Germania anno zero? La SPD mai così in basso, l'alleanza di Destra pur avendo un calo vince e può eivtare altri anni di coabitazione con l'avversario. Naturalmente negli sconfitti ci sarà chi paga e ci si chiederà come mai, anche se, in realtà, la risposta la conoscono benissimo: la corsa al centro non paga nel lungo termine perchè apre vuoti a sinistra e fa assomigliare troppo a chi si combatte (a parole) e si definisce avversario e contemporaneamente se rimangono in mezzo al guado perdono pure a destra (leggi l'avanzata liberale) perchè alla lunga si preferisce votare per chi parla chiaro e non per chi scimmiotta solo. Che il cosiddetto "socialismo europeo" sia in profonda crisi identitaria combattuto com'è fra "nuovo" e "tradizione" è ormai acclarato; com'è acclarato che la voglia di abbandonare la socialdemocrazia per rincorrere i nuovi "ceti" e non restar fuori dal girone, infernale, liberista è forte: quello di cui non tengono conto è un'altro aspetto, ossia che la gente non li segue e non si fida di cambiamenti che li disorientano troppo e visto che non siamo in Italia (dove la classe dirigente è sempre la stessa e pur di restare cambiano nome ma rimangono avvinghiati al potere accettando in toto le "regole" imposte dal sistema) senza remore li abbadonano. Ciò spiega la vittoria della linke (che qui definiremo "sinistra radicale" ma che a differenza della nostra marciano compatti e i risultati si vedono) da un lato e dei liberali dall'altro. Non spiega come mai i "socialisti" non gettino la maschera e lascino il simulacro dietro il quale si nascondono per diventare quello cui realmente aspirano: il clone dei democrats (americani), ne hanno la voglia e gli ideali (liberisti), manca solo l'ultimo passo. Cosa ci si guadagna? Che, in Germania come in Italia, si aprono spazi a sinistra per costruirne una nuova e moderna che non si faccia abbindolare dalle sirene liberiste perchè i voti e lo spazio politico, proprio come dimostrano i voti alla linke, c'è è ampio e passibile di crescere ancora. Quale lezione dovrebbe trarne la sinistra (sia radicale che liberista) italiana? Una e sempllice: se mettono da parte gli egoismi da salotto parlamentare e si rimboccano le maniche facendo crescere una nuova generazione di dirigenti potrebbero, con sorpresa, scoprire che qui pure c'è molto spazio politico e non (si ritiene che un partito vero della sinistra avrebbe uno spazio teorico che oscilla fra il 5 il 12% che non è poco): uno spazio ampio che metterebbe non poco in difficoltà i partiti tradizionali, PD in testa, spezzando il giro vizioso che oggi l'attanaglia e la disperde in mille rivoli e che oggettivamente favorisce anche il distacco e l'apatia di una notevole fetta di italiani dalla vita politica e dalla partecipazione democratica.
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
lunedì 28 settembre 2009
domenica 27 settembre 2009
Anche alla festa del PdL contestano la Gelmini
Non ha vita facile la Ministra Gelmini se è vero che è stata contestata anche alla festa del PdL dai suoi per giunta: ma come mai? Forse perchè il target conferitogli era quello di ridurre ai minimi termini la scuola pubblica per spingere, indirettamente, le famiglie a servirsi di quelle private (a pagamento per giunta)? Tutti sappiamo come fra tagli (gli ultimi hanno solo contribuito a farla morire) e riduzioni la scuola è ormai il fantasma di quello che dovrebbe essere com'è vero che siamo agli ultimi posti per qualità dell'insegnamento e istruzione dei ragazzi in Occidente (peggio di noi gli americani ma ci stiamo attrezzando anche per questo): è anche vero che ci si mantiene nel solco di chi l'ha preceduta e quindi si ci possiamo lamentare ma in realtà è a noi setssi che dobbiamo guardare se vogliamo cercare dei colpevoli dell'attuale situazione: il disegno di una scuola elitaria è sempre andato di pari passo con uno svilimento delal scolarizzazione di massa e quindi non ci si può illudere che possa cambiare qualcosa proprio con chi è lì per eseguirlo; stessa cosa dicasi per le Univeristà: qualcuno davvero pensava che si volesse migliorarle o renderle più efficienti? O qualcuno s'illude ancora che la meritocrazia sia il faro dei politici: allora essi per primi dovrebbero mollare perchè sono il frutto della società e se la società ha dei limiti, e ci sono, non può accadere che il livello della classe dirigente fosse differente. Il ruolo svolto in questo Ministero non è mai stato facile fin dal primo Governo del 1948 perchè è uno dei pilastri della crescita e maturazione dei cittadini di un paese e da sempre vi si sono appuntati sopra gli occhi di tutti. Dalle lobby alle gerarchie vaticane, dai sindacati ai partiti politici: tutti a far pressione e a spuntare accordi o altro per favorire la propria parte: non è facile gestirlo e richiederebbe persone di alta levatura morale e intellettuale e soprattutto lavorare per fare l'interesse degli utenti fornendo non solo "servizi" ma soprattutto programmi adeguati ai cambiamenti della società e del mondo del lavoro; invece dal 1948 la scuola è sempre stata un mezzo di compromesso e di scambio fra le forze politiche e, soprattutto, è sempre stato appannaggio del biancofiore che si la faceva funzionare ma contemporaneamente aveva anche la necessità di creare le condizioni per affinchè anche le private, segnatamente quelle cattoliche, non andassero fuori mercato: anche perchè la Costituzione italiana impedisce che lo Stato le finanzi direttamente. Come fare allora? Ripulire quella pubblica dall'interno: non spingere affinchè le private salissero a livello della pubblica ma il contrario esatto con nocumento per "il servizio reso" alla comunità. Vi chiederete perchè la prendo così alla lontana: è semplice, perchè la nostra scuola non è ridotta così per semplice colpa degli attuali politici ma ha mali antichi che si sono sovrapposti gli uni agli altri nel corso dei decenni fino ad arrivare all'ondata liberista dei governi di centrosinistra (sinistra?) che le hanno applicato la aziendalizzazione che è stato il colpo definitivo. Quindi si può dire che l'attuale situazione è figlia della storia del nostro paese e delle contingenze politiche; ciò però non toglie che ora che la scuola pubblica è virtualmente morta almeno le si faccia un funerale di rispetto e non s'infierisca sul suo cadavere e invece no perchè l'esecutore testamentario sta facendo esattamente l'opposto ossia fare in modo che si eviti anche solo l'eventualità che possa risorgere: quello che fecero i romani con Cartagine quando "sparsero" il sale. Quella che ora abbiamo di fronte non è più una scuola ma un'insieme composto formato da due "sottoinsiemi": quelli che cercano un lavoro e che per anni hanno fatto da pilastro ad essa e i "parcheggiati" (gli studenti) che sono lì perchè non c'è altro che si trova da fargli fare. Quindi capisco coloro che direttamente protestano con il Ministro perchè si sentono traditi dalle promesse preelettorali ma se vogliono realmente trovare colpevoli devono solo conoscere la storia repubblicana. Non sono un difensore di questo governo nè tantomeno di quelli della destra liberista, pd, ma non posso non rilevare il fatto che l'attuale classe dirigente è figlia di quello che la società ha seminato da 60 anni questa parte......
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