mercoledì 22 giugno 2011

e lo chiamano sviluppo? ma 'dde chè?

Ma tu guarda, hanno approvato il decreto per lo sviluppo. E che decreto: epocale direi, non foss'altro perché l'hanno approvato con ben 317 voti che significa la maggioranza assoluta: per queste cose non ci sono problemi mentre ce ne sono quando si tratta di approvare un ordine del giorno sul trasferimento dei ministeri al nord che guarda caso è quello negativo in materia proposto dall'opposizione, cari elettori leghisti per quanto tempo ancora dovrete ingoiare rospi? Detto ciò. Veniamo a come intendono lor signori lo sviluppo:

  1. RICERCA. Mica si tratta di soldi dati a università, pubbliche e private, per consentirgli di fare ricerca pura, troppo facile e logico. No danno il credito d'imposta alle aziende che investono in ricerca: dove sei UE? Qui si finanzia il privato sottobanco...... chi controllerà che davvero i soldi vadano in ricerca? E perchè invece non si sono dati direttamente alle università i suddetti crediti per consentirgli di farla in proprio la ricerca come sarebbe più logico?
  2. DESIGN. Nella guerra infinita fra piccola e grande impresa sui prodotti non brevettati secondo voi chi ha avuto la meglio? Manco a parlarne, andiamo oltre.
  3. TURISMO. Nel paese che possiede il 40% del patrimonio culturale del pianeta attuare una politica turistica spinta da forti investimenti, magari in joint ventuer con i privati, sarebbe il minimo e invece: da un lato hanno lasciato senza legislazione l'uso dei beni costieri demaniali (che prima volevano vendere ai privati con annessa colata di cemento) com'è ora, quindi si rimane con l'attuale far west il che significa che che la lobby balneare continua a fare lauti profitti senza che le comunità ne abbiano il beneficio proporzionalmente dovuto. In compenso s'introduce la tassa di un euro che il visitatore non residente dovrebbe pagare al comune di competenza ..... e chi controlla se davvero la paga? Ce li vedete i VV.UU. a fare sotto il sole a faer il giro dei bagnanti chiedendo lo scontrino? Io no.
  4. FISCO. Niente riforme e niente tagli alle tasse: come si fa se non ci sono soldi per finanziarla? Forse con una guerra all'evasione fiscale quantificata in 275 mld di euro? Macché; invece tolgono poteri a Equitalia e girano i poteri ai Comuni: il che significa un condono sottotraccia per gli enti locali, in seguito ai tagli continui, non sono in grado di riscuotere un bel nulla. Sarebbe bastato dare dei limiti all'azione di equitalia e basta, magari un limite minimo sotto il quale equitalia non poteva intervenire con mezzi impropri...... troppo facile.
  5. CREDITO D'IMPOSTA. Alle imprese che al sud del paese assumono: magari. Senza Fondi FAS che sono deputati all'uopo come s'invoglia l'imprenditore che già suo ha la convenienza a far lavorare a nero? O é la solita solfa tipo legge Tremonti con i corollari di capannoni e fabbriche aperte il tempo di avere i crediti per poi chiuderli e scappare con il malloppo? Meglio sarebbe stato creare un remake della Tennessee Valley Authority che faceva fare buchi a terra per poi riempirli, vi pare?
  6. Acqua e servizi locali. Qui casca l'asino, cari blogger. Mica danno luogo a una legge che espelle la politica da essi, macché; si limitano a creare un autorità, senza soldi e personale, che decide, in tema d'acqua, su tariffe e investimenti: visto come sta andando a finire con le sue sorelle maggiori c'è poco da ben sperare........... e, poi, con il resto dei servizi locali che il referendum ha liberato dal giogo privato, che si fa? Nulla. Meglio sarebbe stato fare società interamente pubbliche con azionariato popolare: non era l'ideale però ......
  7. SCUOLA. mica si tolgono, in ottemperanza alla nostra Costituzione, finanziamenti ai privati, scherzate? No si predne atto che i precari sono i nuovi schiavi del XXI secolo e quindi sacrificabili sull'altare del rigore staccando definitivamente la spina a quella pubblica ormai deceduta divenuta, insieme alle università, un parcheggificio per futuri inoccupati (che andranno a ingrossare le fila dei disoccupati e degli analfabeti che dopo 50 anni sono in crescita, soprattutto al sud), avendo escluso l'art. 9 comma 18 del decreto la scuola dall'applicazione della direttiva europea che prevede l'assunzione a tempo indeterminato dei precari che per tre anni hanno lavorato con contratti temporanei.....

Se questo vi sembra una sferzata all'economia e un impulso allo sviluppo..........

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