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martedì 16 settembre 2014

dalla milano da bere .... all'italia da (s)vendere a costo zero

credete nei corsi e ricorsi della storia? Si? No? Bè anche se personalmente nutro molti dubbi in merito a questa visione della storia ogni tanto la realtà sembra remare contro: il discorso dell'inquilino di palazzo chigi alle camere mi ha portato alla mente proprio questa visione: è un vizio della politica italica quello di richiamare oscuri complotti e comitati ombra quando vengono alla luce le malefatte, o presunte tali, dei collaterali (un eufemismo per definire quelli che hanno messo soldi per favorire questo o quel politico o partito... magari finanziando qualche fondazione) del mondo politico stesso. Accadde con il pentapartito ..... accade oggi: senza soluzione di continuità.
Se ci fosse un vero partito di opposizione il discorso di oggi sarebbe una sfida a prenderlo in seria considerazione: minacci le elezioni? Bene votiamo.. invece a parte discorsi nobili e prese in giro tutto tace il che mi fa pensare che in realtà anche la opposizione tutta questa voglia di andare al voto non ce l'ha: paura di vincere o .... paura che il proprio elettorato, causa delusione, se ne vada al mare o ovunque ma non al seggio elettorale? Perchè, secondo me è proprio questo il timore: l'aver perso la verginità dello "stare fuori" e sparare a palle incatenate sul parlamento, una cosa che ora non possono più fare, sono dentro e, a parte tenere comportamenti corretti da oppositori (nobili quanto vuoi) non hanno una struttura "sociale" di trasmissione fra base, simpatizzanti, vertici del movimento e i parlamentari e quindi il polso della situazione viene a mancare o per dirla in termini "tecnici" manca quella interrelazione fra vertice e base che permette al primo di capire cosa accade e quale parte del programma non viene accettato dalla seconda.........
Il problema però è che questo paese non può più permettersi di delegare a occhi chiusi ma servono idee precise e programmi alternativi perchè stiamo vivendo una crisi di sistema, creata ad arte per eliminare gli ultimi residui di quel welfare di stato che ha fatto molto per dare giustizia ed equità sociale, che non si può certo "curare" con gli strumenti stessi di questo sistema...... è un anacronismo di cui prima ci rendiamo conto e prima potremo fare piazza pulita della parassitosi di cui è colpita la società, non solo, italiana...

domenica 21 novembre 2010

Il dopo amato Capo.......

Prendevano in giro il pdmenoelle e ora accade a loro: nel morente pdl é iniziata la guerra per la successione all'Amato Capo. Erano uniti solo dal suo charisma (e dai suoi soldi) e dal potere che era in grado di elargire (a nostre spese) alle schiere di questuanti. Nato sull'onda dell'indignazione popolare susseguente a tangentopoli ben presto si é subito connotato per il campione della continuità della prima repubblica: d'altronde il personale che ne faceva parte era tutto o quasi proveniente dal precedente pentapartito quindi non poteva essere altrimenti che mantenere lo status quo. Per restare al potere serviva creare uno zoccolo duro elettorale e sociale ed, come aveva intuito Craxi, esso non poteva non essere che quelle "arti e mestieri" allergiche a uno Stato efficiente che chiede tasse e solidarietà sociale: per il resto della popolazione bastava spaventarli e/o rincretinirli con latv e il gioco era fatto. Una situazione del genere la si ebbe già al principio dell'unità del paese con la saldatura della borghesia industriale del nord e la proprietà latifondiaria del Sud italia attraverso un reciproco compromesso: il sud diventava "il" mercato coloniale tanto sperato e nessuno metteva in discussione l'arretratezza sociale che il latifondo aveva creato in metà del paese, anzi veniva difeso dal potere, nonostante le promesse dei garibaldini di riforma agraria per abbindolare i contadini ignoranti, sulla punta delle armi (cosa che provocò la nascita del brigantaggio fra le altre cose) dell'esercito piemontese poi chiamato italiano: una delle basi della cosiddetta questione meridionale ha qui le sue radici. Oggi come allora siamo di fronte a una saldatura sociale di una minoranza non coincidente con le classi sociali strutturate che ha fatto calare sul paese quella cappa di piombo i cui effetti sono sotto tutti gli occhi di tutti: almeno di quelli che hanno il coraggio di guardare oltre l'ostacolo creato. Ora il vertice di quest'alleanza di interessi é entrato in crisi e i possibili eredi cercano di dividersene le spoglie; così si possono leggere le convulsioni che abbiamo sotto gli occhi infatti i vari capetti si scontrano fra loro e il partito, se così si può chiamarlo, va a carte quarantotto e con lui il paese perché l'alternativa non c'è (il pdmenoelle ha gli stessi problemi)e nemmeno si vede all'orizzonte. Aspettare gli eventi sarebbe, in un paese normale, la cosa migliore ma non ce lo possiamo permettere perché mai come ora c'é bisogno non tanto di guardare il futuro ma di evitare che sso sia come il passato: c'é bisogno di una frattura sociale prima ancora che politica e, soprattutto, c'é bisogno di un nuovo contratto sociale basato su premesse completamente differenti che abbiano come pilastro una nuova solidarietà e un diversa prospettiva; senza tutto ciò qui non è più in discussione l'unità del paese, già incrinata, ma il futuro stesso perché a quel punto la cosa migliore é ridiventare principati, ducati, contee e quant'altro almeno in questo modo saremo tutti di nuovo servi della gleba sollevati dal compito, e dalla responsabilità, di dover decidere le "migliori" sorti con grande gioia dei "padanisti" che finalmente potrebbero vedere realizzato il loro sogno.....

sabato 16 gennaio 2010

ma sì riabilitiamo tutti.....

Ad Hammamet si riabilita un "grande statista".... un canale rai ne fa addirittura l'apologia paragonandolo a Giovanni Paolo II° e il vento del dimentichiamo i lati oscuri soffia fortissimo: c'è chi sta zitto, mentre allora ne chiedeva l'arresto, e chi allora lo attaccava a testa bassa e ora lo incensa... insomma la solita cosa all'italiana condita in salsa mediatico televisiva che confonderà ancora di più le acque e le menti di chi credeva che fosse il daivolo, ed uno responsabili dell'attuale dissesto nonché grande snodo di un sistema che per anni ha soffocato la crescita civile di una società per l'impossibilità di un ricambio, sia generazionale che di schieramento, che reso impossibile qualunque "nuovo" si affacciasse all'orizzonte; eppur ora tanti ne rimpiangono la figura e altrettanti riazano la testa per commemorarlo (dopo anni di silenzio a volte imbarazzato). E' proprio vero questo paese è cambiato e non certo in meglio!!

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