alone.

Hey, Teacher, leave those kids alone!

All in all it’s just another brick in the wall.

All in all you’re just another brick in the wall.

We don’t need no education.

We don’t need no thought control.

No dark sarcasm in the classroom.

Teachers, leave those kids alone.

Hey, Teacher, leave those kids alone!

All in all you’re just another brick in the wall.

All in all you’re just another brick in the wall





e qui la traduzione



Non abbiamo bisogno di educazione

Non abbiamo bisogno di essere sorvegliati

né di oscuro sarcasmo in aula

Professore, lascia in pace i ragazzi

Hey, professore, lascia in pace i ragazzi!

Tutto sommato, è solo un altro mattone nel muro

Tutto sommato, siete solo un altro mattone nel muro



Non abbiamo bisogno di educazione

non abbiamo bisogno di essere sorvegliati

né di oscuro sarcasmo in classe

Professori, lasciate in pace i ragazzi!

Ehi, professore, lascia in pace i ragazzi!

Tutto sommato, siete solo un altro mattone nel muro

Tutto sommato, siete solo un altro mattone nel muro.





tratto dal sito musicroom.it



COME SEMPRE RELIGIOSO SILENZIO E



BUONA DOMENICA



lunedì 7 giugno 2010

Le pupe i pupi e i c.......

Mio Dio come sono caduta in basso.. ricordate il film con la divina Laura Antonelli? Bé al suo posto metteteci il nostro paese e la definizione comunque calzerà a pennello. Di che parliamo stasera? Bè, naturellement, di come i nostri giovani affrontano la vita e di come sono impreaprati a farlo. Da un indagine della Sapienza risulta chiaro come il sole come i ragazzi, e i giovani adulti come si definiscono oggi quelli che sono fra i 20 e i 30 anni sono "ignoranti" in tema di sesso. Colpa della scuola? Della famiglia? Dell'enorme influenza, con la bigotteria (varia e sommamente amorale e irresponsabile) che ipocritamente è di moda oggi, dell'integralismo cattolico? Della politica (più preoccupata di compiacere che di instradare sulla strada della conoscenzalaica e responsabile)? Tutte e nessuna: in realtà questi ragazzi sono pieni di problemi e il sesso è solo uno di essi; solo che con il sesso, in certi casi, si muore se non si prendono le dovute precauzioni (pare che molti chiedono se l'aids ci sia ancora o sia stato debellato e non usano condom) con il rischio di prendere tutto lo spettro delle malattie veneree oggi a disposizione. E cosa dire che essi sono maggiormente preoccupati del peso che di una sana vita sessuale tanto da arrivare alla età adulta vergini (e non per scelta)? E che dire ancora delle ragazze che non sanno cosa sia la pillola anticoncezionale o la ru 486? E che dire delle stesse ragazze che spesso sono costrette a gravidanze indesiderate o a matrimoni fatti di fretta e furia oppure a diventare mamme senza averne la preparazione psicologia e culturale? E' vero che è solo uno dei problemi ma la civiltà di una società si misura da tante cose e il sesso è una di esse, forse la più importante: se pensate che la società si controlla anche attraverso la negazione di esso o la sua proibizione dovrebbe essere chiaro come oggi stiamo facendo enromi passi avanti sulla strada della libertà di ...... tornare indietro.

domenica 6 dicembre 2009

E' fatta: devono farci i conti ora...........

Da 90 mila, secondo la questura, a 1 milione, secondo gli organizzatori, in ogni caso io conosco quella piazza e i numeri sono, a mio parere, uguali a quelli del family day (il Capo parlò allora di 1.5 milioni di persone quindi ......) e al di là dei numeri gli anticorpi ormai si sono svegliati e di queste persone, che personalmente ritengo la parte migliore della società, se ne dovrà tener conto nel prossimo futuro. Non sono persone che hanno un particolare colore politico ma sono persone che sono stufe di vedere i tanti teatrini messi sù dalla politica ufficiale per proprio tornaconto; queste persone sono quel paese normale tanto teorizzato da qualcuno e tanto però esorcizzato dagli stessi teorizzatori perchè un conto è parlarne ed uno invece quando i soggetti in discussione si svegliano e chiedono: sorge un problema perché l'intreccio di potere fra mondo economico, politico e lobbystico è tale che non è possibile, né ammesso, che terzi "s'interessino" e cerchino di far valere le proprie ragioni. Come mai siamo ridotti così? E' semplice perchè l'abbiamo permesso con la nostra ignavia e strafottenza na soprattutto perché ci siamo fidati di quelli che si ergevano a nostri rappresentanti e non lo erano se non per loro convenienza, anche quando c'erano i partiti "storici" ideologici ... figurarsi ora che sono consorterie di SpA. Quella di ieri si chiama democrazia, non liberalismo, del popolo; no meglio della parte popolo che paga le tasse, che lavora, che non fa furbizie per restare al posto dov'é, che chiede che i rappresentanti della Nazione non siano "nominati" ma eletti: con una sola preferenza. E' troppo chiedere che chi è sospettato di qualcosa risponda al giudice naturale e non si nasconda dietro la funzione che ricopre? E' troppo volere che che chi evade le tasse non voti e non possa essere eletto? La parte sana del paese ha dato un colpo: vediamo se le consorterie politiche sapranno rispondere senza insultare o minimizzare o peggio ancora ignorare. Ieri c'è stato il 5 DICEMBRE VIOLA!! un rito democratico e sociale. SE NON LA INTENDONO CI POTREBBE ESSERE IL 5 ........ Sì MA DI NOVEMBRE!

domenica 25 ottobre 2009

Oltre due milioni di votanti: altra cambiale in bianco.......

E' andata benissimo per il PD; oltre due milioni di votanti per le primarie e si punta a superarli. Insomma per l'ennesima volta gli iscritti si dimostrano migliori dei loro dirigenti perchè nonostante che una parte di essi le osteggiasse apertamente e un'altra avesse molte riserve mentali i cittadini hanno risposto al richiamo di avere l'illusione di contare: e siamo a tre. Ricordo qualche tempo fa che uno di loro intervistato disse che era l'ultima volta che la firmavano, la cambiale, ed invece (nonostante le tantissime contraddizioni - integralisti cattolici e laicisti per dirne una - e la quasi completa mancanza di linea politica) eccoli lì in fila alle 20 per sfruttare anche le minima occasione di far la propria parte e mandare un messaggio alla élite del partito del genere ci siamo e decidiamo. Ne sono felice, e sarei anche di più felice se questo "partito" facesse la sua parte in Parlamento e nel paese e non dimenticasse sia quelli che ora sono il suo elettorato sia coloro che non hanno voce perché ritenuti superati: non votavo, non voto e non voterò per loro e temo che due milioni doi voti non basteranno per fermare l'onda populista che pervade il paese ma se ci fossero dirigenti poco interessati a "patti" e maggiormente attenti ai destini di chi è parte interessata del paese " normale" che paga le tasse e sta sostenendo il peso della crisi allora si potrebbe aprire uno spiraglio: dico si potrebbe perchè non si può continuare ad essere pro e contro contemporaneamente perchè si contribuisce solo a continuare ad aumentare la confusione imperante: a meno che non torni comodo l'attuale Capo e si scommetta sul dopo la sua caduta anche se a me pare troppo poco per riporci speranze e futuro, soprattutto quando proprio questi cosiddetti riformisti hanno fortemente contribuito a portarci al punto in cui siamo; si sa che noi italiani siamo masochisti ma fessi?

domenica 7 giugno 2009

blog, bloggare ecc. ma sappiamo cosa stiamo facendo?

Blog per Wikipedia ha un significato ben preciso: "un blog è un sito internet, generalmente gestito da una persona o da un ente, in cui l'autore pubblica più o meno periodicamente, come in una sorta di diario online, i propri pensieri, opinioni riflessioni, considerazioni, ed altro, assieme, eventualmente, ad altre tipologie di materiale elettronico come immagini o video." E questa è la definizione: ma è davvero così? ormai è qualche anno che io gestisco un mio blog ed è qualche anno (dal 1994 per la precisione) che sono in rete e posso dire che l'ho vista crescere, in Italia, lentamente ma crescere. Ma crescita non ha significato democrazia nè miglioramento della qualità: ormai la rete è a portata di tutti e tutti vi possono avere accesso e fare interazione con altri, ma in realtà la diffusuione ad un'utenza più larga non ha significato migliore scelta e opzioni e uso pieno della rete, al contrario la massificazione ha mancato i suoi obiettivi e la società telematica è peggiorata: pari pari specchio della società. Chat, blog, community, ecc. tutto sembra creato per favorire un'accesso diretto; in realtà non è così sia perchè i governi italiani non hanno direttamente investito sia perchè la voglia di impedire una sua diffusione senza alcun controllo "governativo" è forte e i tentativi di introdurre limiti si stanno ripetendo: anche con questo che si proclama liberale, anzi questo sta introducendo norme che affogheranno la rete. Il tentativo è quello di colonizzare la rete così com'ha fatto con il cosiddetto mercato: niente regole per chi investe (non si contano più i siti che nascondono dialer, virus, trojan ecc.) e restrizioni per i privati; per non dire dell'aumento dei controlli con la scusa, giustificata pienamente sia chiaro, della lotta al crimine e alla pedofilia (salvo poi scoprire che molti siti porno appartengono a insospettabili società multimediali). Se questa è libertà, democrazia e liberalismo ditelo voi.

giovedì 12 marzo 2009

Inizia la lunga corsa alle elezioni.... scambio di accuse (?) fra simili

Acceso scambio di accuse; polemiche sulle proposte lanciate; siamo in piena corsa verso le elezioni e si sa che quando ci sono elezioni l'intero sistema entra in fibrillazione grave: le èlite devono contarsi e vedere chi va avanti e chi perde; chi vince e chi perde ma SEMPRE all'interno del sistema partitocratico di stampo sovietico che prevede soprattutto l'esclusione, e il continuismo da quest punto di vista con la precedente versione della Repubblica è pieno anche se ora hanno gettato la maschera, di chi è fuori dal gioco e deve restare dov'era finora: lontano dal potere. Hanno necessità di riconoscersi per poi dividersi e se entrano altri il gioco salta (vedi Governo Prodi) e le carte si mescolano. Ecco allora che alzano il tono e fanno "ammuina" per distogliere lo sguardo non solo della opinione pubblica (che in buona parte è consustanziale alle èlite e ne riceve omaggi) ma soprattutto dell'area enorme dei cittadini tragicamente lontani dalla politica: in particolare coloro che fanno parte della cosiddetta area dell'elettore mediano (la fascia di elettori che si occupano poco o nulla di politica e che votano solo sulla base del proprio tornaconto e che nella I° Repubblica era la V° colonna del potere democristiano) che sono pochi ma possono determinare la vittoria dell'uno o dell'altro partito. Ora il punto è: si deve continuare o no a puntellare la nomenclatura che oggi ci governa e che si porta dietro l'interesse di tutelare interessi che non sono generali ma di quelle lobby che li sistengono?

lunedì 2 febbraio 2009

Patto PD/PdL: i classici due piccioni con una fava (ognuno sceglie la parte che desidera)

Fra legge ammazza intercettazioni e legge elettorale europea il patto fra i due cloni è ormai cosa fatta: il patto d'acciaio è cosa fatta, ora siamo al regime liberale e non più democratico. Il meccanismo in moto stritolerà gli ultimi brandelli del regime rpecedente consegnando il paese alle lobby e alle corporazioni. Nemeno negli USA hanno mai avuto tanto coraggio e sfrontatezza come da noi: lì le leggi ci sono qui no. Qui si fanno prodomo sua e quando ciò non è possibile si piega tutto ai propri interessi: noi cittadini siamo sempre più parte dello sfondo, a volte rumoroso ma più spesso sonnolento, lontani come non mai dalla gestione della cosa pubblica e chiamati solo a ratificare le decisioni altrui e a esprimere il "parere" quando ci sono le elezioni (senza nemmeno scegliere i nostri rappresentanti che sono "nominati" dalle segreterie dei partiti) e a perderci per il reality di turno o la partita di calcio: confinati in un limbo in cui ci siamo ficcati da soli per quel gusto masochistico che ci contraddistingue. Ha ragione chi dice che le emergenze sono invenzioni: ci hanno vinto le elezioni sulla paura ora ci sbattono in faccia che non sono nemmeno capaci di fare una legge che colpisca la violenza gratuita ma soprattutto non fanno nulla preprevenirla aumentando il livello culturale (attualmente da terzo mondo, anzi loro stanno sotto questo punto di vista meglio di noi senza illudersi di essere chissàchi) e fornire risposte reali alla crisi profonda che stiamo affrontando che non è solo economica ma di sistema.

martedì 3 giugno 2008

A Casal di Principe ucciso un'imprenditore: e lo Stato dov'è?

Il malaffare ha battuto oggi un pesante colpo: un'imprenditore, è stato ucciso in mezzo alla gente e in pieno giorno come chiarissimo messaggio di forza, presenza e controllo del territorio nonostante si fosse chiesta per lui una sorta di protezione da parte dei magistrati (naturalmente DOPO che è morto la famiglia la scorta l'ha avuta subito ma DOPO però ...) mai decisa e chissà perchè, mi chiedo. Mi chiedo ma la fermezza dello Stato, ci sarà solo contro i manifestanti antidiscarica (fra i quali più volte si è insinuato ci fossero anche rappresentanti del cosiddetto malaffare), c'è stata in questo caso, o meglio dov'era lo Stato che avrebbe dovuto proteggere chi testimonia? O prima ci deve scappare un morto? E' facile usare i mezzi repressivi per liberare le strade dalla gente che, giustamente, protesta ma chi fa il proprio dovere, e parla, invece si ritrova ammazzato, mentre chi protesta per evitare di diventare una pattumiera viene "sgomberato" con "fermezza", ma chi avrebbe dovuto essere protetto, no. Perchè? Storia vecchia. La conoscono in molti sulla propria pelle. Anche in questo caso si potrà parlare di "due velocità" o è stata "solo" inefficienza? Alla Magistratura la risposta: l'unica cosa certa è che un'imprenditore che aveva aperto la bocca se l'è vista tappare con incredibile efficienza dall'AntiStato: mentre a Roma si discute, si diceva molto secoli fa, l'Italia brucia aggiungo io.

sabato 12 aprile 2008

Piano Draghi: rimedio peggiore del male?

Indovinate cos'hanno pensato al G-7? Per fare fronte alla incipiente crisi dei mercati finanziari internazionali hanno deciso di far pagare a tutti le spericolate avventure finanziarie dei CEO e delle banche di affari; infatti fra le varie proposte hanno "adottato" il cosiddetto Piano Draghi (<--- qui il link) che, ipso facto, rimette un bel pò di statalismo nel mercato. Statalismo che era stato eliminato a furor di popolo (liberista) negli anni delle "economie da bere" e delle risorse (anche umane) da sfruttare senza farsi problemi etici e sociali che ha portato, (laddove non erano applicate le ricette friedmaniane) o che ha accentuato (laddove il mercato era maggiromente maturo e/o controllato) a scapito di chi si trovava al livello medio, medio-basso e basso della scala sociale dividendo le società in due: pochissimi ricchi e moltissimi al livello di povertà o poco sopra. Ciò, finchè l'economia in qualche modo tirava e c'era il contentino per tutti i poveri, è durato (con scossoni) per anni però nell'ultimo decennio è accaduto qualcosa: nei paesi fuori dal giro (Africa ecc.) la povertà ha raggiunto vette impensate e, come dicono le cronache anche di questi giorni, le rivolte si susseguono mettendo a rischio il locale sistema colluso e corrotto; negli altri paesi il livello di povertà è aumentato come è aumentata la cosiddetta forbice fra essi e i ricchi causando un crollo del potere di acquisto per scarso reddito disponibile e se tal quadro ci aggiungiamo gli speculatori e le "ardite" operazioni finanziarie e speculative bancarie che hanno immesso sul mercato strumenti speculativi, mascherati da mutui e prestiti (che da noi per esempio sono stati sottoscritti anche da enti pubblici come riportato anche Report la utilissima trasmissione del servizio pubblico che accende i riflettori anche laddove il potere non vuole), che da un lato hanno rovinato risparmiatori e famiglie a dall'altro portato sull'orlo della bancarotta, o poco oltre, le stesse istituzioni finanziarie che ora battono cassa con lo Stato-bancomat chiedendo aiuto perchè dovessero esse crollare l'intero sistema capital-liberistico crollerebbe insieme ad esse (per molti un male per altri un bene) rovinosamente trascinando con se tutti quelli che hanno in questi anni beneficiato e/o prosperato di tali ricchezze fatte a scapito di tutti. Ora che c'è odore di disastro qual'è la misura salva tutto? Una bella iniezione di pubblico denaro (soldi nostri) per salvare banche e il resto del sistema: invece di mandarli i galera per le loro speculazioni li salviamo e ci preoccupiamo anche che stiano al caldo della coperta statale. Insomma pagheremo noi le loro speculazioni mentre sui giornali leggiamo degli assegni che i CEO di queste istituzioni si sono staccati per gli utili raggiunti, assegni che sono a dir poco astronomici. Il liberalismo è una cosa ma quello che abbiamo davanti agli occhi è altro: è giungla vera e propria.

lunedì 28 gennaio 2008

Irresponsabili, incasinati, imbarazzanti, masochisti: parola di stampa straniera

Nel titolo ci sono le definizioni tranchant dei giornalisti stranieri, accreditati alla associazione stampa estera, in merito allo "spettacolino" messo in scena ieri al Senato dopo il voto di sfiducia al Governo Prodi: insomma una figura di "emme" di fronte al mondo; chi ha visto in diretta quello che avrebbe dovuto essere un evento importante, per i destini di un paese, come la caduta di un Governo trasformarsi in una sceneggiata napoletana (le mie scuse al genere popolare, ma non me ne veniva uno migliore di esempio) di bassa qualità o, se preferite, un suk (parole del Presidente Montezemolo) con mille voci e urla non può certo pensare che la parola serietà sia nel vocabolario delal nazione. E' davvero sconcertante, per un Parlamento, vedere quello che tutti hanno visto ieri: non da paese civile e nemmeno democratico e se quello è lo specchio della società allora un triste destino ci attende in futuro: la cosa migliore che potrebbe avvenire è l'assottigliamento della tolleranza democratica quella migliore....... mentre al peggio non c'è mai limite, purtroppo. Non dico naturalmente che se la fosse meritata o meno ma volete mettere lo stile della I° Repubblica con questo che è pacchiano, scurrile, violento, e soprattutto di una rozzo. Si parlava di immagine italiana rovinata all'estero per la Sapienza o per le bocciature al governo ma credo che l'immagine sarà più rovinata, forse per sempre, di ieri che per le cose dei giorni precedenti: ieri il punto di non ritorno dell'etichetta e del buon gusto è stato superato, a mio parere, abbondantemente e ha aperto nuovi orizzonti all'imperante malcostume. Ci sarebbe da chiedersi come uno società che si pregia di annoverarsi fra quelle civili abbia cotanti esponenti e se li sia anche votati. Si potrebbero scrivere intere enciclopedie sul malcostume della casta politica e non basterebbero come non basterebbero saggi sfornati a livello industriale per commentare i caroselli di macchine, genere stadio di calcio, per festeggiare la "dipartita" del Governo: tale era l'odio che covava? ma non erano i comunisti che odiavano e con sottili stratagemmi, mascheravano da tolleranza l'odio vero gli "uomini" liberi? Mi sa che a questo punto le peggiori previsioni siano saltate: la nostra società è su declivio pericoloso senza nessun tessuto connettivo. Una parte contro l'altra, due mondi estranei fra loro che non hanno nulla da dirsi si guardano e non si parlano, anzi ferocemente si osteggiano: ci sarebbe quasi da dirsi fortunati che non ci siano state persecuzioni di massa e linciaggi nelle piazze nè che ci fosse una caccia al "comunista" che, naturalmente potrebbe portare dall'altra parte a ritorsioni di pari livello; in pratica uno scenario in grande della lotta per bande che nella nostra politica è ormai già una realtà acclarata e sotto gli icchi di tutti. Gli italiani, nella categorizzazione e nell'idealismo della parola, non si amano, anzi gli italiani NON esistono più (ammesso che siano mai esistiti) come entità nazionale ma ci sono solo: cattolici vs laici; destroidi vs cattoplutodemocomunisti; liberisti vs socialisti ecc. niente che ci accomuni tutto che ci divide. Intanto è cominciato il balletto a suon di valzer delle politica sul tema "elezioni" e le posizioni (nonostante le apparenti distanze di pura facciata) sono chiare come il sole in un giorno d'estate: si alle elezioni ed evitare come la peste un referendum che nessuno, realmente vuole, ora che l'obiettivo è raggiunto ossia far cadere il Governo centrista. Tutti contenti: dal ParDem ai destroidi per i giri di valzedr che porteranno, molto probabilmente con il porcellum, ad una nuova tornata elettorale in pochi esi che darà come esito nel peggiore dei casi ad una parità, e conseguente ingovernabilità come ora (a meno di non inventarsi governissimi con FI, AN, Lega, ParDem una bella ammucchiata non c'è che dire) o nel migliore dei casi al Governo dei destroidi che farà ripiombare il paese nella situazione della passata legisltura con la finanza creativa e i continui scudi fiscali e condoni: un bel risultato tutto all'impronta della italianità non c'è che dire. Avranno voglia i Sartori, i Pasquino ecc. ad arrovellarsi in materia di sistemi elettorali e riforme improbabili per la governabilità del paese: la casta tutto ciò non lo vuole e se noi li votiamo significa che nemmeno noi siamo migliori e ce li meritiamo come nostri governanti...................

mercoledì 23 gennaio 2008

radicalizzare lo scontro tra laici cattolici? Qui prodest

Sono in molti a sostenere che oggi dopo la caduta delle ideologie ottocentesche e novecentesche (liberalismo, comunismo ecc.)e la conseguente caduta dello steccato fra destra e sinistra storica, preconizzata lucidamente da Bobbio, che i partiti hanno assunto un fisionomia uguale mirando soprattutto al cosiddetto centro. Negli ultimi tempi però sta emergendo una nuova radicalizzazione fra laici e cattolici che fa dire a qualche esponente che oggi la divisione non è politica ma di fede: lo scontro in poche parole si avrebbe fra Ratzinger e i laici per il controllo delal politica e della società e che quindi si deve scegliere da che parte stare. Ammettendo che la diffrenza fra destra e sinistra è finita e quindi l'elettore deve scegliere non in base all'idea di società che viene avanzata ma in base ai programmi politico/economici che vengono proposti (peraltro assolutamente simili) dagli schieramenti e alle sue convenienze; oera invece si cerca di introdurre una variabile pericolosa: lareligione. Dare l'idea che è in atto uno scontro fra laicità e fideismo è illogico oltre che distruttivo perchè presupporrebbe che a seconda che vinca l'uno o l'altro lo Stato assume un'aspetto confessionale o meno: ed ho dei dubbi che l'Italia sarebbe uno Stato democratico se a vincere fosse l'integralismo fideista. E' pericoloso per molti motivi ma soperattutto è stupido perchè se è vero che la Chiesa cerca di condizionare sempre di più la vita politica italiana compensando con ciò la caduta di presa sociale è anche vero che istituzioanlizzare una cosa del genere significherebbe mettere la società non di fronte ad una scelta ma di fronte alla'lternativa fra un potere dispostico basato sul fideismo dal un lato e i sostenitori di un potere "liberale" ma laico dall'altro con la conseguenza prima che lo scontro si baserebbe su idelogie che non mirano a migliorare l'assetto sociale ma solo da un lato a restaurare il secolarismo da un lato e dall'altro, in teoria, a ristabilire lo statu quo: entrambe scelte inaccettabili. In realtà la radicalizzazione dello scontro è voluta da chi vede che oltre a colpi di mano più in là di tanto non si riesce ad andare e non fa presa sulla società che è laica abbastanza da nonfaresi abbindolare con la prosopopea sull'aborto ed il divorzio che ormai sono entrati nel suo DNA; soprattuto costringere molti cattolici, tipiedi verso la linea oscurantista della CHiesa del XXI secolo, a scegliere fra la fede e la laicità sarebbe rinunciare a un valido baluardo contro l'intgegralismo che cerca di imporre la propria visione delle cose. Non cadiamo nella trappola che ci stanno preparando e facciamo tesoro della lezione di laicità di De Gasperi e Moro che si erano profondamente credenti ma anche sapevano discernere fra il bene pubblico e i desiderata di chi crede ancora che la breccia di Porta Pia non sia mai avvneuta.

domenica 20 gennaio 2008

PrimaTorino poi Marghera: a fronte dell'immbilismo i prossimi dove?

Fra un pò non faranno nemmeno più notizia tanto sono frequenti i morti sul lavoro (almeno quelli che si conoscono, perchè nel sommerso è completamente diverso e, almeno ufficialmente poco si sa, poi nel mondo reale basta solo guardarsi in giro e si capisce al volo) nel nostro paese e anche se la Confindustria minimizza i dati dicendo che siamo nella media europea (è vero ma anche i morti in Iraq sono nella o sotto la media ma ciò non toglie che sia giusto o non ci sia da allarmarsi) e, come dicono in molti, le loro sono le classiche lacrime di coccodrillo di chi si sente sotto i rilettori della pubblica opinione che li giudica severamente solo perchè il connubio fra media e mondo industriale è tale che i primi non spingono sull'acceleratore per non turbare i manovratori pur essendone costretti a parlare perché fa notizia. Certo non è solo da quella parte la responsabilità: la lista è lunga. I politici innazitutto che fanno leggi depotenziandole sotto il profilo penale (molte norme sono accompagnate da sanzioni amministrative o pecuniarie e per l'impreditore è più conveniente pagare la multa che mettersi in regola sempreché non ci siano condoni o simili), o allargando le maglie della sicurezza: la cosa è facile e non si rischia molto dato che basta tagliare fondi alle Regioni e alla Sanità, in particolare , per evitare fastidiosi controlli oppure eliminare gli Ispettorati o ancora dividerne le funzioni fra viarie amministrazioni et volià il gioco è fatto. Ma più di tutti i sindacati (non quelli territoriali) che accettano nelle negoziazioni con Governo e le altre parti sociali accettano "correzioni" o altro come materia scambio per salvare posti di lavoro o altro simile (come se il diritto alla salubrità e sicurezza fosse negoziabile) comunque abdicando alla propria mission e contrbuedo a rendere "invisibili" non solo la classe operaia in senso stretto ma anche i lavoratori dipendenti nel senso ampio del termine: sono i meno scusabili perchè i diritti NON si negoziano nemmeno di fronte ad un governo considerato amico (un'esempio per rinfrescare la memoria quando uscì la 626 nessuno disse nulla quando il governo successivo, Dini, emise un secondo provvedimento dove la materia di riforma principale furono le sanzioni penali a carico del datore di lavoro quasi tutte amministrativizzate, un grande esempio di civilità del lavoro) o comunque non ostile. E ora ecco i frutti delle modernizzazioni stile anni 90 dove a governare erano soprattutto o governi tecnici o di centro-sinistra(?) che presero il pallino ed introdussero i processi liberisti anche in un mondo come quello del lavoro dove le conquiste furono sudate e frutto delle lotte dei lavoratori a suon di scioperi e quindi pagate di tasca loro. L'ironico (e mi scuso per il termine che non vuol essere in nessun modo irriguardoso per i lavoratori morti e per le loro famiglie) è che sono gli stessi che oggi si dolgono dell'accaduto, in qualche caso si cospargono il capo di cenere, ma poi continuano bellamente le loro tresche "politiche" per auto riprodursi e continuare a fare danni alla società facendogli perdere persone che, oltre a vivere con difficoltà la loro vita, vedono e sentoo su di sè lo sfruttamento mediatico in seguito all'intervento del politico che "esprime il proprio rammarico" che a mio parere potrebbe, se avesse un minimo di dignità, starsene zitto e attuare quanto solo a parole affermato: imporre ai "padroni delle ferriere" leggi stringenti sulla sicurezza e salubrità del luogo di lavoro con vere sanzioni, processi rapidi e pene esemplari al primo che sgarra: soprattutto non a spese dello Stato ma di tasca propria visto i profitti altissimi che hanno accumulato dal 1980 ad oggi con i quali spesso hanno giocato in borsa ma nemmeno gli è sfiorata l'idea di migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei propri dipendenti.

giovedì 10 gennaio 2008

Loro sono leggenda.....

Oltre al film, che è un remake, la situazione della politica italiana sembra ricalcare il copione del romanzo, fra l'altro bellissimo di un maestro della Science fiction, da cui furono tratti ben due film negli anni 50 e 60. Solo che l'ultimo dei mortali è il cittadino italiano che, solo e sopravvissuto alla catastrofe, si barcamena a sopravvivere prendendo quello che trova, dove lo trova, lottando per non essere sopraffatto. L'impressione che si ricava è quella delle macerie della I° e, dell'abortita sul nascere, della II° Repubblica sulle quali egli cammina alla ricerca di una via d'uscita. La partitocrazia che si pensava dovesse spezzarsi è più forte che mai e permea di se l'intero corpo sociale ed istituzionale: nulla accade che essa non voglia e nulla va se non ci mette lo zampino. Nella sua autocelebrazione ha perso il filo del contatto con la società e di conseguenza il polso e vive ormai di luce riflessa insensibile a quelli che sono le vere necessità del mondo reale. Gli esempi sono tanti ed è un fenomeno presente in entrambi gli schieramenti. Un'esempio lampante: la Thyssen ed i suoi morti. Si evidenzia come la partitocrazia non abbia più il contatto con il corpo sociale e spesso ne viene travolta o messa in discussione. Sapete, per caso, quanto è stato raccolto dai parlamentari?
9 €
Chiedere rispetto per quelle perone e che di lavoro sono morte è troppo? Persone che guadagnano decine di migliaia di euro al mese non gli costava troppo mettere mano al portafoglio e sottoscrivere una somma, sia pur simblocia, ma che non suonasse offensiva per la memoria delle famiglie e dei morti di lavoro? E se la notizia fosse confermata questi fortunati che non lavorano ma vivono delle tasse altrui non dovrebbero fdarsi un piccolo esamino di coscienza?

sabato 5 gennaio 2008

5 mln di famiglie ridotte in povertà...........

Fra speculazioni sul petrolio, tariffe (treni, autostrade ecc.), bollette varie e persino il caffè il 2008 (anno bisestile quindi per alcuni sfigato e come dargli torto) inizia nel migliroe dei modi: l'inflazione è al 2.6%. Il che significa che le famiglie che saranno sotto o vicino la fatidica soglia della povertà raggiungeranno il numero di 5 (dico cinque) milioni: forse solo dopo la una guerra si vedono queste grandezze. Una vera e propria debacle non solo per il governo attuale ma per tutti quelli che dal 1990 ad oggi hanno adottato politiche di cosiddetta "liberalizzazione e modernizzazione" della società adottando politiche di stampo liberista, complici le organizzazioni sindacali, cui sono state connesse anche le politiche salariali e la redistribuzione verso l'alto della ricchezza. Insomma il "sogno" (o l'incubo) del mercato pienamente realizzato nella sua interezza: la creazione del mercato sul quale consumatori e produttori, teoricamente, si scambiano informazioni e decidono i prezzi di tutto; nella realtà a cosa è un pò diversa: il mercato innanzitutto non è regolato quindi il pesce più grosso mangia quello più piccolo in modo che la concorrenza fra i produttori si assottiglia fino al punto nel quale ce ne sono pochi se non addirittura uno (checchè ne dicano Friedman e sodali) mandando a farsi benedire la libertà di scelta del consumatore; poi dal punto di vista del consumatore la cosa è anche peggiore in quanto con mercato così costruito ha poco spazio di scelta e poco può sfruttare la concorrenza fra i produttori (che non esiste infatti in Italia dato che esistono, come provato più volte dalle varie Antitrust, i cartelli che tengono artificiosamente alti i valori di prezzi e servizi) e, non provvedendo lo Stato a regolare il mercato, quindi ha pochissimo spazio anche nelle informazioni a sua disposizione, anzi è target di marketing commerciali estremamente aggressivi che letteralmente "creano" la domanda (anche nelle cose maggiormente superflue) e selezionano gli stessi consumatori emarginando chi non ha abbastanza risorse per "giocare all'abbocchamo all'amo" dei produttori. Ed è proprio questo il problema: in un sistema siffatto (che ha la necessità di crescere per mantenersi e sopravvivere a se stesso) di crescere esponenzialmente anno per anno perchè deve soddisfare due esisgenze che collidono fra loro ossia i profitti da un lato e la produzione dall'altro. Per farlo deve restringere costi (K. Marx aveva ragione quando diceva che il capitalismo è un mostro che divora se stesso), il lavoro in particolare. e allargare l'area di distribuzione e, last but not least, eliminare gli avversari soddisfacendo la seconda esigenza quella della costanza della produzione (anche spingendo l'offerta, o creando la domanda, leggasi la vendita dei cellulari in Italia). Se a questo ci mettiamo, in un paese come il nostro ad altissimo tasso di evasione ed elusione fiscale (roba da gogna), il livello della pressione fiscale e tributaria che preme solo quasi esclusivamente sui lavoratori dipendenti allora si comprende come mai sempre più famiglie si avvicinano alla soglia di povertà e/o la superano di slancio!! E, mi sento cattivo oggi, mettiamoci pure la ciliegina sulla torta delle tante truffe (legalizzate o meno, leggasi subprime o bond vari) comprendiamo come mai ci troviamo in queste condizioni. Domanda: ma i Governi dal 1990 fino ad ora cos'hanno fatto? E questo Governo (teoricamente sarebbe un governo di centro sinistra , lasciamo perdere..........), in particolare, cosa pensa di fare?Tralasciando i vari annunci fatti? in realtà pochissimo e per tanti motivi. Non ultimo quello che il potere lobbistico/corporativo, nel nostro paese è così forte da paralizzare anche governi e maggioranze con le migliori intenzioni di questo mondo. Insomma le famiglie italiane, in particolare quelle dei lavoratori dipendenti, si troveranno sempre più schiacciate verso il basso o meglio verso il baratro della povertà di massa e se proveranno almentarsi c'è da giurarci che subito ci saranno dei soloni al soldo dei potenti che o tireranno fuori qualche argomento per riempire la testa lasciando le tasche vuote, oppure tireranno fuori argomenti, in teoria validi ma opinabili perchè l'economia come altre cose umane è soggetta a mode ed ora siamo nel trend (si sepra discendente) della moda liberista, che giustificheranno l'andazzo delle cose ora con i pochi soldi per programmi sociali, ora con l'andamento del petrolio che si paga in dollari e non in €, ora ancora con il mercato che risente dell'andamento delal congiuntura: tutto, insomma, teso a giustificare il sistema (che costoro difendono a spada tratta perchè ci stanno benissimo e ci si arricchiscono sfruttando la loro posizione privilegiata di tecnici, giornalisti, politici ecc.) e a farlo durare indefinitamente, almeno costoro ci sperano, nel tempo: è chiaro che un siffatto sistema è congegnato non per tenere conto delle necessità di chi rimane indietro ma di chi si "ammazza" letteralmente di lavoro (mi scuso con i morti della Thyssen per la involontaria ironia) per, almeno, tentare di arrivare alla seconda settimana facemdo fronte ai continui rincari ceh ci sono senz'alcun intervento calmieratore sui prezzi nè alcuna politica salariale di favore verso i dipendenti, nè tantomeno dando la possibilità di immettere "forze fresche" nel mercato del lavoro se non a condizioni da terzo mondo e assolutamente precarie (penso ai precari e alle figure che le varie leggi, come la treu o come la biagi, hanno creato per venire incontro alle esigenze non del mercato ipotetico ma dei produttori che non vogliono assumere con "garanzie" ma solo sfruttare) da usare come lumpenproletariat insieme agli extracomunitari a nero. Alcuni decenni fa Jeremy Rifkin descrisse esattamente questa situazione, nel saggio "la fine del lavoro", profetizzandone i guasti sociali ed economici e mettendone in luce anche al perversità................. GIA' MA GLI ITALIANI OLTRE CHE AD ESSERE POCO ATTENTI NEMMENO LEGGONO........................

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