domenica 23 settembre 2012

Puppato, Bindi, e chissà ancora quanti altri..... che noia

Ogni volta la stessa storia. Che siano uomini, donne ecc. ogni volta  si aggrappano a qualcuno con l'idea, e la speranza, che sia quella giusta o meglio che stavolta non deluda le aspettative e ricordi che chi li elegge da loro si aspetta qualcosa. Le snoqers già dibattono sopra se la Puppato sia la persona giusta. La confusione é totale sotto il cielo. Gira e rigira siamo lì: gli italiani non sanno a che santo votarsi e non avendo alcun substrato ideologico né altro vanno a naso..... ora dal punto di vista delle donne, nonstante le strombazzate diversità, non é certamente differente perché ogni sigolo movimento femminile discute sul dove schierarsi e cosa e chi votare, e soprattutto spinge affinché le possibili candidate accettino i punti qualificanti senza capire che, come dice una mia carissima amica, "il sentirsi o meno uguale agli altri o il rivendicare tale condizione non é un punto qualificante ma semplicemente un riconoscere una propria condizione di incapacità di "essere" uguali": in poche parole qusta mia amica dice che lei non si sente inferiore a nessuno e non sente la ncessità di riserve indiane che le riconoscono, nell'ambito della stessa, particolari condizioni e quindi il candidato che sia donna o uomo non cambia perché lei non guarda il genere ma la serietà e, possibilmente, le capacità (e qui l'é dura) da mettere in campo... altro non c'é.
Personalmente applaudo a queste posizioni e le condivido pienamente per alcune ragioni che elenco:
  1. viviamo in una società liberista e quindi il "fare" gruppo speso si rivela controproducente perché al suo interno, al di là del genere, si riproducono quelle lotte e beghe che ci sono all'interno della società e di solito il tutto si riduce sul chi comanda e basta;
  2. sarò ingenuo ma avendo una certa esperienza poltica e sindacale alle spalle non vedo e non capisco perché si debbano creare delle condizioni "particolari" a favore di qualcuno.... se uno é capace si mette in gioco o se trova "scorciatoie", e i cittadini la votano, il problema non é di chi vien votato ma di chi la vota.. e non può recriminare....;
  3. qui stanno a discutere se la tizia/o sia accettabile o meno quando il potere si sta riorganizzando e sta ricercando un altro equilibrio per continuare a (s)governare in nome e per conto terzi .... ci sarebbe da dire che "mentre a Roma si discute Sagunto brucia", ma son duri a capirlo.
Ma come si fa a non capire: ogni tanto emerge quella o questa persona "nuova" o questo o quel movimento nuovo ma in realtà siamo noi a vederlo nuovo perché o abbiamo le bistecche sugli occhi o perché siamo alla frutta e incapaci di capire e discernere, un esempio? Che fine ha fatto Fabbrica Italia? E che fine hano fatto i difensori liberal degli accordi? Sarebbe da mettere degli annunci sui siti delle persone scomparse, vero? Idem per i genere: che fine hanno fatto le snoq? Sapete perché si son spaccate? Una parte é volata sotto l'ombrello del PD e una parte rimane di "area", qual'é la sifferenza? Nessuna, sta morendo e chi può cerca un porto sicuro nelle personalità emergenti per rifarsi il look e basta..... é ora di comprendere che il genere non é un punto qualificante, lo é: la capacità; l'onestà; l'esser sinistra; l'esser al servizio del cittadino e non al proprio vorrei che la massima "di franza o de spagna, basta che se magna" ora come non mai é attuale...... ma son stufo di ripeterlo e mi viene lo sbadiglio
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