Visualizzazione post con etichetta bail in. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bail in. Mostra tutti i post

martedì 17 marzo 2020

Coronavirus: L’Europa non c’è più. Spazzata via dal Virus

Fonte: W.S.I. 14 Marzo 2020, di Leopoldo Gasbarro

Nulla sarà più come prima.
Sono bastati due giorni per sfaldare due istituzioni. L’Europa di fatto non c’è più. Le dichiarazioni della Lagarde, che alla guida della BCE ha scatenato il più pesante domino negativo della finanza internazionale, ma soprattutto italiana degli ultimi 80 anni, ne hanno segnato la fine.
I crolli in borsa stanno esponendo a rischi sempre più forti le aziende del nostro Paese.
Provate dal Coronavirus, distrutte dalla finanza.
Hanno perso capitalizzazioni importanti e rischiano di essere acquisite con maggior facilità. Non dimentichiamo la storia.
Con la Lagarde alla guida del Fondo Monetario Internazionale la Grecia è stata fatta a pezzi e svenduta soprattutto ad aziende tedesche.
Che si voglia fare la stessa cosa con l’Italia?
Approfittare del momento di difficoltà, approfittare del fatto che il Paese non abbia risorse ma solo debiti per fare dell’Italia ciò che è stato fatto della Grecia?
Ma l’Italia non è la Grecia.
L’Italia ha risorse economiche private e risorse imprenditoriali capaci di dare risposte forti, in ogni settore.
Questa Pandemia sta creando sempre più distanza dove non c’era prima e sta creando spaccature sempre più profonde lì dove distanza c’era già. La sta creando tra le persone, la sta creando tra le nazioni.
E con la Germania vicinanza non c’è mai stata.
La Germania appunto.
Se l’Europa non ci sarà più sarà anche per l’atteggiamento d’ostruzione da parte della Germania nel congelare all’interno dei suoi confini le mascherine necessarie soprattutto ai medici che lottano in corsia, nei centri di terapia intensiva, contro una malattia di cui non conoscono la cura, contro una malattia che sta minando la salute ed uccidendo tanti operatori del settore.
Come si fa ad accettare tutto questo? Sembra un episodio marginale, ma non lo è.
L’Italia è stata presa d’assalto da un nemico invisibile di natura virale, l’Italia è stata invasa e nessuno, ancor meno tedeschi e francesi, si sono posti il problema di supportarla contro un nemico che ora è entrato anche nelle loro case, nelle loro famiglie, nei loro ospedali.
L’Europa non c’è più.
O non c’è mai stata.
L’Europa che ha fatto di tutto per salvare le banche, soprattutto quelle tedesche, francesi, spagnole, portoghesi, irlandesi, olandesi, inglesi e scandinave e che invece ha preteso massima austerità e rigore quando è stato il momento di far saltare le banche di casa nostra.
Il Bail-in, in Italia, è stato applicato ancor prima che entrasse realmente in vigore. Quanti miliardi di risparmi hanno preso il volo con i fallimenti di Banca Popolare dell’Etruria, Carichieti, Cariferrara, BancaMarche, Popolare di Vicenza e VenetoBanca? Quante pressioni sono state fatte contro Carige, MontePaschi e Popolare di Bari?
Ed invece cosa succede ai colossi bancari tedeschi dai piedi d’argilla?
Basta con quest’Europa.
Un’ Europa che ha messo sul piatto dei salvataggi bancari e dell’Euro la somma straordinaria di 3600 miliardi, si avete capito bene TREMILASEICENTO MILIARDI, e che in pratica, non ha messo nulla sul piatto molto più importante dettato dall’urgenza di salvare migliaia di vite oltre che l’economia di un intero Paese.
Come si fa a pensare che l’Europa dopo tutto questo ci possa ancora essere?
C’è voluto l’intervento-toppa di Ursula Von Der Leyen a ridare un pizzico di fiducia  ai mercati, dopo la sciagurata conferenza stampa di Christine Lagarde che aveva annunciato di non essere in grado di poter entrare negli affari che riguardano lo spread dei singoli Paesi. Perfino Mattarella si è sentito in dovere di richiamare l’Unione Europea ai suoi valori di solidarietà.
Ma finora si sono sentite solo parole, inutili parole, futili parole.
Servono respiratori, letti, mascherine, guanti, 
anti-contaminazione, basta con le parole.
L’Europa non c’è più. L’Europa dell’austerity tedesca, la stessa austerity che ha portato i tagli alla sanità italiana e che ora è costretta a combattere una guerra sempre più difficile da sostenere.
L’Europa non c’è più.
Ma non c’è più il governo italiano.
Oggi è stato esautorato dalla decisione di Fontana di prendere con se Bertolaso.
Una scelta che andava fatta a livello nazionale. Bertolaso andrà a gestire l’emergenza in Lombardia. Una Lombardia che sta pagando un prezzo altissimo. L’emergenza è stata urlata ai 4 venti, per giorni. Oggi Fontana ha fatto da solo. Bertolaso aprirà i 400 posti letto già pronti in fiera e che la burocrazia sta bloccando, così come ha bloccato per ore, oggi, un aereo in partenza da Pechino che sta portando in Italia mascherine ed altro materiale a supporto dei sanitari lombardi.
La Pandemia sta creando un vuoto di potere nazionale ed internazionale. Come verrà riempito?
Forse è arrivato il momento di dichiarare fine a questa Europa, magari ricreandone un’altra.
Il sistema prova la sua forza o la sua debolezza proprio nell’emergenza.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

mercoledì 13 marzo 2019

Commerzbank Deutsche Bank: come la Germania aggira il bail-in

Fonte: W.S.I. 13 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Diventa sempre più concreta la fusione tra i due colossi tedeschi Deutsche Bank e Commerzbank. Tante le indiscrezioni di stampa, da quelle del Welt am Sonntag a quelle di Reuters, secondo cui i colloqui starebbero andando avanti  da un po’ di tempo e starebbero diventando seri.
Deutsche Bank, prima banca tedesca, è in crisi da anni e solo nel 2017 ha registrato una perdita da mezzo miliardo. Per salvare l’istituto di Francoforte la soluzione messa in campo dal governo di Angela Merkel è la fusione con una banca più in salute, Commerzbank per l’appunto.
Un funzionario vicino al governo tedesco ha affermato che il ministro delle finanze Olaf Scholz e l’Spd, il partito socialdemocratico, stanno lavorando attivamente all’operazione, ma anche i conservatori guidati da Merkel avrebbero accettato l’idea della fusione. Il nodo principale pare che riguardi il processo di implementazione.
La fusione ha grosse implicazioni in EuropaMa la fusione è un progetto che ha implicazioni non solo tedesche ma anche europee, visto che porterebbe alla nascita del secondo polo finanziario dell’Eurozona dietro Bnp Paribas. Si tratterebbe di un colosso con circa 2.000 miliardi di euro di asset, 845 miliardi di euro di depositi, oltre 2.500 filiali e 141.000 addetti. Di contro si parla di 30mila posti di lavoro che andranno persi in Deutsche Bank.
Come ci sarà la fusione ancora non è dato saperlo ma quello che balza subito agli occhi è che a pagare il conto non saranno i risparmiatori tedeschi, visto che Berlino non userà le regole del bail-in come successo peraltro con la NordLb.
Ancora una volta la Germania che ha tanto spinto per attuare le norme sul salvataggio delle banche in Ue, le aggirerà e come scrive MilanoFinanza  la Commissione Ue, dopo aver fatto le pulci all’Italia, dovrà dare l’ok alla maxi-fusione con denaro pubblico dopo lo stop al sostegno a piccole banche da parte del Fitd finanziato con soldi privati

lunedì 4 marzo 2019

Germania difende Bail-in ma sua banca ha buco tre volte Banca Carige

Fonte: W.S.I. 4 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

L’Unione Europea che si occupa dell’italiana Banca Carige dopo la ricapitalizzazione fallita di 400 milioni di euro dovrebbe volgere lo sguardo anche più a nord, in Germania, dove l’istituto NordLB deve fare i conti con un buco di bilancio potenzialmente tre volte più grande dell’omologo italiano.
Le autorità tedesche hanno stabilito che NordLB venga messa in sicurezza con 3,7 miliardi di euro complessivi, di cui 1,5 in arrivo dal Lander primo azionista, ossia la Bassa Sassonia. Altri 1,2 miliardi arriveranno invece dal fondo interbancario delle Sparkassen (le casse di risparmio tedesche). A ciò potrebbe aggiungersi un ulteriore miliardo di risorse pubbliche.
I risparmiatori non metteranno mano al portafoglio, dunque. Nel senso che a pagare saranno gli azionisti (pubblici). Il governo regionale (Land) detiene il 59%. Come per Alitalia è previsto un intervento della Commissione europea per eventuali misure compensative a favore del mercato.
C’è chi ha fatto notare che si tratta di un salvataggio che non segue le regole puntuali del bail-in, che prevedono, in caso di difficoltà di una banca, che siano anche gli obbligazionisti e i correntisti con oltre €100.000 a sborsare tale somma per coprire le lacune di finanziamento. Per cui a partecipare alle perdite sono, nell’ordine, azionisti, obbligazionisti e correntisti con oltre 100 mila euro. Cosa che non succederebbe per la NordLB, banca pubblica, che verrebbe salvata di fatto con i soldi dei contribuenti.
NordLB, verso aumento di capitale di emergenzaIl rapporto patrimoniale Tier 1 di dell’11,8% è abbastanza buono. Tuttavia la banca deve mettere da parte accantonamenti sui prestiti più alti del 43% di valore di facciata attuale. A causa dei bassi tassi di interesse, difficilmente la banca ci riuscirà in maniera organica. Il return on equity è di appena l’1,6%.
Portare i cuscinetti di copertura dei prestiti deteriorati a un più realistico 60% vorrebbe dire 1,2 miliardi di accantonamenti. In quel caso il CET1 di NordLB scenderebbe al 9,2%, sotto la soglia fissata dalle autorità di regolamentazione. Per rafforzarsi potrebbe fondersi con concorrenti più attrezzate come Commerzbank o la banca a controllo statale Helaba. Ma i colloqui in merito sono scemati.
In teoria se le cose rimanessero così, la banca dovrebbe ricorrere alla risoluzione di bail-in. Ma siccome tra i soci azionisti e i creditori figurano l’amministrazione regionale, cui fa una capo una quota del 59%, e casse di risparmio tedesche che rischiano di subire perdite pesanti qualora i 5,6 miliardi di capitale della banca andasse in fumo.
La banca sarà invece probabilmente salvata con fondi pubblici e gruppi di private equity che parteciperebbe a un aumento di capitale di emergenza.
Bail-in: le dichiarazioni del ministro tedescoProprio sul bail-in, in Italia hanno creato un caso le parole di Giovanni Tria. Il ministro delle Finanze e dell’Economia ha detto nei giorni scorsi che quelle norme furono un ricatto della Germania – e nella fattispecie del ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble – nei confronti dell’allora titolare del MEF Fabrizio Saccomanni. Tria ha quindi invocato una revisione della disciplina.
Cosa tra l’altro sostenuta anche da tempo dal numero uno dell’Abi, Antonio Patuelli. Qualche giorno fa anche Bankitalia si è espressa in merito, affermando, tramite il responsabile della vigilanza della Banca d’Italia Carmelo Barbagallo, che l’entrata in vigore del bail-in avvenuta nel 2016, è stata precipitosa.
All’epoca dei fatti contestati da Tria, Schaeuble diede nel marzo del 2016 la sua benedizione a un documento elaborato dal Consiglio dei cinque saggi economici che affiancano la Cancelliera Angela Merkel. Prendendo spunto dalla crisi del debito sovrano della Grecia, il testo forniva la sua ricetta affinché non si ripetesse mai più una crisi finanziaria.
Ministero Economia tedesco difende il bail-inPrima di consentire qualunque salvataggio pubblico con capitali dei contribuenti e degli Stati dell’Unione europea, sarebbero stati i creditori a dovere pagare il conto, come nei bail-in bancari.
Oggi Reuters riporta le dichiarazioni del portavoce del ministro tedesco delle finanze che difende a spada tratta le regole del “bail-in” definite uno strumento cruciale.
“Le regole del bail-in che abbiamo elaborato sono una delle lezioni chiave della crisi finanziaria: sono lì e saranno rispettate”.

test velocità

Test ADSL Con il nostro tool potrete misurare subito e gratuitamente la velocità del vostro collegamento internet e ADSL. (c) speedtest-italy.com - Test ADSL

Il Bloggatore