E' datato ma sempre attuale credo visto che sono più gli americani ad aver bisogno del mercato europeo che il suo esatto contrario: e il bello è che se andiamo a valutare davvero la sua convenienza i negoziati non sarebbero nemmeno dovuti partire!!! Ricordo sempre cosa scrive J. Rifkin nel suo saggio ecocidio: con quel che si produce in tonnellate di cereali per, tacendo del consumo d'acqua, dar da mangiare a noi la carne si potrebbe assicurare per almeno un anno cibo per l'intera afrcia per un anno!!!!!
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
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domenica 22 maggio 2016
Food inc...
E' datato ma sempre attuale credo visto che sono più gli americani ad aver bisogno del mercato europeo che il suo esatto contrario: e il bello è che se andiamo a valutare davvero la sua convenienza i negoziati non sarebbero nemmeno dovuti partire!!! Ricordo sempre cosa scrive J. Rifkin nel suo saggio ecocidio: con quel che si produce in tonnellate di cereali per, tacendo del consumo d'acqua, dar da mangiare a noi la carne si potrebbe assicurare per almeno un anno cibo per l'intera afrcia per un anno!!!!!
martedì 27 ottobre 2015
probabilmente dannose..
togliamo subito le castagne dal fuoco ed evitiamo ideologismi del tutto fuori luogo: sono vegetariano (da non confondere con vegano che è altro)... ciò non significa che ho il classico preconcetto che subito viene attribuito a chi lo è.
Detto ciò.
L'OMS se ne accorge SOLO ora che la carne "lavorata" fa male al pari di sigarette, amianto ecc.?
E della carne "non lavorata" che ha messo in seconda categoria raccomandando di consumarla con moderazione perchè "probabilmente" può fare danni a lungo termine ce lo dice SOLO ora?
Aveva Ragione chi, come Campbell (di cui riporto a fianco in colonna del blog l'opera "the China Study"), da decenni diceva: non abbiamo le zanne quindi non siamo predisposti per mangiarne dopo averci studiato su per oltre 30 anni mettendo a rischio carriera, propria autorevolezza e quant'altro suggerendo di evitare di mangiarne particolarmente la carne lavorata industrialmente?
A che vale dirlo ora?
In realtà il problema per l'OMS è solo di carattere statistico: le medie aritmetiche sull'incidenza dei tumori e della malattie direttamente ascrivibili al consumo eccessivo da carne rossa gli hanno detto che la carne fa male: ma sono medie aritmetiche ultra-decennali; sono solo conti aritmetici dati dal rapporto consumo di carne vs malattie e danni direttamente ascrivibili al suo consumo; superato l'indice di riferimento scatta l'allarme e viene pubblicato; tutto qui.
Altra cosa è, secondo me, una seria riflessione sui costumi e sul consumo dell'alimento carne: partiamo dal fatto che tutto quel che viene usato senza parsimonia FA MALE senza se e senza ma; quindi al di sotto di questa soglia i problemi che possono nascere sono gli stessi problemi statisticamente previsti per chiunque segua un abitudine non proprio consona ai rigori del proprio salvaguardarsi...... ad esempio se sei raffreddato e ti metti a camminare in maglietta a dicembre a 1000 metri d'altezza magari non ti ammazza ma qualche problema te lo può creare, magari a lungo termine..... chiaro? Altro discorso è se quel certo comportamento non viene disincentivato da chi dovrebbe farlo perchè questo è il punto: se non si spiega che "certa" carne prodotta e lavorata in un certo modo e con uno scarso controllo da parte di chi deve farlo (pensate negli usa gli ispettori addetti all'uopo hanno - e lo sostengono sia Campbell che Rifkin - SOLO 20 scarsi secondo per decidere se un singolo pezzo di carne può essere o meno adatto al consumo umano... e dopo che le solite organizzazioni, notoriamente comuniste, dei consumatori ne denunciavano la irritualità si è arrivati all'autocertificazione.. una pratica che anche qui stiamo seguendo ossia l'azienda, salvo ispezioni o denunce o altro, auto-certifica che il prodotto è buono: una cosa salvifica per la salute vero?), FA MALE ed è dannosa per la salute.... E VA IMPEDITA LA VENDITA. Cosa questa che non avviene, come mai? E come mai non solo si vende ma nelle scuole pubbliche, soprattutto anglosassoni sia chiaro, viene consumata e le aziende produttrici addirittura "sponsorizzano" certe attività? Domande, temo, senza risposta...
In questo post sono evidentemente off topic il come viene lavorata la carne rossa: gli allevamenti intensivi (che producono spreco di acqua, di risorse ecc. pensate che solo i cereali usati per alimentare i bovini americani potrebbe sfamare per un anno l'intera Africa... questo dato è preso da "ecocidio" di J. Rifkin)
Qui da noi la situazione è un pò diversa: la "famosa" dieta mediterranea e il costo della carne, non certo fra i più bassi, ne frenano il consumo sfrenato; è anche vero che la penetrazione delle aziende di junk food sta avvenendo senza che nessuno alzi un dito o quasi (i soliti comunisti protestano ma fanno parte del coro di fondo e nessuno se li fila.. anzi i media li ridicolizzano) e, riuscendo a tenere basso il prezzo, con un accorta politica di "sponsorizzazione (leggi EXPO)" stanno avendo un certo successo ma siamo lontani dai livelli anglosassoni...... si deve anche dire che anche così gli effetti già si vedono: aumenta il numero degli obesi, in particolare quello dei bambini obesi e questo dovrebbe preoccupare chi è preposto alla salute pubblica ma, come in altri campi, il livello di attenzione è piatto come il mare in bonaccia.... servirà quest'allarme ad alzare la soglia di attenzione? Lo si spera perchè altrimenti i costi saranno altissimi sotto tutti i punti di vista.
Altro discorso è la qualità del cibo in generale: da questo punto di vista non c'è allarme che tenga perchè oggi tutti gli alimenti possono essere a rischio se non c'è correttezza da parte delle aziende e consumo moderato da parte dei consumatori; che sia verdura o carne se i due poli del mercato non si scambiano "informazioni" e non c'è controllo serio il rischio è perenne e presente in ogni caso: pensate agli OGM o alle produzioni fuori stagioni fatte in serre ecc. soprattutto avendo bene a mente il vertiginoso aumento delle allergie, questo si preoccupante ma anche di questo nessuno ne parla: chissà perchè?
Quello che trovo REALMENTE preoccupante è la completa assenza di educazione alimentare dei cittadini: è l'unica vera difesa contro la aggressive campagne alimentari che invogliano a mangiare carni lavorate e non.... ma questa mancanza è solo l'ultima di tutte quelle falle che in 70 anni di storia italiana la mancanza di un educazione (civica, alimentare, ecc.) si sono aperte in questa società rendendola non solo confusa ma preda di imbonitori, venditori e .... mercanti di morte dove, come sempre, a contare è il profitto e la vendita e non i danni prodotti dalle attività "industriali": ma questa, come si dice, è un altra storia.
Detto ciò.
L'OMS se ne accorge SOLO ora che la carne "lavorata" fa male al pari di sigarette, amianto ecc.?
E della carne "non lavorata" che ha messo in seconda categoria raccomandando di consumarla con moderazione perchè "probabilmente" può fare danni a lungo termine ce lo dice SOLO ora?
Aveva Ragione chi, come Campbell (di cui riporto a fianco in colonna del blog l'opera "the China Study"), da decenni diceva: non abbiamo le zanne quindi non siamo predisposti per mangiarne dopo averci studiato su per oltre 30 anni mettendo a rischio carriera, propria autorevolezza e quant'altro suggerendo di evitare di mangiarne particolarmente la carne lavorata industrialmente?
A che vale dirlo ora?
In realtà il problema per l'OMS è solo di carattere statistico: le medie aritmetiche sull'incidenza dei tumori e della malattie direttamente ascrivibili al consumo eccessivo da carne rossa gli hanno detto che la carne fa male: ma sono medie aritmetiche ultra-decennali; sono solo conti aritmetici dati dal rapporto consumo di carne vs malattie e danni direttamente ascrivibili al suo consumo; superato l'indice di riferimento scatta l'allarme e viene pubblicato; tutto qui.
Altra cosa è, secondo me, una seria riflessione sui costumi e sul consumo dell'alimento carne: partiamo dal fatto che tutto quel che viene usato senza parsimonia FA MALE senza se e senza ma; quindi al di sotto di questa soglia i problemi che possono nascere sono gli stessi problemi statisticamente previsti per chiunque segua un abitudine non proprio consona ai rigori del proprio salvaguardarsi...... ad esempio se sei raffreddato e ti metti a camminare in maglietta a dicembre a 1000 metri d'altezza magari non ti ammazza ma qualche problema te lo può creare, magari a lungo termine..... chiaro? Altro discorso è se quel certo comportamento non viene disincentivato da chi dovrebbe farlo perchè questo è il punto: se non si spiega che "certa" carne prodotta e lavorata in un certo modo e con uno scarso controllo da parte di chi deve farlo (pensate negli usa gli ispettori addetti all'uopo hanno - e lo sostengono sia Campbell che Rifkin - SOLO 20 scarsi secondo per decidere se un singolo pezzo di carne può essere o meno adatto al consumo umano... e dopo che le solite organizzazioni, notoriamente comuniste, dei consumatori ne denunciavano la irritualità si è arrivati all'autocertificazione.. una pratica che anche qui stiamo seguendo ossia l'azienda, salvo ispezioni o denunce o altro, auto-certifica che il prodotto è buono: una cosa salvifica per la salute vero?), FA MALE ed è dannosa per la salute.... E VA IMPEDITA LA VENDITA. Cosa questa che non avviene, come mai? E come mai non solo si vende ma nelle scuole pubbliche, soprattutto anglosassoni sia chiaro, viene consumata e le aziende produttrici addirittura "sponsorizzano" certe attività? Domande, temo, senza risposta...
In questo post sono evidentemente off topic il come viene lavorata la carne rossa: gli allevamenti intensivi (che producono spreco di acqua, di risorse ecc. pensate che solo i cereali usati per alimentare i bovini americani potrebbe sfamare per un anno l'intera Africa... questo dato è preso da "ecocidio" di J. Rifkin)
Qui da noi la situazione è un pò diversa: la "famosa" dieta mediterranea e il costo della carne, non certo fra i più bassi, ne frenano il consumo sfrenato; è anche vero che la penetrazione delle aziende di junk food sta avvenendo senza che nessuno alzi un dito o quasi (i soliti comunisti protestano ma fanno parte del coro di fondo e nessuno se li fila.. anzi i media li ridicolizzano) e, riuscendo a tenere basso il prezzo, con un accorta politica di "sponsorizzazione (leggi EXPO)" stanno avendo un certo successo ma siamo lontani dai livelli anglosassoni...... si deve anche dire che anche così gli effetti già si vedono: aumenta il numero degli obesi, in particolare quello dei bambini obesi e questo dovrebbe preoccupare chi è preposto alla salute pubblica ma, come in altri campi, il livello di attenzione è piatto come il mare in bonaccia.... servirà quest'allarme ad alzare la soglia di attenzione? Lo si spera perchè altrimenti i costi saranno altissimi sotto tutti i punti di vista.
Altro discorso è la qualità del cibo in generale: da questo punto di vista non c'è allarme che tenga perchè oggi tutti gli alimenti possono essere a rischio se non c'è correttezza da parte delle aziende e consumo moderato da parte dei consumatori; che sia verdura o carne se i due poli del mercato non si scambiano "informazioni" e non c'è controllo serio il rischio è perenne e presente in ogni caso: pensate agli OGM o alle produzioni fuori stagioni fatte in serre ecc. soprattutto avendo bene a mente il vertiginoso aumento delle allergie, questo si preoccupante ma anche di questo nessuno ne parla: chissà perchè?
Quello che trovo REALMENTE preoccupante è la completa assenza di educazione alimentare dei cittadini: è l'unica vera difesa contro la aggressive campagne alimentari che invogliano a mangiare carni lavorate e non.... ma questa mancanza è solo l'ultima di tutte quelle falle che in 70 anni di storia italiana la mancanza di un educazione (civica, alimentare, ecc.) si sono aperte in questa società rendendola non solo confusa ma preda di imbonitori, venditori e .... mercanti di morte dove, come sempre, a contare è il profitto e la vendita e non i danni prodotti dalle attività "industriali": ma questa, come si dice, è un altra storia.
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Rifkin
sabato 30 novembre 2013
Rapporto sul fallimento di un modello....
Fu rifkin nel saggio Ecocidio a mettere per iscritto, ma altri prima
ne vavano parlato prima praticamente inascoltati, un dato che da l'idea
del disastro: 2 litri di petrolio per 1 kg di carne..... se tutti i
cereali che sono prodotti in sei mesi per nutrire le vacche che noi ci
mangiamo fosse messo sul mercato l'intera popolazione africana avrebbe
nutrimento per un anno, pensateci bene un anno! Cifre da genocidio se le
mettiamo sul piatto della bilancia dove da un lato c'è la povertà e
dall'altro la produzione di cibo per creare altro cibo, per noi.
Tutto ciò ha un costo e una conseguenza: la distruzione dell'ambiente e il cambiamento climatico; siamo l'unica specie non integrata nell'ambiente che la circonda e anche l'unica che lo modifica non a proprio vantaggio. Se aggiungiamo che una aprte della popolazione piccola, circa lo 0,8%, è riuscita a imporre un modello che mette il denaro al centro di tutta l'economia; denaro come fine e non come strumento.
E come dicevo ha una conseguenza.... A questo liink c'è il report annuale del ICCP per il 2013 ossia del massimo organo mondiale sul clima.. purtroppo è in inglese e sono oltre duemila pagine; capisco che sono due cose che possono rappresentare un ostacolo ma.... è necessario: dobbiamo capire che siamo nei guai e che anche se cambiassimo strada ora molto probabilmente è già tardi e avremmo un prezzo da pagare enorme non solo in termini di benessere ma anche numericamente.... in pratica si conferma che potremmo estinguerci o andarci molto vicino come specie: soprattutto una cosa certa è che la parte "avanzata" del pianeta (Occidente, Cina, Giappone, per fare alcuni esempi) è quella che pagherebbe lo scotto maggiore dello squilibrio perchè se è vero che economicamente, e militarmente, forte è soprattutto vero che la sua forza ha i piedi d'argilla, debolissimi, e che la sua caduta no può che essere catastrofica mentre i popoli meno avanzati, in base al modello economico, sono quelli che potrebbero risentirne meno: questo nel medio periodo; nel lungo invece.. bè l'ho già detto, addio genere umano come specie dominante a meno di non rinnegare duecento anni di tecnologia distruttiva del pianeta... o meglio del suo uso perverso ed estremo e, quando manca, della depredazione delle nazioni più povere e delle loro enormi ricchezze che mantengono, per ora, il gigante ma ne sono anche il punto debole: ora chiamiamo terroristi coloro che difendono il proprio diritto a sopravvivere e ad essere felici; ma se un giorno i ruoli s'invertissero? A voi la risposta.....
Esagero e sono catastrofista? forse; magari sono anche un pò populista? Si; e forse anche gufatore professionale? non lo so.... ma se leggete l'originale e tenete ben presente che l'ultima riunione dei governi sull'ambiente è finita con un nulla di fatto .. capirete che non può non dirlo e non postarlo: mi è costato scrivere il post e so che in tanti non VOGLIONO SAPERE perchè TANTO NON CI POSSONO FARE NULLA": se solo sapessero che non è vero e che basterebbe semplicemente riscoprire quel legame per stare meglio tutti mi pare quasi ovvio e, appunto, populista solo dirlo.... so che spirano venti di guerra mondiale: le nazioni si stanno riarmando perchè le élite che governano sentono il pericolo che corrono ma mi spiacerebbe vedere realizzato l'aforisma di Einstein: non so come sarà combattuta la terza guerra mondiale, ma so come sarà la quarta... con la clava.
Alcuni dati presi dal sito indicato alla fine del post, senza miei commenti (non serve):
Fra le tanti conclusioni del Quinto Rapporto, Climalteranti propone i seguenti 10 punti.
1) IL RISCALDAMENTO GLOBALE È INEQUIVOCABILE

“Gli ultimi tre decenni sono stati i più caldi dal 1850, quando sono iniziate le misure termometriche a livello globale. L’ultimo decennio è stato il più caldo”.
“…il periodo 1983–2012 “probabilmente” è il trentennio più caldo degli ultimi 1400 anni (“confidenza media”).”
“Le tendenze su periodi brevi come gli ultimi 15 anni (1998-2012) sono statisticamente non significative. Il tasso di riscaldamento in questi anni (1998−2012) è 0.05°C/decennio, ed è minore di quello del periodo 1951−2012 che mostra un riscaldamento di 0.12°C/decennio . Le tendenze per dei periodi brevi (15 anni) dipendono molto da quando iniziano: ad esempio le tendenze per periodi di 15 anni partendo da 1995, 1996 e 1997 danno le seguenti stime: 0,13°C/decennio per 1995 – 2009, 0,14°C/decennio per 1996 – 2010, 0,07°C/decennio per 1997 – 2011.”
“E’ “virtualmente certo” che l’oceano superficiale (0–700 m) si è riscaldato durante gli ultimi decenni del 1971-2010.”
2) EVENTI ESTREMI PIU’ FREQUENTI
“Dal 1950 sono stati osservati cambiamenti negli eventi estremi meteorologici e climatici:
- a livello globale “molto probabilmente” il numero di giorni e notti fredde è diminuito e il numero di giorni e notte calde è aumentato;
- in alcune aree del pianeta la frequenza di ondate di calore “probabilmente” è aumentata in vaste aree dell’Europa, Asia e Australia;
- ci sono “probabilmente” più terre emerse con un aumento del numero di eventi di intensa precipitazione che con una diminuzione del loro numero.
-in Europa e Nord America la frequenza o l’intensità di precipitazioni intense (o estreme) è “probabilmente” aumentata.”
3) LA FUSIONE DEI GHIACCI STA ACCELERANDO
“Le calotte glaciali in Groenlandia e Antartide hanno perso massa negli ultimi due decenni. I ghiacciai si sono ridotti quasi in tutto il pianeta e la diminuzione stagionale estiva della banchisa artica sta aumentando.
La calotta glaciale in Groenlandia ha perso massa in maniera più veloce negli ultimi anni: “molto probabilmente“ il tasso medio di diminuzione è aumentato da 34 Gt/anno nel 1992-2001 a 215 Gt/anno nel 2002-2011.”
4) L’AUMENTO DEL LIVELLO DEL MARE STA ACCELERANDO
“È “virtualmente certo” che il tasso di innalzamento del livello globale medio marino ha accelerato negli ultimi due secoli.
E’ “molto probabile” che il tasso medio di innalzamento del livello globale medio marino è stato di 1.7mm/anno nel periodo 1901-2010 e di 3.2mm/anno nel periodo 1993-2010”.
5) È CAUSATO DALLE ATTIVITA’ UMANE
“E’ “estremamente probabile” (al 95-100%) che più della metà dell’aumento osservato della temperatura superficiale dal 1951 al 2010 è stato provocato dall’effetto antropogenico sul clima (emissioni di gas-serra, aerosol e cambi di uso del suolo). Questo ha provocato il riscaldamento degli oceani, la fusione dei ghiacci e la riduzione della copertura nevosa, l’innalzamento del livello medio globale marino e ha modificato alcuni estremi climatici nella seconda metà del XX secolo (“confidenza alta”)”.
Le emissioni continue di gas ad effetto serra causeranno un ulteriore riscaldamento e cambiamenti in tutte le componenti del sistema climatico. Limitare il cambiamento climatico richiederà una sostanziale riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.
Le proiezioni per i prossimi decenni mostrano una entità dei cambiamenti notevolmente influenzata dalla scelta di scenario di emissioni.
6) LE MODIFICHE AL CLIMA GLOBALE DURERANNO PER SECOLI
“Le emissioni di gas serra che continuano a crescere provocheranno ulteriore riscaldamento nel sistema climatico. Il riscaldamento causerà cambiamenti nella temperatura dell’aria, degli oceani, nel ciclo dell’acqua, nel livello dei mari, nella criosfera, in alcuni eventi estremi e nella acidificazione oceanica. Molti di questi cambiamenti persisteranno per molti secoli”.
7) DA 2 A 4 GRADI DI AUMENTO DELLE TEMPERATURE GLOBALI A FINE SECOLO
Il quinto rapporto propone 4 scenari di aumento delle temperatura media globali alla superficie alla fine di questo secolo (media 2081–2100). Lo scenario RCP2.6 prevede riduzioni pesantissime delle emissioni entro pochi decenni, mentre lo scenario RCP8.5 (simile al vecchio scenario A2) è uno scenario estremo che non prevede riduzioni. Gli scenari RCP4.5 e RCP 6.0 sono scenari intermedi.
Gli aumenti di temperature rispetto al periodo 1986–2005 saranno probabilmente nei seguenti range;
RCP2.6: 0.3°C-1.7°C ; RCP4.5: 1.1°C-2.6°C; RCP6.0: 1.4°C-3.1°C ; RCP8.5: 2.6°C-4.8°C.
Da notare che il periodo 1986–2005 a cui fanno riferimento questi numeri era già più caldo (circa 0.6 °C) rispetto al periodo preindustriale, per cui gli aumenti previsti delle temperature, rispetto ai periodi preindustriali, sono:
RCP2.6: 1°C–2.3°C ; RCP4.5: 1.7°C-3.3°C; RCP6.0: 2°C-3.7°C ; RCP8.5: 3.2°C-5.4°C.
E ‘praticamente certo che ci saranno più frequenti estremi di temperatura (caldi e freddi) sulla maggior parte delle aree di terra e su scale temporali giornaliere e stagionali, all’aumentare delle temperature medie globali
E ‘molto probabile che le onde di calore si verificheranno con una frequenza più alta e una durata maggiore
8 ) DA 50 A 80 CM DI AUMENTO DEL LIVELLO DEL MARE A FINE SECOLO

Il livello globale medio marino continuerà a crescere durante il XXI secolo e queste proiezioni sono considerate più adeguate dalla comunità scientifica rispetto a quelle presentate nell’AR4 perché riproducono meglio le osservazioni e includono la dinamica rapida di fusione delle calotte glaciali (ice-sheet rapid dynamical changes). L’innalzamento del livello medio globale marino per il 2100, rispetto al livello medio 1986-2005, sarà “probabilmente” nel range di:
RCP2.6: 0.26 – 0.55 m ; RCP4.5: 0.32 – 0.63 m ; RCP6.0: 0.33 – 0.63 m; RCP8.5: 0.45 – 0.82 m
Questo innalzamento si aggiunge a quello di 15 cm già registrato nel periodo 1986-2005, per cui l’innalzamento complessivo a fine secolo è previsto in
RCP2.6: 0.41 – 0.69 m ; RCP4.5: 0.47 – 0.78 m ; RCP6.0: 0.48 – 0.78 m; RCP8.5: 0.60 – 0.97 m
9) I GHIACCI CONTINUERANNO A FONDERE
L’estensione annuale dei ghiacci artici sarà soggetta a diminuzione nel corso del secolo secondo tutti gli scenari, e solo secondo gli scenari più estremi (RCP 8.5) sarà possibile una situazione di completo fusione stagionale del ghiaccio Artico a fine estate entro la metà del secolo.
Entro la fine del secolo, è verosimilmente da attendere una forte diminuzione delle coperture glaciali a scala globale (-15% fino a -55%), escluso l’Antartide.
Vi è una ragionevole certezza che la copertura nivale stagionale nell’emisfero nord decresca sensibilmente (da -7% fino a -25%) entro fine secolo.
E’ assai probabile che le aree soggette a permafrost superficiale (fino a 3.5 m di profondità) presenti alle latitudini intermedie ed elevate si ridurranno (da -37 % fino a -81%) con l’aumento delle temperature atteso.
10) PRECIPITAZIONI PIU’ INTENSE
Nell’arco del secolo il cambiamento climatico influenzerà in maniera crescente il ciclo dell’acqua a scala globale, sebbene con alcune differenze a scala regionale
Le zone equatoriali ed alle alte latitudini vedranno probabilmente una crescita delle precipitazioni, con intensificarsi dei fenomeni estremi e susseguenti piene, mentre le zone tropicali aride andranno verosimilmente incontro a precipitazioni sempre minori.
Le aree soggette a precipitazioni di matrice monsonica verosimilmente incrementeranno e si verificherà un allungamento della stagione monsonica, con eventi intensi più frequenti.
Testo di Sergio Castellari, Stefano Caserini, Daniele Bocchiola e Carlo Cacciamani. La second aparte del post è presa da questo sito"climalteranti.it"
Buon week end.... godetevelo
Tutto ciò ha un costo e una conseguenza: la distruzione dell'ambiente e il cambiamento climatico; siamo l'unica specie non integrata nell'ambiente che la circonda e anche l'unica che lo modifica non a proprio vantaggio. Se aggiungiamo che una aprte della popolazione piccola, circa lo 0,8%, è riuscita a imporre un modello che mette il denaro al centro di tutta l'economia; denaro come fine e non come strumento.
E come dicevo ha una conseguenza.... A questo liink c'è il report annuale del ICCP per il 2013 ossia del massimo organo mondiale sul clima.. purtroppo è in inglese e sono oltre duemila pagine; capisco che sono due cose che possono rappresentare un ostacolo ma.... è necessario: dobbiamo capire che siamo nei guai e che anche se cambiassimo strada ora molto probabilmente è già tardi e avremmo un prezzo da pagare enorme non solo in termini di benessere ma anche numericamente.... in pratica si conferma che potremmo estinguerci o andarci molto vicino come specie: soprattutto una cosa certa è che la parte "avanzata" del pianeta (Occidente, Cina, Giappone, per fare alcuni esempi) è quella che pagherebbe lo scotto maggiore dello squilibrio perchè se è vero che economicamente, e militarmente, forte è soprattutto vero che la sua forza ha i piedi d'argilla, debolissimi, e che la sua caduta no può che essere catastrofica mentre i popoli meno avanzati, in base al modello economico, sono quelli che potrebbero risentirne meno: questo nel medio periodo; nel lungo invece.. bè l'ho già detto, addio genere umano come specie dominante a meno di non rinnegare duecento anni di tecnologia distruttiva del pianeta... o meglio del suo uso perverso ed estremo e, quando manca, della depredazione delle nazioni più povere e delle loro enormi ricchezze che mantengono, per ora, il gigante ma ne sono anche il punto debole: ora chiamiamo terroristi coloro che difendono il proprio diritto a sopravvivere e ad essere felici; ma se un giorno i ruoli s'invertissero? A voi la risposta.....
Esagero e sono catastrofista? forse; magari sono anche un pò populista? Si; e forse anche gufatore professionale? non lo so.... ma se leggete l'originale e tenete ben presente che l'ultima riunione dei governi sull'ambiente è finita con un nulla di fatto .. capirete che non può non dirlo e non postarlo: mi è costato scrivere il post e so che in tanti non VOGLIONO SAPERE perchè TANTO NON CI POSSONO FARE NULLA": se solo sapessero che non è vero e che basterebbe semplicemente riscoprire quel legame per stare meglio tutti mi pare quasi ovvio e, appunto, populista solo dirlo.... so che spirano venti di guerra mondiale: le nazioni si stanno riarmando perchè le élite che governano sentono il pericolo che corrono ma mi spiacerebbe vedere realizzato l'aforisma di Einstein: non so come sarà combattuta la terza guerra mondiale, ma so come sarà la quarta... con la clava.
Alcuni dati presi dal sito indicato alla fine del post, senza miei commenti (non serve):
Fra le tanti conclusioni del Quinto Rapporto, Climalteranti propone i seguenti 10 punti.
1) IL RISCALDAMENTO GLOBALE È INEQUIVOCABILE

“Gli ultimi tre decenni sono stati i più caldi dal 1850, quando sono iniziate le misure termometriche a livello globale. L’ultimo decennio è stato il più caldo”.
“…il periodo 1983–2012 “probabilmente” è il trentennio più caldo degli ultimi 1400 anni (“confidenza media”).”
“Le tendenze su periodi brevi come gli ultimi 15 anni (1998-2012) sono statisticamente non significative. Il tasso di riscaldamento in questi anni (1998−2012) è 0.05°C/decennio, ed è minore di quello del periodo 1951−2012 che mostra un riscaldamento di 0.12°C/decennio . Le tendenze per dei periodi brevi (15 anni) dipendono molto da quando iniziano: ad esempio le tendenze per periodi di 15 anni partendo da 1995, 1996 e 1997 danno le seguenti stime: 0,13°C/decennio per 1995 – 2009, 0,14°C/decennio per 1996 – 2010, 0,07°C/decennio per 1997 – 2011.”
“E’ “virtualmente certo” che l’oceano superficiale (0–700 m) si è riscaldato durante gli ultimi decenni del 1971-2010.”
2) EVENTI ESTREMI PIU’ FREQUENTI
“Dal 1950 sono stati osservati cambiamenti negli eventi estremi meteorologici e climatici:
- a livello globale “molto probabilmente” il numero di giorni e notti fredde è diminuito e il numero di giorni e notte calde è aumentato;
- in alcune aree del pianeta la frequenza di ondate di calore “probabilmente” è aumentata in vaste aree dell’Europa, Asia e Australia;
- ci sono “probabilmente” più terre emerse con un aumento del numero di eventi di intensa precipitazione che con una diminuzione del loro numero.
-in Europa e Nord America la frequenza o l’intensità di precipitazioni intense (o estreme) è “probabilmente” aumentata.”
3) LA FUSIONE DEI GHIACCI STA ACCELERANDO
“Le calotte glaciali in Groenlandia e Antartide hanno perso massa negli ultimi due decenni. I ghiacciai si sono ridotti quasi in tutto il pianeta e la diminuzione stagionale estiva della banchisa artica sta aumentando.
La calotta glaciale in Groenlandia ha perso massa in maniera più veloce negli ultimi anni: “molto probabilmente“ il tasso medio di diminuzione è aumentato da 34 Gt/anno nel 1992-2001 a 215 Gt/anno nel 2002-2011.”
4) L’AUMENTO DEL LIVELLO DEL MARE STA ACCELERANDO
“È “virtualmente certo” che il tasso di innalzamento del livello globale medio marino ha accelerato negli ultimi due secoli.
E’ “molto probabile” che il tasso medio di innalzamento del livello globale medio marino è stato di 1.7mm/anno nel periodo 1901-2010 e di 3.2mm/anno nel periodo 1993-2010”.
5) È CAUSATO DALLE ATTIVITA’ UMANE
“E’ “estremamente probabile” (al 95-100%) che più della metà dell’aumento osservato della temperatura superficiale dal 1951 al 2010 è stato provocato dall’effetto antropogenico sul clima (emissioni di gas-serra, aerosol e cambi di uso del suolo). Questo ha provocato il riscaldamento degli oceani, la fusione dei ghiacci e la riduzione della copertura nevosa, l’innalzamento del livello medio globale marino e ha modificato alcuni estremi climatici nella seconda metà del XX secolo (“confidenza alta”)”.
Le emissioni continue di gas ad effetto serra causeranno un ulteriore riscaldamento e cambiamenti in tutte le componenti del sistema climatico. Limitare il cambiamento climatico richiederà una sostanziale riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.
Le proiezioni per i prossimi decenni mostrano una entità dei cambiamenti notevolmente influenzata dalla scelta di scenario di emissioni.
6) LE MODIFICHE AL CLIMA GLOBALE DURERANNO PER SECOLI
“Le emissioni di gas serra che continuano a crescere provocheranno ulteriore riscaldamento nel sistema climatico. Il riscaldamento causerà cambiamenti nella temperatura dell’aria, degli oceani, nel ciclo dell’acqua, nel livello dei mari, nella criosfera, in alcuni eventi estremi e nella acidificazione oceanica. Molti di questi cambiamenti persisteranno per molti secoli”.
7) DA 2 A 4 GRADI DI AUMENTO DELLE TEMPERATURE GLOBALI A FINE SECOLO
Il quinto rapporto propone 4 scenari di aumento delle temperatura media globali alla superficie alla fine di questo secolo (media 2081–2100). Lo scenario RCP2.6 prevede riduzioni pesantissime delle emissioni entro pochi decenni, mentre lo scenario RCP8.5 (simile al vecchio scenario A2) è uno scenario estremo che non prevede riduzioni. Gli scenari RCP4.5 e RCP 6.0 sono scenari intermedi.
Gli aumenti di temperature rispetto al periodo 1986–2005 saranno probabilmente nei seguenti range;
RCP2.6: 0.3°C-1.7°C ; RCP4.5: 1.1°C-2.6°C; RCP6.0: 1.4°C-3.1°C ; RCP8.5: 2.6°C-4.8°C.
Da notare che il periodo 1986–2005 a cui fanno riferimento questi numeri era già più caldo (circa 0.6 °C) rispetto al periodo preindustriale, per cui gli aumenti previsti delle temperature, rispetto ai periodi preindustriali, sono:
RCP2.6: 1°C–2.3°C ; RCP4.5: 1.7°C-3.3°C; RCP6.0: 2°C-3.7°C ; RCP8.5: 3.2°C-5.4°C.
E ‘praticamente certo che ci saranno più frequenti estremi di temperatura (caldi e freddi) sulla maggior parte delle aree di terra e su scale temporali giornaliere e stagionali, all’aumentare delle temperature medie globali
E ‘molto probabile che le onde di calore si verificheranno con una frequenza più alta e una durata maggiore
8 ) DA 50 A 80 CM DI AUMENTO DEL LIVELLO DEL MARE A FINE SECOLO

Il livello globale medio marino continuerà a crescere durante il XXI secolo e queste proiezioni sono considerate più adeguate dalla comunità scientifica rispetto a quelle presentate nell’AR4 perché riproducono meglio le osservazioni e includono la dinamica rapida di fusione delle calotte glaciali (ice-sheet rapid dynamical changes). L’innalzamento del livello medio globale marino per il 2100, rispetto al livello medio 1986-2005, sarà “probabilmente” nel range di:
RCP2.6: 0.26 – 0.55 m ; RCP4.5: 0.32 – 0.63 m ; RCP6.0: 0.33 – 0.63 m; RCP8.5: 0.45 – 0.82 m
Questo innalzamento si aggiunge a quello di 15 cm già registrato nel periodo 1986-2005, per cui l’innalzamento complessivo a fine secolo è previsto in
RCP2.6: 0.41 – 0.69 m ; RCP4.5: 0.47 – 0.78 m ; RCP6.0: 0.48 – 0.78 m; RCP8.5: 0.60 – 0.97 m
9) I GHIACCI CONTINUERANNO A FONDERE
L’estensione annuale dei ghiacci artici sarà soggetta a diminuzione nel corso del secolo secondo tutti gli scenari, e solo secondo gli scenari più estremi (RCP 8.5) sarà possibile una situazione di completo fusione stagionale del ghiaccio Artico a fine estate entro la metà del secolo.
Entro la fine del secolo, è verosimilmente da attendere una forte diminuzione delle coperture glaciali a scala globale (-15% fino a -55%), escluso l’Antartide.
Vi è una ragionevole certezza che la copertura nivale stagionale nell’emisfero nord decresca sensibilmente (da -7% fino a -25%) entro fine secolo.
E’ assai probabile che le aree soggette a permafrost superficiale (fino a 3.5 m di profondità) presenti alle latitudini intermedie ed elevate si ridurranno (da -37 % fino a -81%) con l’aumento delle temperature atteso.
10) PRECIPITAZIONI PIU’ INTENSE
Nell’arco del secolo il cambiamento climatico influenzerà in maniera crescente il ciclo dell’acqua a scala globale, sebbene con alcune differenze a scala regionale
Le zone equatoriali ed alle alte latitudini vedranno probabilmente una crescita delle precipitazioni, con intensificarsi dei fenomeni estremi e susseguenti piene, mentre le zone tropicali aride andranno verosimilmente incontro a precipitazioni sempre minori.
Le aree soggette a precipitazioni di matrice monsonica verosimilmente incrementeranno e si verificherà un allungamento della stagione monsonica, con eventi intensi più frequenti.
Testo di Sergio Castellari, Stefano Caserini, Daniele Bocchiola e Carlo Cacciamani. La second aparte del post è presa da questo sito"climalteranti.it"
Buon week end.... godetevelo
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