mercoledì 7 dicembre 2016

Quasi un italiano su tre a rischio povertà. Ma quest’anno l’Istat arriva dopo il voto

La relazione – Pericolo esclusione per il 28%, quasi il 20 “vede” la miseria.
La mancanza di lavoro o di un minimo di reddito sufficiente a soddisfare i bisogni essenziali, come l’abitazione e un’alimentazione adeguata, ha portato 17 milioni e mezzo di persone, il 28,7% dei residenti in Italia, sull’orlo della povertà o dell’esclusione sociale. Il dato riferito al 2015, già drammatico per un Paese occidentale, esplode ai livelli di una vera e propria emergenza sociale nelle Regioni del Sud, dove ormai è a rischio povertà o di esclusione il 46,4% della popolazione, contro il 24% al Centro e il 17,4% al Nord.
La difficoltà crescente nel far quadrare i bilanci familiari tuttavia non risparmia neppure le zone più ricche del paese, dove le disuguaglianze tra le fasce più ricche e più povere della popolazione si fanno ancora più marcate. Si stima che il 20% più ricco delle famiglie percepisca il 37,3% del reddito equivalente totale e il 20% più povero solo il 7,7%. Lo scrive l’Istat nel rapporto annuale sulle condizioni di vita e di reddito diffuso solo ieri, ampiamente in ritardo rispetto alle edizioni degli anni precedenti e pubblicato giusto subito dopo il referendum. Il rilevamento che scolpiva nella pietra un inaspettato aumento del Pil su base annua dell’un per cento, era arrivato invece puntualmente il 1° dicembre scorso. La fotografia del profondo disagio economico e sociale in cui versa il Paese, scattata dall’Istituto di statistica, si sovrappone perfettamente alla mappa del voto di domenica scorsa, dalla quale era emerso l’identikit di un “partito” delle pance vuote, esploso nelle urne con il No al quesito referendario, concentrato soprattutto nelle periferie e nel Mezzogiorno. Tra le persone in difficoltà, quelle più esposte al più grave rischio povertà sono il 19,9%. È la percentuale più alta riscontrata dal 2004, l’anno in cui è iniziata la serie storica di questi rilevamenti. Per l’Istat è a rischio povertà chi vive in una famiglia con un reddito inferiore al 60% della media, che per un nucleo composto da una sola persona adulta è pari a 9.508 euro annui. I maggiori segnali di peggioramento arrivano da chi vive in famiglie con almeno cinque componenti e tra chi vive in coppia con almeno tre figli. Per l’Istat si trova in condizioni di grave deprivazione materiale chi è in arretrato sulle bollette, non riesce a fare fronte a spese impreviste o per beni durevoli, non può riscaldare casa o fare un pasto proteico una volta ogni due giorni.
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 07/12/2016
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e tutto ciò in soli tre anni... ora fate mente locale da quando questi ci propinano le loro riforme, ossia dal '92, e provate a contare quanti nostri concittadini hanno perso il lavoro o l'attività o sono giovani, o lo sono stati; e provate a immaginare quanti sono all'oggi: sono milioni!!!!
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