domenica 20 gennaio 2008

PrimaTorino poi Marghera: a fronte dell'immbilismo i prossimi dove?

Fra un pò non faranno nemmeno più notizia tanto sono frequenti i morti sul lavoro (almeno quelli che si conoscono, perchè nel sommerso è completamente diverso e, almeno ufficialmente poco si sa, poi nel mondo reale basta solo guardarsi in giro e si capisce al volo) nel nostro paese e anche se la Confindustria minimizza i dati dicendo che siamo nella media europea (è vero ma anche i morti in Iraq sono nella o sotto la media ma ciò non toglie che sia giusto o non ci sia da allarmarsi) e, come dicono in molti, le loro sono le classiche lacrime di coccodrillo di chi si sente sotto i rilettori della pubblica opinione che li giudica severamente solo perchè il connubio fra media e mondo industriale è tale che i primi non spingono sull'acceleratore per non turbare i manovratori pur essendone costretti a parlare perché fa notizia. Certo non è solo da quella parte la responsabilità: la lista è lunga. I politici innazitutto che fanno leggi depotenziandole sotto il profilo penale (molte norme sono accompagnate da sanzioni amministrative o pecuniarie e per l'impreditore è più conveniente pagare la multa che mettersi in regola sempreché non ci siano condoni o simili), o allargando le maglie della sicurezza: la cosa è facile e non si rischia molto dato che basta tagliare fondi alle Regioni e alla Sanità, in particolare , per evitare fastidiosi controlli oppure eliminare gli Ispettorati o ancora dividerne le funzioni fra viarie amministrazioni et volià il gioco è fatto. Ma più di tutti i sindacati (non quelli territoriali) che accettano nelle negoziazioni con Governo e le altre parti sociali accettano "correzioni" o altro come materia scambio per salvare posti di lavoro o altro simile (come se il diritto alla salubrità e sicurezza fosse negoziabile) comunque abdicando alla propria mission e contrbuedo a rendere "invisibili" non solo la classe operaia in senso stretto ma anche i lavoratori dipendenti nel senso ampio del termine: sono i meno scusabili perchè i diritti NON si negoziano nemmeno di fronte ad un governo considerato amico (un'esempio per rinfrescare la memoria quando uscì la 626 nessuno disse nulla quando il governo successivo, Dini, emise un secondo provvedimento dove la materia di riforma principale furono le sanzioni penali a carico del datore di lavoro quasi tutte amministrativizzate, un grande esempio di civilità del lavoro) o comunque non ostile. E ora ecco i frutti delle modernizzazioni stile anni 90 dove a governare erano soprattutto o governi tecnici o di centro-sinistra(?) che presero il pallino ed introdussero i processi liberisti anche in un mondo come quello del lavoro dove le conquiste furono sudate e frutto delle lotte dei lavoratori a suon di scioperi e quindi pagate di tasca loro. L'ironico (e mi scuso per il termine che non vuol essere in nessun modo irriguardoso per i lavoratori morti e per le loro famiglie) è che sono gli stessi che oggi si dolgono dell'accaduto, in qualche caso si cospargono il capo di cenere, ma poi continuano bellamente le loro tresche "politiche" per auto riprodursi e continuare a fare danni alla società facendogli perdere persone che, oltre a vivere con difficoltà la loro vita, vedono e sentoo su di sè lo sfruttamento mediatico in seguito all'intervento del politico che "esprime il proprio rammarico" che a mio parere potrebbe, se avesse un minimo di dignità, starsene zitto e attuare quanto solo a parole affermato: imporre ai "padroni delle ferriere" leggi stringenti sulla sicurezza e salubrità del luogo di lavoro con vere sanzioni, processi rapidi e pene esemplari al primo che sgarra: soprattutto non a spese dello Stato ma di tasca propria visto i profitti altissimi che hanno accumulato dal 1980 ad oggi con i quali spesso hanno giocato in borsa ma nemmeno gli è sfiorata l'idea di migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei propri dipendenti.
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