giovedì 23 ottobre 2008

Protesta studentesca? mando la polizia

Non lo faccia Presidente, non mandi la polizia contro gli studenti. E' vero che questa scuola è piena di sprechi e inefficienze; è anche vero che questa scuola figlia della Repubblica e sua immagine necessita di una profonda riforma che mai nessun Ministro, spesso democristiano, realmente ha voluto fare mirando a svuotarla per favorire le scuole private (segnatamente cattoliche ma non solo); è anche vero che questa scuola è stata svilita dal '68 (molti sessantottini sono oggi nelle file della destra) e dai suoi falsi miti; ma è soprattutto vero che non si può far arretrare la nostra scuola pubblica ai livelli da terzo mondo e indietro nel tempo fino al cavallo fra 1800 e 1900 quando NON era obbligatorio andarvi e molto era basato sui maestri che facevano "missione" nelle lande povere del nord e del sud e chi non poteva permetterselo aveva il minimo indispensabile di istruzione: il resto lo si doveva pagare con immensi sacrifici della famiglia e dello studente stesso. E' soprattutto vero che, per favorire l'indirizzarsi delle famiglie verso le scuole private (segnatamente cattoliche) - per le quali la nostra Costituzione democratica NON prevede finanziamenti diretti - si deve, come dire, non efficientizzare realmente quella pubblica (almeno è questa l'impressione) riempiendola solo di insegnanti di religione che vengono assunti al di fuori di qualunque reale selezione e solo su nulla osta, pare, dell'autorità ecclesiastica (cosa di cui si sta occupando anche la UE e molto poca rispettosa della modalità, prevista dalla Costituzione, di selezione via concorso pubblico). E' tutto vero ma i giovani, questi giovani non meritano i manganelli repressivi ma di dialogo: se generazione è stata mai maggiormente civile e partecipativa è proprio questa che sta vivendo l'allontanamento del proprio futuro nel mondo della fantascienza e dell'improbabile. Non criminalizziamoli; non facciamo gli errori fatti nel 1977 e negli anni successivi creando l'humus culturale e politico per il terrorismo brigatista e fascista, sarebbe un'errore gravissimo e un nemico creato in casa contro cui far sbattere l'attenzione pubblica mentre comunque i tagli verranno fatti, e sarano draconiani, e comunque la scuola pubblica a diventare un'attore passivo: un fantasma che riceve coloro che non possono permettersi economicamente quelle private, nè tantomeno le università trasformate in fondazioni private con rette, per forza di cosa, altissime che costringerebbero le famiglie, che volessero far avanzare negli studi i propi figli o sperare che essi "vincano" una qualche borsa di studio (in puro modello USA che ormai appartiene alla storia passata ed è destinato a passare in secondo piano sul pianeta, visto che la stessa Germania, non un paese comunista, ha deciso di intraprendere la strada esattamente opposta a quella italiana, spingendo per un'impennata dell'intervento pubblico in nome del principio "meglio istruiti che ignoranti laureati"). Questi sono giovani che lottano per il proprio futuro e per non perdere l'ultima cosa cui hanno diritto: l'istruzione. I Governi dal 1990 in poi hanno eliminato tutto quello che poteva dargli sicurezza: non leviamogli pure la ultima frontiera per costruirsi la propria vita. Estremizzare questo movimento, pochissimo politicizzato (e pochissimo infiltrato dai sindacati che hanno il loro da fare a tener buoni i lavoratori impedendogli di protestare per la completa mancanza di interventi a loro favore per restituirgli potere d'acquisto cui hanno un sacrosanto diritto visto che sono stati gli unici a pagare le scelte liberiste dei governi e condivise dagli stessi sindacati), e molto indirizzato al dialogo e al confronto è un gravissimo errore politico e di immagine soprattutto per chi vive di immagine e su essa ha costruito le proprie fortune. Sono gli stessi giornali della destra non estrema a segnalare la durezza del "mando la polizia": ciò significherà qualcosa o no? E il PD? Oltre che a fare testimonianza e a "condannare" non ha fatto: e come potrebbe? E' figlio di quelle maggioranze che hanno contribuito a fare della pubblica istruzione lo sfacelo che è oggi: una pessima coscienza e un bello scheletro nell'armadio che non testimonia a favore di un cambio, sperato da qualcuno, di maggioranza in quanto gli obiettivi sono gli stessi e i referenti economici e sociali pure.
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