martedì 6 novembre 2012

Grillo ha ragione, ma sbaglia...

No non sono impazzito, né voglio fare il cerchiobottista. A molti sembra incomprensibile i continui richiami che il vate dei blog, in senso lato, a ogni pié sospinto lancia nell'etere. Chiaramente non é solo lui a parlare ma qualcuno che di comunicazione ci capisce davvero, e sa che ogni singolo passo, quando si é outsider e contro a priori, viene: valutato, esaltato, dissezionato, esposto al ludibrio pubblico e, infine,  usato contro di lui in nome del chi "di comunicazione ferisce, di comunicazione perisce".
Per spiegarmi meglio:
  1. ha ragione quando dice che in tv non ci si va perché in questo modo si é costretti a prendere posizione e a rispondere a domande a volte imbarazzanti che possono far perdere voti e simpatizzanti ... soprattutto quando non si é marpioni della comunicazione e della politica, o entrambi, che altro non aspettano se non cogliere in fallo il dilettante allo sbaraglio del momento o presunto tale;
  2. ha ragione quando pone paletti ai ragazzi del movimento proprio perché sa che il mondo dei media, e la società circostante, non é per nulla interessata ai programmi (che infatti nessuno conosce, anche se esiste dato che l'ho letto anch'io) ad essere esatti NON GLIENE FREGA NIENTE perché, come per il pubblico (noi), fa parte delle cosiddette "promesse" e delle cosiddette buone intenzioni che mai e poi mai possono essere mantenute se si entra in un sistema di potere complesso come quello cui da accesso il voto .... anche perché quando si é nel Parlamento non si possono cambiare regole dalla sera alla mattina ma ci vuole tempo e costanza e soprattutto coerenza .. una cosa quasi impossibile se si é 24 ore sotto i riflettori mediatici e si gestiscono società, rapporti fra cittadini con norme e e altro e come non ci si fa prendere la mano quando si é all'apice della catena istituzionale? E' come quando fai una professione come quella che fa Grillo, quando sei al vertice anche se è relativamente facile arrivarci é difficilissimo restarci e non farsi girare la testa.
  3. ha torto perché, nonostante abbia dietro un guru della comunicazione, non riuscirà a tenere a freno i ragazzi del M5S e la loro voglia di mediaticità perché ci son nati in questo tipo di società, anzi ne son parte e la sanno gestire almeno negli strumenti e pretendere di fermarli come lui fa, o gli dicono di far fare, ha un effetto controproducente perché i più "mediatici" si ribellano e accade quello che é accaduto dopo Ballarò; forse parafrasando un motto asiatico, mi pare cinese, mi spiego meglio:  .... a volte nella tempesta bisogna essere giunco e non quercia dato che con il primo ci si piega e con il secondo ci si spezza.... dovrebbe saperlo il suo guru e se pensa di imporre divieti bé sarà dura credo perché gli sfuggiranno sempre di più fino a dirgli addio una volta raggiunta la meta.... proprio in forza di quanto sostengo prima io al suo posto non mi metterei a dettar regole quanto invece a insegnargli a gestire le proprie apparizioni nei media in pratica a gestirli perché sono gestibilissimi, é facile farlo senza farsene coinvolgere e poi queste cose, le polemiche e le sconfessioni, fanno perdere voti e consensi perché non puoi parlare di democrazia dal basso quando poi dall'alto fai calare le atomiche, non siete d'accordo?
  4. ha torto perché lui, e chi gli sta dietro, sa benissimo che in una società digitale, anche se ancora a livello preistorico rispetto agli altri paesi, l'infotainment é rapidissimo e consuma alla velocità della luce tutto .... compreso Grillo e i suoi ragazzi. Ciò significa che finché sei te a gestirti é una cosa ma quando ti trovi a dover gestire non solo un movimento ma milioni di voti che in te sperano é tutto un altro problema e questo lo sapeva benissimo l'amato capo meglio noto come Mr.B che ha saputo magistralmente gestire il potere trelevisivo fino al punto di "crescersi" in casa il proprio elettorato che gli é rimasto, nonostante tutto, fedele fino all'ultimo e spero che se ne tenga conto........
pur essendomi laureato con una tesi in sviluppo della comunicazione politica in rete non posso certo competere con chi lo fa di professione ma a volte é meglio essere il cacasenno di ritorno che l'ennesimo messia del nulla....
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