martedì 27 ottobre 2015

probabilmente dannose..

togliamo subito le castagne dal fuoco ed evitiamo ideologismi del tutto fuori luogo: sono vegetariano (da non confondere con vegano che è altro)... ciò non significa che ho il classico preconcetto che subito viene attribuito a chi lo è.
Detto ciò.
L'OMS se ne accorge SOLO ora che la carne "lavorata" fa male al pari di sigarette, amianto ecc.?
E della carne "non lavorata" che ha messo in seconda categoria raccomandando di consumarla con moderazione perchè "probabilmente" può fare danni a lungo termine ce lo dice SOLO ora?
Aveva Ragione chi, come Campbell (di cui riporto a fianco in colonna del blog l'opera "the China Study"), da decenni diceva: non abbiamo le zanne quindi non siamo predisposti per mangiarne dopo averci studiato su per oltre 30 anni mettendo a rischio carriera, propria autorevolezza e quant'altro suggerendo di evitare di mangiarne particolarmente la carne lavorata industrialmente?
A che vale dirlo ora?
In realtà il problema per l'OMS è solo di carattere statistico: le medie aritmetiche sull'incidenza dei tumori e della malattie direttamente ascrivibili al consumo eccessivo da carne rossa gli hanno detto che la carne fa male: ma sono medie aritmetiche ultra-decennali; sono solo conti aritmetici dati dal rapporto consumo di carne vs malattie e danni direttamente ascrivibili al suo consumo; superato l'indice di riferimento scatta l'allarme e viene pubblicato; tutto qui.
Altra cosa è, secondo me, una seria riflessione sui costumi e sul consumo dell'alimento carne: partiamo dal fatto che tutto quel che viene usato senza parsimonia FA MALE senza se e senza ma; quindi al di sotto di questa soglia i problemi che possono nascere sono gli stessi problemi statisticamente previsti per chiunque segua un abitudine non proprio consona ai rigori del proprio salvaguardarsi...... ad esempio se sei raffreddato e ti metti a camminare in maglietta a dicembre a 1000 metri d'altezza magari non ti ammazza ma qualche problema te lo può creare, magari a lungo termine..... chiaro? Altro discorso è se quel certo comportamento non viene disincentivato da chi dovrebbe farlo perchè questo è il punto: se non si spiega che "certa" carne prodotta e lavorata in un certo modo e con uno scarso controllo da parte di chi deve farlo (pensate negli usa gli ispettori addetti all'uopo hanno - e lo sostengono sia Campbell che Rifkin - SOLO 20 scarsi secondo per decidere se un singolo pezzo di carne può essere o meno adatto al consumo umano... e dopo che le solite organizzazioni, notoriamente comuniste, dei consumatori ne denunciavano la irritualità si è arrivati all'autocertificazione.. una pratica che anche qui stiamo seguendo ossia l'azienda, salvo ispezioni o denunce o altro, auto-certifica che il prodotto è buono: una cosa salvifica per la salute vero?), FA MALE ed è dannosa per la salute....  E VA IMPEDITA LA VENDITA. Cosa questa che non avviene, come mai? E come mai non solo si vende ma nelle scuole pubbliche, soprattutto anglosassoni sia chiaro,  viene consumata e le aziende produttrici addirittura "sponsorizzano" certe attività? Domande, temo, senza risposta...
In questo post sono evidentemente off topic il come viene lavorata la carne rossa: gli allevamenti intensivi (che producono spreco di acqua, di risorse ecc. pensate che solo i cereali usati per alimentare i bovini americani potrebbe sfamare per un anno l'intera Africa... questo dato è preso da "ecocidio" di J. Rifkin)
Qui da noi la situazione è un pò diversa: la "famosa" dieta mediterranea e il costo della carne, non certo fra i più bassi, ne frenano il consumo sfrenato; è anche vero che la penetrazione delle aziende di junk food sta avvenendo senza che nessuno alzi un dito o quasi (i soliti comunisti protestano ma fanno parte del coro di fondo e nessuno se li fila.. anzi i media li ridicolizzano) e, riuscendo a tenere basso il prezzo, con un accorta politica di "sponsorizzazione (leggi EXPO)" stanno avendo un certo successo ma siamo lontani dai livelli anglosassoni...... si deve anche dire che anche così gli effetti già si vedono: aumenta il numero degli obesi, in particolare quello dei bambini obesi e questo dovrebbe preoccupare chi è preposto alla salute pubblica ma, come in altri campi, il livello di attenzione è piatto come il mare in bonaccia.... servirà quest'allarme ad alzare la soglia di attenzione? Lo si spera perchè altrimenti i costi saranno altissimi sotto tutti i punti di vista.
Altro discorso è la qualità del cibo in generale: da questo punto di vista non c'è allarme che tenga perchè oggi tutti gli alimenti possono essere a rischio se non c'è correttezza da parte delle aziende e consumo moderato da parte dei consumatori; che sia verdura o carne se i due poli del mercato non si scambiano "informazioni" e non c'è controllo serio il rischio è perenne e presente in ogni caso: pensate agli OGM o alle produzioni fuori stagioni fatte in serre ecc.  soprattutto avendo bene a mente il vertiginoso aumento delle allergie, questo si preoccupante ma anche di questo nessuno ne parla: chissà perchè?
Quello che trovo REALMENTE preoccupante è la completa assenza di educazione alimentare dei cittadini: è l'unica vera difesa contro la aggressive campagne alimentari che invogliano a mangiare carni lavorate e non.... ma questa mancanza è solo l'ultima di tutte quelle falle che in 70 anni di storia italiana la mancanza di un educazione (civica, alimentare, ecc.) si sono aperte in questa società rendendola non solo confusa ma preda di imbonitori, venditori e .... mercanti di morte dove, come sempre, a contare è il profitto e la vendita e non i danni prodotti dalle attività "industriali": ma questa, come si dice, è un altra storia.
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