mercoledì 2 luglio 2008

E anche la Polonia non firma il Trattato: senza senso farlo

.... E la lista si allunga; La Francia da ieri è presidente di turno ma si trova con l'ennesima gatta da pelare, mentre si consuma l'ennesima gatta da pelare di Sarkozy e l'ennesima gaffe come dimostra questo fuori onda linkato qui da La Repubblica dimostrando come l'arroganza del potere non è un fatto solo nostrano: dopo i referendum olandese, francese e irlandese ora ci si mette anche la Polonia a rompere le uova nel paniere, infatti Il Presidente polacco non firmerà; per motivi suoi, molto probabilmente essendo filo americano, ben si sa come gli USA non vedano di buon occhio un frote Europa e dell'influenza di Oltretevere, che non gradisce la mancanza dei riferimenti alle cosiddette radici "cristiano(-giudaiche)" nel Trattato stesso (come se questo contasse dato che la storia c'insegna che c'è poco da andare fieri del passato "europeo"), e chissà per cos'altro, non intende firmarlo. E' un'altro duro colpo al sogno oligarchico dell'europa dei privilegiati. Siamo alla fine? Non credo perchè alla fine qualcosa metteranno su, magari solo con chi ci sta, creeranno la tecnocrazia europeista, con annessa burocrazia elefantiaca, che ci farà rimpiangere la nostra italietta. E' sempre di più un'Europa liberista; è l'Europa di chi ci guadagna con questo sistema economico che ha già distrutto economie floride e rovinato la vita di milioni di persone sul pianeta; un sistema che non considera nè aspettative nè futuro delle eprsone ma ne calcola il costo e soprattutto il valore e che soprattutto considera gli Stati come un peso da eliminare o ridurre ai minimi termini: buoni solo come mucca da mungere in tempi di crisi o come repressori quando queste crisi sfociano, com'è già accaduto in vari paesi, in violenze per la disperazione e la fame, null'altro. Il Sistema ha i suoi cani da guardia (FMI, BCE, Banca Mondiale, ecc.) e suoi aparati per autodifendersi e favorire gli interessi delle èlite, così come i più avveduti liberali dello scorso secolo ci tenevano a distinguersi dal liberismo gli stessi avvisano che se il liberalismo, come il marxismo, non fosse accettato dalle grandi masse esso aveva ben poche speranze di essere accettato dalle stesse dato che presupponeva situazioni in cui non tutti avrebbero potuto vivere in maniera accettabile e dignitosa. La storia invece è andata da un'altra parte e i risultati li vediamo oggi dove una fetta piccolissima della popolazione mondiale gode di status e reddito elevatissimo e il resto arranca (se non muore di fame, stenti e malattie): ivi compresa la gente che vive nel cosiddetto mondo libero. Da un tal quadro si comprende benissimo perchè vanno nel panico le oligarchie: si vederebbero vanificare i loro sforzi di creazione dei "migliori" predestinati a governa re a godersela a scapito degli altri e a loro spese. Per farlo avevano bisogno di mettere in crisi il sistema democratico riuscendovi però non hanno fatto i conti con il mondo reale (e con la loro stessa avidità), e i risultati si vedono: sempre di più c'è la crisi di rigetto e chi è più accorto cambia strada e segue l'umore mentre chi ha troppo da perdere pur sapendo che è destinato a fallire il sogno imperterrito continua perchè è l'unica cosa da fare: io sostengo invece che avevano ragione coloro che chiedevano a gran voce referendum per l'approvazione del Trattato in modo che la gente potesse rendersi conto e fare da pungolo per migliorare realmente la situazione respingendo l'elitizzazione e ampliando il processo democratico.
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