''Sono sicurissimo che gli italiani amano l'Italia e sono certo che pochi la cambierebbero con un'altra patria'': questo lo dice il Capo dello Stato alla Sapienza... e come cittadino di questo paese devo "ottemperare", pur senza dimenticare "come" hanno costruito l'unità... tutti plebisciti, certificati ex post da prefetti, e annessioni (come per il Regno delle Due Sicilie) o conquiste come per il lombardo-veneto (in quest'ultimo caso non mica sicuro che i milanesi erano contenti di assumere la piemontesizzazione come forma unitaria... sono quasi sicuro che un Cattaneo pensasse a uno Stato federale e non certo a una brutta copia della Francia post napoleonica..). Ma comunque questo é il paese che ci troviamo fra le mani e dobbiamo abbozzare, vero? Ora, dicevo, il Capo dello Stato si dice sicuro che gli italiani amano il paese e non dovrei avere motivo di dubitare, però ..... però Presidente Napolitano che mi dice delle ultime dichiarazioni dell'ad della Fiat Marchionne? Anche lui ama l'Italia? Anche lui è disposto a fare sacrifici e tenere aperte in perdita le aziende italiane rinunciando a qualche profitto o stock option) Perché a me quelle dichiarazioni mi sann un tantino di forzatura (per non dire ricatto) della situazione verso il Governo cui si chiede quelle "riforme" che guarda caso sinistroidi, ma liberali per carità, come Ichino sono prontissimi ad elaborare: che prontezza di riflessi, vero Presidente? In particolare la Fiat mi fa venire in mente i miliardi di lire in termini di finanziamenti per costruire fabbriche al Sud o altrettanti miliardi di cassa integrazione o di pensionamenti anticipati per mantenere la pace sociale o, ancora, alla distrazione governativa quando la fiat si comprò praticamente gratis l'alfa romeo...... ricorderete che Marchionne salutò con favore l'avvento di Monti e ora passa all'incasso scaricando sul Governo il peso della sua incapacità di tollerare un sindacato che faccia davvero il suo mestiere, la Fiom, chiedendogli di intervenire pro domo sua dato che ha domato uil e cisl ma quella Fiom.......
Caro Presidente,
amarei questo paese se questo paese, nella sua parte politica e istituzionale, amasse a sua volta gli italiani e non ci fossero evasori, caste, corporazioni, falsi unti e falsissimi untori e amerei anche questo paese se vedessi i confindustriali dire, come fanno negli USA i riccastri veri e non i pezzenti arricchiti, facciamo rientrare i capitali che abbiamo accumulato all'estero, illegalmente o meno non conta, e ci paghiamo le tasse rinunciando volontariamente ad un 30% di profitti con i quali c'investiamo in titoli pubblici; amerei questo paese se vedessi questo paese finalmente libero di andare a votare con una seria riforma elettorale e scegliersi il proprio destino e non la procastinazione delle stesse e la "nomina (....)" di: un ex S&P; di pezzi grossi delal finanza cattolica ecc. ecc. con i quali i giornali si stanno sbizzarrendo a impallinare mettendo alla berlina tutte le marachelle che hanno combinato in argomento di conflitto d'interesse, quando invece non sono indagati........ altrimenti Caro Presidente a me questo paese da un profondo senso di nausea da un lato e di tristezza dall'altro se ripenso ai tanti ITALIANI che hanno lottato, combattuto e sono morti per darci un paese migliore in un mondo migliore e che ora si rigirano nella tomba nel vedere "dove" quel paese l'hanno buttato e in che modo....
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
giovedì 1 dicembre 2011
Chi dovrebbe amare l'Italia?
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mercoledì 30 novembre 2011
Comprare titoli? ma nemmeno per sogno.......
Dopo l'addio di Lucio Magri era indeciso se fare stasera un post; insomma non mi andava ma poi mi son detto: e perché mai? Cosa avrebbero fatto questi personaggi al mio posto? Avrebebro continuato sulla propria strada, magari ogni tanto voltano lo sguardo e lasciandosi nel proprio cervello quello spazio privato per non dimenticare", ma fermarsi proprio no.... quindi: stasera parliamo della scienza triste per eccellenza, l'economia. Quella scienza che guru, si fa per dire, come: Von Hayek, Von Mises, Friedman, Smith, ecc. hanno elevato al rango di scienza per il controllo sociale attraverso una semplice idea ossia l'equazione mercato=democrazia=libertà sia alla radice di tutto e di tutti e senza saremmo persi...... Un enorme balla: perché l'unica cosa che hanno ottenuto é l'aumento della povertà, della precarietà della vita, della carestia ecc. ricordiamocelo.
Viviamo in un sistema economico-finanziario basato sul debito che é alla base di tutto, si debito per: comprare la casa; comprare il cellulare; comprare l'auto; ecc. ecc. il debito é la vera ricchezza... ma sapevate che quando contraete un prestito state facendo arricchire qualcun'altro? Infatti il sistema alla base ha proprio questo: consumo, debito, profitto. La produzione passa in secondo piano perché anch'essa si basa su un deficit: di ideazione, costruzione, vendita. Dagli Stati a noi stessi siamo tutti indebitati: ad oggi se noi volessimo 60 milioni di italiani volessimo eliminare da soli il debito pubblico nostrano dovremo sborsare almeno il 16% del reddito lordo annuo .... impossibile. Standard & Poor ha previsto l'anno scorso che il 60% degli Stati del pianeta sarà presto sull'orlo del fallimento, perché? Semplice: anziché usare le tase per finanziare la crescita sociale e culturale e la valorizzazione del cittadino li spendono in "programmi" finanziati al solo scopo di spingere l'individuo a spendere, spendere, spendere per spingere chi produce a produrre sempre di più; ma come ben sappiamo tutti a un certo punto o il mercato si satura o..... si ferma perché tutti hanno raggiunto l'esatto equilibrio fra risorse e prodotti da consumare. Se a ciò aggiungiamo che viviamo in una società finanziarizzata dove non si produce qualcosa ma solo profitti ben si capisce come la ricorsa fra consumatori, non cittadini, e produttori é persa in partenza a favore dei secondi perché hanno a loro disposizione molti mezzi per spingere i primi a spendere anche quanto non ne hanno bisogno: come? Con l'induzione della domanda attraverso il marketing e il credito al consumo e da questa tenaglia non si esce se non quando non si é più capaci di pagare, non c'è alternativa: sia che tu sei ricco o straricco o povero o indigente "conti solo se hai l'accesso alle risorse", altrimenti non esisti e, con buonapace di tutte le religioni, sei solo un peso o meglio un costo da tagliare per sempre. Ecco perché se seguirete la campagna "acquistiamoci noi il debito italiano perché i tassi sono convenienti" é la classica fuffa con il quale attirare le pecore nel recinto dove qualcuno ha già introdotto i lupi che devono solo allungare il collo per mangiare ..... non devono nemmeno adottare tecniche e strategie dato che il cibo é la a portata di muso. Non ci cascate: diventerete debitori di voi stessi e creditori del .... nulla. Quel debito non può essere ripagato perché nel mondo reale, qui, NON esiste: é stato creato in Borsa da persone e istituzioni che hanno scommesso non se vi indebiterete ma quanto e con un sistema del genere non si ha scampo .... non credete agli untori del debito perché l'unico modo per uscire da un sistema che scommette contro se stesso per arricchirsi, chiunque facesse in piccolo una cosa del genere andrebeb in galera in due secondi, é aprire gli occhi sul mondo anzi sulla banca "che hanno costruito intorno a noi" dandoci ogni tanto respiro (hanno paura che ci svegliamo e ogni tanto allargano i cordoni della borsa) per poi richiuderla quando si accorgono che ci stiamo elevando appena sopra il livello che ci hanno pre-assegnato: perché, come dice Adam Smith nella ricchezza delle nazioni "la mano invisibile del mercato permette una riallocazione delle risorse solo nel momento in cui si raggiunge un equilibrio" .... il problema é che quest'equilibrio, per propria struttura, non sarà mai raggiunto proprio perché intrinsecamente proprio il sistema a due facce finanza/produzione é instabile perché tutto basato sulle aspettative... di arricchirsi di alcuni a scapito proprio dei molti, ossia di voi e me; quindi se vi venisse voglia proprio di spendere i vostri soldi (se ne avete in più): fate scorte e rimanete liquidi e se proprio volete contribuire continuate a fare il vostro lavoro e la vostra vita ..... tappatevi le orecchie al canto delle sirene sennò farete la fine dei compagni di Ulisse.
Viviamo in un sistema economico-finanziario basato sul debito che é alla base di tutto, si debito per: comprare la casa; comprare il cellulare; comprare l'auto; ecc. ecc. il debito é la vera ricchezza... ma sapevate che quando contraete un prestito state facendo arricchire qualcun'altro? Infatti il sistema alla base ha proprio questo: consumo, debito, profitto. La produzione passa in secondo piano perché anch'essa si basa su un deficit: di ideazione, costruzione, vendita. Dagli Stati a noi stessi siamo tutti indebitati: ad oggi se noi volessimo 60 milioni di italiani volessimo eliminare da soli il debito pubblico nostrano dovremo sborsare almeno il 16% del reddito lordo annuo .... impossibile. Standard & Poor ha previsto l'anno scorso che il 60% degli Stati del pianeta sarà presto sull'orlo del fallimento, perché? Semplice: anziché usare le tase per finanziare la crescita sociale e culturale e la valorizzazione del cittadino li spendono in "programmi" finanziati al solo scopo di spingere l'individuo a spendere, spendere, spendere per spingere chi produce a produrre sempre di più; ma come ben sappiamo tutti a un certo punto o il mercato si satura o..... si ferma perché tutti hanno raggiunto l'esatto equilibrio fra risorse e prodotti da consumare. Se a ciò aggiungiamo che viviamo in una società finanziarizzata dove non si produce qualcosa ma solo profitti ben si capisce come la ricorsa fra consumatori, non cittadini, e produttori é persa in partenza a favore dei secondi perché hanno a loro disposizione molti mezzi per spingere i primi a spendere anche quanto non ne hanno bisogno: come? Con l'induzione della domanda attraverso il marketing e il credito al consumo e da questa tenaglia non si esce se non quando non si é più capaci di pagare, non c'è alternativa: sia che tu sei ricco o straricco o povero o indigente "conti solo se hai l'accesso alle risorse", altrimenti non esisti e, con buonapace di tutte le religioni, sei solo un peso o meglio un costo da tagliare per sempre. Ecco perché se seguirete la campagna "acquistiamoci noi il debito italiano perché i tassi sono convenienti" é la classica fuffa con il quale attirare le pecore nel recinto dove qualcuno ha già introdotto i lupi che devono solo allungare il collo per mangiare ..... non devono nemmeno adottare tecniche e strategie dato che il cibo é la a portata di muso. Non ci cascate: diventerete debitori di voi stessi e creditori del .... nulla. Quel debito non può essere ripagato perché nel mondo reale, qui, NON esiste: é stato creato in Borsa da persone e istituzioni che hanno scommesso non se vi indebiterete ma quanto e con un sistema del genere non si ha scampo .... non credete agli untori del debito perché l'unico modo per uscire da un sistema che scommette contro se stesso per arricchirsi, chiunque facesse in piccolo una cosa del genere andrebeb in galera in due secondi, é aprire gli occhi sul mondo anzi sulla banca "che hanno costruito intorno a noi" dandoci ogni tanto respiro (hanno paura che ci svegliamo e ogni tanto allargano i cordoni della borsa) per poi richiuderla quando si accorgono che ci stiamo elevando appena sopra il livello che ci hanno pre-assegnato: perché, come dice Adam Smith nella ricchezza delle nazioni "la mano invisibile del mercato permette una riallocazione delle risorse solo nel momento in cui si raggiunge un equilibrio" .... il problema é che quest'equilibrio, per propria struttura, non sarà mai raggiunto proprio perché intrinsecamente proprio il sistema a due facce finanza/produzione é instabile perché tutto basato sulle aspettative... di arricchirsi di alcuni a scapito proprio dei molti, ossia di voi e me; quindi se vi venisse voglia proprio di spendere i vostri soldi (se ne avete in più): fate scorte e rimanete liquidi e se proprio volete contribuire continuate a fare il vostro lavoro e la vostra vita ..... tappatevi le orecchie al canto delle sirene sennò farete la fine dei compagni di Ulisse.
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