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mercoledì 31 gennaio 2018

Cuneo, gli industriali esortano i giovani a non studiare

Fonte: Il Fatto Quotidiano Società | 31 gennaio 2018  Filosofo
Cuneo, gli industriali ai giovani: «Se volete lavorare non studiate troppo». Parole chiare, dirette, senza troppe perifrasi. Parole nelle quali si condensa, in fondo, l’eterno problema del rapporto tra potere e sapere. Il messaggio è forte e chiaro: se siete colti, formati e pensanti siete un problema, cari giovani. È proprio così. Nulla è più fastidioso e insopportabile, per chi comanda, di un sottoposto che sappia pensare con la sua testa e, dunque, valutare da sé, con occhio vigile e mente libera, senza accettare in silenzio e con irriflessa passività il comando ricevuto. Lo sappiamo, nihil novi.
Da sempre il potere odia il sapere: mira a contenerlo, a limitarlo, ad amministrarlo, di modo che esso possa essergli funzionale e, comunque, mai si attivi per metterne in discussione l’assetto. Il potere odia il sapere e, in ogni caso, preferisce l’ignoranza. Che è troppo spesso sinonimo di passività e disponibilità a obbedire cadavericamente, senza battere ciglio. Ora tutti si fingono increduli per la frase, certo un po’ brusca, ma se non altro schietta e diretta, degli industriali di Cuneo. E magari a fingersi increduli sono gli stessi che da anni, a colpi di “buona scuola” et similia, hanno attivamente operato per condurci nel baratro della società analfabetizzata e a ignoranza sempre più diffusa. Dove quel che conta – vi dice qualcosa la “alternanza scuola-lavoro”? – non è lo studio, ma il lavoro immediato e quelli che il sommo poeta chiamava “i sùbiti guadagni”.
Insomma, giovani. Sappiatelo: se studiate, siete pericolosi per il potere. E dunque, a maggior ragione: studiate con zelo e vera passione, non v’è nulla di più rivoluzionario!
Società | 31 gennaio 2018

giovedì 18 febbraio 2016

I nodi arrivano sempre al pettine...

E' stato un fatto episodico, ma è stato fortemente evocativo della situazione: nonostante la forte esortazione del Premier il Parlamento non ha applaudito ai dati "positivi" del job act, perchè? Perchè quella, come altre riforme, è fallita o meglio ha funzionato ma non nel senso sperato ma si è semplicemente risolta in una grossa partita di giro fra lo Stato, che dava sgravi fiscali al 100% agli imprenditori che assumevano a tempo indetermminato, e gli stessi imprenditori che ingolositi dalla cosa hanno dato vita alla più grande corsa all'assunzione, surrogata dallo Stato, della storia recente: peccato che questa corsa si è improvvisamente arrestata al 31/12/2015 ossia quando gli sgravi fiscali e contributivi arretravano dal 100% al 80% e c'è da scommetterci che entro pochissimo tempo la corsa ci sarà ancora ma a ritroso.... come erano assunti così torneranno alla loro vita da precari di prima: con buonapace dei tanti sostenitori e dello stesso Premier. In economia di, finto, mercato qual'è quella dove viviamo i numeri contano eccome ed infatti la cassa integrazione è aumentata così come i disoccupati e la crescita (il totem con cui ci fregano sempre) rimane lì al palo, anzi con i chiari di luna di un ennesima crisi del debito PRIVATO (NON PUBBLICO COM'ERA GIA' ACCADUTO NEL 2008, non credete ai giornali) in arrivo la situaizone non potrà che peggiorare!
Gli artifici contabili non funzionano più: siamo in una situazione pre-crollo della Grecia nel 2008 e nelle stesse condizioni sia economiche che contabili. L'Italia, che lo sappiate o meno o che vi illudiate o meno con le balle che ci propinano, è nelle stesse condizioni della Grecia e non è tutta colpa nostra... ma così va il mondo e, come dicono i felici sostenitori del cosiddetto libero mercato, questo è il mondo nel quale viviamo..
E' finito anche il bancomat fondi pensione: è ufficiale ossia dal 2017 in poi, oltre al profondo rosso dei fondi pensione (fino a tre anni fa era di un bel verde) anche il patrimonio inps sta andando a farsi benedire, di chi è la colpa? Delle politiche asfittiche del governo che ha usato i nostri contributi come un bancomat finanziando tutto il finanziabile ivi compresa l'ultima trovata della "guerra alla povertà (fatta con i soldi di chi fra qualche anno andrà in pensione sarà anche lui povero)"  fatta con i soldi inps. Dai e dai non poteva che finire così: con le pensioni che vanno ramengo e i poveri che aumentano a dismisura, oltre che con coloro che sono sopra la soglia fatidica costretti a farsi assicurazioni pensionistiche private, oltre che sanitarie già perchè ora c'è anche questo problema: dopo anni e anni passati a distruggerla sanità pubblica altro non è che un fantasma e, anche visti gli ultimi scandali, le possibilità che la si possa salvare sono minime, che fare? I nostri ministri hanno già pronta la ricetta: una bella assicurazione sanitaria privata, cribbio!
E veniamo al punto:perchè il governo fa la faccia feroce con l'europa? Semplicemente perchè è colpevole e sa di esserlo al pari della stessa europa sia chiaro (basta pensare a cos'ha fatto l'europa alla Grecia..). Con governi e maggioranze quali ci troviamo qui il problema maggiore è del tutto interno: ci vorrebbe gente con la schiena dritta e non persone che pensano solo al tornaconto e a farsi la pensione con soli due anni e mezzo di servizio parlamentare.
D'altronde perchè dovrebbero farsi scrupoli? visto che anche al governo con soli tre mesi di "lavoro" presso l'azienda di famiglia s'è fatto fare una pensione d'oro dall'ente in cui è stato eletto......

domenica 6 ottobre 2013

E' nei dettagli che ci tolgono la vita, la libertà, la democrazia.....

Possiamo votare, certo; ma appena votiamo per qualcuno che non sia "dentro" il sistema fanno subito quadrato.. fino al punto di allearsi, per un governo, con un condannato definitivo (di cui conoscono benissimo, fatti e misfatti) e mettere fuori gioco chi non aveva espresso il voto secondo i voleri del sistema politico-finanziario che si sta costruendo artatamente alle, e sulle, nostre spalle.......
Più volte ne ho parlato della sensazione, ma ormai è una certezza, che si sia presa questa crisi per fare i conti con il welfare per andare allegramente incontro a un disegno di una società dove tutto è sul mercato e vi si accede se si può: dlla sanità alla scuola; dal web al consumo tutto deve passare attraverso esso; si chiama libero mercato e lo Stato riduce i propri interventi e la propria presenza al minimo su esso ma ..... ma mantiene alcune cosette non da poco: tassazione (con cui copre le perdite delle avventure e dei problemi che il mercato, è sotto gli occhi di tutti, crea e che non vuole pagare; si chiama socializzazione delle perdite); giustizia (per chi la può pagare naturalmente .... nei paesi dove è già esistente questo progetto di società pochi vi accedono); sicurezza (interna ed esterna.... ma è la stessa cosa perchè gli Stati si attrezzano non contro i pericoli esterni - ci sono ma sono facilmente gestibili - ma verso quelli interni si proprio interni NOI ossia i cittadini che, anche se in ritardo, si accorgono della rapina che si sta perpetrando a nostre spese e, qualche volta, si ribellano con il voto - per ora - nelle piazze nel prossimo futuro).
Naturalmente non lo fanno in un colpo solo: mica siamo una dittatura (....). No lo fanno un pò per volta e cercano anche di guadagnarci (spesso "fare" il parlamentare permette di costruirsi quella vita che in altri modi sarebbe impossibile per molti di loro che non hanno mai fatto niente in vita loro nè saprebbero da dove cominciare...): il tasso di corruzione, di clientele, di familismo (nel pubblico e nel privato) è parimenti proporzionale al tasso di inettitudine e supinità all'interesse dei grandi interessi che muovono il disegno del mercato globale; in pratica crescono insieme geometricamente ed esponenzialmente insieme.... no lo fanno un pò per volta; un pezzo per volta: una leggina qui; un parere là e dopo vent'anni il giochino è fatto e noi siamo fregati.
Alcuni esempi?
  1. Aumento dell'iva: in silenzio il governo, per rientrare nel parametri che ci hanno imposto, reso l'iva ... retroattiva; non solo l'ha aumentata ma l'ha resa, appunto, antencedente alla variazione in base al dpr 633/72 (1972 si nello scorso millennio) .. vedrete le bollette che arriveranno!
  2. Pensioni, (1): hanno per mesi ventilato la "risoluzione" del problema degli esodati, vero? Non cambia nulla... decine di migliaia di lavoratori aspettano che fine fare ... aspetteranno ancora, molto probabilmente invano.
  3. Pensioni, (2): donate il sangue? se volete andare in pensione dovrete "recuperare" i giorni dedicati a questa nobilissima attività solidale...... per alcuni donatori si arriverà a dover "recuperare" fino a 10 mesi o rinunciare a un 2% dell'assegno pensionistico; riforma fornero docet.
  4. Pensioni, (3): dal 1/1/2012, sempre riforma fornero, non c'è più il sistema quote ma è stato introdotto il sistema unico di pensione anticipata che prevede il solo canale di massima anzianità contributiva che per quest'anno è di 42 e 5 mesi per gli uomini e 41 e 5 mesi per le donne (di base sono 40 anni ... ma c'è la riforma Brunetta e quindi c'è l'aumento del ritardo del periodo per andare in pensione di 3 mesi ogni 18) ... se mai dovesse avvenire comunque prima dei 62 anni viene applicata una riduzione della quota pensionistica pari al 1% per i primi due anni più un 2% per ogni ulteriore anticipo; non lamentatevi c'è un eccezione: se, in base alla legge 14/2012, entro il 31/12/2017 avete sempre lavorato potete andarci, dov'è l'inghippo? nella lista che l'inps ha pubblicato per definire cosa s'intende per lavoro effettivo e cosa no, alcun esempi? Tenetevi forte:
    a. il periodo di astensione facoltativa post parto fruita in attività di servizio;
    b. permessi ex legge 104/92 (ci stanno ragionando, però);
    c. congedo straordinario retribuito per assistenza ai familiari con handicap ex art.42, comma 5, dlgs 151/2001 con diritto a percepire lo stipendio;
    d. il riscatto della laurea;
    e. l'aspettativa senza stipendio per gravi motivi familiari;
    f. il periodo di riscatto del congedo parentale fuori dal rapporto di lavoro;
    g. i periodi di contribuzione volontaria (anche se ricongiunti ex legge 29/79);
    h. i periodi di disoccupazione (anche se ricongiunti stessa legge punto precedente);
    i. le maggiorazioni del servizio legate all'invalidità e allo status di non vedente e dall'esposizione all'amianto;
    j. l'aumento figurativo di dieci anni di versamenti contributivi previsti dalla legge sulle vittime del terrorismo 206/2004;
    k. la maggiorazione pari a due mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di lavoro (e fino a un massimo di 5) ex art.80, comma 3, legge 388/2000 ... in pratica riguarda i lavoratori invalidi ecc.
    e, dulcis in fundo........sapevate del buco inps di circa 12 mld di euro? Si? E sapevate che dipende in massima parte dall'accorpamento dell'inpdap nell'inps? E sapevate anche che, a parte qualche miliardo dovuto a clientelismi vari e ruberie varie nonchè qualche titolo derivato, è dovuto al, non trascurabile fatto, che lo Stato (in tutte le sue entità e articolazioni).... non ha pagato i contributi e che hanno fatto letteralmente le corse ad accorpare con l'inps per scaricare sui "privati" questo enorme buco, che altrimenti avrebbe aggravato il deficit di spesa, innescando una prossima guerra fra morti di fame meglio detti lavoratori dipendenti?
  5. Sanità: mentre la vera spesa, quella farmaceutica (con tutto il precipitato di clientele), non viene ridotta significativamente lo Stato continua a ridurre i trasferimenti alle regioni per assicurare la sanità pubblica che ormai non è molto differente da quella pubblica americana  o.... di un qualunque paese africano.
  6. Trasporti: anche qui.... si paga e si pagherà di più, grazie ai tagli dei trasferimenti per assicurare il trasporto pubblico, senz'avere un servizio adeguato ai nostri "fratelli" europei;
  7. Istruzione: non ci sono soldi... e stavolta nemmeno per i privati la pacchia è finita anche per loro.
  8. Tasse: pare che la seconda rata dell'imu sarà pagata ma in più pagheremo anche la tares e ser.tax. e regioni, province e comuni potranno aumentare fino al massimo l'irpef locale e le vari addizionali (oltre quella già varata dal governo ora) che paghiamo già su bollette, benzina ecc. .... portanto la tassazione ufficiale al 45% mentre quella vera è già al 50% e oltre; naturalmente tacendo sullì'aspetto, sempre poco indagato, di quella tasse nascosta chiamata "svalutazione interna (ossia l'impedire gli aumenti dei salari pubblici e privati, per tacere dei bassi salari dei precari)" vera alternativa a quella svalutazione della moneta che era l'unico strumento per superare, insieme ad altri, la crisi.
.. ma tutti sti soldi dove sono andati o dove vanno, ve lo siete chiesto? Vanno al debito e a ripagarlo.. interessi compresi.
Allora ce lo mettiamo in testa che l'euro è un paravento o no?
E ce lo mettiamo in testa che che finchè viviamo in una società basato tutta su un esperimento di eugenetica economica, meglio detto mercato globalizzato, distruggerà tutto quel, poco o molto che sia, che si è fatto per aiutare gli ultimi a superare i confini dei ceti sociali per costruire una società democratica qual'era questo, ed altri paesi, fino a qualche tempo fa?
Buon inizio di settimana, si fa per dire...

giovedì 3 gennaio 2013

.. così conciati dove andiamo?

Mentre in Germania i Direstat, le agenzie di collocamento, sono vuote e inoperose (stanno conoscendo, a nostre spese, un vero boom economico) si apprestano a "tempi duri (vorei anch'io averli come loro i tempi duri)", da noi facciamo i conti della serva.... diamo qualche dato per capirci:
  1. nel nostro paese la ricchezza privata, detenuta per i 2/3 dal 10% della popolazione, ammonta a circa 8640 mila miliardi di euro;
  2. al resto della popolazione rimangono le briciole, più le tasse, tariffe, imposte, tributi e contributi vari.
  3. pur sapendo che senza istruzione di massa, sanità, ricerca e sviluppo e investimenti compatibili con le casse dello Stato non si ha un futuro l'Italia esporta i cervelli ma taglia proprio nei settori che determinano il benessere sociale. culturale ed economico.
Questi sono dati aggregati per grandi linee ma sono significativi, credo, di come sia miope e subalterna la politica, tecnica e non, agli interessi di una piccola parte della popolazione facendo pagare alla massa il mantenimento dello status quo: come non far caso al meccanismo di pagamento della tasse universitarie che dopo una certa aliquota si .... fermano, che significa? Che non c'è proporzionalità nel pagarle e in pratica il ceto medio e basso, quello che ancora si può permettere di mandare i figli non dico all'università ma anche alle superiori ormai, paga la retta ai ricchi o al minimo ai benestanti; alla faccia del proporzionalismo incastonato in costituzione. E' un paese profondamente ingiusto e squilibrato, facciamo un altro esempio?
In questo paese che si vanta di essere fra le prime dieci potenze economiche dell'occidente ci sono:
  1. 1 mln di analfabeti totali;
  2. 6 mln di analfabeti parziali;
  3. 13 mln di persone che hanno solo la V° elementare;
  4. il 50% dei ragazzi fra i 15 e i 18 non sa leggere e capire i testi;
  5. il numero di "NEET" fra i 15 e i 29 anni proviene da famiglia a bassa scolarizzazione;
  6. il 65% degli adulti non sa, ancora, orientarsi nella società dell'informazione per mancanza delle competenze minime .... quello che si definisce "analfabetismo funzionale";
  7. la metà della popolazione fra i 25 e i 65 anni ha solo la licenza media;
  8. il 25% ha il diploma;
  9. il 15% la laurea.
i dati son presi da "ricchi e poveri" di nunzia penelope che consiglio a lato di leggere. Naturalmente si potrebbe continuare con i dati ma so benissimo che in un modo li conosciamo quindi passo ai quesiti che mi e Vi pongo:
  • Così conciati dove crediamo di andare a parare?
  • Davvero c'é da meravigliarsi che fenomeni come il berlusconismo, e altri simili, o la partitocrazia (dalla cui crisi il primo discende) abbiano attecchito fino al punto da ridurci così?
  • Siamo considerati dai tedeschi "i pezzenti d'europa", come dargli torto se ci trattano ancora da magliari?
Se vogliamo un futuro .... no, diciamolo meglio: se VOGLIAMO SPERARE di avere ancora un futuro come paese prima di tutto non dobbiamo combattere, per primo, gli effetti "politici" ma la loro causa: noi....
p.s.
queste sono riflessioni se qualcuno se ne sente offeso lo dica pure ma deve anche spiegarmi dove dico cose errate.

mercoledì 25 luglio 2012

Il referendum che nessuno vuole..

Ogni anno lo Stato "dona" alle scuole private, facenti parte del cosiddetto "circuito delle paritarie (ossia quelle che in base ad una legge del governo D'Alema sono riconosciute pari alle pubbliche, con pari diritti ... anche se spesso hanno meno doveri, come quello di accettare disabili)" ed in massima parte cattoliche, milioni di euro: peccato che contemporaneamente le pubbliche vedono proporzionalmente ridotte le dotazioni finanziarie e di personale; quindi anziché spingere per elevare il livello delle paritarie a quello, che era prima della legge 62/2000, delle pubbliche si é fatto in modo di abbassarne il livello a quello delle seconde, le paritarie .... i risultati sono sotto gli occhi di tutti perché gli studenti italiani, secondi solo agli americani, sono pochissimo "preaprati", per non dire ignoranti, secondo il metodo PISA. Il punto é: l'art. 33 della Costituzione davvero, quando parla di "senza oneri per lo Strato", vieta il finanziamento delle cosiddette private, pur se paritarie? Secondo una interpretazione letterale, la risposta é sì; secondo invece una seconda interpretazione, diciamo, "evoluta (che si basa sui lavori preparatori della Costituente)" la risposta é no soprattutto con il combinato disposto del 33 e del 34 della Costituzione. Personalmente, ho fatto qualche ricerca in mattinata, entrambe le interpretazioni sono valide: dipende da come s'intende il concetto di laicità e da come lo Stato si pone di fronte alla libera iniziativa privata in materia d'istruzione, materia quest'ultima tutelata costituzionalmente almeno per i primi otto anni scolastici che devono essere gratuiti e uguali per tutti, senza differenze: e credo che sia questa la strada giusta, perché nessuno vuole vietare ai genitori di poter scegliere, ma da che mondo é mondo solo mettendo insieme ragazzi delle famiglie ricche e quelli dei poveri si possono avere ottime probabilità di impedire la nascita e crescita di una società divisa per caste che non solo non si parlano fra loro ma nemmeno si capiscono; ma soprattutto c'é il rischio che chi meno ha ... ha anche minore istruzione poche probabilità di emergere se ne ha il merito e le capacità, ricordate quello che diceva l'amato capo? Se rimangono con l'insegnamento delle famiglie che inculcano i "valori giusti" anziché quello che imparano nelle scuole..... A Bologna il comitato art. 33 ha proposto un referendum in merito fra i cittadini, referendum che é stato dichiarato ammissibile dai Garanti: fin qui sembrerebbe tutto bene, ma non é così: perché praticamente tutti i partiti sia al governo cittadino che all'opposizione, non M5S che lo appoggia e SEL che é a metà strada fra il si e il no, si sono schierati contro .... strano vero? In uno Stato laico, che rispetta però la libera iniziativa, un privato può e deve, se vuole, aprire una istituzione educativa e lo Stato deve garantirne la possibilità di farla funzionare per ampliare l'offerta ma deve porre degli standard: che necessariamente sono elevati sia per le pubbliche che per le private; é di qualche giorno fa una sentenza della Corte Costituzionale che sostiene che i servizi pubblici non possono essere privatizzati; ciò significa che chiunque può fare libera intrapresa m non a detrimento dell'interesse generale ossia non a detrimento degli usufruitori generali, nel caso dell'istruzione, i giovani o meglio i futuri cittadini le cui famiglie possono e devono poter scegliere quella che ritengono la migliore a disposizione ma non devono essere sospinti verso il privato.... perché il pubblico é morto. Ben venga quindi il referendum; ben venga l'espressione diretta dei cittadini in una materia garantita costituzionalmente; i partiti si ritirino in buon ordine e li lascino esprimere: solo così si mantiene viva la democrazia!!!!!

mercoledì 22 giugno 2011

e lo chiamano sviluppo? ma 'dde chè?

Ma tu guarda, hanno approvato il decreto per lo sviluppo. E che decreto: epocale direi, non foss'altro perché l'hanno approvato con ben 317 voti che significa la maggioranza assoluta: per queste cose non ci sono problemi mentre ce ne sono quando si tratta di approvare un ordine del giorno sul trasferimento dei ministeri al nord che guarda caso è quello negativo in materia proposto dall'opposizione, cari elettori leghisti per quanto tempo ancora dovrete ingoiare rospi? Detto ciò. Veniamo a come intendono lor signori lo sviluppo:

  1. RICERCA. Mica si tratta di soldi dati a università, pubbliche e private, per consentirgli di fare ricerca pura, troppo facile e logico. No danno il credito d'imposta alle aziende che investono in ricerca: dove sei UE? Qui si finanzia il privato sottobanco...... chi controllerà che davvero i soldi vadano in ricerca? E perchè invece non si sono dati direttamente alle università i suddetti crediti per consentirgli di farla in proprio la ricerca come sarebbe più logico?
  2. DESIGN. Nella guerra infinita fra piccola e grande impresa sui prodotti non brevettati secondo voi chi ha avuto la meglio? Manco a parlarne, andiamo oltre.
  3. TURISMO. Nel paese che possiede il 40% del patrimonio culturale del pianeta attuare una politica turistica spinta da forti investimenti, magari in joint ventuer con i privati, sarebbe il minimo e invece: da un lato hanno lasciato senza legislazione l'uso dei beni costieri demaniali (che prima volevano vendere ai privati con annessa colata di cemento) com'è ora, quindi si rimane con l'attuale far west il che significa che che la lobby balneare continua a fare lauti profitti senza che le comunità ne abbiano il beneficio proporzionalmente dovuto. In compenso s'introduce la tassa di un euro che il visitatore non residente dovrebbe pagare al comune di competenza ..... e chi controlla se davvero la paga? Ce li vedete i VV.UU. a fare sotto il sole a faer il giro dei bagnanti chiedendo lo scontrino? Io no.
  4. FISCO. Niente riforme e niente tagli alle tasse: come si fa se non ci sono soldi per finanziarla? Forse con una guerra all'evasione fiscale quantificata in 275 mld di euro? Macché; invece tolgono poteri a Equitalia e girano i poteri ai Comuni: il che significa un condono sottotraccia per gli enti locali, in seguito ai tagli continui, non sono in grado di riscuotere un bel nulla. Sarebbe bastato dare dei limiti all'azione di equitalia e basta, magari un limite minimo sotto il quale equitalia non poteva intervenire con mezzi impropri...... troppo facile.
  5. CREDITO D'IMPOSTA. Alle imprese che al sud del paese assumono: magari. Senza Fondi FAS che sono deputati all'uopo come s'invoglia l'imprenditore che già suo ha la convenienza a far lavorare a nero? O é la solita solfa tipo legge Tremonti con i corollari di capannoni e fabbriche aperte il tempo di avere i crediti per poi chiuderli e scappare con il malloppo? Meglio sarebbe stato creare un remake della Tennessee Valley Authority che faceva fare buchi a terra per poi riempirli, vi pare?
  6. Acqua e servizi locali. Qui casca l'asino, cari blogger. Mica danno luogo a una legge che espelle la politica da essi, macché; si limitano a creare un autorità, senza soldi e personale, che decide, in tema d'acqua, su tariffe e investimenti: visto come sta andando a finire con le sue sorelle maggiori c'è poco da ben sperare........... e, poi, con il resto dei servizi locali che il referendum ha liberato dal giogo privato, che si fa? Nulla. Meglio sarebbe stato fare società interamente pubbliche con azionariato popolare: non era l'ideale però ......
  7. SCUOLA. mica si tolgono, in ottemperanza alla nostra Costituzione, finanziamenti ai privati, scherzate? No si predne atto che i precari sono i nuovi schiavi del XXI secolo e quindi sacrificabili sull'altare del rigore staccando definitivamente la spina a quella pubblica ormai deceduta divenuta, insieme alle università, un parcheggificio per futuri inoccupati (che andranno a ingrossare le fila dei disoccupati e degli analfabeti che dopo 50 anni sono in crescita, soprattutto al sud), avendo escluso l'art. 9 comma 18 del decreto la scuola dall'applicazione della direttiva europea che prevede l'assunzione a tempo indeterminato dei precari che per tre anni hanno lavorato con contratti temporanei.....

Se questo vi sembra una sferzata all'economia e un impulso allo sviluppo..........

giovedì 1 luglio 2010

Qualcosa ci fu ......

... e mentre nell'addomesticatissima opposizione, salvo rare eccezioni, si sonnecchia e al massimo ci si indigna con esternazioni che lasciano il tempo che trovano (ossia nulla) nella destra demagogica il fuoco cova sotto la cenere:
il ddl sulle intercettazioni a fine luglio arriverà alla Camera e sarà approvato così com'è nonostante il Garante per la privacy si sia allienato sulle posizioni di chi vi è contrario (mi sa che non ci rimarrà a lungo garante); questa classe dirigente non vuole sottomettersi alla regola base della democrazia ossia la trasparenza e quindi vuole il bavaglio;
la riforma "rivoluzionaria" della scuola e della università (in pratica la certificazione che siamo in un paese dove lo Stato, uccidendo scuola pubblica e università di massa - cosa ben diversa di massificata che è sinonimo di parcheggio - abdica ai privati l'istruzione e la formazione dei futuri cittadini e quindi chi ha soldi vi manda i propri pargoli e chi no li manda alla defunta scuola pubblica, i diritti costano non lo dimenticate...) pezzo a pezzo cade sotto il maglio censorio delle sentenze del TAR che ne dichiarano, ogni volta che viene chiamato in causa, di volta in volta la inapplicabilità o, come da ultimo, l'incostituzionalità. Potete giurarci che andranno avanti comunque (non siamo in uno Stato di diritto) però le sentenze rimangono e fanno precedente;
Lodo Alfano. Vista la messe di sentenze contro o prescritte qualcuno vicino all'amato capo si preoccupa e sta pensando ad una estensione del suindicato salvachiappe anche ai procedimenti in corso (finora è previsto solo per il Capo dello Stato ... forse in previsione dell'ascensione al Colle dello stesso amato Capo) per il Presidente del Consiglio........ dopo lo sudo per gli evasori che sono tutti benemeriti della Repubblica per l'alto servizio svolto ora abbiamo il ritorno della intangibilità della figura del capo del Governo ..... a quando la dichiarazione di essere lì per diritto divino?
Se qualcuno si fosse fatto l'idea che l'amato Capo si ritirasse a vita privata si sbaglia naturalmente: rimane lì dov'è ora, mi spiace e anzi accumulerà anche, per i prossimi 25 anni, anche la presidenza del milan...... ci aspettiamo folle gaudenti nelle maggiori piazze italiane e marce oceaniche sotto palazzo ..... venezia? No ........ per ora. Ma il fiore all'occhiello sapete qual'è? Trattativa, o qualcosa del genere, ci fu fra Stato e mafia: non lo dico io ma il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia. La cosa realmente qualificante della nostra democrazia (...) sapete qual'è? Che dai media poco o nulla traspare. E sapete perchè? Semplice: l'ignoranza può essere direzionata, la consapevolezza, no. Buonanotte Italia.

domenica 27 settembre 2009

Anche alla festa del PdL contestano la Gelmini

Non ha vita facile la Ministra Gelmini se è vero che è stata contestata anche alla festa del PdL dai suoi per giunta: ma come mai? Forse perchè il target conferitogli era quello di ridurre ai minimi termini la scuola pubblica per spingere, indirettamente, le famiglie a servirsi di quelle private (a pagamento per giunta)? Tutti sappiamo come fra tagli (gli ultimi hanno solo contribuito a farla morire) e riduzioni la scuola è ormai il fantasma di quello che dovrebbe essere com'è vero che siamo agli ultimi posti per qualità dell'insegnamento e istruzione dei ragazzi in Occidente (peggio di noi gli americani ma ci stiamo attrezzando anche per questo): è anche vero che ci si mantiene nel solco di chi l'ha preceduta e quindi si ci possiamo lamentare ma in realtà è a noi setssi che dobbiamo guardare se vogliamo cercare dei colpevoli dell'attuale situazione: il disegno di una scuola elitaria è sempre andato di pari passo con uno svilimento delal scolarizzazione di massa e quindi non ci si può illudere che possa cambiare qualcosa proprio con chi è lì per eseguirlo; stessa cosa dicasi per le Univeristà: qualcuno davvero pensava che si volesse migliorarle o renderle più efficienti? O qualcuno s'illude ancora che la meritocrazia sia il faro dei politici: allora essi per primi dovrebbero mollare perchè sono il frutto della società e se la società ha dei limiti, e ci sono, non può accadere che il livello della classe dirigente fosse differente. Il ruolo svolto in questo Ministero non è mai stato facile fin dal primo Governo del 1948 perchè è uno dei pilastri della crescita e maturazione dei cittadini di un paese e da sempre vi si sono appuntati sopra gli occhi di tutti. Dalle lobby alle gerarchie vaticane, dai sindacati ai partiti politici: tutti a far pressione e a spuntare accordi o altro per favorire la propria parte: non è facile gestirlo e richiederebbe persone di alta levatura morale e intellettuale e soprattutto lavorare per fare l'interesse degli utenti fornendo non solo "servizi" ma soprattutto programmi adeguati ai cambiamenti della società e del mondo del lavoro; invece dal 1948 la scuola è sempre stata un mezzo di compromesso e di scambio fra le forze politiche e, soprattutto, è sempre stato appannaggio del biancofiore che si la faceva funzionare ma contemporaneamente aveva anche la necessità di creare le condizioni per affinchè anche le private, segnatamente quelle cattoliche, non andassero fuori mercato: anche perchè la Costituzione italiana impedisce che lo Stato le finanzi direttamente. Come fare allora? Ripulire quella pubblica dall'interno: non spingere affinchè le private salissero a livello della pubblica ma il contrario esatto con nocumento per "il servizio reso" alla comunità. Vi chiederete perchè la prendo così alla lontana: è semplice, perchè la nostra scuola non è ridotta così per semplice colpa degli attuali politici ma ha mali antichi che si sono sovrapposti gli uni agli altri nel corso dei decenni fino ad arrivare all'ondata liberista dei governi di centrosinistra (sinistra?) che le hanno applicato la aziendalizzazione che è stato il colpo definitivo. Quindi si può dire che l'attuale situazione è figlia della storia del nostro paese e delle contingenze politiche; ciò però non toglie che ora che la scuola pubblica è virtualmente morta almeno le si faccia un funerale di rispetto e non s'infierisca sul suo cadavere e invece no perchè l'esecutore testamentario sta facendo esattamente l'opposto ossia fare in modo che si eviti anche solo l'eventualità che possa risorgere: quello che fecero i romani con Cartagine quando "sparsero" il sale. Quella che ora abbiamo di fronte non è più una scuola ma un'insieme composto formato da due "sottoinsiemi": quelli che cercano un lavoro e che per anni hanno fatto da pilastro ad essa e i "parcheggiati" (gli studenti) che sono lì perchè non c'è altro che si trova da fargli fare. Quindi capisco coloro che direttamente protestano con il Ministro perchè si sentono traditi dalle promesse preelettorali ma se vogliono realmente trovare colpevoli devono solo conoscere la storia repubblicana. Non sono un difensore di questo governo nè tantomeno di quelli della destra liberista, pd, ma non posso non rilevare il fatto che l'attuale classe dirigente è figlia di quello che la società ha seminato da 60 anni questa parte......

lunedì 18 maggio 2009

G8 Atenei: mentre i rettori parlano fra loro........................

A Torino si tiene il G8 degli Atenei: che significa? Che oltre 41 Rettori di 18 Università di tutto il mondo s'icontrano e discutono fra loro: di cosa, la summa della intellighencia burocratica e amministrativa del mondo universitario, parla? E gli studenti saranno auscultati o no? E dato che sono loro che pagano hanno, credo, un certo diritto a esserlo. Essi parlano del futuro del mondo universitario che dovrebbe far nascere le future classi dirigenti dei paesi di appartenenza nonchè i tecnici e i professionisti e non ascolta l'oggetto della riflessione: ci sarebbe da chiedere come mai. Insomma ci si aspetterebbe qualcosa, come dire, di fantasmagorico e invece.... invece le cose sono molto più terra terra dato che oggi, con la scusa del merito e della meritocrazia (principio sacrosanto ma che nasconde elitismo e selezione di classe visti, anche, i costi proibitivi anche per l'Italia - ma anche per altri paesi e lasciamo stare gli USA - , che stanno raggiungendo le tasse universitarie sempre più appannaggio per pochi a scapito delle qualità individuali salvo poi lamentarsi della fuga di cervelli; tant'è che lo stesso Obama, lo ha ammesso, che se fosse capitato in questi anni a studiare all'università non se lo sarebbe potuto permettere se non sognare ... e se lo dice lui) si fa università altolocata e non di massa; per pochi e non per chi merita tanto le baronie e le raccomandazioni rimarranno pari pari con qualche accorgimento di sorta ma rimarranno. In molti paesi si sta approfittando della crisi, questa crisi totem su cui scaricare tutto, per avviare riforme universitarie e delle scuole inferiori che stanno azzerando quanto conquistato negli anni che vanno dal 1930 al 1980 (l'anno della vittoria di Reagan e l'anno che ha visto vincere il liberismo mercataro senza regole). In Italia la cosa è ancora più grave perchè non solo si sta compiendo un processo iniziato nel 1948 di svuotamento della scuola pubblica, anche nelle eccellenze, per parificarla a quella privata (in particolare quella cattolica) e non il contrario dato che di solito dovrebbe essere il contrario: ossia quelle private dovrebbero competere con quelle pubbliche per poter attirare i figli dei benestanti e benpensanti che dovrebbero trovare "conveniente" mandarli lì a pagamento mentre quelle pubbliche sono a basso costo; quelle private devono non poter contare sull'appannaggio statale di sostegno dato a vario titolo per aggirare la Costituzione che parla di "senza oneri per lo Stato". G8 degli Atenei che si sta traducendo anche in proteste fortissime degli studenti, non solo italiani, presenti numerosi a Torino. Naturalmente non sono mancati gli incidenti (provocati o meno saranno le indagini a verificarlo) nelle strade e la durezza delle forze dell'ordine, presenti in forze, è stata all'altezza. Un copione già visto? si spera di no se con la mente si va a Genova e a quello che accadde e a quello che poi è emerso dai processi: non sta a me ricordarlo basta leggere e guardare in rete (usate un qualunque motore di ricerca e cercate G8 Genova sia nei video che nelle notizie e cercate processi per il G8 e ne leggerete delle belle: non posso dimenticare quel "1 a 0 per noi" quando si venne a sapere di quanto accaduto in Piazza Alimonda che è significativo.......) e ci si fa una chiara idea di quanto accadde. Giustificate le proteste a Torino? Dal punto di vista teorico sì perchè un'Università elitaria impedisce la partecipazione a quel diritto all'istruzione che è la base reale del consenso democratico; dal punto di vista pratico ci sono modi e modi di protestare e modi e modi di reprimerle. E non è solo una questione formale.
Due filmati sono esplicativi.
guardateveli e rifletteteci.

giovedì 23 ottobre 2008

Protesta studentesca? mando la polizia

Non lo faccia Presidente, non mandi la polizia contro gli studenti. E' vero che questa scuola è piena di sprechi e inefficienze; è anche vero che questa scuola figlia della Repubblica e sua immagine necessita di una profonda riforma che mai nessun Ministro, spesso democristiano, realmente ha voluto fare mirando a svuotarla per favorire le scuole private (segnatamente cattoliche ma non solo); è anche vero che questa scuola è stata svilita dal '68 (molti sessantottini sono oggi nelle file della destra) e dai suoi falsi miti; ma è soprattutto vero che non si può far arretrare la nostra scuola pubblica ai livelli da terzo mondo e indietro nel tempo fino al cavallo fra 1800 e 1900 quando NON era obbligatorio andarvi e molto era basato sui maestri che facevano "missione" nelle lande povere del nord e del sud e chi non poteva permetterselo aveva il minimo indispensabile di istruzione: il resto lo si doveva pagare con immensi sacrifici della famiglia e dello studente stesso. E' soprattutto vero che, per favorire l'indirizzarsi delle famiglie verso le scuole private (segnatamente cattoliche) - per le quali la nostra Costituzione democratica NON prevede finanziamenti diretti - si deve, come dire, non efficientizzare realmente quella pubblica (almeno è questa l'impressione) riempiendola solo di insegnanti di religione che vengono assunti al di fuori di qualunque reale selezione e solo su nulla osta, pare, dell'autorità ecclesiastica (cosa di cui si sta occupando anche la UE e molto poca rispettosa della modalità, prevista dalla Costituzione, di selezione via concorso pubblico). E' tutto vero ma i giovani, questi giovani non meritano i manganelli repressivi ma di dialogo: se generazione è stata mai maggiormente civile e partecipativa è proprio questa che sta vivendo l'allontanamento del proprio futuro nel mondo della fantascienza e dell'improbabile. Non criminalizziamoli; non facciamo gli errori fatti nel 1977 e negli anni successivi creando l'humus culturale e politico per il terrorismo brigatista e fascista, sarebbe un'errore gravissimo e un nemico creato in casa contro cui far sbattere l'attenzione pubblica mentre comunque i tagli verranno fatti, e sarano draconiani, e comunque la scuola pubblica a diventare un'attore passivo: un fantasma che riceve coloro che non possono permettersi economicamente quelle private, nè tantomeno le università trasformate in fondazioni private con rette, per forza di cosa, altissime che costringerebbero le famiglie, che volessero far avanzare negli studi i propi figli o sperare che essi "vincano" una qualche borsa di studio (in puro modello USA che ormai appartiene alla storia passata ed è destinato a passare in secondo piano sul pianeta, visto che la stessa Germania, non un paese comunista, ha deciso di intraprendere la strada esattamente opposta a quella italiana, spingendo per un'impennata dell'intervento pubblico in nome del principio "meglio istruiti che ignoranti laureati"). Questi sono giovani che lottano per il proprio futuro e per non perdere l'ultima cosa cui hanno diritto: l'istruzione. I Governi dal 1990 in poi hanno eliminato tutto quello che poteva dargli sicurezza: non leviamogli pure la ultima frontiera per costruirsi la propria vita. Estremizzare questo movimento, pochissimo politicizzato (e pochissimo infiltrato dai sindacati che hanno il loro da fare a tener buoni i lavoratori impedendogli di protestare per la completa mancanza di interventi a loro favore per restituirgli potere d'acquisto cui hanno un sacrosanto diritto visto che sono stati gli unici a pagare le scelte liberiste dei governi e condivise dagli stessi sindacati), e molto indirizzato al dialogo e al confronto è un gravissimo errore politico e di immagine soprattutto per chi vive di immagine e su essa ha costruito le proprie fortune. Sono gli stessi giornali della destra non estrema a segnalare la durezza del "mando la polizia": ciò significherà qualcosa o no? E il PD? Oltre che a fare testimonianza e a "condannare" non ha fatto: e come potrebbe? E' figlio di quelle maggioranze che hanno contribuito a fare della pubblica istruzione lo sfacelo che è oggi: una pessima coscienza e un bello scheletro nell'armadio che non testimonia a favore di un cambio, sperato da qualcuno, di maggioranza in quanto gli obiettivi sono gli stessi e i referenti economici e sociali pure.

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