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martedì 15 gennaio 2019

Germania: estrema destra rompe tabù e minaccia la Dexit

Fonte: W.S.I. 15 gennaio 2019, di Alessandra Caparello

L’estrema destra populista tedesca, AfD (Alternative für Deutschland) rompe un tabù e minaccia l’uscita della Germania dall’euro se Bruxelles non accetterà un pacchetto di riforme shock che prevede tra le altre cose l’eliminazione del parlamento europeo.
Mentre il parlamento britannico si prepara al voto cruciale sulla Brexit oggi, l’estrema destra della Germania lancia la Dexit, Deutschland exit. Nel corso di un congresso tenutosi  a Riesa in Sassonia, i delegati del partito hanno votato un manifesto elettorale per le europee 2019 che prevede di fare campagna per il divorzio tra Berlino e la Ue solo “come ultima risorsa” se Bruxelles non esegue riforme fondamentali “in tempi adeguati”. E la prima volta nella storia tedesca del dopoguerra che un partito politico ha osato suggerire di far saltare in aria l’adesione della nazione all’UE.
Il manifesto di AfD prevede alcuni punti di rottura tra cui quello più eclatante l’abolizione del Parlamento europeo, indicato come un organismo di 751 membri privilegiati che si intromette nel potere legislativo, competenza esclusiva degli stati membri. La destra tedesca però non mette in discussione né la valuta unica né il disegno di integrazione economica che la sostiene. Joerg Meuthen, unico deputato Afd attualmente presente al Bundestag, “uscire dalla Ue non è lo scopo dell’Afd”.
Ma diciamo: è l’ultima opzione. Se le nostre fondamentali proposte di riforma non dovessero essere realizzate in un periodo di tempo ragionevole, allora consideriamo l’uscita della Germania dalla Ue come un’opzione necessaria”.
Fortemente critico il leader del Ppe, Manfred Weber:
Alternative fuer Deutschland ha rivelato la sua vera identità, è il partito della brexit tedesca ed è a tutti chiaro quanto caos e instabilità siano provocati dall’uscita di Londra dall’Ue, soprattutto alla Gran Bretagna. Chi non vuole questo caos e questa instabilità non deve votarli.

lunedì 17 settembre 2018

Germania: “Europa sull’orlo di una guerra civile”

Fonte: Wall Street Italia 17 settembre 2018, di Daniele Chicca

L’Europa è sull’orlo di una guerra civile. Lo avrebbe riferito off-the-record un politico tedesco al giornalista di orientamento conservatore e libertario James Delingpole, che ha lavorato per diverse testate inglesi tra cui il Daily Mail, il Daily Express, il Times, il Daily Telegraph e The Spectator.
Delingpole, vicino all’alt-right americana (la destra radicale e populista), racconta di aver trascorso le ultime settimane a Francoforte, in Germania, dove si respira un clima di tensione per via della politica di apertura ai rifugiati e richiedenti asilo politico del governo.
Secondo le cifre ufficiali in Germania sono arrivati 1,5 milioni di migranti da quando la cancelliera Angela Merkel ha deciso di accogliere cittadini siriani e altri popoli in fuga dalla guerra favorendo milioni di domande di asilo.
Stando agli ultimi sondaggi politici, se si andasse a votare oggi il partito di estrema destra anti immigrazione Alternative für Deutschland (AfD) otterrebbe circa il 16% dei voti su scala nazionale, una percentuale che potrebbe essere sufficiente a diventare il secondo partito più influente nella prima economia d’Europa.
Tuttavia, osserva Delingpole in un articolo provocatorio, è “la discrepanza enorme” tra il pensiero delle élite al potere in merito alla questione dell’immigrazione e quelli che sono l’opinione pubblica e il pensiero dominante della gente comune, che potrebbe scatenare un conflitto intestino in Europa, la quale è chiamata a delle elezioni chiave l’anno prossimo, tra il 23 e il 26 maggio.
Da un sondaggio condotto quest’estate è emerso che il 62% dei cittadini tedeschi vorrebbe che i migranti senza documenti che arrivino al confine siano respinti, appoggiando quindi la linea dura del ministro degli Interni Horst Seehofer, mentre l’86% sarebbe favorevole ad accelerare le espulsioni di quelli che si sono visti negare le cui richieste di asilo.

lunedì 25 settembre 2017

.. sempre lì siamo

.. Esono passate anche le elezioni generali tedesche!!! Il botto l'hanno fatto: non tanto perchè qualcuno, AFD, ha stravinto (prendendo 500 mila voti dalla SPD, oltre 1 mln dalla CDU/CSU e un altro milione dall'astensionismo...) quanto perchè i partiti tradizionali, quelli, per intendersi,  che si autodefiniscono di destra e di sinistra (categorie ormai desuete cui solo ingenui, o che non vogliono a tutti i costi aprire gli occhi, e in persone malafede credono ancora), hanno perso voti in gran messe........ soprattutto quelli grandi (die linke ha perso voti assoluti ma non percentuali  - miracoli della statistica -; i liberali avanzano a spese dei cristiano sociali bavaresi e i verdi, bé, hanno il loro zoccolo duro e un certo consenso e quindi non risentono degli alti e bassi).
Quanto sopra sono i fatti, nudi e crudi; il resto sono parole, anch'esse crude ma parole e quindi passibili di interpretazione, dialettica ecc... in una parola: bla bla. Ho da dire, con la permessa di cui sopra, alcune cose:
  1. al di là dei risultati il dato politico è che la Germania sarà per un pò per i fatti propri a pensare al proprio ombellico.. e così pure l'europa che dovrà fare a meno del suo paese guida.
  2. Il regno del liberismo merkeliano, ormai nella fase discendente, è al suo naturale decorso.. e si vede. La Germania deve molto alla signora e lei, la signora, deve molto non tanto a Kohl, padre putativo e che lei ha fatto fuori elegantemente... una cosa molto italiana, quanto a un SPD ossia Schroeder che fece 'le riforme necessarie' e che oggi lei si ritrova già fatte e metabolizzate dalla società e imposte agli altri paesi, noi compresi (mini job, precarizzazione elevata dei contratti, nuovi lavori, ecc. insomma l'istituzionalizzazione del modello americano che tanto piace a rentier e banche.. e se gli indigeni fossero troppo schizzinosi ci sono gli immigrati a bassissimo costo, quasi zero.. a buon intenditor, vero?
  3. e veniamo al, quanto vero non so perchè secondo ce ne sono vari, motivo per la signora e i suoi sodali, ex, spd hanno perso: l'immigrazione. Questo paese ha 'accolto' circa, dice, un mln di persone: un numero rilevante ma, a differenza nostra, se li è in parte potuti scegliere: ossia ha perso quelli che interessavano lasciando il resto a noi e al resto dei paesi confratelli..in pratica la crema se l'è presa e i fondi di bicchieri li ha lasciati agli altri!!! Siamo sempre all'interno, sia chiaro, del noto schema 'frega il tuo vicino (Juncker lo conosce bene visto che quand'era Primo ministro lo usò a scapito degli altri)', nulla di nuovo per carità però.. si sa no non tutti stanno zitti abbozzano e infatti i paesi di Visengrad non ci stannoa prendersene sul proprio territorio, e gli do anche ragione sulla questione visto che non sono certo paesi ricchi come la Germania, e la Turchia vuole soldi ben sapendo che li avrà (è il cancello d'Europa)....
  4. Allora perchè il tedesco medio, circa 39-50 anni, ha voltato le spalle alla Signora? Semplice, perchè si guarda intorno e vede crescere la povertà: con l'avviarsi alla decadenza del sistema messo su in quest'europa vede le nubi del temporale all'orizzonte.... e con esso vede il proprio futuro essere come il nostro.
..... francamente il fatto che l'AFD abbia vinto non mi pare così rilevante, rispetto agli scenari sopra disegnati e non dal sottoscritto ma dai giornali e media tedeschi. Sapete la cosa che mi ha colpito? La differenza fra dentro e fuori la Germania: dentro i loro confini la cosa si restringe a chi governa i processi, a chi pagherà i costi e su scaricare tutto il resto; fuori il paese la... preoccupazione che il giocattolo, con il quale le élite hanno consentito il sacco dei rispettivi paesi a beneficio tedesco, si rompa e si debba dar conto alla gente del maltolto!!!

giovedì 8 settembre 2016

Come AfD si è imposto in Meclemburgo-Pomerania: un’analisi del voto regionale in Germania

Fonte VOCI DALL'ESTERO di Stefano Solaro
Dopo l’exploit alle elezioni statali di Marzo, il partito di destra nazionalista ed euroscettico Alternative für Deutschland ha ottenuto un altro importante risultato nel Meclemburgo-Pomerania, dove diventa il secondo partito, superando per numero di voti il CDU. Da questa analisi, pubblicata dallo Spiegel il giorno dopo il voto, emerge come, nonostante il partito abbia sottrato voti a tutte le principali forze politiche, a perdere la porzione maggiore di elettori siano state le forze di sinistra, rappresentate da SPD e Die Linke. Importante sottolineare anche come in una regione con un tasso di disoccupazione molto alto, quasi il 30% dei votanti senza un lavoro abbia optato per il partito populista.
 Christoph Sydow – Spiegel, 5 settembre 2016
Traduzione di Stefano Solaro
In Meclemburgo-Pomerania Alternative für Deutschland ha ottenuto un importante successo grazie al voto dei lavoratori, dei disoccupati e degli ultratrentenni. Una persona su quattro ha votato con convinzione per i populisti di destra.
Una maggiore affluenza indebolisce i partiti populisti – questo il teorema che pare non avere più un riscontro effettivo nella Repubblica Federale Tedesca, come dimostrato dal successo di Alternative für Deutschland (AFD) in Meclemburgo-Pomerania. Si tratta di un fenomeno che era già stato osservato nelle recenti elezioni statali in Baden-Württemberg, Renania-Palatinato e Sassonia-Anhalt, tutti Land in cui l’affluenza è cresciuta notevolmente.
In Meclemburgo-Pomerania quest’ultima è aumentata di circa dieci punti percentuali rispetto al 2011. La partecipazione è ancora significativamente al di sotto dei valori riscontrati dal 1994 al 200. In passato, tuttavia, le elezioni regionali hanno quasi sempre coinciso con le elezioni nazionali, che attraggono tradizionalmente più elettori.
Ancora una volta è l’AfD a beneficiare dell’incremento dell’affluenza alle urne. Secondo le analisi di Infratest Dimap il partito avrebbe mobilitato oltre 56.000 ex astenuti – più di qualsiasi altro partito rappresentato nel Landtag della Pomerania. Inoltre, il partito è riuscito a convincere 20.000 sostenitori dell’NPD a mettere la croce su AfD. Come se non bastasse, i populisti di destra hanno strappato oltre 23.000 elettori alla CDU e 16.000 all’SPD. In Meclemburgo-Pomerania l’AFD ha spodestato dal trono di partito di protesta anche die Linke: 18.000 elettori che quattro anni fa avevano scelto per la sinistra, questa volta hanno votato per l’AFD.
Il fatto che l’AFD venga percepito principalmente come un partito di protesta è mostrato chiaramente dagli exit poll. Interrogati sul motivo della loro decisione di voto, il 66 % degli elettori di AfD ha dichiarato di aver scelto i populisti di destra per via della delusione nei confronti degli altri partiti. Solo il 25% si è detto pienamente convinto dal programma di AdD. Guardando l’elettorato totale il rapporto è invertito: il 57% ha scelto con convinzione il proprio partito, solo il 36% ha dichiarato di essere deluso dagli altri raggruppamenti.
“Non abbiamo fatto campagna contro i rifugiati” ha affermato Leif-Erik Holm, il principale candidato di Afd, la sera dopo la chiusura delle urne. È evidente come l’opinione degli elettori del suo partito sia differente. Interrogati sul tema che ha influito in modo decisivo sul voto, il 52% dei votanti di AdD ha risposto: i “profughi”. Al contrario, guardando la totalità degli elettori solo il 20%, ha menzionato questo punto.
L’AFD è particolarmente forte nell’elettorato tra i 35 e i 60 anni. Nella fascia tra i 35 e i 44 anni di età il partito è quasi alla pari con l’SPD. Minore è il consenso dei populisti tra gli elettori più giovani. Nella fascia compresa tra i 18 e i 24 anni di età l’AFD è al 15 per cento – alla pari con Die Linke e CDU, e solo cinque punti percentuali più avanti dei Verdi. La CDU riesce a superare l’AFD solo nell’elettorato over-60.
L’AfD è un partito che riscuote successo soprattutto nella popolazione maschile: in Meclemburgo-Pomerania il 25% degli elettori di sesso maschile ha messo la propria croce in favore dei populisti di destra. La percentuale di voto tra le donne è invece solo del 16%. In questo modo, nel computo totale dei voti femminili, AfD si piazza terzo, dopo SPD (34%) e CDU (20%).
Gli elettori AFD provengono da tutte le classi sociali. Tra i disoccupati (29%), i lavoratori (34%), e perfino i lavoratori autonomi (28%) sono stati i populisti di destra a diventare il partito più forte.
AFD guadagna punti soprattutto tra gli elettori con un livello di formazione medio –basso, si posizionandosi di pochissimo dietro l’SPD. Tra le fasce della popolazione altamente istruite il partito si piazza solo al terzo posto – proprio davanti alla sinistra.

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