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giovedì 11 maggio 2017

IL PIÙ DEBOLE A RISCHIO (Chiara Saraceno)

È VERO che il matrimonio non è più inteso come una sistemazione a vita. E che non se ne ha più una concezione patrimoniale, come scrivono i giudici della Corte di Cassazione, ma per quanto stipulato come scelta di libertà e di reciproco affetto, esso è basato su aspettative di solidarietà e di mutuo riconoscimento di ciò che ciascuno dà e riceve nel rapporto.
Un rapporto che, soprattutto nella società italiana continua a essere asimmetrico sia nella divisione del lavoro famigliare, sia nelle opportunità che uomini e donne hanno nel mercato del lavoro, come mostrano da un lato i dati sull’uso del tempo, dall’altro sui tassi di occupazione femminile e maschile, sui redditi da lavoro di uomini e donne, sulla distribuzione di uomini e donne lungo la scala delle carriere professionali.

La maggior capacità di reddito del marito è in larga misura basata sul fatto che la loro presenza nel mercato del lavoro è più legittima, mentre sono sollevati dal lavoro domestico e di cura svolto, appunto, dalle loro mogli.
Il tenore di vita è quindi frutto di un lavoro comune, anche se quello pagato e quello non pagato sono distribuiti diversamente tra i due coniugi. Dire, quando un matrimonio finisce, che tutto questo non conta, perché ci si è sposate da “libere ed eguali” è una ipocrisia. Non è la prima volta che un tribunale prende una decisione simile e con la stessa motivazione. Infatti gli assegni di mantenimento per il/la coniuge sono andati diminuendo negli anni, specie se la ex moglie è ancora relativamente giovane e non ci sono figli piccoli. Ma credo che sia la prima volta della Cassazione, che quindi farà autorevolmente giurisprudenza.
Si può discutere se e in quali circostanze un assegno di mantenimento debba durare tutta la vita, se debba servire, in caso di persone ancora giovani, per recuperare il tempo perduto in modo da trovare una adeguata collocazione nel mercato del lavoro, come avviene, ad esempio, in alcuni paesi. Si può e deve considerare anche caso per caso, matrimonio per matrimonio.
Articolo intero su La Repubblica del 11/05/2017.

martedì 2 dicembre 2014

Archeologia: ritrovata in Russia pietra con microchip

Guardate bene questa foto:

sulla sua sinistra, vicino la moneta, cosa notate? Bene, ora leggete questo
Fonte: Ecolibero
Archeologia: ritrovata in Russia una pietra con microchip incorporato. Continuano le incredibili scoperte archeologiche, nuovi ritrovamenti in tutto il mondo lasciano stupiti ed increduli archeologi e scienziati.
Pietra con microchip in Russia: il ritrovamento
La scoperta è stata fatta alcuni giorni fa da un pescatore, tale Victor Morozov, della città russa di Labinsk nella regione di Krasnodar. La singolarità e la stranezza della pietra hanno indotto il pescatore a consegnarla alle autorità e quando questa è arrivata nelle mani degli scienziati si è subito capito che si era in possesso di un reperto assolutamente sbalorditivo ed incredibile. La pietra aveva incastonato un inusuale microchip fabbricato da una avanzata tecnologia non terrestre e l’esame con il carbonio 14 ha rivelato un’età tra i 250 ed i 400 milioni di anni! Assurdo? Impossibile? Siamo oramai abituati a queste parole, la realtà che si scontra con i dettami canonici della storia e dell’archeologia. Eppure i dati parlano chiaro, volenti o nolenti è oramai certo che è esistita una civiltà tecnologicamente avanzata che ha popolato la Terra tra i 250 ed i 400 milioni di anni fa. Da notare che questo non è l’unico ritrovamento che ci porta indietro di milioni di anni, se ne scoprono sempre di più, oggetti e ritrovamenti fossili che per la scienza sono impossibili e per questo boicottati, non accettati, perché indicano un qualcosa che va fuori dalle logiche rigide della storia come l’abbiamo costruita noi. Gli scienziati russi hanno fatto capire di essere in possesso di altro materiale che testimonia l’esistenza di una antichissima civiltà che ha popolato la Terra milioni di anni fa e che presto divulgheranno i risultati.
Pietra con microchip in Russia: considerazioni
Restiamo in ansiosa attesa di queste rivelazioni sperando che finalmente si riesca a rompere la cortina fumogena che da anni copre gli sbalorditivi e sempre più interessanti ritrovamenti archeologici datati milioni di anni e che si possa conoscere la verità sui nostri antenati e la loro incredibile tecnologia.
p.s.
su questo pianeta ci sono state 4 estinzioni di massa accertate in 4 mld di anni... e da almeno 400 mila esistono oggetti e ritrovamenti di reperti "strani"..... ci sono prove, chiamate oopart (Out Of Place Artifact), che mettono l'archeologia di fronte a delle problematiche che troppo spesso ha scelto di metterle da parte se non coincideva con le teorie ufficiali...... ma quegli oggetti ci sono e raccontano un altra storia: bastano mente aperta e coraggio.
Sempre ammesso che non siano come le famose teste di modigliani livornesi che sbugiardarono e rovinarono diverse carriere nei beni culturali.....
cosa credere? ma, prendendo spunto dal post, VOGLIAMO CREDERE O PREFERIAMO RESTARE NELLA CULLA CHE L'UFFICIALITA' CI HA COSTRUITO INTORNO IN MIGLIAIA DI ANNI DI CONTRAPPOSIZIONE APRIORISTICA FRA CREDO RELIGIOSO E SCIENZA?

lunedì 20 giugno 2011

... e quando la politica è debole ....

Cosa accade quando la politica, che dovrebbe essere la summa delle varie spinte sociali ed economiche, risulta debole (nel resistere alle pressioni delle lobby) e incapace di dare risposte (alle spinte sociali) ? Accade quello che ci troviamo di fronte in Italia e altrove:ma soprattutto in Italia. Si avvita in se stessa diventa autoreferenziale e bada solo ai propri interessi ascoltando le sirene delle lobby e vedendo la società come una massa informe nemica da manipolare quando serve e da reprimere se esce dallo steccato predefinito. Si poteva prevedere una simile involuzione? Era stato previsto o teorizzato? Ad entrambe le domande non si può non rispondere che di si: società complesse hanno istanze complesse e richiedono risposte complesse e non voli di fantasia in una fuga dalla realtà deleteria non tanto per i ceti abbienti ma per la gran massa. Nel momento in cui si viene a creare la divisione fra "amministrazione delle cose" e "governo degli uomini" (Weber lo teorizzò in senso positivo senza nascondere peraltro i guasti di un eccessivo elitismo perché ciò presupponeva la nascita di un ceto parassitario) con sottomissione del secondo al primo la società non può non entrare in crisi profonda da cui ne esce solo, e dico solo, se si ridimensiona, o addirittura si elimina, la causa che l'ha provocata riposizionando ognuno nella propria casella. E invece, com'è nella natura umana e nelle cose da essa creata, nessuno ci sta a farsi mettere da parte (anzi al contrario resiste usando tutti i mezzi occulti o meno come si vede in questi decenni), quindi la frattura si allarga, il tessuto sociale si sfibra e le istituzioni faticosamente create per dare risposte alla società sono svuotate della loro missione per diventare evanescenti: é a questo punto che i "barbari" attraversano le frontiere e dilagano distruggendo, chiedendo oboli e prebende ai reggitori del potere: questo quadro vi ricorda qualcosa? Si siamo agli ultimi giorni di pompei, ma un secondo prima che il vesuvio esploda e, teoricamente in questa metafora, con la possibilità addirittura di evitare di farlo esplodere fermando la distruzione finale. Tutto sta a noi e non a loro i quali, anzi, hanno ricominciato a tessere l'infinita tela del potere e dell'accordo verticistico che ottunde le menti deboli ed evita di affrontare i problemi che pur ci sono e, non venendo affrontati, s'incancreniscono: il bello, e loro lo sanno, é che il pallino del gioco stavolta e in mano dei cittadini e li deve restare perché può determinare realmente i destini non tanto del ceto parassitario, di cui non m'importa niente, ma proprio dei cittadini che mai come ora hanno la possibilità di far diventare questa timida primavera italiana una splendida estate....

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