di F. Q. | 4 novembre 2014
Il suicidio assistito è “un’assurdità”. A dirlo è il presidente della pontificia accademia per la Vita, monsignor Carrasco de Paula, commentando il caso di Brittany Maynard, la 29enne che si è tolta la vita il 1 novembre. La giovane americana, colpita da una forma molto aggressiva di cancro al cervello, aveva annunciato la volontà di ricorrere all’eutanasia. Il
30 ottobre, però, aveva avuto posticipato la sua scelta a quando le
sue condizioni fisiche sarebbero peggiorate. “Mi sento ancora
abbastanza bene, provo ancora gioia, scherzo e sorrido con la mia famiglia e i miei amici e non mi sembra il momento giusto adesso”, aveva spiegato in un video. Un rinvio che è durato solo due giorni, fino al 1 novembre, quando la giovane è morta a casa sua.
Il presidente vaticano di bioetica ha spiegato come il gesto di Brittany non può essere considerato “una scelta dignitosa“,
anche se non possiamo sapere “quello che è successo nella coscienza.
Noi scegliamo sempre cercando il bene, il guaio è quando sbagliamo”. “La
coscienza è come un santuario in cui non si può entrare. Ma
riflettiamo – ha detto de Paula – sul fatto che se un giorno si
portasse a termine il progetto per cui tutti i malati si tolgono la vita, questi sarebbero abbandonati completamente. Il pericolo è incombente perché la società non vuole pagare i costi della malattia
e questa rischia di divenire la soluzione”. “Questa donna – continua
monsignor Carrasco de Paula – ha agito pensando di morire
dignitosamente, ma è qui l’errore: suicidarsi non è una
cosa buona, è una cosa cattiva perché è dire no alla propria vita e a
tutto ciò che significa rispetto alla nostra missione nel mondo e verso
le persone che si hanno vicino. Bisogna chiedersi se è questa la morte
con dignità“.
Il presidente della pontificia accademia per la Vita ha poi fatto riferimento ad un caso personale.
“Mio padre è morto per un cancro al cervello. Lui è stato un grande
esempio di morte con dignità poiché fino all’ultimo ha adempiuto alla
sua missione in vita, una missione che tutti abbiamo, fino all’ultimo
singolo giorno”. Nel caso di Brittany poi, prosegue il Carrasco de Paula, “c’è da dire che è stata accompagnata in questo gesto da un movimento, Compassion&Choice, che l’ha convinta
e che ha una propria ideologia che risponde a una cultura che Papa
Francesco ha sottolineato come cultura dello scarto. Quella cultura per
cui ciò che non ci serve, ciò che diviene di peso per la società, anche
come costi, lo buttiamo via”.
A dare la notizia della morte della giovane 29enne, infatti, è stato Sean Crowley,
un portavoce dell’associazione Compassion&Choice, che lotta per il
diritto all’eutanasia. “Brittany è morta, ma il suo amore per la vita e
la natura, la sua passione e il suo spirito continuano a vivere”, ha
dichiarato Barbara Lee Coombs, presidente dell’organizzazione che ha sostenuto Brittany. Lo stesso giorno, il suo sito thebrittanyfund.org ha diffuso il messaggio d’addio della 29enne: “Addio a tutti i miei amici e alla mia famiglia che amo. Oggi è il giorno in cui ho scelto di morire con dignità
alla luce della mia malattia terminale”. Una posizione su cui prende
posizione il Vaticano. “Non giudichiamo le persone – ha
concluso Carrasco de Paula – ma il gesto in sé è da condannare. Una morte così non ha assolutamente nulla di degno“.
p.s.
ma
come mai il vaticano è così sollecito in questi casi e sembra
addormentato quando si tratta di problemi veri della società non andando
oltre una generica condanna? E' anacronistico ormai quest'atteggiamento
perchè la sofferenza in questi casi è grande e l'individuo ha il
diritto di decidere se andarsene dignitosamente o meno....
si parla di progresso, di evoluzione, di civiltà ci ritroviamo invece in un nuovo medio evo dove conta chi si nasconde dietro il potere o vi si allea con esso.
martedì 4 novembre 2014
lunedì 3 novembre 2014
Spagna, sondaggio “El Pais”: Podemos, partito degli Indignados, è il 1° partito
di F. Q. | 3 novembre 2014
Otto mesi per conquistare la politica spagnola. E’ questo il sorprendente risultato del partito degli indignados spagnoli, Podemos, secondo un sondaggio condotto da Metroscopia per El Pais. Se si andasse alle urne oggi, dicono i risultati, il movimento guidato da Pablo Iglesias conquisterebbe il 27% delle preferenze, ben 7 punti percentuali in più rispetto al Partido Popular dell’attuale premier Mariano Rajoy. Un tracollo del partito al governo che, rispetto ai risultati delle elezioni politiche del 2011, ha perso più della metà dei consensi, passando dal 44,6% al 20,7%.
L’insoddisfazione dei cittadini spagnoli nei confronti di Rajoy e dei suoi uomini di governo ha fatto sì che il Partido Popular rappresenti, al momento, la terza realtà politica del Paese, con i Socialisti che, nonostante abbiano subito una flessione di 2,5 punti percentuali rispetto al 2011, si troverebbero adesso al 26,2%. Ma il malcontento dell’elettorato non ha solo spostato i voti democratici verso altri partiti: il sondaggio registra un 20% di astensionisti e circa il 18% degli intervistati che hanno manifestato l’intenzione di votare scheda bianca.
In attesa dei calcoli di ottobre del Centro statale di ricerche sociologiche (Cis), che potrebbero confermare i dati forniti dal sondaggio, resta da capire se il successo di Podemos sia legato a un periodo di particolare malcontento del Paese, che vede nel partito degli indignados l’unica alternativa rispetto a una politica che lo ha deluso, o se davvero i consensi al nuovo movimento di Iglesias siano solidi e strutturati, trasformandolo in una alternativa concreta. Nel 2011, Podemos ha ottenuto 1,2 milioni di voti e 5 seggi in Parlamento, ma il trend, in vista delle regionali del 2014 e le generali del 2015, sembra in netto rialzo. A questo 27 % potrebbe aggiungersi, sempre secondo il sondaggio di Metroscopia, un ulteriore 8% di elettori del Partito Popolare, che si dicono disposti a dare il loro voto al movimento anti-casta di Iglesias.
p.s.
fossero in italia subito salterebbero fuori i difensori dello status quo, leggi giornalisti e sodali vari nonchè italioti vari plagiati e convinti di quello che dicono, a demonizzare e ridicolizzare il tutto..... l'abbiamo visto con Grillo e M5S, hanno programmi simili, che a ogni piè sospinto si trovano il fiato al collo dei branchi di iene, riuscendovi peraltro, pronte a sbranarli!! Ma la Spagna, per loro fortuna, non è l'Italia: c'è speranza ancora, per loro...
Otto mesi per conquistare la politica spagnola. E’ questo il sorprendente risultato del partito degli indignados spagnoli, Podemos, secondo un sondaggio condotto da Metroscopia per El Pais. Se si andasse alle urne oggi, dicono i risultati, il movimento guidato da Pablo Iglesias conquisterebbe il 27% delle preferenze, ben 7 punti percentuali in più rispetto al Partido Popular dell’attuale premier Mariano Rajoy. Un tracollo del partito al governo che, rispetto ai risultati delle elezioni politiche del 2011, ha perso più della metà dei consensi, passando dal 44,6% al 20,7%.
L’insoddisfazione dei cittadini spagnoli nei confronti di Rajoy e dei suoi uomini di governo ha fatto sì che il Partido Popular rappresenti, al momento, la terza realtà politica del Paese, con i Socialisti che, nonostante abbiano subito una flessione di 2,5 punti percentuali rispetto al 2011, si troverebbero adesso al 26,2%. Ma il malcontento dell’elettorato non ha solo spostato i voti democratici verso altri partiti: il sondaggio registra un 20% di astensionisti e circa il 18% degli intervistati che hanno manifestato l’intenzione di votare scheda bianca.
In attesa dei calcoli di ottobre del Centro statale di ricerche sociologiche (Cis), che potrebbero confermare i dati forniti dal sondaggio, resta da capire se il successo di Podemos sia legato a un periodo di particolare malcontento del Paese, che vede nel partito degli indignados l’unica alternativa rispetto a una politica che lo ha deluso, o se davvero i consensi al nuovo movimento di Iglesias siano solidi e strutturati, trasformandolo in una alternativa concreta. Nel 2011, Podemos ha ottenuto 1,2 milioni di voti e 5 seggi in Parlamento, ma il trend, in vista delle regionali del 2014 e le generali del 2015, sembra in netto rialzo. A questo 27 % potrebbe aggiungersi, sempre secondo il sondaggio di Metroscopia, un ulteriore 8% di elettori del Partito Popolare, che si dicono disposti a dare il loro voto al movimento anti-casta di Iglesias.
p.s.
fossero in italia subito salterebbero fuori i difensori dello status quo, leggi giornalisti e sodali vari nonchè italioti vari plagiati e convinti di quello che dicono, a demonizzare e ridicolizzare il tutto..... l'abbiamo visto con Grillo e M5S, hanno programmi simili, che a ogni piè sospinto si trovano il fiato al collo dei branchi di iene, riuscendovi peraltro, pronte a sbranarli!! Ma la Spagna, per loro fortuna, non è l'Italia: c'è speranza ancora, per loro...
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