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martedì 16 giugno 2020

Fonte: W.S.I. 16 Giugno 2020, di Alessandra Caparello

Fonte: W.S.I. 16 Giugno 2020, di Alessandra Caparello
Far ripartire l’economia tricolore dopo l’emergenza sanitaria è l’obiettivo dei bond perpetui proposti dal presidente della Consob Paolo Savona nel suo messaggio al mercato.
I bond perpetui: cosa sono e come funzionanoI bond perpetui sono titoli pubblici senza scadenza, che garantiscono una cedola fissa esentasse, “uno strumento tipico delle fasi belliche, alle quali la vicenda sanitaria è stata sovente paragonata” ha detto Savona.
Le obbligazioni pubbliche irredimibili (consols) potrebbero riconoscere un tasso d’interesse, esonerato fiscalmente, pari al massimo dell’inflazione del 2% che la Bce si è impegnata a non superare nel medio termine. In parallelo, aggiunge, bisogna agevolare la formazione di capitale di rischio in sostituzione dell’indebitamento.
La sottoscrizione di obbligazioni irredimibili, ha precisato Savona, “sarebbe ovviamente volontaria e l’offerta quantitativamente aperta”.
In altri paesi le emissioni di consols sono state seriamente discusse e forme simili attuate, ma nessun esperimento pratico di questo tipo è stato tentato. Se i cittadini italiani non sottoscrivessero questi titoli, concorrerebbero a determinare decisioni che, ignorando gli effetti di lungo periodo di un maggiore indebitamento pubblico, creerebbero le condizioni per una maggiore imposizione fiscale. Emettere titoli irredimibili sarebbe quindi una scelta dai contenuti democratici più significativi perchè, se sottoscritti, limiterebbero i rischi per il futuro del Paese e, di conseguenza, gli oneri sulle generazioni future, quelle già in formazione e quelle che verranno”.
Savona rilancia la criptomoneta pubblicaIl presidente della Consob nel suo messaggio ha anche reiterato la proposta di una “criptomoneta pubblica” con cui “il sistema dei pagamenti si muoverebbe in modo indipendente dalla gestione del risparmio, che affluirebbe interamente sul mercato libero, cessando la simbiosi tra moneta e prodotti finanziari, affidandone la gestione in modo indipendente ai metodi messi a punto dai registri contabili decentrati e dalla Scienza dei dati”.
Alcuni Paesi come la Cina e la Russia, forti di loro autonomi protocolli, intendono realizzarla nell’intento sia di avvantaggiarsene a scopi di riequilibrio geopolitico economico, sia di proteggersi dagli effetti sgraditi, quali la perdita di controllo delle informazioni nazionali, e da quelli graditi, come l’impossessamento di quelle dei paesi concorrenti. Perciò, le relazioni internazionali, invece di convergere verso una soluzione comune, tendono a complicarsi ulteriormente”.

giovedì 28 febbraio 2019

Monete collaterali, i vantaggi sono indiscutibili. Ma i nostri dirigenti lo sapranno?

Fonte: Il Fatto Quotidiano Economia & Lobby | 28 Febbraio 2019 

Mi ero impegnato a stendere un post di chiarimento circa ciò che penso delle monete collaterali. Ma il primo passo deve essere quello di chiarire alcune caratteristiche dei vari tipi di monete che possono avere corso (anche se di diversa portata) nella vita economica, aziendale e individuale.
Intanto esistono monete d’uso corrente (euro, dollaro, sterlina, yen, ecc.) e monete d’investimento (sterlina-oro, marenghi-oro, ecc.). Queste ultime non riguardano, ovviamente, la mia discussione tecnica, invito subito a non confondere le monete speculative (ad esempio i Bitcoin) con le monete collaterali. Le monete di uso corrente si dividono in quattro grandi famiglie:

Cominciamo col dire che se si arriva a parlare di moneta collaterale (o parallela), la causa è profonda, chiarissima: il sistema monetario corrente, evidentemente, non arriva a dare completa soddisfazione alle esigenze commerciali, innanzitutto, e finanziarie subito dopo. Non c’è bisogno di essere dei Bagnai o degli Stiglitz, basta dire le cose come stanno. Il sistema euro non è affatto un sistema fondato su una moneta comune in vigore in tanti Stati molto diversi fra di loro, è molto più semplicemente un sistema di cambi fissi, tecnicamente forzoso, innaturale, applicato a tanti Stati le cui leggi interne sono del tutto indipendenti e diverse fra di loro.
Sono assolutamente pro-euro. Se da un lato è una camicia di forza, dall’altro a noi italiani ha dato numerosi vantaggi. Ma soprattutto contribuisce a tenere insieme questa Ue, pur se così riottosa e difettosa, conferendo doti di forza che i singoli componenti non avrebbero sul piano internazionale.
Conviene subito dire che, proprio per la forzosità del sistema euro, in tutta Europa c’è da anni un fiorire di monete collaterali impressionante. La sensazione è che sempre in Ue si possano contare forse più di un centinaio di iniziative operanti. L’economia è come un motore che abbisogna di un carburante e questo carburante si chiama liquidità. Che, come tutti i carburanti, ha un suo proprio costo. Di questa inevitabile “condizione” di costo deve ovviamente tenere conto ogni imprenditore: la liquidità ha sempre un suo costo, al pari di qualsivoglia materia prima. Ma che cosa succede se nel sistema di costo basato sull’euro introducessimo una quota parte di liquidità basata su una moneta collaterale?

In via normale (e per comodità pensando a uno sviluppo progressivo delle lavorazioni, quindi dei costi finanziari) e servendosi della sola moneta a debito (euro), nel tempo contrassegnato dal segmento A-3, al momento della commessa pronta per la fatturazione, il costo finanziario viene rilevato dall’altezza del segmento C-3. Questo costo è oltretutto condizionato dall’andamento del costo del denaro che nell’Ue viene stabilito dalla Bce (Banca centrale europea).
Ma immaginiamo ora di introdurre una variazione. Il nostro imprenditore, al tempo 1, introduce una fase della lavorazione finanziata con una moneta collaterale. Supponiamo che la fase duri un tempo 1-2 e al termine supponiamo che debba riprendere la lavorazione finanziandola ancora con l’euro. Il suo costo finanziario riprenderà a crescere secondo il segmento B’-C’, ma quale sarà il risultato per le casse della sua società? Sarà che il costo finanziario verrà a ridursi rispetto alla marcia a tutto euro, e si concreterà in un costo C’-3 inferiore al costo canonico C-3: si evidenzia così un vantaggio competitivo per la sua azienda.
Ma l’effetto benefico non si arresterebbe a questo risultato, che già di per sé sarebbe benedetto. Pensiamo, ad esempio, al minor ricorso al finanziamento da parte della sua banca (il che lo rende più forte nelle trattative). Pensiamo al minor ricorso del Paese al prelievo di euro presso la Bce. Pensiamo alla maggior facilità con cui il Paese potrebbe reperire euro per pagare quella montagna di interessi alla Bce che rischia di ucciderci.
Qualcuno potrebbe pensare che questa operazione sarebbe fraudolenta nei confronti della Bce e del sistema euro. Niente di più falso. Esiste una sola condizione che il nostro Stato deve rispettare, ed è quella che riguarda il fatto per cui è impegnato a non stampare moneta diversa rispetto all’euro (del quale è autorizzato a stampare le monete metalliche che, ovviamente, non risolvono problemi se non nel mercato del consumo individuale).
Al di fuori dello Stato qualsiasi altro ente, pubblico o privato, può stampare moneta collaterale che, ricordiamo, è gratuita (moneta positiva). Poi c’è la possibilità di stampare e diffondere “moneta di piccolo taglio” destinata al mondo del consumo: l’esperienza degli assegnini dei primi anni 70 è là a testimoniarne i benefici. Ma siete sicuri che i nostri dirigenti passati e presenti tutto questo lo conoscano bene?
Economia & Lobby | 28 Febbraio 2019

lunedì 23 aprile 2018

Criptovalute, si infiamma guerra tra Coinbase e Wikileaks

Fonte: W. S. I. 23 aprile 2018, di Livia Liberatore

Wikileaks lancia via Twitter un boicottaggio globale di Coinbase. La piattaforma di scambio di criptovaluta statunitense ha deciso di sospendere l’account di WikiLeaksShop, il negozio di articoli online ufficiale di Wikileaks, che vende merchandise come magliette, felpe e cappellini per aiutare l’organizzazione a continuare le proprie operazioni.
Wikileaks, nota per essere stata al centro di una lunga serie di scandali internazionali ancor prima delle elezioni presidenziali del 2016, non ha preso bene la decisione e ha già minacciato il boicottaggio la scorsa settimana. L’annuncio della sospensione non è stato confermato da Coinbase ma ha agitato la community di Bitcoin. Secondo una nota che Wikileaks afferma di aver ricevuto da Coinbase, i regolamenti finanziari del governo degli Stati Uniti sarebbero una delle ragioni della sospensione.
“Il nostro interesse primario è quello di rendere la criptovaluta sicura per i nostri utenti. Coinbase è un’organizzazione Money Services Business regolata da FinCEN, e per raggiungere questo obiettivo siamo obbligati per legge ad implementare meccanismi di conformità regolativa. Dopo un’attenta revisione, crediamo che il vostro account abbia fatto un uso proibito violando i nostri Termini e Condizioni e ci dispiace informarvi che non vi daremo più accesso al nostro servizio”, si legge nella nota pubblicata su Twitter da Wikileaks.
Nel testo non si legge però alcuna indicazione su come Wikileaks abbia violato queste regole. La sospensione da parte di Coinbase non impedirà a Wikileaks di accettare pagamenti o donazioni tramite Bitcoin, ma l’organizzazione potrebbe dover dedicare più risorse alla gestione dei suoi account, e potrebbe trovare molto più difficile convertire Bitcoin in valute come il dollaro.

domenica 3 dicembre 2017

Bitcoin, le follie e la bolla

Punto Informatico  di Alfonso Maruccia
Roma - A pochissima distanza dal traguardo degli 8000 dollari, il valore del Bitcoin ha in queste ore sperimentato una nuova, prorompente cavalcata attestandosi sui 10.000 dollari, con picchi che hanno superato gli 11.000 nella giornata di ieri 29 novembre. Al momento di scrivere il valore di un BTC continua ad oscillare tra i 10.000 e gli 11.000 dollari, un risultato che riafferma la criptomoneta come argomento perennemente sulla bocca degli esperti finanziari ma anche tra gli utenti più o meno mainstream.

Il superamento del valore di 10.000 dollari è arrivato con un balzo del 10 per cento nelle 24 ore precedenti, e rappresenta l'ennesima soglia psicologica abbattuta in pieno accordo con le previsioni degli analisti di questi ultimi mesi. L'intero mercato Bitcoin vale ora 200 miliardi di dollari, anche se l'impatto sui 200 milioni di miliardi di asset finanziari "tradizionali" (in teoria più solidi rispetto a una moneta virtuale) non è ancora particolarmente significativo.

I "cripto-fondi" che investono in Bitcoin sono ora più di 120, in alcuni casi gestiti da veterani di Wall Street e in altri appartenenti a chi non vede di buon occhio le banche e le istituzioni finanziarie centrali. Bitcoin è una moneta decentralizzata senza alcun "potere forte" a controllarne il mercato, una prospettiva che alcuni considerano con terrore mentre altri come un'opportunità da sfruttare.
Tra chi considera Bitcoin una "frode" (il CEO di JPMorgan) e chi fa paralleli con il passato in attesa dell'esplosione della presunta nuova bolla finanziaria della net economy del nuovo millennio, gli investimenti in BTC continuano a crescere anche presso coloro che sono alla ricerca di un nuovo "asset rifugio" contro la volatilità delle monete tradizionali.

Oltre alla costante crescita di valore, dei bitcoin continua inarrestabile anche la caccia a Satoshi Nakamoto, l'ignoto inventore della criptomoneta che secondo le nuove ipotesi non sarebbe altri che Elon Musk; il diretto interessato, fin troppo impegnato con la produzione di auto elettriche Tesla e con le mire di conquista di Marte con SpaceX, nega l'addebito e dice di non ricordarsi nemmeno dove ha messo l'unico Bitcoin che un amico gli regalò tempo fa.

Un altro argomento "hot" riguardante i BTC, che in molti continuano a sottovalutare, è infine quello della sicurezza, o meglio della tendenza della tecnologia Bitcoin a svelare insicurezze e vulnerabilità assortite con cadenza quasi quotidiana. Tra le ultime si è scoperto che buona parte delle app Android pensate per funzionare da wallet sono vulnerabili, mentre il wallet ufficiale di Bitcoin Gold - nuova fork della criptomoneta - è stato recentemente compromesso da ignoti.

Alfonso Maruccia
 

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