martedì 22 gennaio 2008

Mastella sfiducia Prodi maa temere per la propria poltrona sono i piccoli

dai e dai alla fine il modo di mettere il Governo con le spalle al muro lo hanno trovato. Non ci è riuscito Berlusconi ma il leader di un cespuglio centrista deluso perchè a fronte di quelli che ritiene attacchi non ha visto solidarietà politica dei suoi alleati. Non sto a giudicare non mi compete, ma rilevo due cose: innanzitutto che, a differenza del 1992, non ci sono nè popolo dei fax nè catene umane a difesa della magistratura o di questa o quella Istituzione poi che i dibattiti delle persone non vertono per nulla sulle vicende politiche ma piuttosto sul proprio futuro in un paese dove sembra conti di più le vicende della casta che al crisi che attanaglia i redditi che non riescono ad arrivare a fine mese. L'assuefazione, anticamera della rassegnazione, è il male peggiore in una società democratica perchè significa che quel popolo è pronto per un regime autoritario, sottotraccia o no,nel quale si accetta di tutto pur di vivere tranquilli la propria vita e sperare che qualcuno faccia qualcosa di positivo per migliorare lel condizioni di vta e di lavoro dei cittadini, naturalmente che non sia la solita prosopopea sul mercato e sulle sue virtù che sono sotto gli occhi di tutti e che sono così buone da aver ridotto a miseria un terzo degli italiani. Questo malandato governo cade ma siamo sicuri che si vada dritti alle elezioni, con il sistema elettorale fatto dal precedente governo e definito da uno dei firmatari come una porcata? E, soprattutto, i partitini, che finora hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità sfruttando la rendita dell 0, qualcosa, davvero credono di sopravvivere a tutto ciò? In realtà hanno solo la possibilità di prolungare di un'anno la propria agonia prima della riforma elettorale, perchè in base alla legge sui referendum in caso di scioglimento anticipato del Parlamento lo stesso referendum slitta di un'anno (infatti nel nostro paese da quando questa legge è entrata in vigore sono molte le legislature finite in anticipo per evitare "scomodi" referendum come quello sul divorzio o sull'aborto) sperando che nel frattempo si riesca a dar vita ad una legge meno penalizzante per loro. Come molti affermavano è dal centro che veniva il pericolo per questa maggioranza e indatti dal centro è arrivato il siluro per Prodi che rischia di affondare definitvamente la maggioranza affidando a governi elettorali la gestione dell'ordinario e il traghettamento delle istituzioni nell'ennesima riforma del sistema elettorale presentata come la panacea, era considerato tale anche il sistema che uscì dal precedente referendum sul sistema elettorale ma così non fu, di tutti i mali mentre invece i problemi sono altri e molto più pressanti. A ciò va aggiunto anche il fattore "R" che pesa sempre di più nel quadro politico italiano e sempre di più fa sentire la propria presenza e volontà di potere sulla debolissima classe politica nostrana: tant'è che oggi molti media, anche quelli della borghesia moderata, imputrano anche a questo fattore la caduta del Governo Prodi ritenuto troppo sbilanciato a sinistra e poco incline ai "desiderata" della gerarchia vaticana. In mezzo come sempre noi cittadini che in attesa che lassù qualcuno si decida a prendere in mano e risolvere i problemi reali del paese continuiamo pazientemente la nostra vita fatta di lotta quotidiana contro il carovita, la burocrazia, lo stipendio inconsistente ecc.
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