martedì 10 settembre 2013

La storia non ricorre .... mai

l'11 settembre, una data che ha un significato particolare per molti. C'è il mito:
  1. l'11/9 americano con le tantissime luci e ombre, con i suoi morti, le tantcose non scritte e, soprattutto, le tante domande senza risposte e gli atteggiamenti ambigui dell'amministrazione americana allora al governo che non ha fatto altro che aumentare il numero di quesiti cui per i prossimi 70 ani non vedranno risposte.
  2. l'11/9 cileno; questa è un altra storia: non c'era terrorismo nè altro c'era un paese sovrano che aveva scelto una strada, insieme ad altri Stati dell'america latina di quegli anni, che alle aziende straniere (che sfruttavano le risorse del sub-continente latino-americano) non andava per nulla giù; in particolare quelle americane le quali spinsero affinchè "si facesse qualcosa".... e qualcosa fu fatto. La Cia, e altre organizzazioni collaterali, cominciarono il dirty job e di lì a poco ecco il golpe e a catena altri negli altri paese e almeno due generazioni furono sterminate. Paesi che fino a qualche annoo mese prima erano definiti "la svizzera" del continente si trasformarono in buchi neri e .... non solo della democrazia.
due tristi pagine della storia del recente; due situazioni differenti, lontanissime fra loro che sembrano appartenere a due mondi diversi ma che invece hanno un unico filo che li lega ...... l'essere superpotenza comporta decisioni e conseguenze:
  1. nel primo caso parliamo di un paese che si sentiva al sicuro ma che viene colpito duramente da terroristi ma che invece di fare quella che, teoricamente, una democrazia dovrebbe fare ossia agire con trasparenza e non invece, come ha fatto, di segretare tutto per tirar fuori un "cattivo", il loro cattivo, da punire individuandolo prima con gli afghani (lì ci sono interessi fortissimi per la costruzione di oleodotti che partono dall'asia centrale per arrivare nel golfo persico) e poi con gli irakeni (loro grandi alleati nella guerra con l'iran) arrivando a mentire per poter sciogliere i mastini della guerra; insomma cinicamente si usa una tragedia per raggiungere i propri fini reconditi che poco hanno a che fare con la suindicata tragedia ma molto ha a che fare con gli ... affari. Speculazioni? Personalmente non credo ... viste le mosse successive ritengo di essere a prova di smentita.....
  2. nel secondo caso c'era Yalta e la divisione del mondo in due; dove ognuno si era creato il "proprio giardino di casa (la Dottrina Monroe, per chi ama le citazioni colte)" dove non ci voleva che altri ci mettessero becco e se ciò capitava faceva di tutto per evitare che sia il suo ripetersi che lo scoprire che stava accadendo senza che, ufficialmente, si potesse far nulla.... poco conta che quelli erano paesi democratici, con popoli sovrani che credevano di poter decidere del proprio futuro, illudendosi naturalmente..... toppi interessi economici e politici in gioco per poterne tenere conto: sembra l'oggi dove i mercati decidono se un paese dovesse ridursi alla fame del proprio stato debitore che ha smarrito la mission principale, quella dell'interesse generale, per ridursi a un comune prenditore di soldi d banche e mercati.. e invece si parla del 1973.....
e il filo comune? Semplice: il pretesto preso per agire: lo SHOCK. Sotto l'onda dell'avvenimento catastrofico c'è chi mantiene la calma e, come direbbe un cowboy, c'era qualcosa da fare e .. andava fatto. Cinismo? Non manca certo ai governanti americani che non sono nuovi a cose del genere (il golfo del tonchino che provocò l'intervento americano in vietnam che si rivelò una bufala.. ma si seppe poi....) queste decisioni le prendono eccome: solo così si spiega come mai negli anni precedenti i tanti "warning" arrivati a chi di dovere su un progetto di attentato in preparazione eppure furono ignorati, chiedersi perchè (dopo) è inutile.. spiegarselo per interprestare l'oggi è d'obbligo e dovrebbe farci aprire gli occhi  sul presente ...... la storia non ricorre mai è vero; senza memoria, però, non si può capire cosa siamo diventati e di cosa siamo preda e, soprattutto, di chi......
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